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Autore: rockettorussia    11/07/2022    1 recensioni
E se... Il Wonderland, il Paese delle Meraviglie, non fosse come tutti abbiamo sempre creduto?
E se... Il Wonderland fosse il red-blood Wonderland?
E se... fosse il Paese delle Meraviglie color rosso sangue?
*
Dal testo:
Il Cappellaio dischiuse le labbra come per dire qualcosa, ma da esse non uscì alcun suono. Mimò una parola con le labbra, e per un’agghiacciante istante potè sentire il suono della parola propagarsi nella sua mente all’infinito.
“Dead end.”
///
Il Cappellaio annuì convinto, alzando la scure e facendola risplendere alla luce che penetrava insistente dalle finestre a forma di cuore.
«Ah, è così divertente!»
«Deeeead end~.»
Genere: Dark | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
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[Questa fanfiction -come le altre sul profilo- è un repost delle mie fanfiction scritte dal 2012 al 2018 su diversi fandom e pubblicate tutte su EFP.]





 
Welcome to red-blood Wonderland


 
 
 
 
 
 
Correva. Non aveva una meta precisa, voleva solo scappare.
Non riusciva a capire cosa diavolo stesse succedendo, ricordava solo di trovarsi sotto un albero a leggere, poi aveva visto una strana figura vestita di bianco… e poi il nulla.
Aveva un dannato vuoto di memoria, e, dal giardino sul retro di casa sua, adesso si trovava in un bosco dove aveva sentito delle strane voci.
Che stava succedendo?


«Ah, Alice! Finalmente ti ho trovata.»
Una voce maschile la fece bloccare e voltare, mentre continuava ad ansimare per via della corsa.
Girò leggermente il volto in direzione della voce.
Ora davanti a lei si trovava un ragazzo con indosso strani abiti: Una tuba nera, di un materiale simile al feltro, più grande della sua testa – da cui sporgevano carte da gioco francesi, quali un asso di cuori e uno di picche – continuava a scivolare, e la strana figura si accingeva di continuo ad aggiustarla. La camicia dalle ampie maniche a sbuffo era finemente decorata con una miriade di pizzi e merletti, ma ciò Alice non l’avrebbe potuto notare, poiché a coprire la camicia c’era un grande fiocco rosso legato leggermente attorno al collo, con sopra disegnato un cuore di un rosso ancora più intenso. Due bretelle nere erano l’unico colore più scuro che risplendeva sul petto, per poi scendere fino alla vita, sulla quale si poteva notare una cintura di cuoio da cui partivano dei buffi pantaloni a sbuffo che terminavano al ginocchio.
«Tu chi sei? Come fai a sapere il mio nome?!» eslcamò Alice. Non si sarebbe mai impaurita così tanto, se non fosse stato per quegli occhi. Gli occhi di quello strano ragazzo erano completamente rossi; un rosso scarlatto, un rosso… sangue.
«Come, non lo sai? Oggi c’è il tè matto! E poi dobbiamo incontrare la Regina di Cuori!»
La giovane ragazza dai capelli neri – con un taglio troppo infantile, le ripetevano sempre – non riusciva più a capire che diavolo stesse succedendo; non riusciva a trovare il nesso logico tra tutto quello che diceva il giovane uomo, non capiva perché quel tizio – mai inontrato prima, se la sua memoria non faceva le bizze – conoscesse il suo nome, e perché le parlasse come un’amica di vecchia data.
«Ma tu… tu chi sei?» sussurrò la ragazza impietrita dalla paura.
A quel punto, il sorriso del ragazzo, da affabile divenne qualcosa di più… più inquietante, più… sadico.
Alice si maledisse per quello che aveva detto e un brivido corse per la sua schiena.
«Che domande… Sono il Cappellaio Matto! Andiamo, su, o faremo tardi.» esclamò infine quello strano soggetto scoppiando a ridere.
«Cappellaio Matto?!» Se prima era stupita, ora Alice era letteralmente terrorizzata da quel tipo, e fece per allontanarsi lentamente, quando il Cappellaio riprese a parlare.
«Oh insomma, che ti prende ora?»
Continuando a sorridere come se niente fosse, il Cappellaio le si avvicinò, e con dei riflessi degni di un felino, prese una carta e la scagliò contro di lei. Alice la evitò per un soffio; la ragazza girò il volto scandalizzata verso la carta: si era conficcata in profondità nel legno dell’albero.
«Ma che…?!» Non riuscì nemmeno a finire la frase, che un’altra carta le volò accanto, tagliando una ciocca di capelli a metà.
Alice sgranò gli occhi, fissando i capelli che cadevano al suolo e poi il ragazzo, che continuava a sorridere innocentemente – anche troppo.
«Allora, vogliamo andare?»
La paura di essere tagliata a metà da una di quelle carte superava di gran lunga la paura di seguire il Cappellaio, e quindi decise che magari, assecondanadolo, non si sarebbe fatta male. O almeno lo sperava.
«S-sì.» mormorò, sentendosi una stupida ad obbedire a ciò che diceva il Cappellaio.


Per tutto il tragitto, Alice non disse nulla, si limitò a fissare le sue scarpe che si superavano di continuo l’un l’altra e a guardare il Cappellaio cona aria inquieta, il quale ogni volta che incrociava il suo sguardo, non mancava di sorridere ed esclamare “Il tè sarà meraviglioso!”
Dopo un po’ uscirono da quel bosco che non aveva nulla di rassicurante – ma sicuramente era più rassicurante del Cappellaio – e quest’ultimo, con un piccolo inchino e una riverenza, invitò Alice a sedersi su una sedia, posta accanto al tavolo che a sua volta era posizionato vicino una baita di legno – che sembrava tutto fuorchè una casa.
Senza dire nient’altro, il Cappellaio entrò ed uscì di continuo dalla baita, finchè non ebbe portato tutto il necessario sul tavolino.
«Oggi March Hare non è potuto venire.. Pazienza! Mi divertierò anche con te!» sorrise e si sedette. «Happy Un-birthday to you!» esclamò, versando un po’ di tè nella tazzina destinata ad Alice. «Festeggiamo insieme questo magnifico giorno comune!» rise e bevve un sorso dalla sua tazzina di tè – quella più decorata, tra l’altro – e quando notò che Alice fissava pensierosa la tazzina senza bere e senza prendere un muffin o un pasticcino, senza perdere il sorriso le disse:
«Alice, non hai fame? Guarda che l’ho preparato io!»
Insospettita e spaventata allo stesso tempo da queste parole, la ragazza si scusò e bevve tutto d’un fiato, mangiando vari pasticcini. Non aveva fatto tutta quella fatica di seguirlo per nulla!


Dopo una buona ora passata a parlare e a ridere – anche se l’unico a ridere fu il Cappellaio – questi decise che era ora di andare in visita alla Regina.
I due riattraversarono il bosco – per la “felicità” di Alice – e arrivarono ad un sentiero – rigorosamente rosso – che portava ad un castello – indovinate un po’? – interamente rosso.
Superate le guardie – che dall’uniforme ricordavano delle carte da gioco di seme “cuore” – il Cappellaio prese un altro asso di cuori che nascondeva nella tasca e lo poggiò sul fiocco che reggeva i capelli di Alice.
«La Regina ci tiene molto.» sussurrò. Superato un altro corridoio, si ritrovarono in un’enorme sala con in fondo un enorme ritratto che raffigurava una donna vestita di rosso e, sotto di esso, c’era lei in persona; la Regina era seduta su di un trono dorato; indossava un vestito molto apio di un color rosso scarlatto, la cui gonna era decorata di tanti cuori di un rosso più chiaro.
Il Cappellaio si inchinò, mentra Alice si guardava intorno, sempre più sconvolta e atterrita.
«Mia Regina… è lei l’uman-- ehm, Alice.» sussurrò il ragazzo sorridendo e socchiudendo gli occhi.
La Regina sorrise, il suo era un sorriso così… materno, così… umano.
Alice tentò di non sembrare tanto imbarazzata e s’inchinò a sua volta, sospirando e sperando che finisse tutto bene
«Dunque tu sei Alice, eh?»
«Uh… sì.»


«Benvenuta… nel mio Paese delle Meraviglie color rosso sangue.»
Alice deglutì, si paralizzò. Che diavolo voleva dire “color rosso sangue”?! Sperò vivamente che fosse solo un mero paragone, e che il colore del sangue non c’entrasse molto con tutto ciò.
«Dunque tu sei… un’umana.» la Regina assottigliò gli occhi; per Alice fu come ricevere una coltellata. Cosa diavolo voleva dire? Loro non erano umani?! Certo, erano un po’ – parecchio – strani e quegli occhi rossi erano così inquietanti, ma avevano sembianze umane e non aveva mai pensato che non potessero esserlo.
«S-sì…»
«Aah… Per fortuna, pensavo che White Rabbit avesse sbagliato. Dunque, noi del Wonderland avevamo bisogno di un’umana…»
«C-che significa?» sussurrò Alice al Cappellaio Matto, sentendo il sangue che le si gelava nelle vene; aveva un pessimo presentimento.
Il ragazzo non le disse nulla, continuò a sorridere disciudendo gli occhi rosso sangue verso di lei.
«C-cappellaio…?» quel sorriso la spaventava; non le era mai accaduto una cosa del genere.
Il Cappellaio dischiuse le labbra come per dire qualcosa, ma da esse non uscì alcun suono. Mimò una parola con le labbra, e per un’agghiacciante istante potè sentire il suono della parola propagarsi nella sua mente all’infinito.

 
Dead end.”


La Regina si prese qualche minuto di pausa e riprese a parlare.
«Dicevo, avevamo bisogno di un’umana… Uhm, per usare termini “umani”… Ci serviva come… Uuh.. Ah, sì. Come “cavia da laboratorio”.»


Cavia.
Cavia?!
Cavia da laboratorio?!
Che diavolo voleva dire la Regina con “cavia da laboratorio”?! Aveva detto una cosa orribile, eppure continuava a sorridere come se nulla fosse.
Cosa stava succedendo?
Sembrava tutto così pazzo, così irreale, così... impossibile.


La ragazza indietreggiò lentamente, alzandosi piano, guardando la Regina di Cuori con aria terrorizzata.
«C-che significa…?»
«Esattamente quello che ho detto. Le parole hanno un significato perché sono io che voglio che significhino, cara.»
«Ma…?!»

 
Tutto ciò… poteva essere solo un sogno.
Giusto?


«Forza, procediamo con l’esperimento. Cappellaio…»

Esperimento?! Quale esperimento?!

Il sorriso rassicurante del Cappellaio Matto si trasformò in un orribile e folle ghigno.
Si avvicinò ad una parete, prese una scure lì appesa – a sembrava essere stata messa lì apposta – e spinse a terra Alice con un calcio.


«Forza, tagliale la testa.»


Tagliare… la… testa…
Com’era possibile?!

 
Un  sogno…


Sì, un folle e insensato sogno. Doveva essere per forza così.
Era solo un brutto incubo. Un incubo da cui si sarebbe risvegliata al più presto.

 
Un sogno… Solo un folle sogno…
Il Cappellaio, la Regina… non esistono, non esistono!
Sono un sogno! Sono falsi!
Sì, è solo frutto della mia immaginazione!


Il volto di Alice si deformò in un ghigno di terrore, per poi trasformarsi in un sorriso – uguale a quello del Cappellaio – fino a diventare una risata, una risata pazza, incontrollata… folle.
Folle come tutto, del resto.


«Ah… sì… ora ho capito! È solo un sogno! Un sogno folle e insensato! Sì… un sogno… è solo un sogno! Un sogno! È davvero bello il tuo Paese, Regina! Sì, davvero bello! Cappellaio! Cappellaio, prendiamo il tè insieme! Voglio partecipare ad un altro tè matto! La prossima volta invita anche March Hare! Sì… beviamo il tè insieme! Mangiamo pasticcini e beviamo tè! Tè rosso sangue! Rosso!»
Il ragazzo rise.
«Senz’altro, cara Alice.»
«Cappellaio! Buon non-compleanno!  Happy un-birthday to you! Non ti sembra un magnifico giorno come gli altri, oggi?! Festeggiamo, dai! Festeggiamo con un tè matto!»
Il Cappellaio annuì convinto, alzando la scure e facendola risplendere alla luce che penetrava insistente dalle finestre a forma di cuore.
«Ah, è così divertente!»
 
«Deeeead end.»
 

Un suono secco di carne lacerata nettamente azzittì Alice.
Riuscì solo a vedere il sangue spargersi a terra. Si espandeva ad una velocità incontrollabile; il sangue si mescolava con il pavimento, schizzando sul volto del Cappellaio  e ai piedi della Regina, che sorrideva soddisfatta.
Alice volse per l’ultima volta lo sguardo al cielo, osservandolo attraverso le finestre.
Per un attimo lo vide tingersi di rosso.


E poi capì.


Capì perché era chiamato “Paese delle Meraviglie color rosso sangue”.

 
Folle, è tutto così folle!
Falso, è tutto così… falso! Falso! Falso!


Ti sbagli, Alice.
Non è un sogno, non è tutto falso, non ti risveglierai.

 
È tutto vero, Alice.



«Cappellaio, procediamo con la seconda fase dell’esperimento
 
 
 
Falso, è tutto così…
Così…
Vero.

 
 
È tutto vero.






 
_Note COSMICHE!_

Ok, credo di essere un po' una psicopatica in questo periodo :D
Non faccio altro che pubblicare cose sadiche/macabre... Sono stata contagiata da un certo Ivan, mi sa :O
Ma va beeeene... Io amo il Wonderland e sognavo da taaaanto tempo di fare una rivisitazione in chiave inquietante/semi-horror (?), ma non ne ho mai avuto voglia non ne ho mai avuto l'occasione. Poi si è presentato bello bello questo contest sul forum di  EFP, e - cacchio! - come facevo a non partecipare? *^*
Ci hanno dato campo assolutamente libero (?) e quindi ho potuto scrivere ciò che volevo, gnè.
Che poi, ne avevo abbastanza di Alice (prego, leggere Alis o Elis :'3) che si salvava e bla bla bla... e quindi  stavolta vince la Regina! Yeah!
Ovviamente prima di scrivere sul Wonderland ho fatto un po' di ricerche (lo ammetto, prima non ne sapevo una mazza) e ho scoperto che è per colpa della Regina che il Cappellaio è Matto perchè è stato accusato di aver ammazzato il Tempo e bla bla bla... Ma questa è una rivisitazione e faccio ciò che voglio u.u gnè (x2)
Dunque, L'immagine è bellissima, vero? *.* l'ho trovata su Google Immagini, se qualcuno di voi per caso sa l'autore, me lo comunica e metto i credits uwu
Come sempre, il Wonderland non mi appartiene, ma la rivisitazione sì, gnè (x3)

Bene! Ora mi dileguo e... ricordate che una recensionuccia non farebbe male nè a voi nè a me! ;3
Torno nell'oltretomba a sclerare con Iggy e Break ♥ 

Pace, Amore & Manga
Micchan, il panda sclerato
 


 
   
 
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