Storie originali > Soprannaturale
Ricorda la storia  |      
Autore: rockettorussia    15/07/2022    0 recensioni
Nel folle gioco di nascondino che i mortali usano chiamare “vita”, lui era già stato trovato da tempo, ma continuava a nascondersi.
((Nasconditi, vedo i tuoi capelli.
Nasconditi, vedo i tuoi capelli.
Nasconditi, testa…))
La casa in cui abitava era presa di mira da bambini e ragazzi, la chiamavano “La casa della strega”, forse perché era malmessa, forse perché era isolata dal resto del paese – dal resto del mondo.
Dalle finestre appannate, le pupille brillanti di un gatto nero lo fissavano.
*
Genere: Horror | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

[Questa fanfiction -come le altre sul profilo- è un repost delle mie fanfiction scritte dal 2012 al 2018 su diversi fandom e pubblicate tutte su EFP.]







 

Insomnia
~ Memento Mori ~

 



 
Din-Dong, sto per entrare, sbrigati e corri.
Giochiamo a nascondino e divertiamoci.

 
Ansia. Ansia e angoscia. Tutto ciò che provava da anni. Ansia e angoscia.
Da quanto tempo era un immortale? Come lo era diventato? Ormai non lo ricordava più neppure lui.
 
Anni? Decenni? Secoli?
Che importanza aveva, ormai?

Sudore freddo stanziava sulla sua fronte, un ciondolo vecchio e ferroso penzolava dal suo collo, un ritratto di fronte a lui, dipinto almeno un centinaio di anni prima.
Di fronte a sé stesso, intrappolata in una cornice, impressa su una tela scrostata, stava una figura identica a lui, capelli nero pece tagliati in malo modo e occhi blu. Spenti.
Come mai gli occhi del dipinto solo identici ai tuoi?

Come aveva fatto a diventare un immortale? Questo dubbio lo assaliva da anni, la sua mente era annebbiata di mille e più dubbi, ogni giorno che passava ormai faceva parte di un calvario infinito.
Perché non riusciva a morire?
L’immortalità è ciò che gli uomini mortali bramano di più, troppo spaventati dalla morte, che finiva per colpire tutti.
Tranne lui.
Lui avrebbe tanto desiderato la normalità, avrebbe dato di tutto pur di avere la consapevolezza di dover vivere la propria vita come meglio poteva.
Avrebbe tanto voluto vedere in lontananza un capolinea, ma lui non ne aveva. Continuava a correre e a correre, e a che scopo? Solo una vita piatta, amara, triste.


Ad un certo punto della sua folle corsa, decenni prima, era inciampato, e non si era più rialzato
Lo spettro che gli danzava attorno aveva emesso la propria sentenza, e non intendeva pazientare oltre.
 
Nel folle gioco di nascondino che i mortali usano chiamare “vita”, lui era già stato trovato da tempo, ma continuava a nascondersi.
 
Nasconditi, vedo i tuoi capelli.
Nasconditi, vedo i tuoi capelli.
Nasconditi, testa
 
La casa in cui abitava era presa di mira da bambini e ragazzi, la chiamavano “La casa della strega”, forse perché era malmessa, forse perché era isolata dal resto del paese – dal resto del mondo.
Dalle finestre appannate, le pupille brillanti di un gatto nero lo fissavano.
 
Si dice che i gatti siano gli accompagnatori degli Dei della morte.
Ma in quel caso, era un semplice gatto nero, che lo fissava insistentemente; sembrava essere sul punto di emettere qualche sentenza contro di lui.
 
… E per l’ennesima volta l’ansia prendeva il sopravvento, riempiendo le mura di legno infestate da centinaia di piccoli insetti.
La casa era testimone per l’ennesima volta dei suoi respiri affannati, della sua ansia perenne che continuava a riempirgli i polmoni in un vago tentativo di respiro.
Forza, forza, inspira.
Lentamente, lentamente, espira.
Fa male, fa male…
 
Il ciondolo appeso al suo collo – ferroso, cosparso dalla ruggine, con un’unica pietra rossa incastonata nel mezzo – era testimone di un altro attacco d’ansia, che non accennava a fermarsi.
 
“Non puoi lottare se non adesso.” Disse l’enorme pietra rossa al ragazzo ansante.
 
Strappandosi il ciondolo dal collo e buttandolo via lontano, fu sicuro di vedere la pietra ghignare.
Brillava.
Il gatto, la casa, il nascondino, la sua stessa ansia…
Tutto. Rivide tutto dentro quella pietra.
E infine… Il suo stesso ritratto.
«Non posso lottare se non adesso.» affermò, fissando la pietra.
Inarcando la schiena rivolto al pavimento… sorrise.
 
“Non posso lottare se non adesso!”  disse il vero me stesso, cadendo morto improvvisamente.
 
 


 
 
Memento Mori; ricordati che devi morire.










 
TO THE SKY! 
Sssssono tornata. Ovviamente con l'ennesima storia per un  contest ;_; E me ne mancano una valanga da consegnare T3T, meno male che hanno prorogato quelli che scadevano questo mese ò3o
Vabbeh, passando alla storia.
Non so che mi sia preso, tipo la prima parte è "normale", parla di questo tipo ansioso che è immortale e bla bla bla. Poi boh, le metafore si sono impossessate di me e3e
Ho pure inserito taaanti tributi ai Vocaloid e un non-ben-precisato-ma-facilmente-scovabile riferimento a "The witch's house"--
Ecco, tutte le frasi sottolineate e a destra fanno parte delle canzoni Vocaloid-. Il primo gruppetto di frasi sottolineate e il secondo fanno parte di 
Hide&Seek;, della Vocaloid coreana SeeU. è una canzone fottutamente spaventosa ò_ò. Il terzo fa parte di Hyperventilation Dance, di Miku Hatsune, che è discretamente strana (?) e il ritornello è molto orecchiabile *^*. Il quarto e ultimo fa parte della mia canzone preferita, Magenta, di Miku Hatsune & Gumi Megpoid, quindi dovevo assolutamente inserirla *^*-. Vi consiglio di ascoltarla, perché è davvero magnifica.
Detto questo mi dileguo, chu! **
_Micchan
 
   
 
Leggi le 0 recensioni
Ricorda la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Soprannaturale / Vai alla pagina dell'autore: rockettorussia