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Autore: Tenar80    29/07/2022    1 recensioni
In un mondo steampunk gli angeli hanno dichiarato guerra all'umanità. Solo un manipolo di soldati, con tute ricavate dai corpi dei nemici uccisi, riesce a opporsi a loro. Anche sotto il cielo ostile, però, nulla è come sembra, al punto che solo dietro una maschera è possibile essere se stessi. Lo sa bene Ardal, schiavo fuggiasco, che con la sua nuova identità di giornalista, cerca la verità sugli angeli.
Genere: Avventura | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
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  Siamo rimasti noi due.
  
 Trasmise Victoria. Era certa che almeno alcuni angeli percepissero i suoi pensieri.

    Da qualche parte sotto i suoi piedi, il corpo di Manul fluttuava insieme a quello dell’angelo che aveva ucciso. In realtà stavano cadendo con la lentezza dovuta alla scarsa gravità del pianeta degli angeli, verso il centro imperscrutabile di quel mondo. Non aveva modo di recuperare il corpo del commilitone. Manul aveva una madre che veniva a trovarlo ad ogni giorno libero portando torte alla frutta che il ragazzo divideva con i compagni. Col proprio stipendio aveva garantito una buona dote a una sorella che gli scriveva spesso. La madre e la sorella, adesso, avrebbero avuto solo una lapide grigia, senza neppure una vera tomba su cui versare le loro gocce di sangue. Chissà se anche gli angeli, come loro, squartavano i corpi dei nemici uccisi per usarli in qualche modo? Chissà cosa ne avrebbero fatto del suo…

 

    Morirai.

 

    La risposta dell’angelo arrivò nitida alla sua mente come una voce disincarnata, né maschile né femminile, priva di espressione.

 

    Lo so.

 

    Un altro raggio di plasma si portò via quasi un quarto dell’ala sinistra. Di questo passo si sarebbe trovata incapace di manovrare prima di essersi avvicinata abbastanza al proprio nemico. Stava cercando di evitare i colpi piroettando in traiettorie che continuavano a cambiare. Ma era una strategia dispendiosa. Il braccio destro era intorpidito e il sangue aveva creato un’intercapedine tra la sua pelle e la tuta su tutto il lato destro del corpo. Stava iniziando a tremare. Presto non sarebbe riuscita neppure a controllare i propri movimenti. La prima volta che si erano scontrati, il Generale Angelico non aveva neppure cercato di finirla. Le aveva strappato il respiratore e poi se ne era andato, lasciandola agonizzare in quella penombra fredda e inumana. Victoria sperò che questa volta volesse assicurarsi di aver finito il lavoro. Entrambi, o entrambe, stavano pagando il prezzo dei propri errori precedenti.

 

    Quanto dobbiamo assomigliarci…

 

    Il Generale Angelico non si degnò di rispondere. Il raggio successivo creò un buco nell’ala messa a protezione del corpo e arrivò fino al fianco di Victoria. Più si avvicinava e più era difficile evitare i colpi e le sue ali sembravano non aver più alcun potere di protezione. Il Generale Angelico poteva sapere se era ancora viva? Lei aveva consapevolezza delle condizioni dei suoi soldati, ma la sua percezione degli angeli era vaga, prima di riuscire a forzare il passaggio dimensionale dell’angelo che combatteva con Jude non era neppure sicura che non fosse pura suggestione. Cercò di muoversi verso l’alto, verso quello che percepiva come alto, ma fu troppo lenta. Sentì il piede sinistro esplodere di dolore. Troppo. Sputò il respiratore nell’istintivo conato di vomito che la colse. Annichilita dal dolore, non era difficile svuotare la mente e lasciare che il corpo sussultasse, prima di fluttuare inerte.

    Il Generale Angelico girò tre volte intorno al corpo di Victoria, sempre più vicino. Sapeva calcolare quanto tempo ci impiegava a soffocare un corpo umano privo di respiratore? A parti invertite, Victoria sarebbe riuscita a trattenersi dall’avvicinarsi per un tempo sufficiente da minimizzare i rischi?

    Un raggio la raggiunse di nuovo alle gambe. Era stato lanciato senza l’intenzione di essere letale. Come le zampate che i gatti lanciano ai topi quando vogliono capire se reagiscano ancora, se ci sia ancora tempo per giocare. I muscoli di Victoria si contrassero senza che lei potesse controllarsi. Il Generale Angelico si avvicinò ancora. Victoria era tutt’uno con proprio dolore. Ne fluttuava immersa. Anche i polmoni iniziavano a bruciare. Si mosse finché aveva ancora controllo di sé.

    Si protese in avanti, repentina. Il braccio sinistro saettò, mentre attivava la frusta al plasma.

    Quasi percepì lo sgomento del Generale Angelico, ma fu un istante. 

    La frusta lo raggiunse al collo, recidendone d’un colpo la testa.

 

    Victoria rimase un istante a guardare attraverso il dolore il corpo che fluttuava di fianco al suo. La testa staccata aveva tratti indefiniti, scuri nella penombra. Aveva grandi occhi allungati. Non era chiaro se avesse un naso, mentre una spaccatura poteva essere una ferita o la bocca. Non aveva capelli. Era del tutto aliena, nulla aveva a che fare con gli uomini. Eppure per un istante, quando le loro menti si erano toccate, erano state così simili… Sarebbero rimaste così? A fluttuare vicini, scendendo piano fino a toccare il nucleo del pianeta?

    Poi il corpo di Victoria fu percorso dagli spasmi. L’ultima rivolta del suo organismo all’insufficienza di ossigeno, mentre i pensieri si spegnevano uno ad uno.

        

    La morte rimane un mistero. C’è un peso preciso che i corpi perdono al momento del decesso. È una costante che si ripete su ogni pianeta, in ogni universo noto. Forse la morte non è che un salto dimensionale che solo una parte dei nostri corpi compiono, forse, la parte che determina chi siamo. Forse è la chiave d’accesso a uno dei complicati Aldilà degli uomini. Forse c’è un unico Aldilà dove le dimensioni non contano e le diversità biologiche si annullano. Secondo alcuni sarebbe lo spazio che sta oltre gli universi li racchiude tutti. Forse è una scommessa che vale la pena di compiere. Morire entrambi e sperare di svegliarsi là dove il tempo e lo spazio non contino. È un tradimento raggiungere prima la fine a cui si è comunque destinati? Provare, una volta per tutti, che il tempo è davvero soltanto una variabile, un’illusione che ci abbaglia tutti.

    Insieme, per sempre. La tentazione di tutti gli amanti.

   
 
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