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Autore: NevilleLuna    30/07/2022    1 recensioni
Tutti conoscono la storia della Regina Cattiva, una donna crudele ossessionata dalla sua bellezza, capace addirittura di uccidere la sua figliastra per invidia.
Ma chi era prima di trasformarsi un mostro?
Qual era la storia di quella ragazzina, soprannominata Cinderella, che perse una scarpetta di cristallo durante il ballo e finì per sposare il re?
Genere: Angst, Dark, Drammatico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Missing Moments, What if? | Avvertimenti: nessuno
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Prologo

 

Magdalena strillò prima di spingere ancora una volta.

Il parto era una cosa difficile, lo aveva sempre saputo, ma non avrebbe mai creduto di provare un tale dolore in vita sua. Sapeva che molto spesso le donne finivano per perdere la propria vita, ma sua madre aveva dato alla luce quattro figlie ed era andato sempre tutto bene, così come alle sue sorelle: Camille era riuscita a dare alla luce due sani gemelli maschi, Lucretia, nonostante fosse sposata da solo cinque anni, aveva avuto già tre bambini e già fantasticava all’idea di averne un quarto.

Anche Sophia aveva avuto una figlia, aveva partorito solamente due mesi prima, ma Magdalena non aveva più notizie di sua sorella da circa due anni.

Forse era stata Sophia a maledire il resto della sua vita, ma Magdalena non poteva biasimarla perché era stata lei la prima a rovinarle la vita sposando Benedict.

I suoi genitori, Lord Robert e Lady Cornelia, avevano sperato per anni di riuscire ad avere almeno un figlio maschio, ciò non era avvenuto e di conseguenza avevano cercato di adeguarsi alle esigenze della loro famiglia, ovvero cercare dei partiti idonei per le loro figlie.

Camille aveva fatto il suo debuttò in società a diciott’anni anni; sua sorella, a quei tempi, era ancora ingenua e credeva che l’uomo che avrebbe finito per sposare sarebbe stato un uomo che avrebbe amato profondamente e con cui avrebbe avuto un gran numero di bambini, ma ovviamente non aveva tenuto in considerazioni le aspirazioni dei suoi genitori. Per qualche assurda ragione Lord Robert doveva aver pensato che il visconte Edmure Crane doveva essere un buon partito per sua figlia: un uomo di circa quaranta anni, calvo e con una pancia enorme che gli impediva di camminare a passo svelto; aveva i denti anneriti e, a detta di Camille, i suoi piedi puzzavano in maniera nauseabonda.

La prima notte di nozze era stata orrenda per lei, ma quando aveva capito che il patrimonio del visconte Crane le avrebbe permesso una vita nel lusso, di feste e bei vestiti, Camille aveva rinunciato al suo carattere ingenuo e si era fatta estremamente scaltra; dopo solo una settimana di matrimonio era venuta a sapere che suo marito amava bere una coppa di vino prima di andare a dormire e aveva cercato di volgere la questione a suo vantaggio: quando Edmure sembrava propenso a voler avere rapporti fisici con lei, Camille fingeva di essere terribilmente assetata e insieme iniziavano a bere coppe di vino. A Edmure bastava poco per crollare ubriaco, mentre lei poteva tranquillamente sgattaiolare via dalla sua nuova casa e recarsi in salotti dell’altra nobiltà per frequentare donne che non rivestivano il ruolo di mogli docili, giocare ad azzardo e intrattenere rapporti sessuali con uomini mille volte più avvenenti di suo marito. Camille sapeva benissimo che i suoi figli non erano nati dall’unione con suo marito ma la cosa non la infastidiva neanche un poco, anzi trovava terribilmente eccitante il fatto che avrebbe potuto continuare a godere del titolo di viscontessa e nel frattempo avere una vita segreta.

Con Lucretia la questione era stata leggermente più complicata. Lady Cornelia aveva sempre detto che la sua secondogenita fosse la più brutta delle sue figlie e il fatto che non avesse un talento particolare rendeva difficile trovarle un marito decente. Lucretia amava alla follia leggere, specialmente i libri che avevano come tema la magia e l’occulto.

Una volta, quando Magdalena aveva solo cinque anni, aveva sentito sua sorella raccontare a Sophia che ogni donna nel mondo aveva una fata madrina pronta ad aiutarla, ma bisognava prestare attenzione perché potevano esistere fate madrine dedite alla magia bianca e alcune dedite alla magia nera; se si aveva la sfortuna di avere una fata madrina appartenente alla seconda categoria si era dannati per l’eternità.

Magdalena avrebbe voluto fare altre domande a sua sorella, ma purtroppo era entrata Eloise, la loro tata, ed erano state costrette a interrompere la conversazione dato che la magia non era vista di buon occhio nella società.

Il debutto in società di Lucretia era stato fallimentare, ma quando il barone Orson Window aveva scoperto l’interesse della ragazza per la magia e l’occulto l’aveva presa inespertamente in simpatia. Dopo due mesi di corteggiamento il barone aveva chiesto la sua mano, ma era stato molto chiaro a dettare le condizioni: non provava alcuna attrazione fisica per Lucretia e non l’avrebbe mai avuta, il suo compito era solamente quello di garantirgli degli eredi e conversare amabilmente con lui. Il barone aveva numerose amanti e altrettanti figli illegittimi, ma a Lucretia non importava perché del resto si era rivelato un buon marito e grazie a lui aveva potuto realizzare il desiderio di avere una famiglia.

L’entrata di Sophia in società fu un successo. La terzogenita di Lord Robert e Lady Cornelia era estremamente bella, perciò era alquanto sicuro che sarebbe riuscita a trovare un buon marito nel giro di poco tempo.

Casualmente Lord Robert era venuto a sapere che un suo vecchio amico aveva un figlio poco più grande di Sophia, perciò era bastato poco per organizzare un loro incontro.

Lord Benedict aveva ventun anni ed era un ragazzo estremamente dolce, non c’era da meravigliarsi se Sophia aveva confessato di essersi subito innamorata di lui. Quello che nessuno aveva pensato era che anche Magdalena si sarebbe innamorata di lui e il problema maggiore non era di certo quello, ma il fatto che lui l’avrebbe ricambiata.

Magdalena di certo non avrebbe mai voluto rovinare la vita a sua sorella, perciò, aveva finto di non provare nulla per quel ragazzo, ma con il tempo quel sentimento era cresciuto sempre di più e non era più in grado di nasconderlo.

Lei e Benedict si erano confessati il loro amore reciproco in una calda sera d’estate, lo stesso giorno in cui si sarebbe dovuto festeggiare il fidanzamento del ragazzo con Sophia, ma quella festa era destinata a non essere mai celebrata perché Benedict aveva preso in disparte Lord Robert e gli aveva rivelato che era intenzionato a sposare una sua figlia, ma quella ragazza non era di certo Sophia.

Lord Robert, dopo un momento iniziale di perplessità, aveva acconsentito a quel nuovo matrimonio, del resto per lui la questione maggiore era contrarre dei matrimoni vantaggiosi.

Sophia non aveva mai perdonato Magdalena per averle rovinato il matrimonio.

Si era allontanata per un anno dalla sua famiglia, aveva chiesto ai suoi genitori di poter trascorrere un po’ di tempo con Lady Catherine, una lontana cugina del loro padre rimasta zitella, e di poter frequentare una nobiltà completamente diversa da quella che aveva conosciuto. Fu in quel periodo di lontananza che Sophia incontrò il suo futuro marito e diventò Lady Tremaine.

Magdalena avrebbe tanto voluto riprendere i rapporti con sua sorella, chiederle se potessero tornare a volersi bene come quando erano bambine, ma non aveva mai ricevuto risposta alle sue lettere.

Anzi, credeva che Sophia avesse invocato qualche oscura fata madrina per rovinarle la vita.

Il matrimonio di Benedict e Magadalena non si era rivelato fertile all’inizio della loro unione e la ragazza aveva avuto per molto tempo il timore di essere ripudiata se non fosse stata in grado di dare un erede a suo marito.

Ma Benedict non era di certo quel tipo d’uomo.

Lui l’amava e non l’avrebbe mai lasciata, nemmeno se si fosse stata sterile. Probabilmente avrebbe dovuto trovare un’altra maniera per avere dei figli, forse avrebbe dovuto avere dei figli illegittimi e li avrebbe dovuti designare come suoi eredi, ma non l’avrebbe di certo lasciata.

“Spingete… spingete!” la levatrice cercò di incoraggiarla, mentre le poneva un panno bagnato sulla fronte per asciugarle il sudore.

Perché era tutto così difficile? Perché vedeva solo sangue uscire dalle sue gambe e non il suo bambino? Perché si sentiva sempre di più senza forze?

Si aggrappò alle lenzuola del letto e spinse per un’ultima volta. Il suo gridò di dolore riecheggiò in maniera inquietante per la stanza.

Un piccolo vagito le fece capire che il suo strazio era finito e che suo figlio era finalmente nato.

Crollò sul letto priva di forze, mentre la levatrice stringeva tra le braccia un piccolo fagottino completamente insanguinato.

“Come sta? Come sta?” chiese Magdalena cercando di tirare fuori più voce che poteva. Ma la voce non usciva.

“Avete avuto una splendida bambina e sembra godere di buona salute. Come volete chiamarla?”

“E… Ella” rispose debolmente Magdalena, mentre allungava le braccia per poterla stringere a sé, ma all’improvviso non la vide più, anzi non vide più nessuno.

Il mondo diventò completamente nero e le sue braccia ricaddero con un tonfo sordo sul letto prima che lei emanasse il suo ultimo respiro.

 

 

Note autrice: Salve a tutt*!

Questa storia è una mia piccola rivisitazione della storia di Cenerentola, ho cercato di renderla in maniera macabra.

Questo è solo il prologo, molto probabilmente la maggior parte delle cose appariranno come frettolose e non chiare, ma verrà tutto spiegato nei prossimi capitoli.

Spero che qualcun* possa trovare l’idea vagamente interessante, mi farebbe molto piacere sapere cosa ne pensate.

Buona giornata.

NevilleLuna

 

  
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