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Autore: Ecate_94    08/10/2022    1 recensioni
Ambra, Alessandro, Irene e Luigi. Quattro differenti esistenze che si intrecciano in un anonimo ed enigmatico borgo di campagna, Segezia. Un luogo in cui da più di quattrocento anni risuona ancora l'eco di un amore antico, quello dei suoi fondatori, Maria e Lorenzo Varesi. Un nodo, quello della loro fine, mai sciolto, così come il filo rosso che le lega la scia di misteriose sparizioni e di raccapriccianti omicidi che cominciano a turbare la quiete degli abitanti della borgata. Travolti da sconcertanti rivelazioni e inquietanti coincidenze i quattro giovani si uniranno insieme per riavvolgere il nastro della Storia. E scopriranno che niente, a Segezia, è come sembra.
Genere: Dark, Fantasy, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
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Prologo

 

Segezia, 6 settembre 1664.

 

«Réquiem aetérnam dona eis, Dómine...»

 

La voce di padre Francesco echeggiò profonda e tonante come i bassi di un organo a canne nell’imponente duomo, stipato di fedeli. Maria levò lo sguardo verso il crocifisso, interrogandosi su cosa ne sarebbe stato di lei da quel momento in poi. La sua dama di compagnia, Elena, le stringeva con dolcezza la mano, ma lei non avvertiva più nulla, a parte il gelo pregno d’umidità della basilica che le penetrava come centinaia d’aghi nelle ossa e le premeva il petto. 

«Et lux perpétua lúceat eis...»

Lorenzo se n'era andato e a nulla erano valse le sue cure per trattenerlo. Quanto avrebbe voluto esserci lei in quella bara aperta, dove un velo sottile e trasparente mal celava il volto ormai rigido e cereo del suo amato. Si ritrovò a fissare gli intarsi di legno del feretro, che lei stessa aveva provveduto a forgiare, e un amaro guizzo di compiacimento si fece suo malgrado largo nell’ animo. 

Solo questo era stata capace di realizzare, per lui. Dopotutto, era lei  il suo sepolcro: il peccato che lo aveva condotto alla morte apparteneva soltanto a lei. Lorenzo aveva avuto ragione, quando l’aveva esortata a fissare dei limiti alle sue aspirazioni. Il prezzo da pagare per le sue brame si era rivelato troppo alto. 

«Requiéscant in pace. Amen.»

Non avrebbe mai trovato pace. Ovunque lui fosse, semmai potesse esistere la vita dopo la morte, la sua anima si era insudiciata troppo per poterlo raggiungere. Lo aveva desiderato per schietto egoismo, senza mai fermarsi a riflettere su quanto non fosse mai stata degna di lui. Lorenzo ambiva e meritava un’esistenza semplice. Aveva compreso prima di lei che la grandiosità regna del miracolo di ogni nuovo giorno. Ora erano stati spezzati per sempre, senza alcuna parvenza di redenzione. 

E per di più, la sua stirpe avrebbe espiato la sua colpa per millenni. 

Il fumo acre dell’incenso, mescolato all’odore stucchevole e stantio dei fiori appassiti le solleticò le narici e gli occhi, inducendole il pianto. Lorenzo sapeva di prato appena falciato. L’olezzo dolciastro e mellifluo del suo corpo divorato dalla morte, che ora si spandeva nell’aria, non gli apparteneva. 

Decine e decine di nobili sconosciuti presero a porgerle le loro condoglianze: la cerimonia era giunta al termine, ma lei non se n’era accorta. Provò un senso di commiserazione per tutte quelle esistenze vuote, incatenate dall’etichetta, e che traevano perfino appagamento per aver compiuto quello che consideravano un dovere a cui non potevano non assolvere, per preservare la scialba rettitudine della loro reputazione. 

«È finita, mia signora... dobbiamo uscire.»

Maria guardò Elena senza vederla davvero, mentre questa ricambiava il suo sguardo chiedendosi se la padrona avesse capito il senso delle sue parole; poi si alzò e camminò con lentezza lungo la navata centrale. La luce violenta del sole risultò molesta ai suoi occhi, dopo la cinerea e buia penombra in cui era avvolta la cattedrale.

E poi lì, in mezzo alla folla ammassata sul sagrato, lo scorse. Ammantato di nero, la stava scrutando. Un brivido le s'insinuò lungo la schiena e le mani corsero, senza che lei lo volesse, al suo grembo. Un sorriso s’incurvò con lentezza, sulle labbra di lui, mentre le campane della chiesa iniziavano a suonare con rintocchi lenti e lugubri, e in quel momento Maria comprese l’inganno. Lui sapeva: l’aveva sempre saputo, fin dall’inizio. E stava aspettando di ricevere la sua ricompensa.

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