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Autore: Fabian_Dominc_DeJenisse    24/11/2022    2 recensioni
Definire significa limitare. Vivere una vita, inquadrarla nei rituali della quotidianità significa rinunciare a tutte le altre possibilità che la vita ci offre. Occorre una scelta, ma sia chiaro che quando si fa una scelta si sarà condannati a rimpiangere qualcosa restando consapevoli che tutte le altre scelte avrebbero potuto comportare almeno un barlume di possibile felicità. Una volta fu detto che non è vero che esiste una sola persona giusta per noi; ne potrebbero esistere molte o forse nessuna. Dipende tutto da cosa ci si aspetta e cosa si cerca. In tal modo potrebbe darsi che non sia una sola vita quella che si confà a noi. Dal momento in cui negli anni 2000 si iniziò a pensare al concetto delle sliding doors, ci siamo divisi tra quelli che sentono che un’altra realtà è forse possibile e quelli che invece si inquadrano fin da subito in una sola vita ed un solo destino. Non siamo però e fose non saremo mai in grado di dire che cosa davvero porti alla felicità. Forse entrambe le scelte o forse nessuna delle due. I frutti si possono assaggiare sempre solo quando sono maturi abbastanza da essere colti.
Genere: Malinconico, Slice of life | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Sai, Marguerite, a volte ci si infila in certe “storie” complicate non perché si è veramente innamorati di una persona, ma perché lo siamo della vita ed in certi momenti abbiamo quasi l'impressione che essa ci stia sfuggendo dalla mani, cosa della quale abbiamo tantissima paura. La vita stessa diventa come una droga e non possiamo accettare che sia “confinata” entro una una sola possibilità. Oggi siamo più consapevoli che mai di quanto essa sia brulicante, ricca di sapori e di profumi, satura oltremodo di bellezza. Una volta si nasceva, si era e si restava convinti che ciascuno avesse da seguire il proprio destino, ma soprattutto che questo destino fosse il solo possibile. Ma la verità è che questa idea nasceva dal fatto di essere spesso confinati. Confinati nello spazio, nel tempo, dentro un lavoro che ti pareva a volte toccato in sorte per diritto di nascita, bello o brutto che fosse, confinati entro il natìo borgo selvaggio, oppure nel ristretto territorio entro il quale le nostre gambe consentivano di muoverci, fino ad esaurire le forze. Ma oggi vediamo il mondo in un attimo. Non abbiamo più bisogno di aspettare che arrivi la posta a cavallo con le notizie (sicuramente non più fresche) da un altro regno. Oggi, in mezzo secondo, entriamo in contatto con posti e con persone molto lontane delle quali sentiamo, quando c’è, tutta la pregnanza, la profondità e la bellezza.

A volte questa bellezza è vera, altre volte è solo in noi ed è quella che vorremmo trovare.

Infine ci troviamo anche il peggio del peggio che, in fondo, altro non è che il rovescio della medaglia, il pegno da pagare per ogni nuova possibilità che ci tocca in sorte. Ma d’altronde questo mondo non è perfetto, né mai lo sarà, né perfetto sarebbe nessun altro mondo. Tutto questo vedere comporta anche il bramare, il desiderare. Imperfetto fu al tempo della posta a cavallo, figurati oggi!

A volte vorremmo essere altrove, in altri posti, in altri luoghi o tra le braccia di qualcun altro, senza nemmeno starci a chiedere per quanto tempo. Siamo diventati anche noi veloci – troppo veloci però. Il gusto della lentezza, a ben vedere lo stiamo perdendo. – come i nostri occhi ed i nostri pensieri e nemmeno ci domandiamo più se e quanto possa avere senso una sola notte d'amore. Pensarci, immaginarla è un attimo, un tutt’uno. Ma non per forza la desideriamo per amore, bensì perché ne sentiamo improvvisamente la forza, l'energia vitale, l’impulso, ciò che ci lega alla natura ed alla terra e che ci lega tra noi in quanto membri della stessa razza umana. Sentiamo che la forza della vita non prende solo noi, non solo qui ed ora, ma anche altrove ed in altri tempi... E allora per averne almeno un briciolo, la inseguiamo anche altrove. Una volta questo lo potevano capire solo i poeti che però andavano ad intuito. Non vedevano, ma sentivano, avvertivano, presagivano e pregustavano con la fantasia. Noi invece vediamo ed anche per il solo fatto di vedere, iniziamo anche a sentire, ed abbiamo indizi un più. Non giudicarti troppo severamente per questo. Chiediti solo se ciò che vedi corrisponde a verità e, in fondo, se ne valga la pena. Ovviamente dobbiamo pensare alle conseguenze ed a non arrecare danno e dolore a chi è ignaro. Chi è fuori da questa sensibilità nostra non lo è di certo per inettitudine ed ha diritto ad essere rispettato. L'ignaro è il più debole e va protetto. Questo è il solo motivo per cui ti potrei raccomandare di fermarti. O, in fondo, basta solo dirsi che non ne vale la pena, che è stato illusorio se, alla fine del ragionamento, arriviamo a capire che si tratta effettivamente di cose illusorie o addirittura non veritiere.

Il motivo per cui ci si lascia è che l'amore comunque, checché se ne dica, non è eterno. Invece di iniziare a tradire, meglio decidere di andare via. Non so se poi quello che viene chiamato comunemente karma ci potrà un giorno ripagare con la stessa moneta, portandoci inizialmente tra le braccia di chi presto si stancherà di noi. Penso in verità che il karma non c’entri nulla e che la parola sia usata un po’ troppo a sproposito. Forse qualcuno quindi si stancherà di noi molto più velocemente di quanto non ci sia capitato personalmente. Ed in fondo non conta nemmeno quanto velocemente potrebbe accadere. Che avvenga prima o dopo, resta sempre il punto: che c’è da stabilire se ne valeva la pena.

Definire significa limitare. Vivere una vita, inquadrarla nei rituali della quotidianità significa rinunciare a tutte le altre possibilità che la vita ci offre. Occorre una scelta, ma sia chiaro che quando si fa una scelta si sarà condannati a rimpiangere qualcosa restando consapevoli che tutte le altre scelte avrebbero potuto comportare almeno un barlume di possibile felicità. Una volta fu detto che non è vero che esiste una sola persona giusta per noi; ne potrebbero esistere molte o forse nessuna. Dipende tutto da cosa ci si aspetta e cosa si cerca. In tal modo potrebbe darsi che non sia una sola vita quella che si confà a noi. Dal momento in cui negli anni 2000 si iniziò a pensare al concetto delle sliding doors, ci siamo divisi tra quelli che sentono che un’altra realtà è forse possibile e quelli che invece si inquadrano fin da subito in una sola vita ed un solo destino. Non siamo però e forse non saremo mai in grado di dire che cosa davvero porti alla felicità. Forse entrambe le scelte o forse nessuna delle due. I frutti si possono assaggiare sempre solo quando sono maturi abbastanza da essere colti.

Siamo affamati di vita, è vero. Ed è nostra prerogativa cibarcene e scegliere perfino come. Si può decidere di “spiluccare” frettolosamente ed in piedi, senza mai sedersi a nessuna tavola, afferrando il cibo con le dita, mescolando i sapori, a volte con sapienza, ma anche rischiando la disarmonia (ed è il rischio costante di quando si vivono situazioni nuove); o magari lo si può fare sedendosi comodamente e banchettando, con tutti i santi crismi, centellinando gli aromi e le essenze, ma gustandole senza tracannare. Ciascuno sceglie il suo modo di cibarsi della vita. Tu come vorresti farlo?

   
 
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