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Autore: lmpaoli94    12/01/2023    1 recensioni
San Leo (Rimini), anno domini 1347
Un borgo incastonato nella tranquillità.
Abitanti però, restii a rimanere dentro le loro abitazioni per un terribile fatto che aveva scosso l'intera comunità.
Un abate cerca di sapere il terribile segreto incastonato in mezzo a quelle mura dopo il terribile omicidio che aveva colpito il paese.
Il silenzio non porterà mai a scoprire la verità.
E questo lo sa bene il prete che, improvvisandosi detective, porterà alla luce di quell'efferata notte trascorsa, verità maledette.
Genere: Drammatico, Mistero, Suspence | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Mentre il prete di San Leo si apprestava a chiudere la sua chiesa dopo una lunga giornata, guardava fuori e quel cielo luminoso in cui la notte avrebbe portato la solita serenità.
Ma la povertà e la criminalità che imperversava nel luogo, avrebbe spinto quel piccolo paese ad una rivolta verso quella fame e quell'ingiustizia dove i più deboli erano colpiti.
Ma qui non si parlerà dei signori che manovrano le vite dei più poveri a loro piacimento.
Qui non si parlerà delle solite ingiustizie verso quella gente che non può minimamente difendersi contro i più potenti.
Ci sarà quel momento buio in cui tutta la popolazione del luogo dormirà e mentre il male imperterrito vedrà finalmente la luce, ci sarà solo indifferenza.
Indifferenza verso quel morto in cui solo il prete potrà chiedere aiuto ad un Dio che sotto sotto, non lo aveva abbandonato e mai lo avrebbe fatto.


Non sapeva bene che ora potesse essere, ma sicuramente era ancora notte e il suo sguardo concitato andava a scontrarsi contro il fuoco che si alzava imperterrito all'entrata delle mura del paese.
Il prete, di nome Don Lorenzo, non riusciva a capire che cosa stava succedendo di fronte ai suoi occhi.
Il sonno e gli incubi che imperversavano la sua mente per come vedeva soffrire il popolo, non gli aveva fatto capire che cosa succedeva.
Per lui era solo un fuco che si alzava verso il cielo e il fumo anneriva quell'aria compiacendosi e mischiandosi all'aria ventilata di primavera.
Ma quando capì che stava succedendo qualcosa di brutale, il prete uscì subito dalla sua abitazione andando incontro a quel falò.
Non sapendo a chi chiedere aiuto, il prete fece tutto da solo.
Davanti a lui qualcuno stava soffrendo, capendo anche che era una donna dalle sue urla concitate.
Avrebbe voluto salvarla. Avrebbe voluto fare tutto per lei, ma il fuoco la stava uccidendo molto velocemente e lui non avrebbe potuto fare niente.
Il male si era impossessato di quel corpo ormai salito al creatore.
E mentre il fuoco andava spegnendosi alle prime luci dell'alba, la disperazione del prete fu palpabile che le autorità del luogo lo interrogarono immediatamente per capire meglio su quel fatto.
Ma per le autorità competenti, indagare non serviva a niente.
Un altro poveraccio si era dato fuoco per loro e all'ombra di un suicidio degenerato, Don Lorenzo credeva che era tutta una follia.
Non poteva essere andata in quel modo.
Qualcuno aveva ucciso quella povera donna mentre il dolore e la paura di incorrere verso il colpevole, fu l'isteria di massa dei prossimi giorni.
Ma le autorità cercavano di fermare tutto questo.
Tutto quella tremenda paura che non serviva niente ai loro occhi.
Oltre alla paura dovevano pensare alla fame e a come guadagnarsi il pane in tavola per poter sopravvivere.
Per questo il prete indagava da solo.
Indagava interrogando il suo gregge di persone indifese mentre la disperazione aveva colpito tutta la famiglia di quella donna.
La madre, che si accinse a varcare le porte della chiesa, confessò al prete che si trattava di sua figlia Rita e che non aveva mai pensato a suicidarsi.
A quel punto Don Lorenzo domandò alla madre se la ragazza aveva dei nemici, ma la donna non sapeva cosa rispondere a parte descrivere tutta la sua bontà.
Il mistero di quella morte sembrava davvero ad un punto morto, ma il prete notò una figura misteriosa in prima fila con il cappuccio e con il volto nascosto pregare con toni alti quel Dio che sentiva ogni singolo sentimento confluire nelle orecchie dei cristiani.
Quel sentimento che giunse alle orecchie di Don Lorenzo, presentandosi subito di fronte a quella figura misteriosa mentre la piazza del suo paese brulicava ancora di cenere e di ingiustizia.
< Buongiorno. Felice di vedere un volto nuovo nell'umile casa del signore. Posso sapere come vi chiamate? >
Ma la figura in questione si limitò a non rispondere.
Una figura misteriosa che in cuore suo, sapeva di trovare un valido aiutante.
< Sono lo spirito della giustizia e quel fuoco maledetto che si è alzato ieri, dovrà prima o poi essere svelato per quello che è veramente. >
< Voi forse sapete qualcosa che io non so? >
< No, padre. Io ho solo bisogno di non essere solo. Ed è solo in questo modo che riusciremo ad avere le risposte necessarie. >
< Di quali risposte avete bisogno, buon uomo? Conoscevate la vittima? >
< In un certo senso sì. Ma non starò a parlare del mio passato con voi. Dobbiamo solo pensare al presente. Niente di più. >
Le parole di quell'uomo non convinsero minimamente Don Lorenzo che non avrebbe potuto aiutare una persona così restia senza prima aver conosciuto il suo nome e la posizione di quell'uomo in quella storia.
< Buon uomo, come pensate che io vi aiuterò? Non vi conosco nemmeno. >
< La vostra furbizia e i vostri giri di parole non serviranno con me. Se volete aiutarmi fate pure, altrimenti farò tutto da solo. >
L'uomo, ancor più restio e con toni indegni, misero il prete del luogo in allarme mentre tale isteria e quel delitto, stava velocemente essere accantonato in un dimenticatoio e infine lasciato come un flebile ricordo come uno dei delitti più efferati che San Leo e i suoi cittadini avessero mai visto.
< Va bene, per ora non vi domanderò chi siete... La verità è più importante di qualsiasi cosa. >
< Lo vedete? Io e voi parlami la stessa lingua. >
E dicendo ciò, la figura misteriosa uscì di chiesa com'era entrato: in silenzio e avvolto dal mistero.

 

   
 
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