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Autore: Fabian_Dominc_DeJenisse    12/01/2023    1 recensioni
[...] Non era la banale bellezza di una giovinetta e basta, ma il sentore della bellezza della vita stessa che ti corre incontro, sicché, al di la del fatto di essere ragazzini che ti fanno salire il livello degli ormoni a palla, ti fanno agitare nel letto o bagnare il prepuzio, era una di quelle visioni nei confronti delle quali ti senti completamente spiazzato ed indifeso. [...]
E’ davvero la prima avvisaglia della vita che ti chiama e che ti sussurra all’orecchio che è tempo di fare fagotto e di uscire dalla grazia dell’infanzia per intraprendere un cammino che sarà lungo e difficile. [...]
Non esiste un amore adolescenziale, sia pure acerbo e sconclusionato che non lasci una profonda traccia in quello che diventerai e nel modo in cui ti capiterà di amare anche quando avrai quaranta e passa anni suonati.
Ma una storia d'amore che nasce con un destino probabilmente segnato ci arricchisce o ci mortifica? Ci lega ad un apparente ostinato detino del passato o ci proietta verso il futuro. Lascerà qualcosa dentro di noi o ci abbandonerà nalla più cupa desolazione?
Genere: Angst, Introspettivo, Malinconico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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POSTLUDIO.

Io non avei potuto rispondere in verità. Tanto per cambiare Franco mi metteva sul piatto molte cose tutte insieme. D'altronde nella vita non è tutto lineare come al lavoro. Inoltre il groppo in gola mi si stava attorcigliando fino a diventare nuovamente una matassa. Le carte erano state tirate fuori tutte assieme e ora si trovavano sparigliate. Rimetterle a posto comportava sempre un sacco di tempo. E questo a tempo a volte va in conflitto con le esigenze della vita altrui.

Poi continuai così:

“Sai qual è la mia paura? Natalia mi ha conosciuto in un momento di particolare fragilità e solitudine quindi, potrebbe benissimo darsi che io sia solo un “trasfert” della sua coscienza. Mi ha sempre detto, sei il mio psicologo personale, non immagini quanto tu mi abbia dato e quanto mi abbia fatto capire di me stessa. Come sai, certi fenomeni accadono. Potrei benissimo essere una proiezione della sua “voglia di liberazione” da una situazione oppressiva. Del suo desiderio di immanenza, che è una immanenza paradossale essendo basata sulla distanza. A volte mi chiedo se io sono il vero Fabrizio che lei ama o se mi ascolta, se abbia davvero la visione di chi sono oppure se si aspetta che io sia quello che lei pensa.”

Questo è un pericolo che non riguarda solo la situazione corrente. Esiste sempre un delicato e fragile equilibrio di aspettative e verità di fatto. E vale anche per i rapporti di coloro i quali hanno il privilegio di essere vicini. Avviene sempre, Fabrizio, persino nei rapporto più sani. E' la componente di rischio che implica il fatto di mettersi in gioco. Io penso che in maggiore o minore misura tutte le relazioni comportino un minimo di transfert. Pensa un po' avviene anche tra genitori e figli. I figli non hanno nemmeno il tempo di nascere ed i genitori se li vedono già adulti, già gente di successo sposati e sistemati con chi sa chi e magari padroni del mondo. I figli si aspettano che i genitori siano degli eroi indefessi ed incorruttibili, senza macchia e senza paura e ci mettono molto a capire che eroi non sono che nessuno ha detto loro come si dovevano comportare. I genitori come tutti non hanno la risposta in tasca e ci mettono a volte molto tempo a vedere le cose come sono per davvero, ma questo i figli lo capiscono solo molto dopo, occorre che il mito cada. Voglio dire che se anche esiste questo transfert, come lo chiami tu, nessuno si sognerebbe mai di dire che un rapporto non è vero o solo illusorio. Tornando a te, può anche darsi che tu sia un transfert o forse no, può benissimo darsi che lei se ne renda conto e che in un futuro si distacchi da te. Cosa farai allora? Hai mai visto nessuno non iniziare mai una cosa per timore che finisse? Oddio, a pensarci bene ce ne sono di quelli che ragionano così, ma non credo tu sia tra questi, almeno da un certo punto in poi. Ci sta pure la parabola dei talenti. Ma ricordati che fine fece quello che ricevuti i talenti in dono, non li mise a frutto e li nascose nel tentativo di preservarli e per il timore di perderli. Ti ricordi che fine fece?

“Eh si, si prese le scudisciate del padrone non appena quello tornò.”

Ecco, ed è tutto. Oddio, non proprio tutto... si fa per dire. Ne potremmo discutere vita natural durante senza mai venirne a capo. Siamo per altro condizionati da tutta una serie di strutture per le quali, agli occhi del mondo, non ci viene concesso di amare più persone contemporaneamente, sebbene io credo che nella nostra natura umana questa cosa capiti e magari finché non capita diciamo che non esiste nulla di più sbagliato, ma quando capita ci sembra improvvisamente possibile e magari iniziamo pure a dirci che non c'è nulla di male dal momento che sembriamo non provare nemmeno sensi di colpa, per il solo fatto che è tutto in noi, anche se molti cercheranno sempre di convincerti del contrario, ma anche se togli di mezzo questo aspetto dei sensi di colpa e delle morali, resta lo stesso tutto maledettamente complicato. Complicato perché siamo creature capaci di notevoli slanci in verticale, vero il cielo, ma siamo sprovvisti di ali e la nostra andatura da bipedi è irrimediabilmente orizzontale e goffa. Quanto al fatto di immaginare il futuro, poi chi può farlo davvero? E' come pretendere di scrivere da sé la storia della propria vita, ma per dirla come Ginesio di Passamonte nel Don Chisciotte, chi potrebbe mai dire di aver detto e scritto tutto della propria vita se quella vita non è finita? E del resto, se fosse finita non potrebbe egli stesso dirne e scriverne più nulla. Certe cose sono destinate e restare per forza delle grandi incompiute. Non te lo dico atteggiandomi a saggio perché non mi sento per nulla saggio e la cosa mi causa un grande rammarico. Ma sono abbastanza certo che tu ami profondamente questa donna e lei ama te. Il tuo senso di insufficienza a sprazzi ti prenderà come allora ed in una certa misura dovrai farci pace. Cerca solo di fare in modo che per lei tutto questo tuo “sentire” non diventi un peso. Siete due creature differenti entrambe straordinarie, con molte similitudini, che si sono trovate ad un certo punto della loro vita. Non è facile, lo so, cerca solo di non sprecare tutto questo. Prendine almeno il buono. Il problema dei problemi è in verità è un altro. Ed è una cosa nella quale io non posso e nemmeno voglio mettere bocca. Come andrà a finire? Tu pensi che questa storia possa avere un futuro? O pensi che prima o poi dovrai uscire in buon ordine, limitarti a fare come dice lei lo psicologo personale e dileguarti quando la terapia sarà finita? E comunque è fare lo psicologo quello che vuoi per davvero? Io non ho certezze e non ho soluzioni. Ho una mia visione che non è la tua, questo è palese. E non ho voglia né diritto di essere giudicante. Per questo ti dico di prendere il buono che c’è, anche se magari è limitato. Per mio conto, al posto tuo non mi sarei infilato in una cosa che deve finire se questa è la vostra idea perché ne soffrirei prima ancora della fine. Sai, non sono tipo che si accontenti di un abbraccio in riva al mare al tramonto se si tratta di godersi solo il momento. Molta gente decide di campare di questi momenti e si dicono che lo fanno perché in fondo la vita è una. Ma poi quando il momento è passato gli resta qualcosa? Perché se la questione è solo il ricordo del godimento e non qualcosa di più profondo allora, povero “carpe diem” e povero genere umano… Se il punto è lasciare la vita avendo soddisfatto una serie di piaceri, e ce ne sono di diversi, di più facili e meno carichi di effetti collaterali, di amarezze e di malinconie che poi si finisce per portarsi appresso, sarebbe perfino ben poca cosa con molta meno di quella retorica che tutti invece ci mettono dentro con grande soddisfazione. Si fa presto a dire carpe diem quando in verità il loro vivere è – carpe diem, sed pati melancholia in pepetuum.

“Certo che la vita è complicata ed anche l'amore.”

Eh si, come sarebbe più comoda la vita senza amore. L'amore, più di ogni altra cosa, si industria a darti la sensazione che il tuo corpo non sia mai corrispondente alla tua anima. A maggior ragione quando gli anni passano. Come sarebbe comoda la vita senza amore. Così placida, così lineare e semplice. Così noiosa!1


CODA:

Quando l'amore vi fa cenno, seguitelo, Benché le sue strade siano aspre e scoscese.

E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui, benché la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi. E quando vi parla, credetegli, Anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino. Perché come l'amore v'incorona così vi crocifigge. E come per voi è maturazione, così è anche potatura.

E come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri che fremono al sole, Così discenderà alle vostre radici che scuoterà dove si aggrappano con più forza alla terra. Come fastelli di grano, vi raccoglierà. Vi batterà per denudarvi. Vi passerà al crivello per liberarvi dalla pula. Vi macinerà fino a farvi farina. Vi impasterà fino a rendervi malleabili.

E poi vi assegnerà al suo fuoco sacro, perché possiate diventare il pane sacro per il banchetto divino.

Tutto questo farà in voi l'amore, affinché conosciate i segreti del cuore, e in quella conoscenza diventiate un frammento del cuore della Vita. Ma se avrete paura, e cercherete soltanto la pace dell'amore ed il piacere dell'amore, Allora è meglio che copriate le vostre nudità, e passiate lontano dall'aia dell'amore,Nel mondo senza stagioni dove potrete ridere, ma non tutto il vostro riso, e piangere, ma non tutto il vostro pianto. L'amore non dà nulla oltre se stesso e non prende nulla se non da se stesso.

L'amore non possiede né vuol essere posseduto, Perché l'amore basta all'amore.

Quando amate non dovreste dire: "Dio è nel mio cuore" ma, semmai, "sono nel cuore di Dio".

E non crediate di guidare il corso dell'amore, poiché l'amore, se vi trova degni, guiderà lui il vostro corso. L'amore non desidera che il proprio compimento.

Ma se amate e quindi avete desideri, i vostri desideri siano questi: Sciogliersi e farsi simili a un ruscello che scorra e canti alla notte la sua melodia. Conoscere il martirio della troppa tenerezza. Esser feriti dal vostro proprio intendere l'amore, E sanguinare di buon grado, gioiosamente. Svegliarsi all'alba con un cuore alato e dire grazie a un nuovo giorno d'amore; Riposare nell'ora meridiana e meditare sull'estasi amorosa; Tornare a casa con gratitudine la sera; E addormentarsi con una preghiera per chi amate nel cuore, e un canto di lode sulle labbra.

 

(Kahlil Gibran, Il Profeta.)
 


 

1 Citazione ed omaggio da U. Eco – Il Nome della Rosa. È più o meno quello che dice Guglielmo da Baskerville ad Adso da Melk dopo la confessione del suo amore clandestino con la bella popolana, la mulier amicta solis nella sua suggestione oscillante tra amore sensuale ed amore spirituale, fin troppo mutuata dalla letteratura del suo tempo.

  
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