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Autore: Lunametsolem    13/01/2023    0 recensioni
La ragazza si strinse al ragazzo che aveva di fronte. Afferrò con forza il tessuto della sua maglietta e chiuse gli occhi nel vedere delle immagini.
Non fece in tempo a dire che accusò dei graffi sull'addome. Gemette per il dolore e continuò ad ansimare nel mentre che il suo totale opposto percepiva lo stesso.
***
Benvenuti!
Questa storia è stata scritta a quattro mani.
Dato che tutto questo è nato da una fanfiction ci saranno riferimenti a cose già esistenti, quindi vi chiediamo di fare attenzione.
Detto questo, immergetevi con noi nelle vicende dei nostri protagonisti.
Attenzione: Scene crude, esaurimento scolastico e riferimenti storici
STORIA IN REVISIONE
Genere: Angst, Sentimentale, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai, Yaoi
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate
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DEREK 

 

Ormai non vedevo quella mocciosetta bionda da una o due settimane circa. Dire che mi mancava era eccessivamente troppo ma potevo accorgermi del troppo silenzio che mi circondava. 

La monotonia delle giornate si faceva sentire, non riuscivo a trovare una preda abbastanza interessante e le vincite a poker cominciavano ad annoiarmi. Una notte tornavo da un nuovo locale non affatto male, era l'unico in città che ospitasse musica dal vivo ispirata agli anni 90. Quest'ultimi furono i miei preferiti per due motivi: minigonne e magliettine attillate sui décolleté, tuttavia la moda del 2020 non mi dispiaceva affatto, sono sempre stato propenso al cambiamento e incline all'adattarmi. 

Una volta raggiunta l'auto montai su di essa percorrendo la via del ritorno, fin quando notai una ragazza camminare sul lato opposto del marciapiede.

 

<< Hai bisogno di un passaggio, dolcezza? >> 

 

<< Oh, ciao! Si, grazie mille.>> 

 

La guardai salire e, a proposito di gonne corte, ne indossava una bianca che lasciava ben poco da immaginare.

 

<< Dove ti porto? >> 

 

<< Su Douglas St, abito li vicino. >> 

 

<< Ma tu guarda, anche io.>> 

 

Mi sorrise riconoscente mentre che si allacciava la cintura.

 

<< Cosa c'è? Paura?>> 

 

<< Un po', guidi abbastanza veloce!>> 

 

Ghignai come mi era solito fare e proseguì quella corsa.

 

Man mano che la velocità aumentava la sua mano si stringeva maggiormente sul sedile fino ad afferrare la mia.

 

<< Sai che non dovresti camminare da sola a quest'ora, vero? >> 

 

<< Si, lo so bene, sono rimasta senza passaggio. >> 

 

Notai quante libertà cominciava a prendersi quella ragazzina, infatti continuò a stringermi la mano fin quando non arrivammo sulla strada delle abitazioni di entrambi.

 

<< Grazie mille, puoi lasciarmi qui. Casa mia è proprio dietro l'angolo >> 

 

<< Sicura di voler già andare? >> 

 

Le domandai afferrandole il polso come lei aveva stretto la mia mano pochi istanti prima. L'avvicinai al mio corpo guardandole quella gonna attillata. Era passato più di qualche giorno dall'ultima scopata, perciò, perchè non approfittarne?

 

<< Cosa.. cosa vorresti fare? >> 

 

<< Cosa vorrei fare secondo te?>> 

 

Risposi prendendola dai fianchi facendola indietreggiare fino a raggiungere la porta della casa. Con mia poca sorpresa ricambiò la stretta avvinghiandosi al mio collo seguendomi. Avevo appena aperto la porta quando sentì quel fastidiosissimo odore scontrarsi prepotentemente contro il mio viso, sbuffai sonoramente nello spingere quella ragazzetta fuori dalla porta.

 

<< Sparisci.>> 

 

<< Cosa? Ma io credevo->> 

 

Non terminò la frase che le avevo già sbattuto la porta in faccia. Guardai dritto di fronte a me, osservando attentamente le scale che conducevano al piano di sopra. Sapevo già dove recarmi, percorso il corridoio in fondo a destra, non potevo sbagliare. Raggiunsi la stanza, aprii la porta e come mi aspettavo la vidi seduta di fronte alla finestra mentre stringeva qualcosa fra le mani. 

 

<< Cosa ci fai qui? >> 

 

Non ricevetti alcuna risposta.

 

<< Rispondi, muoviti!>> 

 

<< Amavi il silenzio una volta.>> 

 

Constatò senza neanche degnarmi di uno sguardo.

 

<< Ultimamente le cose sono cambiate, ad ogni modo sei pregata di rispondere prima che ti strappi la giugulare.>> 

 

<< Non minacciarmi, Derek.>> 

 

<< Rispondi alla mia fottuta domanda Giulia!>> 

 

Ringhiai tirando fuori i canini, scattando verso di lei nel guardarla furioso. I nostri sguardi si incrociarono per un momento e fu proprio in quell'istante che tese la mano verso di me mandandomi contro al muro, tornando poi a fissare quella finestra. Non era cambiata di una virgola, passava sere intere ad ammirare la luna mentre che il vento le accarezzava il viso. Ero stordito ma mentre che mi riprendevo sentii il suo cuore battere più forte d'un tratto e un lieve sussulto fuoriuscì dalle sue labbra.

 

<< Perdonami per aver interrotto la tua scopata, ciao Derek.>> 

 

Disse andando via, portando con se un vecchio grimorio. La guardai percorrere il corridoio fino a sparire fra le scale, avvertì il suo odore mischiarsi ad un scondo, per poi confondersi fra la gente. Erano passati anni dall'ultima volta che l'avevo vista e giurai di non aver mai visto Giulia così fredda nei miei confronti, era sangue del mio sangue. Lei era mia sorella e mi stava voltando le spalle.

   
 
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