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Autore: Milly_Sunshine    19/01/2023    0 recensioni
Dalila Colombari è la donna di maggiore successo nei campionati di automobilismo a ruote scoperte. Dopo essere stata licenziata da una squadra di primo livello a causa di una campagna denigratoria nei suoi confronti sui social media, trova un ingaggio nel principale team avversario e si ritrova a lottare per il titolo con l'ex compagno di squadra Marco Rossi e con colui che l'ha sostituita, Yves Raphael, che negli ultimi anni gareggiava nel campionato di endurance. Lo scontro è molto acceso e, per esigenze di spettacolo, c'è chi tenta di influenzarlo dall'alto. Nel frattempo uno dei tre sfidanti è vittima di una grave aggressione alla vigilia della gara finale e si ritrova a lottare tra la vita e la morte. // Scritto e pubblicato sul mio blog nel 2021.
Genere: Azione, Mistero, Sportivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Yves non si era ancora ripreso a pieno, quindi non avrebbe preso parte ai test prestagionali. Si era comunque recato in Bahrein insieme alla sua nuova squadra, anche per evitare speculazioni sulle sue condizioni di salute. La sua presenza era stata accolta molto in positivo fin dal primo giorno, da schiere di opinionisti e di tifosi a parole ben lieti di sapere che il pilota francese sarebbe stato al via della successiva stagione senza conseguenze fisiche permanenti. Marco non si faceva illusioni, sapeva bene quale fosse la ragione per cui erano così allettati da quella prospettiva.
Seppure nessuno di loro che ne erano stati protagonisti avesse fatto alcunché, negli ultimi tre mesi, per gettare benzina sul fuoco delle polemiche perdurate per gran parte della stagione precedente, era chiaro che in tanti desideravano iniziare a riviverle al più presto, e ancora più intense.
Quando Marco aveva scoperto che Yves Raphael sarebbe stato il suo "nuovo" compagno di squadra, si era chiesto se fosse una maledizione. Alla fine, però, aveva compreso che era l'unico finale possibile. Juan Pablo Ramirez aveva preso il suo posto alla Silver Rocket, mentre Yves era tornato indietro, presso la squadra che non avrebbe dovuto liberarsi di lui tre anni prima.
Quando aveva saputo che sarebbero stati di nuovo compagni di squadra, Marco era stato tentato di chiamarlo, ma alla fine gli aveva mandato solo un messaggio, breve, indolore e diretto.
"Bentornato."
La risposta di Yves era stata altrettanto breve e diretta.
"Grazie, ci vediamo a Sahkir."
Si erano visti, in quei giorni, ma solo di sfuggita. Marco non aveva cercato di evitarlo, ma semplicemente non c'erano state occasioni per discutere del loro futuro.
Accadde all'improvviso, al termine dell'ultima giornata di test. Marco era solo e si stava semplicemente slacciando la tuta, quando vide comparire Yves accanto a lui.
«Allora, quali sono le tue impressioni?»
«Su cosa?»
«Sulla carriola con la quale dovremmo far vincere al Team Pegasus quel titolo che ormai è entrato nella leggenda, visto da quanto tempo viene inseguito.»
«Niente male per essere una carriola» ribatté Marco. «Non sono sicuro, però, che sia una vettura dominante come i media la descrivono. Sembrano essere tutti sicuri che quest'anno il titolo sia assicurato.»
«Tutto regolare, lo dicono ogni anno» gli ricordò Yves. «Chiaramente si aspettano che le loro previsioni vengano azzeccate, una volta tanto.»
«Dovremmo aspettarcelo anche noi, che abbiano ragione.»
«Non su tutto, spero. Nessuno l'ha ancora detto apertamente, ma non ho idea di che cosa si aspettino tra di noi. Forse che ci buttiamo fuori ogni cinque minuti come quando correvamo per squadre diverse.»
«Ecco, dato che sta uscendo il discorso, su questo forse dovremmo cercare di smentirli, altrimenti non solo nessuno dei due vincerà il mondiale, ma rischiamo anche di non essere al via della prossima stagione. Il team è stato chiaro, non vuole problemi.»
Yves gli strizzò un occhio.
«Beh, neanch'io voglio problemi, quindi cerca di non crearmene.»
«Non sono sempre io quello che crea problemi» replicò Marco. «Devo ricordarti che...»
Yves lo interruppe: «Non devi ricordarmi niente. Abbiamo fatto le nostre scelte, in passato. Adesso dovremmo fare delle scelte più sagge, entrambi. O vogliamo che la Silver Rocket vinca un altro titolo?»
«Nessuno di noi lo vuole, anche se immagino ci sia chi sta già sognando a occhi aperti questo scenario.»
«Già. Come dargli torto? Una donna che vince un campionato in una delle massime serie a ruote scoperte avrebbe la sua rilevanza. Perché, parliamoci chiaro, Ramirez è un ottimo pilota, ma non è ancora maturo abbastanza per vincere un mondiale. Dalila, invece, non è da sottovalutare. Ho avuto a che fare con lei, l'anno scorso, e ti assicuro che, se avesse avuto qualche guasto di meno, adesso sulla mia monoposto non ci sarebbe il numero 1.»
Marco abbassò lo sguardo.
«Anche se Dalila non avesse esagerato a quel modo a Imola, adesso non ci sarebbe il numero 1 sulla tua monoposto.»
«So quello che avete fatto» lo informò Yves. «Me l'ha spiegato Dalila, mesi fa, quando è venuta a trovarmi in ospedale. Siete stati gentili a pensare che io dovessi vincere il mondiale, ma non era necessario. Alla fine anche Dalila avrebbe dovuto tornare alla realtà e fare quello che hai fatto tu. Certo, sei stato un po' stronzo nei suoi confronti, ma...»
Marco replicò: «Non è andata come ti ha detto Dalila.»
«Mi sembra abbastanza difficile che non sia andata come mi ha detto lei. Vuoi forse negare che avevate un accordo, piuttosto assurdo peraltro, ma che non hai mai avuto intenzione di rispettarlo? Che hai finto con lei di volere fare vincere il mondiale a me, quando in realtà stavi cercando un modo più facile per vincerlo tu stesso?»
«Non nego di avere avuto un accordo con Dalila. Quello che ti ha raccontato è vero, solo, c'è una parte che non ti ha riferito.»
«Quindi mi avrebbe raccontato solo la parte che le conveniva raccontare?»
«No, la parte che conosce.»
«Non ti seguo.»
«È molto semplice, Yves. Io e Dalila avevamo un accordo ed ero convintissimo di rispettarlo, nel momento in cui ne abbiamo discusso. Anzi, mi sono anche complimentato con lei per avere avuto il coraggio di farmi una proposta così estrema. Abbiamo pianificato tutto per filo e per segno e volevo davvero che andasse così.»
«Poi, però» azzardò Yves, «Hai capito di avere in mano un'occasione perfetta per vincere il mondiale, e che potevi farlo senza che Dalila facesse alcunché per attaccarti in qualche modo, quindi te ne sei fregato di me - e dal mio punto di vista hai fatto bene - e hai deciso di fare quello che ti conveniva.»
«No, davvero, quella mattina ero seriamente intenzionato a fare quello che Dalila mi aveva chiesto e che avevo accettato. Poi tua madre è venuta a parlarmi. Mi ha detto che, sapendo che tu eri tagliato fuori, avrebbe preferito che fossi io a vincere, piuttosto che Dalila. Anche se era lei la tua compagna di squadra, pensava che fosse meglio se avessi vinto io. Credeva che Dalila potesse fare una dedica a te, dopo la gara, e che Hélène l'avrebbe presa male. Tutto ciò che desiderava era che tu e tua moglie vi rimetteste insieme, che aveste la possibilità di essere finalmente felici. Mi ha chiesto di fare il possibile perché Dalila non conquistasse il campionato... e io le ho dato ascolto. Mi sono ritrovato a dover fare una scelta, tra quello che mi chiedeva Dalila e quello che mi chiedeva tua madre.»
«L'hai spiegato a Dalila?»
«Certo che no. Il piano mio e Dalila, in raeltà, sarebbe stato proprio quello che avrebbe dato il risultato migliore, per tua madre. Sarebbe inutile. E poi, ho provato a chiamarla, ma non mi risponde. Ho ancora una parte dei suoi vestiti e dei suoi effetti personali a casa mia, senza che sia mai venuta a prenderli. Qualunque cosa provassi di dirle, non avrebbe senso. Quello che pensa è chiaro: è convinta che abbia messo un campionato al di sopra di noi e che, di conseguenza, le abbia dimostrato di non tenere al nostro rapporto. Non mi resta altro da fare che rispettare la sua scelta. Prima o poi dovrà mettersi in contatto con me, verosimilmente con qualcuno che faccia da tramite, ma per il momento aspetto e non faccio niente.»
Yves osservò: «Hai ragione, quando dici che Dalila pensa che tu abbia messo la tua possibilità di vincere al di sopra di lei. Però anche Dalila sta facendo la stessa cosa. Non posso giudicare, perché non sono mai ritrovato a dovere lottare per il titolo contro una persona che amavo, però, in ogni caso, non mi sembra che Dalila si stia comportando in modo sensato. Se io amassi una persona, non la escluderei dalla mia vita per una gara. Anche Dalila ha messo il risultato del campionato al di sopra di te... e peraltro si trattava di un campionato che non dovevate vincere né tu né lei. Non solo, ha anche innescato un incidente di proposito, quando era totalmente illogico. Il vostro accordo non esisteva più, perché tu l'avevi rotto. Aveva le gomme molto più fresche di te, aveva appena fatto il pitstop. Avrebbe dovuto semplicemente superarti. Ha messo in pericolo entrambe le vostre vite... e per cosa? Per darmi un successo che, se si fosse comportata in modo sensato, sarebbe toccato a lei, con la squadra che sarebbe stata dalla sua parte. Lo sai, voglio bene a Dalila, la considero una cara amica e non voglio attaccarla gratuitamente, però non posso non dirti quello che penso. Dalila non si è comportata tanto meglio di te, anzi, ha fatto di peggio. Ha gettato alle ortiche il suo risultato per il solo scopo di buttarti fuori. Penso che, onestamente, nemmeno tu saresti stato capace di arrivare a tanto.»
«Quello che dici può avere senso» ammise Marco, «Ma non vedo come possa cambiare la situazione. Dalila non vuole più avere a che fare con me, non vuole vedermi e non vuole parlarmi. Se anche le facessi questo discorso, lo userebbe contro di me, direbbe che sto cercando su di lei le mie responsabilità. È inutile, non c'è niente da fare.»
«Invece credo ci sia molto da fare. Hai detto che Dalila non vuole parlarti... ma ci hai almeno provato a insistere?»
«Beh, no.»
«Allora cosa aspetti? Perché stai qui ad ascoltare me, invece di andare da lei?»
«Non mi sembra il caso, te lo ripeto.»
«Hai fatto tante cazzate nella vita. Cosa ti costa rischiare di farne un'altra? Per male che vada, Dalila ti dirà che non ne vuole sapere di te.»
Marco sospirò.
«Sentirselo dire esplicitamente fa più male che immaginarlo.»
«Sì, capisco quello che vuoi dire, ma secondo me non dovresti lasciare perdere così facilmente. Dalila è qui, poco lontana da te. È l'occasione migliore, anche se avresti dovuto pensarci già nei giorni scorsi, invece di aspettare così tanto. Vai a cercarla. Oppure chiamala e dille che la vuoi vedere al più presto.»
«Non penso mi risponderebbe.»
«Allora la chiamo io.»
«Per dirle cosa?»
«Che devo vederla subito per dirle qualcosa di urgente. Poi, al posto mio, si ritroverà davanti te.»
Marco cercò di trattenerlo, ma ormai era troppo tardi. Yves stava già telefonando a Dalila. Dopo qualche istante di conversazione, riattaccò.
«Dovete vedervi tra dieci minuti. O meglio, dobbiamo vederci tra dieci minuti, per quanto ne sa Dalila. Ti bastano per decidere cosa dirle?»
«Non penso che basterebbero nemmeno dieci anni» obiettò Marco. «Te lo ripeto, non è una buona idea.»
«Puoi ripetermelo anche altre volte, ma è tutto tempo sprecato. Concentrati e cerca un modo per convincerla che vi amate e che è tutto quello che conta.»
«Non siamo mai stati dei romantici. Mi manderebbe a cagare, se la mettessi in questi termini.»
«E allora, a maggior ragione, pensa, se i miei suggerimenti non ti sono d'aiuto. Io vado a fare un giro. Credo che, da questo momento in poi, te la dovrai cavare da solo.»
Marco fu tentato di trattenerlo, ma comprese subito che non c'era nulla da fare. La nuova stagione, che fino a quel momento gli era apparsa come il principale ostacolo, era ancora piuttosto lontana. Prima c'erano altri ostacoli da superare e in quel momento non gli sarebbe dispiaciuto affatto essere già sulla griglia di partenza del primo evento stagionale a Buenos Aires.

*** FINE (per ora?) ***



Ebbene, per il momento ci lasciamo così, come se fosse l'ultima puntata di un fiction su Raiuno. La mia intenzione era inizialmente non far terminare qui le vicende di questi personaggi, ma allo stesso tempo di non proseguirle nell'immediato (però l'ho scritta nel 2021 e al momento attuale non mi sento di proseguire).
Queste "puntate" di "The Red Gate" (inteso come cancello rosso - vedi citazione di un po' di tempo fa - o anche come redgate nel senso scandalo degli uomini in rosso) hanno seguito gli eventi di un campionato. Prima o poi avrei voluto ci fozse quello successivo, per scoprire chi tra Yves e Marco uscirà vincente nel confronto tra compagni di squadra e se saranno loro a vincere il titolo successivo, oppure se sarà Dalila o un outsider, così come sarebbe opportuno scoprire chi ha tentato di uccidere Yves e perché. Chissà, magari un giorno scriverò un seguito.

   
 
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