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Autore: Moira2020    25/01/2023    0 recensioni
Jessica Moore è una moglie e una madre. Ha una bella casa, un marito premuroso e una bambina bella e intelligente. Tutto nella sua vita può sembrare perfetto, ma nasconde un segreto. La bambina che ha portato in grembo per nove mesi non è figlia di suo marito. Il suo passato nasconde una vita sregolata e un amore finito forzatamente. Un amore che lei non scorderà mai e che, nel buio della sua camera, quando suo marito dorme affianco a lei, sogna di rivivere.
"Sei la mia musa, il mio sole, le mie stelle. The love song è per te. Per il mio più grande amore. Ricordi il nostro primo incontro? Primo giorno di elementari.
Avevi i capelli legati in due code alte e io ti chiamai Bunny. Tu mi sorridesti e io pensai di non aver mai visto niente di più puro e bello."
Genere: Malinconico, Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago
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Capitolo 1

Il silenzio.
Era per il silenzio che amava quel momento della sera. Nella penombra della cucina poteva gustare un calice di vino rosso e fumare una sigaretta in totale solitudine. Victor, suo marito, non sarebbe tornato prima di due ore e sua figlia era al lago con i nonni.
La pace dei sensi secondo Jessica Moore. 
Mentre sorseggiava il vino che le aveva regalato sua suocera di ritorno dal suo viaggio in Italia, le venne in mente che avrebbe potuto farsi un bagno caldo. Da quando avevano installato la vasca idromassaggio la usava ogni sera. Suo marito era così premuroso e attento ad ogni sua richiesta. Era fortunata ad averlo incontrato. Sorrise pensando alla sua nuova vita. Lei e Victor si erano sposati tre anni prima, quando sua figlia aveva solo tre anni. Lui non  si era mai preoccupato del fatto che fosse una ragazza madre. Anzi era sempre stato molto dolce con la piccola e questo contribuì a farla innamorare ancora di più. Dopo l'ultimo sorso di vino posò il calice nel lavabo della cucina decisa ad andare al piano di sopra, ma il suono del campanello la fece quasi sobbalzare. Chi poteva essere a quell'ora? Victor avrebbe usato le chiavi e di certo non aspettava ospiti alle nove di sera. Con calma si avviciò alla porta e attivò il videocitofono. 
Capelli lunghi e neri e un colorito da cadavre. Chiunque si sarebbe spaventato a vedere un uomo del genere alla porta di casa a quell'ora della sera, ma a lei venne solo un impeto di rabbia. Aprì la porta di scatto, ritrovandosi davanti Brian. Cinque lunghi anni senza vederlo e adesso era lì, avvolto nel suo cappotto nero e quell'aria da conte dracula che lo aveva sempre contraddistinto. 
-Che diavolo ci fai qui?- urlò.
Brian senza scomporsi, tirò fuori dalla tasca un pacchetto di Lucky Strike ed estrasse una sigaretta con i denti. Dopo averla accesa, continuando a fissarla dritto negli occhi, accennò un sorriso sarcastico. 
-Grazie, Bunny. Anch'io sono felice di vederti.- 
Jessica strinse i pugni fino a conficarsi le unghie nel palmo. 
- Come mi hai trovata? Non puoi piombare così a casa mia! - 
- Beh, hai qualcosa che in parte è anche mia, giusto? Abbiamo una figlia. - 
"Abbiamo una figlia". Era vero, assolutamente vero, ma l'idea di sentire quella frase uscire dalla bocca di Brian la fece sussultare.
Jessica sospirò, cercando di raccogliere le idee. Quella notte di cinque anni prima era fuggita lasciando soltanto una lettera. Scoprire di essere incinta le aveva fatto scattare qualcosa, qualcosa che non aveva mai provato. Forse istinto materno, o semplicemente istinto di sopravvivenza. Sapeva bene che lei e Brian in quelle condizione non avrebbero mai potuto crescere un bambino. Che vita le avrebbero offerto? 
- Si, abbiamo una figlia. Ma come ti scrissi nella lettera... - Jessica non potè finire la frase. 
- Già! La fottuta lettera! Dopo dieci anni insieme scopri di essere incinta e invece di parlarmene fuggi nella notte. Hai idea di come io mi sia sentito?- 
- So benissimo cosa mi avresti detto. Cristo! Eri sempre strafatto e felice per il nuovo contratto. Cosa avrei dovuto dirti? "Ehi Brian, ho qui per te un figlio che ti constringerà a cambiare vita"?.- 
Brian la fissò per qualche secondo, prendendo l'ultimo tirò di sigaretta per poi gettare il mozzicone nel giardino. - Sarei cambiato. Se tu me l'avessi chiesto sarei cambiato. - 
- Facile parlare ora, Brian.- 
Brian alzò gli occhi al cielo e poi scrollò le spalle, deciso a non perdere la pazienza.
 - Ho passato qualche mese in riabilitazione. Non mi drogo più e non bevo più. L'unica cosa che voglio è conoscere mia figlia. Ne ho tutto il diritto... - 
I fari di una macchina lungo il vialetto li abbagliarono. Dopo una manciata di secondi Victor salì i gradini del porticato. Inizialmente non capì, ma poi, mettendo a fuoco l'uomo di fronte a sua moglie, tutto fu chiaro.
- Eccoci qua, sapevo sarebbe arrivato questo momento... - disse Victor passando oltre Brian per andare di fianco a sua moglie. 
- Victor Wood, molto piacere- aggiunse poi porgendolo la mano all'altro. 
- Tanto piacere. Il mio avvocato la conosce, mi aveva detto di averla avvertita. Tra colleghi siete più gentili, vero? - 
Jessica sbattè gli occhi più volte, convinta di essere in un incubo. Che diavolo stava succedendo?
- Tu sapevi e non mi hai detto niente?- proruppe rivolta verso il marito. 
- L'ho saputo questa mattina, preferivo dirtelo di persona, ma a quanto pare il signor King mi ha preceduto. Il suo legale mi ha informato cordialmente che il signore qui presente, nonchè padre di Penny, vuole vedere sua figlia e noi non possiamo negarglielo. - 
Jessica si sentì scivolare. Scivolare in un enorme buco nero. La vita perfetta che si era costriuta con tanta fatica si stava per stravolgere completamente.
- Sei un bastardo!- urlò puntando il dito indice contro Brian. 


 
***

L'idea di fare un bagno rilassante era ormai svanita. Jessica si era fatta una doccia veloce e poi si era infilata sotto alle coperte in cerca di conforto. Perchè Brian le stava facendo questo? 
- Tesoro? Possiamo parlare? - chiese Victor sdraiandosi accanto a lei.
-Avresti dovuto chiamarmi subito!- 
- Mi dispiace, volevo parlartene appena tornato a casa. Non avevo idea che sarebbe venuto fino a qui.-
Jessica si voltò verso di lui, gli occhi pieni di lacrime.
- Davvero non c'è modo di impedire questa cosa? Insomma è un ex tossicodipendente. Se lo vedesse un giudice non darebbe mai l'autorizzazione.-
Victor prese le mani della moglie e l'abbracciò. Poi parlò con calma; -Jess, è il padre di Penny e soprattutto, nonostante l'aspetto e la sua vita sregolata, è un uomo famoso e con abbastanza soldi per potersi permettere i migliori avvocati. Purtroppo non possiamo impedirlo, ma nessuno può impedirti di essere presente ai loro incontri. E poi sei sposata con l'avvocato migliore di New York, giusto? Adesso cerca di dormire, amore mio. -

Quella notte non dormì neanche per un secondo. Sua figlia era la cosa più importante della sua vita.  Quando la vide per la prima volta le aveva fatto una promessa; lei l'avrebbe difesa sempre. Penny sapeva che Victor non era suo padre, ma in lui aveva trovato una figura paterna solida e rassicurante. E se Brian si fosse stufato? Se dopo averla conosciuta per qualche tempo poi fosse sparito? No, non avrebbe dormito ancora per molte
notti.
   
 
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