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Autore: dragun95    25/01/2023    0 recensioni
Logan e Thund sono due fratelli, che lavoro come investigatori privati per un'agenzia investigativa. Ma quello è solo un lavoro di facciata, i due in realtà sono i portatori dei Prana di due dei quattro cavalieri, il cui compito è quello di preservare l'equilibrio.
I due vengono inviati in una cittadina tra le foreste del Canada, in cui si sono manifestate alcune morti brutali e feroci. Lo sceriffo della città brancola nel buio, ma i due sono arrivati per scongiurare questa scia di morti. Restando comunque attenti a non rischiare la pelle anche loro.
Genere: Drammatico, Horror, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Lemon, Lime | Avvertimenti: Contenuti forti, Violenza
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PROLOGO

 
 
La porta della stanza dello squallido motel si aprì, l’uomo all’interno uscì allacciandosi gli ultimi bottoni della camicia e sistemandosi la cravatta. Aveva di certo passato una bella nottata all’insegna del tradimento.
Salì sulla sua auto che aveva lasciato nel parcheggio la sera prima, inconsapevole che nell’ombra qualcuno gli stava scattando delle foto.
 
-Bene- Logan uscì fuori con la macchina fotografica ancora in mano. Salì con calma le scale, incrociando la donna che aveva passato la notte con l’uomo che aveva fotografato. Le passò di fianco con naturalezza disinvoltura, dopotutto non si erano mai incontrati.
Aspettò che salisse in macchina con l’uomo e che i due partissero, prima di entrare nella stanza che avevano poco prima stavano occupando. Era squallida e con un arredamento piuttosto banale e scadente, come si addice a quei posti.
 
Il giovane si avvicinò al quadro appeso alla parete staccando dalla cornice una microcamera, puntata verso il letto e con cui aveva ripreso tutto.
 
“Questo dovrebbe bastare alla moglie, per il divorzio” dopo avrebbe scaricato il video insieme alle foto e le avrebbe mandate alla cliente.
Uscì dalla stanza stanco, voleva solo prendere suo fratello e lasciare quel luogo squallido il prima possibile.
Andò alla stanza due porte più avanti di quella che stavano spiando e bussò, non ottenendo risposta.
 
-Thund sveglia, dobbiamo andare!- lo chiamò aspettando che aprisse, ma dopo un altro minuto era chiaro che non era ancora sveglio. Afferrò la maniglia vedendo che la porta non era chiusa a chiave, tipico di suo fratello minore.
Entrò nella stanza, trovandolo sdraiato nel letto con al suo fianco una donna anch’essa addormentata. Un'altra conquista per suo fratello minore.
 
-Ehy sveglia- colpì il letto con un calcio, abbastanza da farlo traballare e destare l’occupante maschile. Questi allungò la mano, strofinandosi gli occhi azzurri con fare assonnato, inquadrando il fratello maggiore.
 
-…Log…yahhhh…abbiamo finito?- gli chiese il giovane che doveva avere venticinque anni, dal fisico magro e atletico con un accenno di muscoli dalla carnagione chiara. Aveva dei capelli verde scuro con le punte nere totalmente arruffati e tre cicatrici che gli percorrevano la guancia destra di cui una gli segnava l’angolo dell’occhio.
 
-Il tipo è appena andato. Dobbiamo solo inviare ciò che abbiamo scoperto- gli rispose l’altro lanciandogli un’occhiata: -E per favore mettiti delle mutande. Ti aspetto in macchina- non aveva voglia di vederlo nudo di prima mattina. L’altro gli fece il terzo dito per dirgli di stare zitto, prima di alzarsi proprio mentre usciva.
 
Si appoggiò al grande fuoristrada quattro per quattro, dalla vernice nero e il telaio in argento. Estrasse dalla tasca dei pantaloni una sigaretta elettronica e cominciò ad aspirare il vapore. Stava provando a di smettere di fumare e quella era un’ottima alternativa al fumo.
Aspettò il fratello, guardandosi intorno. Oltre l’autostrada intorno c’era solo foresta a perdita d’occhio. Poteva percepire tutto il Prana della natura vibrava di vita tanto che sembrava danzare. Uno spettacolo da togliere il fiato, per chi poteva vederlo ovviamente.
 
-Va bene, possiamo andare- la voce del fratello minore lo riscosse, apparendo del tutto vestito e con le sue cose.
 
-La tua amica?-
 
-Sta ancora dormendo- sapeva che era una scappatella occasiona, ma almeno lasciare un biglietto. Lui avrebbe fatto così.
Logan era più vecchio del fratello di cinque anni e lo superava di almeno venti centimetri, quindi era bello alto con un fisico magro e muscoloso. Aveva i capelli corti neri con un ciuffo sulla fronte di colore verde scuro, anche lui aveva gli occhi azzurri ed era abbastanza bello.
 
-Le prove?- alzò la mano mostrandogli la chiavetta USB. Thund la prese salendo in macchina e stessa cosa fece il maggiore mettendosi al posto di guida.

 
*******
 
Il verde prese un sorso del suo caffè macchiato mentre digitava sul portatile, inviando il video che avevano fatto e le foto al loro capo. Il quale avrebbe girato il materiale raccolto alla loro cliente.
 
Dopo quei giorni di pedinamento sicuramente si erano guadagnati la grana. Fare gli investigatori privati alla fine risultava abbastanza proficuo o almeno se toglievano la percentuale che si prendeva il loro “Capo”.
 
-Certo che quel disgraziato se le sceglieva bene! Chissà la sua faccia quando sua moglie gli sbatterà il tutto in faccia!- ridacchio divertito, immaginandosi la scena come in uno di quegli episodi che si vedono nelle serie televisive.
 
-Non ci interessa sapere come finirà. Noi dobbiamo fare solo quello per cui ci pagano- gli rispose il moro, non molto interessato. Visto che alla fine quelle storie finivano la maggior parte delle volte, con la separazione. Il fratello gli lanciò un’occhiata per dirgli che ammazzava il suo divertimento.
 
Accese la radio per vedere se stavano trasmettendo qualcosa di buono. Quando la suoneria del suo cellulare lo avverti che gli era arrivato un messaggio. Lo prese, vedendo che era un messaggio del loro “Capo”, con l’importo del loro compenso.
 
-Adrian ci ha mandato i nostri soldi-
 
-Temevi che non ce li avrebbe mandasti?- gli domandò sapendo che al fratello non piaceva molto prendere ordini dal loro vecchio amico.
 
-Nah, sul mandarci lo stipendio è puntuale!-
 
-Per te è uno dei suoi pochi pregi- l’altro fece spallucce osservando fuori dal finestrino, vedendo delle ombre volare sopra di loro. Sicuramente erano degli uccelli, non era insolito trovarli visto che intorno a loro c’erano solo alberi.
 
-Visto che non ci ha dato nessun’altro da pedinare. Che ne dici se ci riposiamo un po'?- ma se si era divertito la notte scorsa, mentre lui era in macchina aspettando di cogliere in fragrante il marito che usciva. Dormendo se non al massimo tre ore buone.
 
-Sai fratello, dovresti prendere le cose più seria…- non fini la frase che un uccello volò un po' troppo vicino al parabrezza. Logan sterzò di colpo per evitarlo. La macchina strisciò le ruote sull’asfalto finendo per girarsi ritrovandosi con il cofano dalla parte della strada da cui stavano venendo.
Thund trattenne il fiato per quella sterzata brusca, con le mani poggiate saldamente contro il cruscotto. Voltò la testa verso il fratello che stava riprendendo fiato stringendo forte il volante.
 
-Che cazzo è stato?- chiese stringendo i denti. Con quella manovra, aveva rovesciato il caffè sui pantaloni bruciandosi.
 
-Era un uccello- rispose con una risatina cercando di smorzare la tensione. Quando lo squillo del telefono li fece sobbalzare e battere entrambi la testa contro il tettuccio. Il moro prese l’apparecchio leggendo chi lo stava chiamando, prima di rispondere.
 
-Adrian, ciao-
 
<< Bonjuor ragazzi, ottimo lavoro con quel lavoretto. Spero che i soldi vi siano arrivati >> rispose una voce maschile dall’altro capo con un accento francese.
 
-Ci hai chiamati solo per congratularti?- si massaggiò la testa, sapeva che il loro amico in parte aveva sempre un secondo fine. Mentre il fratello parlava al telefono Thund vide che sul cofano anteriore della macchina si era poggiato un corvo, il quale non sembrava spaventato. Anzi ricambiava il suo sguardo.
Una cosa insolita e non solo quello, anche il suo Prana aveva un che di strano. Alla sua vista poteva vedere che l’essenza dell’animale era in agitazione come un mare in tempesta. Un altro movimento attirò la sua attenzione e ciò che vide gli fece sgranare gli occhi.
 
<< No…mi spiace ragazzi. Ma c’è una cosa importantissima che richiede il vostro intervento! >> altro lavoro. Dopo uno appena finito, non avevano nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo.
 
-Lo so che siamo gli unici a cui puoi chiedere…ma nemmeno un giorno di riposo!- questa volta era infastidito, cosa c’era di così importante da richiedere subito la loro attenzione. Prima che l’altro potesse rispondere, Thund afferrò il mento di Logan per fargli alzare la testa così da fargli vedere fuori.
Oltre al corvo sul cofano, c’è n’erano altri appollaiati sui rami degli alberi intorno a loro. Non seppero dire quanti fossero, sicuramente un centinaio, ma tutti stavano puntando proprio loro due.
 
 
 
 
Note dell’autore
 
Eccomi qui con questa riscrittura totale della mia storia “The lasta wardens chaos”. Ho deciso di cambiare tutto perché rileggendola più volte, non mi convinceva più e non sapevo come continuarla.
Così eccola qui più nuova che mai, rivedendo Logan e Thund come protagonisti e che fanno gli Investigatori privati. Anche se forse non è quel che sembra.
 
Per ora spero che questo nuovo inizio vi sia piaciuto. Ci vediamo al prossimo aggiornamento.
A presto.
  
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