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Autore: torquemada    08/02/2024    0 recensioni
La sconcertante storia di una influencer tradita dal demonio e coinvolta in uno scandalo mediatico peggiore di quello del pandoro della Ferragni
Genere: Comico, Commedia, Satirico | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Chanel Eleanòr Cazzaniga era una donna con un unico e chiaro obiettivo nella vita: diventare ricca e famosa. D’altra parte il suo lavoro di operatrice di call center outbound, e come se non bastasse in una città di vip come Milano, le stava più stretto che mai. Un sogno, però, già di per sè difficile da realizzare, ma reso ancor più difficoltoso dal dover vivere e lavorare in una società così maschilista, misogina e patriarcale come quella odierna. Infatti, allorchè ella chiamava potenziali clienti per convincerli a cambiare gestore e passare alla società per cui lavorava, la Modafone, al suo educato e cortese messaggio promozionale così espresso: “Sa che lei ha diritto a 100 giga in omaggio come regalo esclusivo per chi passa a Modafone?!” non era raro che si sentisse rispondere frasi del tipo: “E sai che a me non me ne frega un emerito ca$$o?!” oppure “Io invece te ne regalo 200 se te ne vai a fare in culø” o ancora “Perchè invece non mi regali un bel p****** con l’ingøiø?” o al contrario “Io pure ho un grande regalo per te: il mio ca$$one gigantesco con 1 litro di sb**** tutto per te” e via dicendo. Affranta dal modo di fare dell’universo maschile, Chanel considerava gli uomini alla stregua di maniaci-pervertiti decerebrati, il cui pallino fisso li portava a tenere in considerazione le donne solo come degli oggetti attraverso cui divertirsi fisicamente. E molto spesso addirittura gratis. Un giorno, però, all’ennesima telefonata mediante cui avrebbe dovuto piazzare l’ennesima fantastica offerta dell’operatore di telefonia mobile “più trendy di sempre”, accadde qualcosa che mai avrebbe pensato potesse accadere. E no, non era un sant’uomo che le rispondesse gentilmente e accettasse la sua offerta ringraziandola pure, bensì tutt’altro. La signorina Cazzaniga, infatti, disse: “Ciao, sono Chanel di Modafone! Vuoi scoprire l’offerta più alla moda di sempre, pensata appositamente per te e usufruire di uno sconto esclusivo?!” e il misterioso signore all’altro capo del telefono le rispose: “Io in realtà vorrei un’altra cosa da te...”. “No, quell’altra cosa non è disponibile...la dovete finire di importunare così le donne!!”. “Ma cosa hai capito?!? Non quella cosa...”. “Ahhh, non quella cosa lì??”. “Ma no, scherzi?! Io da te non voglio alcuna cosa fisica...”. “Ah, quindi vorrebbe l’esclusiva e fantastica offerta?”. “Assolutamente”. “Ah, bene...allora, questo mese per chi passa a Modafone ci so...”. “Intendevo ASSOLUTAMENTE NO! Cosa ci faccio io con Modafone!? Non sono interessato alla tua offerta!”. “E a cosa allora??”. “Alla tua anima”. “Coooosa??”. “Alla tua anima. Hai capito bene, Chanel. Tu mi dai l’anima e io ti dò la fama e la ricchezza che tanto desideri...”. “Ma scusa...è uno scherzo?! Ci conosciamo?? Tu chi sei??”. “Sono il diavolo. Tu mi hai chiamato per propormi un’offerta e io te ne faccio un’altra molto più vantaggiosa, un’offerta che non potrai rifiutare. La tua inutile e insignificante anima in cambio dell’avverarsi del tuo sogno di diventare ricca e famosa!”. “Sì, come no...dai, basta con queste cazzate!” concluse Chanel, riattaccando. All’uscita dal call center, però, non riusciva proprio a smettere di pensare a quella stranissima telefonata. Sarà stata una persona che la conosceva bene? Oppure solo uno sconosciuto, che aveva pensato che anche lei, così come tantissime altre ragazze, sognavano di diventare ricche e famose? O era proprio il diavolo a parlare? I suoi pensieri erano fitti quasi quanto la nebbia che avvolgeva Milano e i milanesi quella sera (come tutte le altre, d’altronde), e mentre si avventurava tra i banchi di nebbia per arrivare alla fermata della metro, a fare capolinea fu proprio lui, il diavolo. “Chanel, non si fa così! Stavamo facendo un discorso serio...è maleducazione riattaccare mentre si sta conversando!” la apostrofò il diavolo; la signorina Cazzaniga, sconcertata, gli rispose: “Tu...tu...tu...”. “Sì, tu-tu-tu, ha fatto proprio così il telefono quando me lo hai riattaccato in faccia! Sei stata una ragazza molto cattiva...e proprio per questo ora mi piaci più di prima!”. “Tu...allora...sei proprio il diavolo!”. “No, sono ‘sto ca$$ø! Ti aspetti che ti risponda come tutti gli altri a cui telefoni?!”. “Ma come fai a sapere tutte queste cose su di me??”. “Sono il diavolo...modestamente qualcosa saprò pure...”. Dopo qualche altra domanda (idiota) da parte di Chanel e qualche altro grottesco scambio di battute tra i due, ella finalmente si capacitò che quanto stava accadendo corrispondeva al vero, anche perchè quella sera era stata a lavoro e non si trovava ubriaca e/o sotto l’effetto di stupefacenti all’uscita da qualche discoteca; di conseguenza, per quanto assurdo, ciò che stava succedendo doveva essere veramente reale. Il diavolo le ripropose la sua offerta mediante cui ella si sarebbe impegnata a cedergli la sua anima e lui, in cambio, l’avrebbe fatta DIVENTARE RICCA E FAMOSA!!!!!!!!! Per tranquillizzarla, le spiegò che sarebbe stato tutto assolutamente legale – nessuna legge, le spiegò, vieta la cessione dell’anima – e le fece altresì notare che non si sarebbe fatto un contratto verbale, bensì uno scritto, redatto in duplice copia tramite apposita scrittura privata, giacchè per un’operazione simile non è necessario recarsi presso un notaio. Concluse quindi il suo discorso spiegandole di non avere fretta e dicendole che quando sarebbe stata pronta lo avrebbe potuto tranquillamente chiamare al numero +39666. Dopodichè si dissolse nella nebbia da cui era apparso, non prima, però, di averle augurato una buona notte. Ma la notte che passò la signorina Cazzaniga fu invece assai travagliata: infatti in sogno le apparse Andrew Fletcher dei Depeche Mode, il quale la mise in guardia dal diavolo dicendole: “Chanel, listen to me! Do not call the devil! He is worse than heroine, ecstacy, cocaine, LSD and even mushrooms, taken all at once! Instead, make another call and...REACH OUT, TOUCH FAITH!”. Ciononostante, ella non seguì il consiglio fornitole, pensando che non si sarebbe lasciata dire ciò che avrebbe dovuto fare della sua vita (e della sua anima) da un uomo che per giunta poteva essere anche suo padre, concludendo che: “Fosse stata Taylor Swift, allora pure pure, ma lui anche no...”. Di conseguenza decise di chiamare il diavolo e gli comunicò che era sua intenzione firmare il contratto. Il giorno dopo, nella cassetta della posta, le comparve la scrittura privata già predisposta, su cui ella appose prontamente la firma; subito dopo, su istruzione del diavolo, spedì il documento firmato a una casella postale ubicata a Casa del Diavolo. Passato qualche giorno, la signorina Cazzaniga si trovò suo malgrado depositaria di una vast(issim)a conoscenza che ritenne doveroso sfruttare al fine di monetizzarla a dovere. Contattò quindi un’agenzia di web marketing e creazione di siti internet spiegando al titolare che le avrebbe dovuto creare un sito personale con dei contenuti esclusivi a pagamento. Il sito venne poi pubblicizzato attraverso i Google e i Meta ads e nella homepage era possibile leggere: “Ciao, mia cara Amica, e benvenuta sul mio sito! Mi presento, sono Chanel Cazzaniga, la tua nuova love coach! Se hai già un’altra love coach di riferimento, allora sono sicurissima che dopo aver provato il mio esclusivo metodo non avrai altra love coach all’infuori di me! Se invece non sai cos’è una love coach, ti spiego bene. Sappi che la love coach è una professionista delle relazioni il cui riferimento normativo è disciplinato dalla legge n° 4 del 14-01-2013. La love coach ideale, come sono io, ha elevate competenze in ambito psicologico, relazionale, comunicativo e d’immagine, e le sa insegnare con grande professionalità alle sue clienti. Affidarsi a una love coach vuol dire prendere in mano la propria vita sentimentale e farne un’opera d’arte! Ma la tua vita sentimentale, cara Amica, è così dolce e incantevole da poter essere definita un’opera d’arte? È come un film d’amore a lieto fine? O invece sei vittima di qualche uomo che si prende o si è preso gioco di te? Rispondi con sincerità, non c’è motivo di mentire a noi stesse! Ora, se la tua risposta è SÌ, penso proprio che stai mentendo! Certo, cara Amica, perchè da un recente sondaggio si può leggere come solo una donna su dieci in Italia è totalmente soddisfatta della sua vita sentimentale, e anche se tu effettivamente lo fossi, allora non vedo il perchè dovresti passare il tuo tempo su questo sito e leggere tutte queste cose fino a qui invece di spassartela con il tuo principe azzurro di cui sei perdutamente e follemente innamorata! Se invece hai risposto NO, non disperare...sei nel posto giusto! Sì, perchè devi sapere che anche io ho sofferto per amore, perchè ho conosciuto tanti stronzi che mi hanno spezzato il cuore e mi hanno fatto soffrire! Ma sono state proprio queste sofferenze in amore a farmi conoscere meglio gli uomini e a insegnarmi come ci si deve comportare con loro! Proprio per questo ho impiegato ANNI per sviluppare un metodo che ho di volta in volta implementato per avere successo con gli uomini. Sì, cara Amica, ti confesso che non è stato assolutamente semplice creare un metodo rivoluzionario per avere tutti gli uomini ai miei piedi e ottenere tutto ciò che volevo, ma alla fine, dopo tentativi su tentativi e sacrifici su sacrifici, finalmente ci sono riuscita! Ed ecco che ho sviluppato il mio metodo esclusivo e infallibile denominato Love Supreme™ con cui riuscirai finalmente a:

· avere successo con tutti gli uomini che vuoi, anche tronisti, calciatori di serie A e multimilionari;

· capire tutto, ma proprio tutto, della psicologia maschile per poterlo manipolare come e quanto lo desideri;

· farti mantenere a vita, senza se e senza ma, come una vera principessa;

· fargli dimenticare la sua ex e qualsiasi altro essere di sesso femminile;

· ricevere da lui tanti e bei regali e fargli anche ricordare tutti gli anniversari;

· rimanere incinta di lui senza che se ne accorga e farti sposare anche se lui non vuole;

· installare uno spyware sul suo smartphone per poter seguire ogni suo spostamento, ascoltare ogni sua conversazione e leggere ogni suo messaggio;

· avere sempre e solo ragione, senza essere messa in discussione;

· convincerlo a trascurare le uscite con gli amici (calcetto, pokerino, birretta, ecc.) per andare a fare visita ai suoceri;

· insegnargli a trovare le mutande nell’armadio e il verso giusto dei rotoli di carta igienica

....e molto altro ancora!

 

Tutto questo, mia cara Amica, lo scoprirai nel videocorso esclusivo in cui ti illustrerò l’infallibile metodo Love Supreme™ da me brevettato e messo a disposizione per aiutare le donne come te.

Ora ti starai forse chiedendo quanto vale il mio formidabile corso, domanda più che lecita! Allora, come puoi già aver facilmente intuito, dato che attraverso il mio corso potrai finalmente riuscire a fare tutte quelle strepitose cose che ho elencato sopra, posso senza ombra di dubbio risponderti che il mio corso, modestamente, vale decine e decine di migliaia di euro. Forse anche di più. Però, non volendo approfittare delle mie sconfinate conoscenze in ambito sentimentale, ho deciso di non voler lucrare su qualcosa di così nobile come la conoscenza, e pertanto l’ho messo in vendita al costo simbolico di soli 2500€. Ma, ATTENZIONE!

 

SOLO PER OGGI HO MESSO IN VENDITA IL MIO INFALLIBILE CORSO AL PREZZO DI 2500 199€

 

Sì, hai capito bene! Oggi, grazie a questa fantastica e irripetibile promozione, darò via il mio corso a prezzo di saldo! Il costo è quindi pari a soli 199€! E in più, come se non bastasse, insieme al mio esclusivo corso, regalo anche lo straordinario ebook Come guadagnare come creator di OnlyFans. Adesso non hai proprio più scuse per evitare di cambiare la tua vita! Puoi già da oggi iniziare il tuo cammino verso la felicità e l’indipendenza economica, pagando un prezzo irrisorio come 199€! Ma mi raccomando, affrettati, perchè questa fantastica offerta è valida SOLO PER OGGI!”. Dopo questa sviolinata comparivano le “testimonianze”  in realtà totalmente inventate  di altre donne le quali raccontavano di come la propria vita fosse completamente cambiata da quando avevano applicato il metodo Love Supreme™ di Chanel. In generale, iniziavano tutte quante il loro racconto con una prima parte triste, in cui si descrivevano come delle povere sfigate e si autocommiseravano; poi, però, sostenevano che una volta conosciuto e applicato il metodo di Chanel, la loro vita era cambiata da così a così! Infatti gli uomini facevano a pugni per averle, le regalavano cose di cui ignoravano persino l’esistenza ed erano addirittura pronti a compiere follie per loro, come aiutarle a sparecchiare la tavola e a mettere la lavatrice. Questi successi nella sfera privata, confessavano, avevano fatto di loro delle donne rinate e completamente realizzate. Tenevano però a ben precisare che tutto ciò non sarebbe stato assolutamente possibile  e nemmeno lontanamente immaginabile  senza aver previamente seguito l’eccezionale corso di Chanel. E alla fine della pagina web vi era, naturalmente, il pulsante per poter procedere al pagamento e avere così accesso agli esclusivi materiali. Che ovviamente continuavano a costare 199 € ogni giorno che passava. Dal canto suo, la signorina Cazzaniga potè ben presto osservare che le vendite del suo corso andavano alla grande, garantendole così di poter DIVENTARE RICCA!!!!!!! In più, il suo nuovo “lavoro” di love coach le permetteva di poter avere una visibilità online molto più elevata, che portò dunque a un aumento dei follower sui suoi profili social, che portò a sua volta a essere intervistata da siti, programmi TV e riviste femminili, a tenere una rubrica sui “problemi di cuore” su una di queste, e così via in un vero e proprio effetto domino che la portò a DIVENTARE FAMOSA!!!!!! E l’apice di questo suo successo come influencer e love coach era ravvisabile nella masterclass di seduzione da lei condotta e nella fattispecie realizzata attraverso un viaggio-evento a Ibiza organizzato in collaborazione con la rivista su cui scriveva. Ovviamente si trattava di un viaggio molto più costoso di una semplice vacanza di una settimana a Ibiza dal momento che il prezzo del pacchetto comprendeva anche la masterclass. Il nobile obiettivo didattico consisteva nel: “Conoscere un uomo ricco per farsi mantenere a vita o quantomeno per ottenere soldi o altri regali - teoria e pratica”. La signorina Cazzaniga aveva quindi deciso che tutto il gruppo, lei compresa, avrebbe dovuto soggiornare all’Ushuaïa in quanto considerato l’hotel più di lusso dell’intera isola, e pertanto quello in cui vi sarebbero state più probabilità di conoscere uomini ricchi. Poi occorreva andare in discoteca ogni sera (e anche di pomeriggio, laddove ve ne fosse stata la possibilità), variando il più possibile le discoteche e le serate – previa esclusione di quelle considerate da poveri, e cioè il cui prezzo di ingresso era inferiore a 50 € – al fine di poter conoscere più uomini possibili. Particolare importanza veniva data alle pubbliche relazioni con le pubbliche relazioni, ovvero al farsi amici i PR al fine di farsi introdurre nei privè e quindi farsi presentare i clienti più danarosi. Una funzionalità similare a quella dell’agenzia delle entrate era altresì ravvisabile nei camerieri e nei pusher dal momento che ai primi era utile chiedergli quanto quei tali clienti avessero speso in bottiglie, e ai secondi quanto essi avessero speso in stupefacenti, al fine di inferirne la relativa disponibilità economica. Ma la scrupolosità della signorina Cazzaniga si spingeva fino al preoccuparsi di illustrare quali fossero i posti migliori di un locale per poter abbordare i polli da spennare, anche laddove malauguratamente non fosse possibile l’accesso al privè: infatti, nei locali siti sul molo del porto di Ibiza, in cui i clienti più danarosi attraccavano direttamente lo yacht e poi entravano dall’ingresso riservato, Chanel consigliava appunto di sostare, sorseggiando un cocktail, direttamente nei posti più prossimi al lato mare di modo da potersi far abbordare dagli avventori facoltosi i quali, una volta entrati, ci provavano direttamente con la prima donna in veste succinta che gli si parava davanti, a maggior ragione se, vedendola con un cocktail in mano, la reputavano potenzialmente ubriaca e quindi più facile da portare a letto. La signorina Cazzaniga insegnava poi che una volta consumato l’eventuale rapporto con il pollo da spennare, la ragazza in questione dovesse quindi intraprendere una precisa narrazione cercando di convincerlo di essere una brava ragazza di sani principi la quale però si era fatta trascinare dall’alcol ed era pertanto finita a letto con lui. Ma siccome appunto si trattava di una ragazza integerrima, allora dal momento che egli se l’era fatta, doveva allo stesso modo farci una storia seria. Nella degenerata (ma allo stesso tempo molto probabile) eventualità che questi non accettasse di voler riparare e la mandasse a fare in quel posto, avrebbe comunque potuto minacciarlo di querela facendo leva sul fatto che era sotto l’effetto dell’alcol – cosa che avrebbero potuto confermare le altre persone presenti nel locale ed eventualmente le telecamere di sorveglianza – e dunque ricattarlo intimandogli che se non le avesse dato una certa somma, lo avrebbe denunziato per stupro, magari chiamando anche a testimoniare qualche sua amica presente con lei quella sera (nello specifico le colleghe della masterclass). Tutto ciò non era comunque fattibile laddove le studentesse della masterclass non fossero vestite in modo idoneo per attirare l’attenzione maschile, e cioè in un modo che necessitava di essere provocante quantomeno quanto quello esibito dal dress code delle escort le quali, insieme ai pusher, ai PR e ai clochard, componevano la caratteristica fauna locale della vivace Playa d’en Bossa by night. Una notte, però, una volta tornate in albergo più o meno ubriache, le studentesse della prof.ssa Cazzaniga, evidentemente irate dal fatto che degli uomini scellerati avessero preferito abbordare le escort sul ciglio della strada piuttosto che loro, approfittando altresì della strutturale assenza di forze dell’ordine a Playa d’en Bossa, nonchè della techno proveniente dalla discoteca sita all’altro lato della strada e che avrebbe potuto attutire le voci, pensarono bene di rivolgere anche loro la parola alle prostitute dicendo cose del tipo: “Troie! Puttane!! Vi puzza la f**a!! Fate schifo peggio della merda!!! Vi si in******[CENSURA] pure i pakistani! Dovete annegare nella sb****[ALTRA CENSURA]!” e altre ancora, anche ben più gravi. Ciò portò a una inevitabile rissa – ripresa e poi postata online anche dai passanti che si trovavano lì in quel momento – che decretò sia la fine anticipata della masterclass sia la presenza della stessa sui social e i mass media, dato appunto il risalto mediatico che aveva avuto l’incontro – sfociato nell’increscioso epilogo sopra descritto – con l’allegra fauna del luogo. Insomma, mano a mano che i giorni passavano, la notorietà della signorina Cazzaniga aumentava a dismisura, tant’è che riuscì addirittura nella titanica impresa di ottenere anche più follower della coniglietta influencer Polly. A Chanel pareva sempre più di vivere in un sogno. O meglio, le pareva che il suo sogno si fosse avverato, poichè era finalmente DIVENTATA RICCA E FAMOSA!!!!!!!!!! Non passava giorno che non ricevesse in chat o tramite commenti sui social dei ringraziamenti da parte delle tante “amiche” alle quali aveva definitivamente cambiato la vita. “Pensavo di non avere chance con gli uomini, che mi hanno sempre utilizzata e presa in giro, ma da quando ho utilizzato il metodo di Chanel sono riuscita a essere io quella che li prendeva in giro e li utilizzava, e ho finalmente coronato il mio sogno di non lavorare più e farmi mantenere da un uomo ricco!”, “Prima stavo notte e giorno a studiare per la laurea. Non mi si cagava nessun ragazzo...ero una secchiona e sfigata senza nemmeno un migliaio di follower su IG....ero disperata! Poi però grazie a Chanel ho riscoperto la mia femminilità e sono diventata una vera bambola in grado di far perdere la testa a qualsiasi ragazzo, anche a quelli fidanzati, che ora mi riempiono di regali e attenzioni!” e tanti altri commenti di questo tipo erano all’ordine del giorno sui social network della signorina Cazzaniga. Finchè però un bel giorno accadde qualcosa che ella non si sarebbe mai immaginata potesse accadere: il suo account Instagram fu hackerato da un team di hacker denominato “Fronte di liberazione dalle donne streghe e spendaccione” che utilizzarono l’account della signorina Cazzaniga per postare e diffondere messaggi altamente misogini, maschilisti, patriarcali e offensivi nei confronti delle donne, del tipo “Le donne dovrebbero stare a casa a cucinare e a scopare. E la seconda cosa in entrambi i sensi”, “Voi ragazze pensate di essere tutte bellissime e che tutti gli uomini vi vogliono. Anche se uno vi dice ciao pensate subito che ci voglia provare con voi...vi accimentate da sole”, “Meglio una scimmia che una donna al volante” e via dicendo, il che portò inevitabilmente a un vasto numero di critiche da parte di queste ultime, nonchè a una conseguente ingente perdita di follower. Chanel riuscì tuttavia a riconquistare il suo account dopo qualche giorno e come prima cosa pubblicò una storia in cui evidenziava che il suo account era stato hackerato e che pertanto non era da ritenere responsabile per i messaggi di odio precedentemente postati. Si era però risparmiata di ammettere di essere responsabile di altri messaggi, che molto prima di diventare famosa aveva diffuso in delle storie, e in cui definiva gli uomini come “Esseri un po’ tutti gay che amano prenderlo in quel posto, e che proprio perchè più o meno gay non sanno più corteggiare le donne”; e come se non bastasse aggiungeva anche che: “Di casi umani ce ne sono tanti...ma gli uomini che vanno a trans perchè insoddisfatti delle donne battono tutti!!! Avanti gente, il circo è servito! Come se una donna fosse insoddisfatta dalle dimensioni di un uomo e allora se la facesse con un mulo!”. Queste storie, presenti nel relativo archivio del suo account, erano state però scaricate dagli hacker a seguito dell’hackeraggio dello stesso, ed erano poi state diffuse online al fine di screditare l’immagine pubblica della signorina Cazzaniga. Quest’ultima, dal canto suo, cercò di tenere a bada il polverone mediatico che si era intanto creato tentando di minimizzare la questione e definendole delle “semplici battute di spirito che non volevano e non vogliono offendere nessuno/a”. Ma purtroppo per lei lo scandalo che si era creato era troppo grave, poichè la comunità LGBTQIA+ – che evidentemente riteneva di essere stata paragonata a una sorta di circo e/o a degli equini – si era dichiarata pubblicamente parte lesa per queste sue esternazioni e conseguentemente aveva messo su una vera e propria macchina del fango nei suoi confronti, che la portò a perdere tutto il prestigio (e i follower) di cui godeva in precedenza. Di conseguenza le ricadute si verificarono anche sul piano finanziario poichè dopo essere stata sputtanata pubblicamente non aveva più tutta quella clientela su cui poteva contare prima. Come extrema ratio mise in atto pure un tentativo televisivo per salvarsi la faccia, e quindi, come ospite in una nota trasmissione televisiva, tentava di spiegare al pubblico e a Barbarella la conduttrice di non avere colpa alcuna, che quanto da lei affermato fosse stato travisato e che in ogni caso ci sono influencer che dicono cose ben più gravi delle sue. Ma Barbarella le rispose: “Certo, Chanel, è vero che ci sono influencer che sbagliano...d’altra parte noi influencer siamo esseri umani e possiamo commettere errori come tutti gli altri! Ci sono influencer che si vantano di non pagare le tasse, di tradire la partner, oppure che bestemmiano e che dicono cose del tipo la Madonna fa i...puntini, puntini..”. “Ah, quindi si limitano a dire che fa i puntini, puntini” ribattè Chanel, “Io pensavo dicessero che facesse i po...”, “Sì, sì, anche quello...oltre, ovviamente, ai puntini!” la interruppe Barbarella, la quale, dopo aver diligentemente illustrato ai telespettatori e agli spettatori in studio, senza entrare nel dettaglio, cosa questi influencer sostenessero facesse la Madonna, sentenziò che in definitiva non era comunque “Nulla di così grave e riprovevole come offendere la comunità LGBTQIA+!”. E con questa frase, detta peraltro con tono enfatico da una influencer più influencer di lei, il destino mediatico della signorina Cazzaniga fu segnato. Se infatti una personalità di spicco dello show business come Barbarella la conduttrice aveva condannato pubblicamente la signorina Cazzaniga, allora tale sentenza non poteva che essere accettata e rispettata, al pari di una emessa dalle sezioni unite della Cassazione. Chanel, oramai ridotta e essere una reietta della società in quanto accusata di omofobia, andò presto nel panico. Addirittura dovette chiudere i suoi account social, che erano intanto stati presi di mira dalla comunità LGBTQIA+, che pertanto le scrivevano messaggi del tipo: “Per cose molto meno gravi c’è gente che sta in galera...mentre tu ancora in libertà! Una sola parola: VERGOGNA!!!”, “Fai schifo come influencer e fai schifo come persona! Non dovresti nemmeno uscire di casa dopo quello che hai detto!”, eccetera, eccetera. Chanel chiamò dunque il diavolo, accusandolo di non aver rispettato i patti, perchè sul contratto di cessione di anima era scritto che lui si sarebbe impegnato a farla diventare ricca e famosa, ma ora si ritrovava senza clienti e senza follower. Il diavolo però le rispose: “Ma infatti io ho fatto ciò che era scritto sul contratto: ti ho fatta diventare ricca e famosa”. “Ma ora non lo sono più, cazzo!” ribattè la signorina Cazzaniga, irata. “Ma sul contratto per caso c’era scritto che saresti rimasta per sempre ricca e famosa? Mi pare di no...”. Chanel, rendendosi conto di essere stata raggirata dal diavolo, e non sapendo nello specifico cos’altro fare o dire, lo minacciò con un inflazionato: “Ti denuncio!”. Ma il diavolo, che dal canto suo evidentemente non provava tanto timore nei confronti della legge (peraltro italiana), le rispose: “Questo è un tuo diritto e se vuoi puoi benissimo farlo, ma a prescindere dal fatto che sicuramente non potrai vincere una causa contro il diavolo – considerato anche che nessuno c’è mai riuscito – e pur nell’ipotesi, che non si verificherà mai, che tu la possa vincere, con i tempi che ci sono in Italia per arrivare a sentenza, in primo, secondo e terzo grado, ci vorranno non meno di 10 anni per ottenere giustizia. Di conseguenza, anche nella fantomatica ipotesi che tu la ottenessi, potresti (ri)diventare ricca e famosa solo quando oramai sarai diventata una milf con le rughe, la cellulite e pure le tette calate”. In seguito a parole così dotte e sagge, la signorina Cazzaniga non potè che rispondergli con altrettante dotte e sagge parole: “Sei uno stronzo! Sei un grandissimo bastardo pervertito come tutti gli altri! Non ti permettere più di chiamarmi o di scrivermi! Da oggi è finita...non mi vedrai, nè sentirai mai più!”, dunque chiuse la chiamata e, non soddisfatta, lo bloccò pure. A quel punto la povera Chanel, oramai priva sia della ricchezza sia della fama, si sentiva come una bambina orfana sia del padre sia della madre. “Ridotta come sono, solo un miracolo mi può salvare!” esclamò esasperata. Tale sfogo, però, era stato comunque sentito da Alexa, che dunque propose nei successivi Google ads diretti allo smartphone di Chanel delle pubblicità relative ai miracoli, tra cui figurava anche quella del canale YouTube Un miracolo al giorno con S. Ciro da Decentraland, in cui ella si imbattè avendone conquistata la curiosità. Ed ecco che s. Ciro da Decentraland le appariva in tutta la sua incommensurabile santità, intento a compiere i miracoli della moltiplicazione dei disabili e dei minori a carico negli isee e della trasformazione delle fidelity card in carte del reddito di cittadinanza precaricate di 1000 € l’una. Folgorata da sì tanta santità, la signorina Cazzaniga non esitò a visitare il sito di S. Ciro e a compilare il form denominato “Richiedi il tuo miracolo personalizzato a S. Ciro!”. Una volta provveduto a inserire i suoi dati anagrafici e di contatto, nonchè una descrizione dettagliata dello stato di disagio in cui si trovava e la conseguente richiesta di miracolo ad personam, Chanel attese pazientemente di essere ricontattata. Le arrivò dunque una mail in cui le veniva fissato un appuntamento con S. Ciro presso il suo ufficio di Napoli, città in cui ella conseguentemente si trasferì sia al fine di potersi recare a colloquio con il santo, sia poichè oramai le risultava difficile pagare l’affitto in una città come Milano. S. Ciro, una volta incontrata Chanel, le disse che però la sua situazione era proprio disperata, e che in ogni caso se le poteva anche scordare cose come la ricchezza e la fama, a maggior ragione in quanto, dopo tutto il polverone che si era sollevato, risultava tecnicamente impossibile poterne riabilitare l’immagine pubblica. E ciò per lui non era nemmeno conveniente, in quanto: “S’i’ facessi ‘na cosa talmente pazza, ma talmente pazza, da difenderti pubblicamente e cercarti di farti tornare a essere apprezzata dalla gente, rischierei di finire accusato anch’io di essere omofobo, dato che va difendendo un’omofoba come te! E per me sarebbe la fine!” le spiegò s. Ciro. E siccome Chanel non demordeva nella sua pretesa che questi le riabilitasse la fama e la ricchezza di cui godeva in precedenza, S. Ciro le spiegò che però si doveva pur accontentare. D’altra parte, anche se si diventa ricchi e famosi, le spiegò, non si può pretendere di esserlo per sempre. E per avallare la sua tesi, le fece l’esempio di tutti gli innumerevoli concorrenti di reality o tronisti che si erano succeduti in TV, i quali dopo aver cavalcato la cresta dell’onda erano però caduti nel dimenticatoio. “Quanti followèrs pò tenè o’ scornacchiato di concorrente d’o’ Grande Fratello 2008? Quanta gente è accosì fisionomista da arcunoscerlo pe’ strada e fermarlo pe’ farcisi na’ foto? E quanti soldi po’ fa nà celebrità se nun ci sta nisciuno che manco lo arcunosce?” le chiese, retoricamente, S. Ciro, il quale riuscì quantomeno a far accettare a Chanel che non vi sarebbe stato modo alcuno di farle rivivere i fasti di un tempo. Ciononostante la signorina Cazzaniga reclamava comunque il suo miracolo a S. Ciro, il quale, per prima cosa, le chiese a quanto ammontava il suo isee, senza sapere, però, che quella sciagurata di Chanel l’isee non ce l’aveva nemmeno e mai l’aveva avuto. A quel punto, il povero S. Ciro si mise le mani nei capelli e si lamentò che: “’sti cazz’ di milanesi so’ accosì sciagurati da non tene’ manco o’ isee! Maronna! Ma come facìt’ a campa’ n’coppa e’ spalle d’o’ stato senza isee?!”. S. Ciro aveva proprio perso la pazienza, e addirittura era giunto al punto di voler cacciare Chanel imprecando cose del tipo “Mannaggia a quella chiavica di Garibaldi! Se ci stava ancora o’ re a Napul’ ‘sti milanesi non venivano ca’ a farci perde o’ tiempo!”, ma la signorina Cazzaniga, che di uomini si intendeva, recitò la parte della ragazza bella e scema, che non capiva quello che faceva, tentando di suscitare tenerezza ed empatia nei confronti di S. Ciro, il quale alla fine si calmò e decise di venirle incontro concedendole un miracolo per cui non era richiesta la presentazione dell’isee. Fece dunque apparire una carrozzella nella stanza e invitò la signorina Cazzaniga a eseguire quanto le avrebbe detto, dal momento che stava per effettuare il miracolo del giorno proprio per lei. Di conseguenza pronunziò le seguenti solenni parole: “Tu che cammini, orsù, siediti n’coppa a’ carruzziella. E ora che sei lì seduta...MIRACOLO! Non ti alzerai più dalla carruzziella! Tu che prima camminavi, ora nun cammini chiu’! E così otterrai e’ privilegi contenuti inn’ e’ leggi cientoquattro e cinquecientotto, compresa a’ pensione d’invalidità e indennità varie!”. Dopodichè illustrò a Chanel le modalità e la burocrazia necessarie affinchè le fosse possibile ottenere tali sussidi a cui aveva accennato prima. La signorina Cazzaniga fu molto contenta e grata verso il santo per quanto le aveva fatto e si adoperò fin da subito per seguire le indicazioni di S. Ciro e iniziare la sua nuova vita partenopea, fatta non di lavoro, non di fama e successo, bensì di trovate per campare a spese dello stato. D’altra parte le sembrava giusto che non avendo trovato un uomo che la campasse, le fosse dovuto quantomeno che la campasse lo stato. Perchè in fin dei conti qualcuno o qualcosa la doveva pur sempre campare. E dopo aver effettuato tutto l’iter burocratico richiesto per ottenere i sussidi, gli incentivi e quant’altro lo stato le potesse offrire, tornò da S. Ciro dicendogli che arrivata a quel punto non le occorreva più essere disabile, dal momento che tutti i diritti collegati a tale stato civile li aveva già richiesti e li avrebbe ottenuti dato che le relative pratiche le aveva portate a termine; pertanto gli chiedeva testualmente di effettuare un successivo miracolo che la facesse tornare a camminare. S. Ciro, però, le spiegò che poteva portare a termine al massimo un miracolo al giorno, e che per ragioni di giustizia e di equità sociale non poteva fare due miracoli alla stessa persona in così poco tempo, data tra l’altro tutta la moltitudine di richieste di miracoli che ancora doveva soddisfare. Le chiese pertanto di attendere e di pazientare, aggiungendo poi che a ogni modo la sua condizione di disabile le poteva ancora risultare d’aiuto al fine di trovare un lavoro più facilmente in quanto il suo nominativo poteva ora essere compreso tra le categorie protette. “Un lavoro?! Ma non ci penso nemmeno!” esclamò Chanel, la quale si era così abituata, durante il periodo di fama e ricchezza che aveva vissuto, a non fare nulla di veramente pesante al punto che di un lavoro vero non ne voleva assolutamente sentir parlare. E aggiunse anche che: “Io sono sprecata per lavorare in una città come Napoli! Se volevo lavorare allora rimanevo a Milano! E poi ho delle difficoltà a lavorare qui...non conosco ancora bene la lingua!”. S. Ciro allora pensò inizialmente di farla breve e dirle che si sarebbe dovuta mettere l’anima in pace (infatti lei non gli aveva assolutamente accennato al fatto di averla ceduta al diavolo) e decidere tra lo scegliere se campare solo con la pensione d’invalidità o trovarsi un lavoro qualsiasi, punto e basta. Poi, però, ebbe un’illuminazione: se l’avesse convinta a lavorare per lui, ne avrebbe tratto vantaggio, eccome. Infatti avrebbe potuto ottenere dei vantaggi derivanti dal fatto di assumere una persona iscritta alle categorie protette, ci sarebbe poi stato anche un ritorno d’immagine in quanto era di bella presenza, avrebbe fatto chic per un napoletano avere una dipendente milanese, sarebbe stato altresì un bel gesto da un punto di vista sociale (e cioè il fatto in sè di assumere una disabile) e infine, facendole fare la segretaria, avrebbe potuto anche fare una preselezione tra tutti i disperati che gli chiedevano miracoli, poichè molti di questi si recavano proprio direttamente nella sede dell’agenzia di miracoli di S. Ciro al fine di richiederglieli e pretenderli  e S. Ciro, essendo appunto un santo, non poteva nemmeno togliersi la soddisfazione di cacciarli a calci in culo  e dunque il dover interloquire con una segretaria del nord che capiva a stento il napoletano avrebbe potuto indurli a desistere dalla loro insistenza proprio a causa dei suddetti limiti linguistici. Insomma, per farla breve utilizzò con Chanel il bastone e la carota, e se da un lato le fece capire che un lavoro lo doveva pur sempre trovare, dall’altro le disse che avrebbe potuto lavorare per sè come sua segretaria, che l’avrebbe retribuita ben al di sopra di una semplice segretaria “terrona” e che in ogni caso per lei sarebbe stato molto più semplice di quanto credesse, giacchè aveva già avuto modo di fare un lavoro simile, a contatto con il pubblico, in qualità di operatrice di call center. Alla fine la signorina Cazzaniga accettò, ma soprattutto per tenersi buono S. Ciro, il quale le avrebbe dovuto, prima o poi, fare il successivo miracolo. Questo lavoro fu comunque terapeutico per Chanel, la quale, venendo a contatto con un’umanità derelitta quale era quella che chiedeva i miracoli a S. Ciro, giunse alla conclusione che c’era tant(issim)a gente che stava molto peggio di lei. Inoltre, essendo presa dal lavoro e dalla sua condizione di disabilità, si sopì pian piano la sua smania di (RI)DIVENTARE RICCA E FAMOSA!!!!!!!!!! Ma non senza ricadute. Fu così che un bel giorno, facendo leva sulle sue capacità comunicative e le sue conoscenze della psicologia maschile, cercò dunque di convincere S. Ciro a farsi dare un anticipo sul TFR. Ma il santo, facendo leva sulla sua dialettica partenopea e le sue conoscenze di psicologia delle vendite, le rispose: “Chanè, fammi capì nu’ poco, ma quanti miracoli vu’?! T’agg fatt’ diventà disabile, poi t’agg fa diventà e’ gambe sane n’atra vota, e da pù t’agg pure dà l’anticipo n’coppa o’ TFR? Ma pe’ chi m’hai preso? Pe’ nu’ santo o nu’ genio d’a’ lampada, ch’esaudisce e’ tre desideri?!?”. A quel punto la signorina Cazzaniga passò al piano B e quindi ricontattò il diavolo dicendogli che gli avrebbe potuto cedere un’altra anima in cambio di una cospicua somma di denaro da parte sua, poichè si era stufata di lavorare come segretaria di S. Ciro e avere a che fare con una stuola di pezzenti scappati di casa che ogni giorno piangevano miseria per ottenere una qualche sorta di miracolo. Il diavolo, chiaramente, le chiese a chi potesse appartenere quest’altra anima, e Chanel le rispose: “Tu sai bene che sono una ragazza in età fertile e potrei anche avere un figlio un giorno. Bè, io ti propongo l’anima del mio eventuale figlio in cambio di...allora, per l’anima di mio figlio potrei chiedere veramente tanto, perchè un figlio è sempre un figlio e [bla, bla, bla], MA SOLO PER OGGI TI VENDO L’ANIMA DI MIO FIGLIO PER UN SOLO MILIONE DI EURO! Sì, hai capito bene! Solo un semplice milione e l’anima sarà per sempre e totalmente tua! Nessun’altra donna al mondo offrirebbe l’anima del proprio figlio a un prezzo così conveniente! Cosa aspetti!? Non correre il rischio di perdere questa formidabile offerta a te dedicata, perchè è valida SOLO PER OGGI!!!”. “Ok, allora ci sentiamo domani”. “Ma come...stai rifiutando questa favolosa e imperdibile offerta?!”. “Sì, perchè è ridicolo pagare un intero milione di euro per l’anima di un bambino che tra l’altro nessuno mi assicura se nascerà o meno. Si tratta di un’operazione troppo rischiosa”. “E quanto saresti disposto a rischia...ehm, a spendere?”. “Al massimo 100000 €. Ma più che altro per la soddisfazione di fare dispetto a un santo e fargli perdere la segretaria”. “Ok, allora, vada per questa cifra”. “Allora facciamo 50000”. “Coooosa?!?”. “Se accetti anche una cifra pari a un decimo di quanto chiedevi da principio, allora con molta probabilità ne accetteresti pure un ventesimo”. “Ma lo sai che sei un grandissimo stronzo, bastardo, pe...”. “Sì, sì, lo so, lo so, me l’hai già detto. E mi meraviglio che ti stupisca ancora dato che sai bene che sono il diavolo e mi conosci già a sufficienza”. “Allora facciamo 50000, ma non un euro in meno, intesi??”. “Sì, però come dicevo solo l’anima di un ipotetico bambino è troppo poco. Voglio anche i diritti per poter utilizzare le tue sembianze e la tua identità. Ora che sei diventata un cattivo esempio per la società mi possono fare comodo”. “Va bene, ma tutto ciò lo facciamo con un contratto che fornirò io, così potrò stare tranquilla, perchè con quello dell’altra volta mi hai fregata!”. La signorina Cazzaniga si fece quindi predisporre questo secondo contratto da un avvocato partenopeo  un tale che, si diceva, ne sapesse una più del diavolo  che aveva conosciuto per mezzo del suo nuovo lavoro. Avendogli ben illustrato che il diavolo già l’aveva fregata una volta, a maggior ragione il legale decise di inserire la clausola risolutiva espressa, rassicurando Chanel che laddove il maligno non avesse adempiuto agli obblighi contrattuali, a causa di questa clausola il contratto si sarebbe sciolto di diritto ed ella non avrebbe più avuto alcun obbligo nei suoi confronti. Ciò che però non era stato ben chiarito sul contratto di cessione di anima tramite future o derivati erano le modalità di pagamento, che pertanto erano a completa discrezione del diavolo, il quale pensò bene di accreditare l’importo dovuto a Chanel sotto forma di card del reddito di cittadinanza, con tanto di marchio della bestia sopra impresso. Una volta arrivata per posta tale card al suo nuovo indirizzo, la signorina Cazzaniga era diventata a tutti gli effetti una semplice percettrice di reddito di cittadinanza come tante altre le quali affollavano il pittoresco rione in cui viveva. E al pari di esse, conduceva la stessa anonima vita da persona qualsiasi, una tra tante. Ma ogniqualvolta la sua giornata giungeva al termine, la notte sognava i bei tempi andati, in cui era fatalmente DIVENTATA RICCA E FAMOSA!!!!!!!!!!!!!!!! 

Dott. Eugenio Flajani Galli

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