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Autore: Duncneyforever    08/09/2015    5 recensioni
Tratto dal testo :
{ - Ricapitoliamo ragazzina: tu sei del ventunesimo secolo mentre io del ventesimo... non è poi così tanto, non credi? -
- Giusto, che vuoi che sia! Il tuo calendario è indietro di appena 80 anni, no? -
- Non esagerare... Sono appena 73. - }
...
{ - Perché sei venuta qui? Per vedere la guerra? Meglio che torni a casa bimba, questo non è posto per te. }
...
{ ~ gli opposti si attraggono ~ ...
Ma tra di noi non funziona e non può funzionare.
No, decisamente no. Ti odio, più di quanto immagini.
Perché sei così? Mi fai sentire debole, non puoi trattarmi in questo modo, non ne hai il diritto! Chi sei tu per stabilire cosa io debba farne della mia vita? Nessuno, non sei nessuno. Abbassati al mio livello, scendi da quel maledetto piedistallo; non sei superiore ed infondo lo sai:
quel posto non te lo meriti e mai lo meriterai.
Siamo uguali, perché non te ne rendi conto?
...
Non sono abbastanza per te? }
...
Questa è la tua storia, italiana,
la storia di un viaggio
che ti cambierà per sempre la vita.
...
STORIA NON ANCORA REVISIONATA ( futura revisione: cap 1-30 )
LIEVE CAMBIO DI STILE IN CORSO
Genere: Drammatico, Guerra, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Crack Pairing
Note: What if? | Avvertimenti: Tematiche delicate, Violenza | Contesto: Guerre mondiali, Novecento/Dittature
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Angolo autrice alla prime armi in questa sezione :  

Vorrei iniziare dicendo che i personaggi saranno completamente inventati dalla sottoscritta anche se ci saranno cenni a personaggi realmente esistiti; l'età dei personaggi sarà relativa, trovo alquanto improbabile che alcuni personaggi ancora in un'età abbastanza giovane ricoprano cariche così importanti... Ma mai dire mai, cercherò di renderle comunque il più possibile vicine alle realtà. Detto questo, vi auguro una buona lettura ... Siate clementi!                                                 

                                                      ...

                                   

Noia. Ecco tutto. Mi rendo perfettamente conto che potrei usare numerosi altri termini per descrivere ciò che provo in questo momento, ma non posso negare che la mia vita sia solamente un circolo vizioso di noia, noia e ancora noia.
Asociale, forse è questo il termine che mi descrive davvero... Non esco con i miei compagni di classe, li ho sempre ritenuti insipidi e privi di carattere ma sono ciò che nel 2015 si ritiene normalità.
Diversa.
Un altro termine che mi descrive, sono sempre stata considerata strana, ombrosa, apatica, secchiona magari, caratteristiche che nella mia società ti rendono diverso; le persone davvero non capiscono e non potranno mai capire come ci si possa sentire ed essere tale. Talvolta mi capita di ritrovarmi a pensare... 
Se ci provassi, se mi sforzassi di assomigliare agli altri... Mi accetterebbero?
Poi mi rendo veramente conto di ciò che stavo pensando: io non voglio essere come gli altri, non lo voglio e nessuno riuscirà mai a cambiarmi, nessuno.
Spesso mi sono ritrovata addirittura ad immaginarmi in un'altra epoca, le cose sarebbero diverse ed io,io...

Niente. Nemmeno a me stessa riesco ad ammetterlo. Maledetto orgoglio, rovina mia... Mi hai vista cadere, bruciare tra le fiamme, rompere in mille pezzi e non ti sei neanche degnato di aiutarmi.
Sola.
Mi hai lasciato sola, hai fatto del buio la mia vita facendomi diventare ciò che non avrei mai voluto essere.
Ma io ne sono felice, infondo,
~ No feeling, no pain ~ 
Ho sempre amato questa frase, mi rappresenta in un certo qual modo... Ma persino in ogni mio più bel sorriso traspare un velo di malinconia, si vede, lo si nota.
Perchè sono nata nel ventunesimo secolo, perché?
Questo mondo non mi appartiene, non completamente, io vorrei solo scoprire chi sono, essere felice,
vorrei sentirmi bene con me stessa ma non lo posso essere; non qui, non in questo pazzo, pazzo mondo.
Vorrei non sentirmi una disadattata, mi piacerebbe talvolta guardarmi allo specchio, felice di ciò che vedo...
Sempre belli, i sogni. Destinati a restare solamente sogni.

                                                                          ... 

Ad interrompere i miei pensieri è un rumore, proviene da fuori, sicuro.
Non mi accorgo mai di quanto tempo passo a pensare, la TV è ancora accesa:
Salvate il soldato Ryan.
Ho sempre adorato i film di guerra, lo ammetto: sono i miei preferiti. Da sempre.
Altro rumore.
Inizio ad allarmarmi, scendo dal divano, su cui ero sdraiata scompostamente; la vista si fa più nitida, la luce del sole è accecante e senza problemi illumina il nostro salotto facendolo sembrare più ampio.
Mi affaccio dalla finestra che da sulla terrazza, mi guardo intorno: il giardino, le siepi, i campi...
non vedo nessuno.
Faccio per voltarmi ma un altro rumore desta la mia attenzione, che ci sia qualcuno? 
Corro in camera e prendo la mazza da baseball che mio padre custodisce gelosamente vicino al suo comodino e mi avvicino tentennando verso la stessa finestra su cui mi ero affacciata e questa volta, ciò che vedo mi lascia senza parole.
Un giovane ragazzo sui vent'anni e dalla strana uniforme sul verde si tiene convulsamente una mano sul capo, coperto da una sorta di elmetto... 
Non si è accorto della mia presenza, barcolla, sembra che abbia sbattuto; è molto buffo.
Mi lascio scappare una risatina mentre allento la presa sulla mazza, il ragazzo se ne accorge e si gira verso di me.
Sarà stata una bella mossa la mia? 
 




 

 

 

  
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