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Autore: Eilan21    10/08/2016    5 recensioni
Marissa è la giovane novizia di un monastero, destinata ad una vita tra quelle quattro mura, quando una donna misteriosa e bellissima giunge a portarla via, riconoscendo in lei il raro e potente dono della magia. A molte miglia di distanza Damien, ricco e viziato figlio di un mercante, appartenente all'altro capo della scala sociale, si prepara ad affrontare lo stesso viaggio e lo stesso noviziato, con poca convinzione e spinto dalla smisurata ambizione paterna. I due ragazzi, tanto diversi tra loro da essere quasi all'opposto, si ritrovano fianco a fianco per il loro addestramento. Ma qualcuno li osserva da vicino, qualcuno che vuole impedire a tutti i costi che il loro potere si manifesti e possa intralciare i suoi piani... perché Marissa nasconde in sé un segreto, qualcosa che può cambiare il destino del mondo.
Genere: Avventura, Mistero, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, FemSlash
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Foresta di Argoer

Monastero della beata Laodamia


Dove si è cacciata quella piccola peste e la sua bestiaccia?” L'umore di Sorella Jania, già cupo da quella mattina, si era ulteriormente deteriorato quando la delegata dell'Alleanza delle Otto Stelle aveva mancato di presentarsi per portare via la ragazza.

Aveva frugato nelle stanze delle novizie, poi in quella delle protette del monastero, senza mancare di buttare all'aria il baule con i pochi averi appartenenti a Marissa. Le altre bambine l'avevano guardata con un misto di paura e rimprovero nel loro sguardo, ma era bastata un'occhiataccia di Sorella Jania per far loro immediatamente abbassare il capo.

Sciocche orfanelle! La monaca non nascondeva il proprio disprezzo per quelle pezzenti, nemmeno con le altre consorelle. Forse perché la irritava dover fare da balia a delle mocciose plebee, lei che proveniva addirittura da un ramo cadetto degli Arlington!

Stanca di sprecare le sue forze in quell'ingrato compito di ricerca Jania aveva preso per le trecce Orlen, tra tutte le bambine la più legata a Marissa.

Ora sono stanca di questi giochini Orlen!” le disse guardandola dritta negli occhi. “Dove si è nascosta la tua amichetta?”

Non lo so, sorella” balbettò la ragazzina, arrossendo fino alla radice dei capelli.

Io scommetto di sì, invece” ghignò la donna con espressione malvagia. “Lo sai che mentire a una consorella è una grave infrazione delle regole, vero Orlen?”

Sì sorella, ma vi giuro che io....”

Dovessi anche mettere a soqquadro l'intero monastero, fin nelle stanze della priora, io la troverò e affogherò quella sua bestiaccia puzzolente. Quindi con il tuo aiuto o meno, Marissa salterà fuori, ma se lo farà senza il tuo aiuto tu sarai in guai seri, questa è la differenza. Ti sono ben chiare le mie parole, lei hai stampate in quella testolina vuota...?”

Lei non sa niente, sorella Jania!” tentò di intervenire la quattordicenne Anyel in difesa della più giovane Orlen.

Non ti immischiare tu!” latrò la monaca, per poi tornare immediatamente ad infierire sulla bambina.

Ancora non vuoi dirmi niente allora?” chiese in tono dolciastro.

Orlen scosse la testa.

Senza che il ghigno di soddisfazione sul suo volto accennasse a spegnersi, la donna sfilò dalla cintura un paio di forbici e afferrò una delle trecce di Orlen fra pollice e indice. Guardò la bambina, e al suo ennesimo rifiuto tagliò di netto la lunga treccia castana, che cadde floscia e silenziosa sul pavimento.

Orlen aveva gli occhi pieni di lacrime ma si rifiutò di cedere e le trattenne, sollevando ostinatamente il mento.

Ma quando sorella Jania avvicinò le forbici anche all'altra treccia, la bambina cedette e scoppiò a piangere.

Va bene, sorella... ve lo dirò!” urlò in preda al panico e al rimorso.

Molto bene, vedo che cominci a ragionare” ghignò la donna, soddisfatta.

E' nascosta nel ripostiglio del secondo piano. Ma cosa le farete?”

Sarà punita, questo è ovvio” Sorella Jania ripose le forbici con noncuranza. “Ma tu non lo sarai, e di questo devi essere soddisfatta.”


La porta del ripostiglio venne spalancata di colpo e un fascio di luce investì la tremante Marissa, che cercava in tutti i modi di proteggere qualcosa che teneva tra le mani.

Ti ho trovata piccolo mostro!” esultò sorella Jania, apparendo nel cono di luce.

Si avventò sulla ragazzina tentando di afferrarla, ma Marissa fu più rapida e sgusciò sotto le gambe della monaca, uscendo nel patio del convento. Corse verso le colonne ad arco e il basso muretto che delimitava il perimetro del cortile. Se solo fosse riuscita a scavalcarlo avrebbe avuto qualche possibilità di sfuggire alla sua inseguitrice. Ma la donna in quattro passi l'aveva già raggiunta e l'afferrò per la manica proprio mentre Marissa era già cavalcioni del muretto. Ne seguì una lotta disperata in cui Jania cercò in tutti i modi di strapparle ciò che teneva tra le mani. Marissa sapeva che in pochi secondi sarebbe riuscita nel suo intento: lei era una donna adulta, e Marissa solo una ragazzina. Non poteva competere con lei in quanto a forza.

Con la disperazione nella voce, pronunciò alcune parole incerte, quasi sussurrate.

Immediatamente sorella Jania si ritrasse con uno strillo, tenendosi la mano ferita. La sua furia ora era fuori controllo.

Tu.... piccola idiota! Come hai osato! Ucciderò quella bestiaccia con le mie mani e nessuno ti risparmierà una bella dose di frustate!”

Si lanciò di nuovo su Marissa, ma lei fu più rapida. Un'altra frase, stavolta detta con più sicurezza, le scaturì dalle labbra. E improvvisamente il piccolo fagotto che teneva in mano si alzò in volo, rivelandosi per una piccola palla di pelo. Era un prilne, un piccolo scoiattolo con il folto pelo dalle sfumature azzurrine.

No!” gridò la monaca, tendendo una mano verso l'animale che avrebbe voluto con tutte le sue forze annegare in una tinozza, e che invece le stava sfuggendo.

Marissa rimase concentrata quel tanto che bastava per guidare il volo del prilne oltre il tetto del monastero e nel cielo aperto, per poi farlo posare delicatamente sulla cima di un albero che cresceva vicino alle mura dell'edificio.


La porta secondaria delle stanze della Priora veniva usata ormai di rado. Pochi visitatori si spingevano fino agli scoscesi dirupi di Argoer, e quei pochi che lo facevano non erano abbastanza importanti da necessitare l'uso di un ingresso riservato e appartato. Fu per questo che la piccola porta di legno verde cigolò sui suoi cardini quando un servitore l'apri, accompagnando il gesto con un movimento plateale del braccio. La Priora Adeliz impiegò qualche istante ad abituare gli occhi alla luce penetrante dell'esterno, così in contrasto con la penombra in cui versavano perennemente le sue stanze. La donna che aveva di fronte, valutò Adeliz, era giovane. Vestita con abiti pratici che le avevano permesso di coprire la non indifferente distanza che separava il monastero dalla Cittadella di Letha, la delegata indossava uno spesso mantello verde e il cappuccio calato sulla fronte. Entrò a passo deciso, in un modo che non piacque alla Priora. Cosa si insegnava alle ragazze in quella terra selvaggia e amorale? Ad essere sfrontate e sfacciate come quella ragazza? Comportamenti ben più adatti a un uomo, questo era certo! Quando la donna le porse la mano, Adeliz la strinse senza preoccuparsi di nascondere uno sguardo di riprovazione all'abbigliamento e ai modi della sua ospite. Perché la delegata non indossava un semplice abito da cavallerizza, bensì un paio di pantaloni da uomo. Adeliz si disse che se fosse dipeso da lei, mai e poi mai avrebbe permesso a quella donna di portare via una delle sue protette. Se ne avesse avuto il potere avrebbe tenuto ognuna di quelle giovani al sicuro tra le mura del monastero, insegnando loro una vita di modestia e rettitudine.

Ed invece ecco che si presentava alla sua porta una donna abbastanza giovane da poter essere sua figlia, che la guardava da pari a pari, quasi con arroganza, e che incarnava tutto ciò che lei più temeva della sregolatezza e della lascivia del mondo esterno.

Tuttavia si impose di essere cortese e salutò la donna con un cenno misurato del capo.

Benvenuta ad Argoer, delegata” disse con voce piatta. “Avete fatto un lungo viaggio fin da Letha.”

Eterno, oserei dire!” commentò l'altra, scoprendo finalmente il capo e sfilandosi i guanti, che porse con noncuranza al servitore che l'accompagnava. “Ma vi ringrazio per il vostro caloroso benvenuto.”

Che ci fosse una traccia di sarcasmo in quelle parole? Adeliz ne ebbe il sospetto, ma non riuscì a stabilirlo con certezza. Preferì soprassedere.

Il mio nome è Siobhan della Quarta Stella” si presentò infine la donna.

Siete molto giovane”, commentò la Priora.

Vi assicuro, Priora, che sono più che qualificata a portare il mio titolo... e a portare a termine questa missione” ribatté la delegata senza scomporsi.

Adeliz rimase in silenzio qualche secondo, annuendo quasi impercettibilmente con il capo. Quindi si riscosse e disse, con perfetta cortesia: “Sarete stanca... lasciate che vi faccia preparare una stanza.”

Siobhan fece un gesto di diniego. “Vi ringrazio, ma intendo ripartire subito.”

Subito?” L'anziana donna era scandalizzata. “Ma sono più di otto settimane di viaggio per tornare a Letha. Non sentite il bisogno di riposarvi?”

Siobhan scoppiò a ridere. “Vedo che non avete davvero fiducia nelle mie capacità, Madre. Sono stata addestrata per questo, e il mio compito è riportare la ragazza a Letha il prima possibile. Gradirei però, se non vi spiace, avere qualche informazione su di lei.”

Ma certo, prego accomodatevi” disse Adeliz, indicandole due comode poltrone di pelliccia di fronte al camino. Batté le mani e il servitore si avvicinò solerte.

Fai portare una coppa di vino zuccherato per Lady Siobhan. Forza, che aspetti?”

Siobhan sprofondò grata nella poltrona assegnatale, allungando le gambe verso il fuoco. Fortunatamente quella missione non le era stata assegnata d'inverno, almeno di questo poteva essere grata. Se fosse stato così, se avesse dovuto avanzare nella neve alta e in mezzo alle bufere di neve, avrebbe dovuto usare gran parte della sua energia mentale per isolare se stessa e il suo servitore dal freddo, e avrebbe proceduto ad un ritmo molto più lento.

Volevate sapere della ragazza...” cominciò Adeliz, sedendosi accanto e lei e posando le mani rugose compostamente in grembo.

Avete qualcosa di particolare da comunicarmi su di lei? E' indisciplinata? Crea problemi?”

Dritta al punto, pensò Adeliz piccata.

Marissa è una brava ragazza, delegata. Ha buon cuore, ma tende spesso a violare le regole del monastero. È refrattaria all'autorità e ha avuto spesso scontri con le sue insegnanti e con la responsabile del dormitorio, sorella Jania. Ma è sveglia e intelligente e apprende davvero in fretta.”

Ha qualche parente in vita?”

Non che noi sappiamo. È un'orfana, per quanto ci concerne; sotto la nostra autorità da quando fu portata qui da neonata, come tante delle nostre protette, d'altra parte.”

Il fatto che sia così indisciplinata non è promettente...” commentò Siobhan assorta. “Ma a questo provvederemo noi all'Accademia. C'è altro che dovrebbe interessarmi, Madre?”

Siobhan credette di cogliere una lieve esitazione nella voce della monaca. “No, credo di avervi detto tutto. Volete che la faccia convocare ora?”

No” rispose Siobhan alzandosi in piedi. “Preferisco che mi portiate da lei. Voglio vedere con i miei occhi l'ambiente in cui è cresciuta.”


Nota dell'autrice: Questa è la prima volta che mi cimento con una storia fantasy e non so bene dove mi porterà questo tentativo. Questa storia è nata così, d'impulso, e forse avendo già un'altra storia in corso avrei dovuto aspettare a pubblicare ma, anche se non potrò aggiornare velocemente, ho voluto comunque buttarmi e vedere se la storia poteva riscuotere interesse. E' tutto molto nuovo per me, quindi mi farebbe piacere sapere se vi piace o se sto toppando alla grande^^.

Alla prossima

Eilan

   
 
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