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Autore: Maiko    21/04/2017    2 recensioni
Cinque brevi capitoli, ognuno incentrato su uno stato d'animo preciso che analizzerò in poche righe, tramite sole descrizioni, per tentare di richiamare a quell'emozione.
1. Angoscia. (Correva)
2. Ya'aburnee. (Tu mi sotterri)
3. Njuta. (Gratitudine)
4. Mamihlapinatapei (Uno sguardo)
5. Cafuné (Bianco)
Genere: Introspettivo, Malinconico, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna, Het, Slash, FemSlash
Note: Raccolta | Avvertimenti: nessuno
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Njuta - In svedese indica un profondo apprezzamento, un sentimento di gratitudine e gioia, od il trarre qualcosa di positivo da un'esperienza.


3.
 
Il mattino presto era tinto di indaco, con alcune stelle che baluginavano timidamente nello schiarirsi del cielo; l’orizzonte era una linea di luce gialla che preannunciava il sorgere del sole.
La ragazza seguì le altre donne tra le camere della risaia, la lunga veste annodata sotto le ginocchia per evitare che la terra e l’umidità mattutina la imbrattassero troppo e le maniche tirate su fino ai gomiti.
La pianura risuonava del cinguettio degli uccelli annidati tra i radi alberi al limitare dei campi; più in là, dall’altra parte del sentiero sterrato su cui avevano appena iniziato a circolare i primi carri della giornata, gli uomini zappavano la terra incolta e la preparavano per i mesi freddi.
L’aria fresca le solleticava le braccia nude mentre poggiava il sacco di corda ai propri piedi e, con una certa inesperienza, si accingeva ad osservare le donne più anziane e ad imitarne i gesti. Al suo fianco, piegata sui fasci di riso con la fronte aggrottata, una nonna dai lunghi capelli bianchi raccolti in una crocchia grezza canticchiava una bassa nenia e arricciava le labbra di tanto in tanto, come se stesse rimembrando un qualcosa del passato che voleva piegarle gli angoli della bocca in un sorriso; I suoi occhi erano più scuri della terra bagnata dalla pioggia e ricoperti da una sottile patina azzurra che pareva infastidirle lo sguardo, il viso un intricato ricamo di rughe che le disegnavano ombre sulla fronte pallida; accarezzava i fusti con fare esperto, percorrendoli con le dita tremanti dall’età fino alla base e tirandoli con presa salda per toglierli alla radice. Alcune ciocche argentee sfuggirono alla costrizione della corda e le solleticarono il volto, mosse dalla brezza tiepida che si era alzata dal meridione; la donna se le sistemò dietro le orecchie senza scomporsi, le labbra ancora tirate in concentrazione, e sul suo anulare i primi raggi del sole illuminarono il caldo oro della fede nuziale. Alzò gli occhi, severi e attenti, e li posò su di lei.
La ragazza avvertì il viso bruciare dall’imbarazzo e abbassò lo sguardo, approfittando degli alti fusti tutti intorno per nascondersi tra le cariossidi; la vergogna dell’essere stata colta in fragrante le fece sudare le mani e, solo dopo parecchi secondi di pensieri miseri sulla propria goffaggine, osò tentare un’occhiata all’anziana donna di fianco a sé: i suoi occhi incontrarono un sorriso aperto e quasi del tutto privo di denti ed uno sguardo divertito.
Il suo viso si piegò dalla sorpresa quando comprese il motivo di tutte quelle rughe che la nonnina ostentava agli angoli della bocca. Sorrise a sua volta, timidamente e con le guance imporporate da ciò che era rimasto del suo imbarazzo, e si accinse a riprendere il lavoro con una certa leggerezza nel petto; al suo fianco, l’anziana donna tornò ad intonare la melodia priva di parole ed il suono si perse tra le foglie di riso nel calore del mattino.
 

Spazio Autrice:
Dopo sei settimane senza WiFi ho potuto finalmente pubblicare questo piccolo capitolo che sono riuscita a macinare; ammetto che si è praticamente scritto da solo e differenzia un bel po' dal mio progetto iniziale, ma non per questo me ne ritengo insoddisfatta. Non faccio pronostici per gli ultimi due, perciò, dato che non so nemmeno se seguiranno quella vaga idea che ho nella mente.
   
 
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