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Autore: Elisa24g    19/05/2017    0 recensioni
La Signora del Vento non si scompose minimante, quel bambino non era il suo. Lei sapeva, come sua madre prima di lei, quale fosse il suo destino: era nata per regnare. La regina doveva essere potente, forte, veloce, molto più di tutti gli altri, e per fare ciò doveva nascere dalla Signora del Vento con un uomo di un villaggio vicino, da questa unione sarebbe nata una bambina, che avrebbe dovuto regnare dopo di lei; così le era stato insegnato. L'Uomo non era stato scelto bene, la colpa era degli Anziani e adesso lui era stato ucciso per pagare il sacrilegio. Un Uomo innocente.
Genere: Avventura, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Non-con
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Nel frattempo mia sorella continuava a scalciare, graffiare, urlare, piangere, tentò addirittura di strattonare o di menare il cavallo, sperando che s’imbizzarrisse. Eppure niente. Il cavallo reagiva solo agli ordini di quell’uomo, e nient’altro. Sembrava che lei non lo sfiorasse nemmeno. Cavalcarono senza sosta, non si fermarono nemmeno per un attimo, diretti al villaggio del Vento. Raggiunsero il sentiero che portava al bosco che il mondo era già buio. Noi ci avevamo messo due giorni per fare quella strada, con lui, ci volle appena la metà del tempo. Iniziarono a percorrere il sentiero, seguendo lo stesso percorso fatto da Serin e me, prima, e mio padre, poi.

Passarono vicino alla casa, con il suo recinto, Teresa la vide per la prima volta. Le passarono accanto solo per un attimo, galoppando velocissimi, eppure mia sorella ebbe tutto il tempo di pensare che lei, a differenza degli altri, non aveva mai avuto alcuna curiosità nel vederla, non aveva mai provato interesse per la persona nascosta lì, ma era lei che le si stava avvicinando pericolosamente.

 Aggirarono quel piccolo recinto, che noi avevamo scavalcato, e proseguirono dritti dietro alla casa. Era notte fonda, e ancora non si erano fermati.  Continuarono a cavalcare per tutta la notte, dapprima non c’erano stelle in cielo, poi, una dietro l’altra, si iniziarono a vedere le costellazioni, una a forma del Fiore leggendario, una rappresentante il Sole, un altro con un cavallo in cielo. Nessuna di quelle stelle, lì, alte nel cielo, avrebbe potuto fare qualcosa per salvarla.

 Non c’era un sentiero da seguire, e cavalcarono tra gli alberi, continuando a galoppare, ma facendo molte deviazioni, ostacolati da una quercia, un pino od un salice. Poi raggiunsero uno spiazzo, un punto in cui gli alberi si diradavano, creando un passaggio verso un bosco più fitto. SI fermò un momento, sorprendendo Teresa che credeva quella cavalcata non avesse fine. L’uomo scese di cavallo, si avvicinò al primo albero andando alla sua sinistra e poggiò appena la mano sulla sua corteccia; per un attimo, a Teresa sembro che le fronde degli alberi si muovessero in risposta al suo gesto, come a dargli un benvenuto. Poi risalì in groppa al suo destriero. Teresa non ebbe né il tempo, né la forza per tentare una fuga, dove sarebbe potuta andare?

Continuarono la loro cavalcata, con la luna che solo ogni tanto faceva capolino tra gli alberi. Tutto le sembrava eternamente uguale: non c’erano differenze nel sentiero o nella vegetazione, e, anche volendo, lei non sarebbe mai riuscita a trovare la strada di casa. Infine, dopo quella che sembrò un’eternità, si trovarono alle porte del villaggio. Era l’alba. Le strade erano deserte, ognuno si trovava nelle proprie case, non si sentiva alcun rumore, probabilmente ogni donna era già andata incontro al suo destino, solo lei era in ritardo, perché quell’uomo aveva deciso di inseguirli, non gli erano bastate le altre donne??

Passarono lungo una via che costeggiava il fiume, l’uomo scese da cavallo e si abbeverò inoltre si gettò dell’acqua sui capelli, che scendevano neri e lucenti sulla sua pelle. Poi la prese di peso e la fece scendere, il terrore che si insinuava nelle viscere di Teresa. Tentò di correre, scappare, ma le gambe le ressero poco, e cadde a terra, graffiandosi mani e ginocchia. L’uomo non aveva fatto nemmeno lo sforzo di inseguirla, sapeva che sarebbe stata esausta. Con pochi passi la raggiunse, la presa per la vita e la fece rialzare, poi la portò fino al fiume.

<< Bevi. >> disse. E Teresa si avvicinò all’acqua, rendendosi conto solo in quel momento di quanta sete avesse. Poi la rimisi sul cavallo, tutto senza un minimo sforzo. Continuarono a costeggiare il fiume, vedendo le casa sulla destra, sinistra, ovunque. Case senza tetto, con qualche tenda a chiudere le porte, ma, in quel momento, ogni porta era allo scoperto. Si poteva vedere dentro ogni casa, la maggior parte della gente stava dormendo: si vedeva il letto, che si trovava di fronte alla porta, con uomini e donne stesi l’uno accanto all’altra. Tutti adulti o anziani. I giovani uomini che vide, erano sdraiati sui letti, con facce beate ed un telo a coprire, le donne erano per terra, raggomitolate e piangenti. Erano quelle rapite. Poi passarono per la piazza, dove Teresa vide un altare, qualche panca lì intorno. Ed infine raggiunsero la casa. Voleva che il tempo si fermasse, si bloccasse immediatamente, evitandole quello che stava per accadere.

L’uomo smontò, poi la prese per la vita e la fece scendere.

<< Ti prego.. >> iniziò ad implorarlo Teresa tra le lacrime, le gambe che tremavano, il viso sconvolto. Lui le asciugò una lacrima dalla guancia, la prese per mano e la portò dentro.

<< No.. Per favore… >> gli occhi sbarrati dal terrore.

Chiuse la tenda, e la fece sedere sul letto. Lei continuava a guardarlo terrorizzata, continuava ad implorare.

<< Tu molto bella. >> disse lui. E si mise a guardarla, lei seduta sul bordo del letto, tremante.

<< No paura. Io no cattivo. >> continuò lui. Cercava in qualche modo di rassicurarla, e lei, per un attimo credette di potersi salvare.

<< Lasciami andare. >> disse lei, smettendo di piangere.

<< No.. va fatto. >> disse lui. E le afferrò i polsi.

 

NEL PROSSIMO CAPITOLO:

 Il cibo era quasi finito, l’acqua anche, e, soprattutto, Ted non stava bene. Ci dovevamo fermare spesso per farlo riposare stenderlo sul prato. Stava diventando sempre più pallido.  Avevamo da poco superato la fonte, e ripreso l’acqua, quando Glenne si avvicinò al cavallo di mio padre, e vide il marito con la testa poggiata sul collo del cavallo, gli occhi sbarrati.

   
 
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