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Autore: shira21    01/08/2017    3 recensioni
Elizabeth ha conosciuto Lysandro al liceo, trovando in lui un porto sicuro dopo la morte dei genitori, e quando anni dopo si mettono insieme pensa che sia solo la normale evoluzione della loro amicizia.
Ma come fidanzati iniziano ad avere dei problemi: lui è sempre più distante e lei vuole di più.
Poi una sera, incontra il suo migliore amico, Castiel, e in quegli occhi grigi scopre un anima simile alla sua.
Genere: Erotico, Romantico, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Castiel, Dolcetta, Lysandro, Un po' tutti
Note: AU, What if? | Avvertimenti: nessuno
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«Io capisco che ora abiti qui... ma è mai possibile che ti trovo in giro a qualsiasi ora del giorno e della notte?»
Guardo Castiel sprofondato nella mia poltrona preferita, nel home theatre in taverna. Per una sera non dovevano suonare ma i miei progetti con Lys sono sfumati quando mi ha detto che doveva andare a cena con Leigh e la sua ragazza, per discutere di problemi di famiglia.
Io ovviamente non ero invitata.
Quindi mi sono armata di pop corn e sono scesa insieme a Wolf per vedermi un film. Beh, prima di trovare il mio personale tormento.
Lui mi guarda, come sempre sono troppo poco vestita per stargli vicino, prima di scrollare le spalle. «In realtà pensavo fossi uscita con Lys».
A quelle parole chino le spalle. Sento qualcosa di umido sfiorarmi le gambe e abbassando lo sguardo vedo che Wolf mi fissa preoccupato.
Gli do una grattata dietro le orecchie «Tranquillo piccolo, va tutto bene».
Castiel si alza e si avvicina.
«Che bello. L'avevo visto in foto ma in questi giorni non l'avevo mai incrociato.»
«Sì, stava male. Ha passato l'ultima settimana nello studio veterinario». Appoggio la ciotola sul divano e siedo sui talloni per abbracciare il mio piccolo.
«Cos'è?»
«Un pastore svizzero. Quando l'ho trovato era solo una piccola palla di pelo bianca, più morto che vivo. Da allora mi è sempre restato accanto.» Affondo il naso nel soffice pelo e Wolf mi da alcuni colpetti sulla spalla con il muso, consolandomi a modo suo.
«Sembrate molto legati...» quando lo guardo, noto che anche Castiel si è seduto a terra e ci osserva con un sorriso malinconico. Poi mi viene in mente una cosa «Anche tu avevi un cane, vero?»
«Demon... è morto in un incidente stradale...» io mi allungo e gli prendo una mano. É la prima volta che lo tocco dopo la prima stretta di mano e, malgrado tutto, non è un contatto passionale ma dolce, di conforto. So cosa significa perdere qualcuno che ami e tremo già al pensiero di perdere il mio Wolf.
Lui mi guarda con gli occhi sgranati poi fissa le nostre mani unite, che stano generando più calore di una centrale nucleare e... sorride. Un semplice, meraviglioso sorriso.
«Beh, se hai bisogno, Wolf è un ottimo analista. Puoi raccontargli di tutto e non ti giudica».
«E tu cosa gli racconti che hai paura di essere giudicata?» Molte cose, penso. Dal fatto che ho ancora gli uncubi dopo tutti questi mesi al fatto che desidero più Castiel del mio ragazzo!
In ogni caso non dico nulla, mi limito a fargli l'occhiolino prima di rialzarmi, sciogliendo le nostre mani.
«Okay, Cassy. Cosa dici se condividiamo il cinema? Non penso che una serata in compagnia dell'altro possa ucciderci». Beh, più o meno. Sempre che le farfalle nello stomaco non siano identificabili come arma impropria.
Lui mi guarda dal basso e brontola «Basta che la smetti di chiamarmi Cassy».
«Ma a me piace!»
«Non m'importa. Ho smetti o ti faccio smettere io» ma ha un sorriso talmente compiaciuto mentre fa la sua minaccia che non posso fare a meno di mettermi a ridere. Il suo sorriso si allarga.
«E come?» Riesco a chiedere alla fine.
«Non so, sembri una che soffre molto il solletico», io smetto di ridere e indietreggio perché maledizione a lui se non ci ha visto giusto.
«Non oseresti» dico scattando dietro al divano.
Qualcosa nel mio movimento gli accende una luce pericolose negli occhi, sembra un predatore pronto alla caccia.
Lui avanza e io indietreggio.
Fa uno scatto di lato e io mi metto a correre.
Lo sento dietro di me e non posso trattenermi dal ridere. Faccio per sgusciare fuori quando sento le sue mani intorno alla mia vita, le sue dita appoggiate direttamente sulla mia pelle nuda. Ridacchio e mi dibatto un poco. E quando cadiamo non capisco più di chi sia la colpa. So solo che di colpo sono intrappolata sotto di lui, il suo peso che mi tiene schiacciata a terra, incastrato su di me in una posizione che ricorda altro. Ha le braccia ai lati della mia testa e le mie ginocchia strette contro i suoi fianchi.

Ci guardiamo negli occhi, occhi verdi contro occhi grigi, e di colpo ogni voglia di ridere è scomparsa. Avvicina il volto al mio fino a quando i nostri respiri si confondono. Quando parla la sua sua voce è sensuale, urla sesso in ogni modo possibile e immaginabile.
«E ora che ti ho presa cosa ci dovrei fare con te?»
Avrei un paio di idee in effetti ma, invece, gli mormoro un poco convinto «Nulla?»
Lui sospira e affonda il volto tra i miei capelli. Lo sento fare un paio di profondi respiri per calmarsi e gli vorrei direi che considerato quello che sento premere, non gli sta riuscendo molto bene.
Alla fine si rialza e io osservo con la bava alla bocca il modo in cui gli si contraggono i bicipiti.
Mi offre la mano e, quando posso dentro la mia, mi aiuta ad alzarmi. Mi spazzolo i pantaloncini del pigiama con una mano.
Cercando di tenere un po' di distanza ci sediamo ai due capi del divano. Prendo la ciotola dei pop corn e mi sorprende che siano ancora caldi. Li guardo per qualche secondo prima di spingerli in mezzo a noi «Tregua?»
Non lo guardo anche se sento che lui guarda me. Poi prende una manciata di pop corn «E tregua sia!»
Mi chiede se voglio scegliere il film ma sono sovrappensiero, quindi quando mette su un film di guerra neanche ci faccio caso. Sto pensando ad un altra cosa, un dubbio che mi divora da un po' «Lys mi tradisce?»
Non mi rendo conto di averlo detto ad alta voce fino a quando non lo sento strozzarsi e tossire.
Mi giro verso di lui che mi guarda con un espressione quasi comica.
«Cosa, scusa? Stai cercando di ammazzarmi per caso?»
Io mi mordo il labbro e noto che lui segue con gli occhi il mio gesto. Ma poi ammetto quello che penso già da un po'. «Penso che Lysandro si vede con qualcun'altra... che mi tradisca, insomma».
Castiel mi guarda serio. «Lysandro non farebbe male a una mosca e non tradirebbe nessuno. E lo conosco meglio di te!»
«Tu non capisci... non sai tutta la situazione...».
«Allora spiegamela».
Castiel è il 99% del tempo malizioso o ironico, raramente è solo dolce e ancora più raramente è così serio.
Mi giro con tutto il corpo verso di lui e, mentre dallo schermo risuonano urla ed esplosioni, gli faccio questa piccola confessione.
«Io e Lys ci conosciamo da anni, sembrava normale ad un certo punto mettersi insieme. E quando ho avuto dei grossi problemi, mi sono trasferita da lui per non affrontare più quella realtà. Lui mi ha detto che mia ama, mi chiama amore mio, si ricorda quello che gli dico. Cose così. Però passa un sacco di tempo fuori e... non so, a volte sembra non capire neanche di starmi tenendo lontana. E io sono stanca di essere l'unica che cerca di rendere più profonda questa relazione. Soprattutto quando inizio a pensare che sia tutto un errore.» Prendo fiato prima dell'ultima confessione «In più non c'è mai stata nessun tipo d'intimità tra noi...».
«Aspetta! Nulla?»
Io divento rossa ma scuoto la testa «Ogni volta che provo a rendere le cose più personali lui mi blocca. Ed è frustante!»
Lui ragiona un attimo poi prende la ciotola e la appoggia a terra. Si siede accanto a me questa volta e mi alza il mento con un dito, in modo da costringermi a guardarlo negli occhi.
«Non capisco come Lys possa non aver fatto nulla in questi mesi perché Dio solo sa se io non avrei fatto cose che è meglio non dire ad alta voce ma una cosa è certa: Lys non ti tradirebbe mai. È troppo buono»
Annuisco e gli getto le braccia al collo. «Grazie» mormoro contro la sua pelle. Inizio a sentire la stanchezza farmi chiudere gli occhi ma rimango appoggiata alla sua spalla. «Sia cosa significa tutto questo?»
«Che ho una vena masochista?»
Ridacchio. «No, idiota. Significa che siamo amici» gli mormoro con la voce impiastrata di sonno.
Prima di addormentarmi, la guancia premuta sul suo petto e le sue braccia intorno al mio corpo lo sento dire «Sono davvero un idiota!»
Poi sprofondo nel mondo dei sogni, cullata dal suo profumo e dal suono del suo cuore.

   
 
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