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Autore: Hidan91    11/08/2017    0 recensioni
Holland, la ragazzina orfana ex circense e Jack Canime, uno strano ragazzo dai capelli bianchi. Scopri l'avvincente avventura di questi due giovani ladri che gli porterà a scoprire cosa si cela dietro ad una misteriosa setta e al regime sanguinario di un'imperatrice dal pugno d'argento.
Attraverso strade impervie e polverose, tra nemici e amici improbabili e oscuri segreti immergiti in questo mondo.
Genere: Avventura, Azione, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: AU | Avvertimenti: nessuno
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Nella notte Holland inizi a parlare ancora prima di essere interpellate. "Io non sono nata qua, quando mi abbandonarono nelle terre vive ero una neonata e non avevo voce in capitolo, così, non ritenendomi degna di quelle terre ma un peso per la società mi trasferirono a Darrash vicino all terre morte, in un orfanotrofio, questa locanda una volta.. era il mio orfanotrofio, ci ho passato l'infanzia e anche di più. Gregor anche allora era il proprietario. Passai degli anni piuttosto duri in questo posto nonostante quelli dopo furono ancora peggio.
Me ne fui andata quando l'orfanotrofio fallì, o meglio mi cacciarono, riversarono tutti i bambini in strada a parte i più piccoli che chissà che fine fecero. Però Gregor aprì un'altra attività, il locandiere ma non per semplice gente normale anche per i ladri e i fuggitivi di basso rango e quando diventai ladra per sopravvivere mi prese di nuovo sotto la sua ala, ci mi mettemmo in affari. Ma tutto qua, lui ogni cosa che fa lo fa per i profitti" Holland nella notte si voltò verso di me, dall'altra Orte della può letto "non possiamo fidarci di lui.."
Passò un ora la ragazza si era addormentata ma Canime no, guardandola dormire non riuscì a pensare lei in quel posto atroce. Darrash era una città piena di taglia gole e stupratori, dei mori, della povertà, della miseria.. L'unica cosa ricca era il centro e il palazzo imperiale al quale accanto le mura si ammassavano i poveretti e i mendicanti 
Lei però non centrava con quel posto. Sarebbe stata con un fiore in un campo di erbacce. Sentì un tonfo poi degli altri, poi dei bisbigli appena accennati che crebbero d'intensità poi il silenzio. Canime scosse la ragazza è la guardò con occhi dilatati "le guardie" deglutì "sono qui"sussurrò 
"Quella maledetta canaglia, quel tipo di fogna ci ha venduto! Bastardo"
Si alzò di colpo e prese la borsa e le scarpe in mano.
"non preoccuparti mi sono fatta dare questa stanza apposta nel caso ci fosse bisogna di fuggire" aprì la finestra e butto tutto giù sul retro della locanda "era la mia stanza da bambina, presto vieni!" Scesero sul cornicione e con la forza della braccia la ragazza si issò per cadere silenziosamente sul balconcino sotto, Canime nello scendere fu meno silenzioso. Strinse i denti sperando non l'avessero udito.
"Presto presto!" Bisbigliò lei facendoli segno di far la stessa cosa ancora. Proprio quando stava per scendere si accese una luce da dentro la stanza è una voce assonata che diceva "amore torna a letto sarà un gatto, qua è pieno di gatti..su "
Il ragazzo deglutì e fu salvo per un istante, si buttò appena in tempo giù dal cornicione mentre un uomo sulla trentina in accappatoio e boxer era sull'uscio voltato verso l'interno impegnato a rispondere alla moglie "bah temo che hai ragione cara ma controllo lo stesso"
Ormai erano a terra sentirono un rumore di vetri rotti, varie luci si accesero nelle camere degli ospiti. Una vecchina probabilmente un po' sorda spalancò la finestra pensando che i rumori provenissero da fuori, aveva  i capelli bianchi che uscivano di qua e di là dalla cuffia da notte mentre si guardava attorno, loro si appiattirono contro il muro finché non rientro chiudendo la finestra.
Poi dei tonfi e un vociare rabbioso 
"Che animali stanno distruggendo la stanza" disse Holland 
"Presto di qua" disse tirandomi 
"Dove andiamo?" chiese Canime 
"Dallo stalliere! Fuggiremo a cavallo verso le terre arse, lì scambieremo i cavalli con dei cammelli le attraverseremo e andremo alle terre franche attraverso il fiume di Klauss"
"Ci vorranno molti giorni..."
"No la distanza tra il confine delle terre arse e il fiume è minimo da qua, in nove giorni arriveremo, se troviamo dei buoni cavalli senza aver bisogno di far lo scambio e facciamo delle soste minime 6"
Il ragazzo sospirò e con il fiatone per la corsa disse "va bene, sbrighiamoci. Almeno spero che conosci bene questo stalliere, i cavalli qua costano"
Holland rise. "Ceeeerto, perché noi li compreremo"

La ragazza salto sul tetto dell'abitazione e quatta quatta camminava lenta di fai ci all grondai verso le stalle divise dalla casa di solo mezzo metro, un minuscolo spazietto. Gli aveva intimato di rimanere lì, nascosto dietro ai cespugli di mora, un odore dolce quasi quanto il miele di Varish di erba tagliata e fieno aleggiava nell'aria. Lui non avrebbero potuto seguirla, avrebbe fatto troppo rumore e i cani semi addormentati nel cortile di terra battuta avevano il sonno leggero. Per non parlare della sua stazza, no proprio no, era di difficile che andasse inosservato aveva le braccia forti e le spalle larghe, lui era più un ladro che si basava sulla forza e l'astuzia. Oppure.. parlava con la clientela da anonimo e faceva fare il lavoro sporco ad altri.
Commissionava chi derubare ad altri ladri prendendo una parte. Lui trovava i ladri e loro agivano per lui ma questo tempo addietro. 
Era seduto a gambe incrociate, la notte era sempre più buia e la rugiada bagnava il campo. L'alba non avrebbe tardato a far visita al mondo ancora semi addormentato della notte. Si sentivano già i primi uccellini.
--dov'è finita quella ragazza?-- pensò preoccupato Canime alzandosi e camminando piano lungo la recinzione. I cani erano ancora lì dove li aveva visti fortunatamente.
Sentì un nitrito contrariato, rabbrividì guardando i cani e poi la porta della casa verniciata di verde. Tutto rimase fermo immobile, "nulla" sospirò.
Poi la porta della stalla si aprì di colpo è uno stallone nero imbizzarrito ne uscì. L'aveva sfondata con un colpo con le zampe posteriori. I cani si svegliarono di colpo e ulularono e sbraitarono appena videro il frisone in libertà poi cercarono di far arretrare il cavallo in stalla ma questo inferocito cerco di schiacciargli sotto gli zoccoli. E quando uno di questi cerco di azzannarli una zampa ma l'equino lo intercettò facendolo volare via con un poderoso calcio. I cani, uno zoppicante e latro con la coda tra le gambe cercarono di andare verso l'abitazione e iniziarono ad uggiolare e grattare sulla porta di casa. Si accesero delle luci al piano superiore. 
Canime sgranò gli occhi certo che il suo cuore si fosse fermato.
La ragazza uscì su un cavallo più piccolo grigio e bianco come la luna e rapida trottò affiancandosi al cavallo nero che sbuffava impaziente. Li mise una lunga corda attorno al collo poi corse verso il recinto sempre più veloce e schiacciata con il ventre sul collo del cavallino bianco.
Canime sussurrò tra i denti "no! Non farlo è rischioso!" 
Il cavallo nero fortunatamente  seguì quello bianco strattonato dalla corda e quando questo saltò la recinzione lo fece straordinariamente anche lui. Il ragazzo gridò sommessamente  "YUPPIEE"
Ma quando un contadino aprì la porta con un calcio facendo vedere un fucile a canne mozza lì si raggelò in sangue. 
"SCAPPA! SCAPPA LAN, HA UN FUCILE CARICO" gridò il ragazzo usando le mani come megafono la ragazza corse verso di lui individuandolo finalmente tra l'erba alta che la aspettava impaziente è preoccupato nella luce soffusa del mattino, li arrivò accanto quasi senza fermare il cavallo.
"Salta sulla furia nera!" 
Il ragazzo corse al cavallo pregando che non cercasse di ucciderlo con un calcio. "buono eh, o di te faccio una bistecca quando arriviamo a casa, Furente"
Ammonì il cavallo dandoli un nome, accarezzandoli il muso vellutato mentre il suo fiato bollente li scaldò la mano
"Muoviti! Ci ha quasi individuati.."
Il ragazzo saltò sul cavallo tenendo strette le briglie, la ragazza li aveva sellati e imbrigliati ecco perché ci aveva messo tanto. 
Il cavallo nitrì indietreggiando al udire del primo sparo ma non lo disarcionò. Quel folle zotico ne stava sparando agli alberi, non riuscendo ad individuarli bene.
Il ragazzo ringraziò mentalmente il cavallo per non averlo fatto cadere e non sbuffare più nuvolette calde di odio e slegandolo dall'altro, partì al trotto seguito da Canime. Sentirono uno sparo lontano e un urlo di rabbia.
"I MIEI CAVALLI DANNAZIONE. VI TROVERÒ!"
"Contaci" disse seria Holland, poi rise felice di averla fatta franca l'ennesima volta sfrecciando con il suo cavallino bianco. Era veloce.
"Canime devi andare a nord. Segui la stella azzurra finché in vista ci porterà verso la meta"
Disse sfrecciando di fianco al ragazzo che iniziava ad abituarsi ai movimenti scattando di Furente evitando alberi e grovigli con facilità.
"Perché per me hai scelto il cavallo più cattivo?" disse ghignando il ragazzo dando una pacca al collo del cavallo nero come le piume di corvo.
"Perché è il cavallo più forte e veloce tra quelli che aveva, credo lo abbia rubato questo è un cavallo adatto alla guerra, era sprecato, li altri erano tutti smunti e tozzi, però anche questa cavallina non se la cava male sai?" disse dando una pacca al cavallo bianco "la chiamerò Calipso, come la dea del mare tempestoso"


Arrivarono nel mattino al confine del deserto, c'era una fonte da cui i cavalli bevvero mente loro si servirono delle borracce.
"Il tragitto è breve abbastanza io direi di tenerci i cavalli anche nell' attraversata" suggerì il ragazzo
Lei lo guardò contrariata "va bene, ma se troviamo un mercante di cammelli che li scambia volentieri senza farci prezzi esosi e i cavalli sono spolpati dal caldo io direi di tentarla"
Lui annuì. Superarono l'ultimo sprazzo di verde prima di raggiungere il grande e vasto mare di sabbia, le terre arse.
In quel vasto deserto c'erano un sacco di città accalcate vicino alle fonti era enorme, fortunatamente loro erano sul confine in cui il deserto passava tra due lembi di terra abitati, uno, la città di Darrash una delle città più vaste nel deserto in cui in quei giorni alloggiavano per causa politiche gli imperatori, aveva ben tre fonti. E dall'altra parte il fiume Varish che bagnava le terre franche. Terre da una parte vedi e rigogliose dall'altra montane e rocciose. Era la terra dove si diceva si nascondessero i ribelli. Grande baggianata secondo Holland, non che le importasse un granché,  erano dei fanatici se pensavano di poter contrastare l'imperatrice.  

Fatemi sapere cosa pensate di questa storia, mi scusa per gli eventuali errori orrigrafici o di lessico ma sto scrivendo  al telefono momentaneame e mi riesce difficile far decentemente correzioni rispetto al pc.. Nonostante ciò spero vi piaccia. Buon proseguimento :3
Hidan91
  
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