Recensioni di Artica

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Recensione alla storia Varulven - 04/06/15, ore 04:59
Capitolo 1: Varulven
Bentrovato, NoReal! Stavolta ci incontriamo in un ambito diverso, ma sempre ben gradito, rispetto alla long su Bloodraven :)
Mi era venuta la buona idea di curiosare un po' nel tuo archivio per vedere se c'era qualche novità, ed ho trovato questa piccola meraviglia.
La prima cosa che conquista di questo racconto sono i colori: il candore della neve, il rame dei capelli Sansa, l'azzurro della foresta, ed il nero crudo di Rickon e Cagnaccio. Insieme si intrecciano formando un quadro evocativo, delicato e vagamente minaccioso, quasi fosse una scena delle favole. Manca solo il rosso scuro del sangue a deturpare il quadro, ma possiamo comunque immaginarlo vividamente, assieme al grido di Sansa.
Malgrado tutti gli indizi portassero al finale, questo mi è giunto comunque inaspettato. Secco e rapido. Credevo che Rickon avesse conservato qualcosa del bambino che era all'inizio del libri, ma a quanto pare in lui è rimasto solo il lato più acerbo e selvaggio del sangue Stark. E malgrado io apprezzi Sansa, devo riconoscere che la conclusione corona perfettamente la storia.
Ho avuto la curiosità di leggerla col sottofondo della ballata riarrangiata (ho ascoltato un paio di versioni, ma quella dei Garmarna è quella che mi ha convinto di più), e la musica dona un clima suggestivo, molto più ancestrale rispetto alle scene fiabesche che avevo immaginato al principio. Un ottimo contrasto. Posso immaginarmi i nervi di Cagnaccio che fremono sottopelle, il ringhio che raschia la gola di Rickon, il respiro affrettato di Sansa. Ed è strabiliante come nel testo si possa leggere il dialogo fra i due fratelli, come in quelle frasi si possano ritrovare i fili del loro carattere.
Inoltre questo mi da spunti di riflessione per la piega che sta prendendo la serie tv, ma non so se tu la segua ancora e quindi non dico altro per evitare il rischio spoiler.

ps: mi permetto una piccola digressione perché io amo Cagnaccio di un amore immotivato, tanto che quando qualcuno mi chiede chi voglio sul Trono di Spade, rispondo Cagnaccio. E' uno scherzo, ma a lungo andare mi sono davvero affezionata a quel metalupo, malgrado se ne parli pochissimo. Sono sorpresa e contenta di aver trovato una storia che parli di lui mettendolo così in primo piano, e lo sono ancora di più dal momento che sei stato proprio tu a scriverla -che ormai qui sei un po' il mio scrittore di ASOIAF di fiducia.
Recensione alla storia Quanti occhi ha Lord Bloodraven? - 04/04/15, ore 02:46
Capitolo 9: I.VIII
Comincio con una confessione: malgrado il mio iniziale amore per Bittersteel, pian piano mi rendo conto che il tuo Bloodraven mi sta conquistando sempre di più.
E' qualcosa di graduale, un'empatia cresciuta impercettibilmente ad ogni capitolo, e mi sono accorta solo ora di quanto si sia ingrandita rispetto all'inizio -dove comunque già godeva di buona fama, quindi...
Alla fine credo che sia un po' il destino di Aegor: lui appassiona subito, come un fuoco, ma Brynden si prende il suo tempo sotto le ceneri e lo batte sulle lunghe distanze. Basti pensare che già solo a leggere "Zanne del Corvo" ho avuto un brivido di aspettativa. Quando le ho viste nel fumetto ho pensato che dovessero essere un battaglione d'élite temuto persino dai loro alleati (come del resto lo è anche Bloodraven), e quindi capirai perché ritrovarle inaspettatamente all'inizio del capitolo mi abbia già messo nella prospettiva di godermi una battaglia spettacolare. Ormai lo scontro decisivo è sempre più vicino, e malgrado si sappiano già le sorti, non vedo l'ora di leggerlo narrato dalle tue parole. (e comunque il fatto che la mia passione per Aegor si sia affievolita in favore di Brynden non vuol dire che non rotolerò di gioia come Walda la Grassa nelle torte nel caso tu vorrai mai parlare della Compagnia Dorata. Solo per dire.)

La parte che mi ha coinvolto di più è senza dubbio stata quella di Shiera ed il suo conflitto interiore verso il suo aspetto, che credo abbia riscosso il supporto morale di più o meno tutte noi lettrici. Del tipo "we know that feel, sis'". Solo che lei continua ad essere splendida anche in quei casi, noi ci riduciamo a degli Estranei in versione post-sbornia-di-rosso-di-Dorne. E sciocchezze a parte, i suoi pensieri rimandano davvero a qualcosa di decadente, che non puoi arginare perché non hai più le forze per opporti e dove puoi solo lasciarti soverchiare dallo sconforto. Nel suo discorso mi ha ricordato moltissimo Cersei durante la sua camminata della vergogna, ed il suo graduale cedimento psicologico. Tutte e due sono considerate le donne più belle del loro tempo, tutte e due sono potenti e temute, tutte e due hanno un rapporto particolare col fratello. E malgrado tutto, in quel momento si sentono entrambe private dell'armatura che le rendeva così intoccabili; rimangono solo due semplici donne vulnerabili, soverchiate dai dubbi e dalle insicurezze, tormentate dal seno sodo di una ragazzina -un particolare insignificante rispetto alla vastità del fascino di cui dispongono in realtà, e che eppure in quel momento per loro significa il mondo.
Un'interpretazione veritiera di come a volte funzioni l'autostima femminile, insomma.

Poi ecco, era da un po' che non ti chiedevo delucidazioni, quindi mi sembra giusto tornare a tormentarti con le mie curiosità: riguardo all'ultimo gesto di Bloodraven, quello di farsi consegnare Dark Sister ed il suo arco solo a diverse miglia dal castello: la prima cosa che ho pensato è che volesse rimandare quel momento il più a lungo possibile, ma forse c'è un significato sottinteso che mi sfugge. Non so, probabilmente non vuol dire nient'altro se non il gesto in sé, però mi ha colpito ed incuriosito, quindi insomma, mi sono attentata. :D

ps: la campana di vetro della Cittadella. Dopo questa ti nominerei Arcimaestro di Ravenry, se non fosse che la sua vita non dev'essere fra le più emozionanti. E' sempre un piacere leggere delle tue sottiliezze da vero appassionato e non finirò mai di dirtelo; sono una una boccata d'aria fresca dopo la solita decina di fan di GoT convinti che Daenerys si chiami Khaleesi, sul serio.
(Recensione modificata il 04/04/2015 - 02:50 am)
Recensione alla storia Quanti occhi ha Lord Bloodraven? - 25/02/15, ore 02:46
Capitolo 8: I.VII
Indovina chi, girando sulla dashboard tumblr, si fa prendere dalla nostalgia per la tua storia e torna su EFP dopo mesi.
Non lo indovinerai MAI. (hint: ha iniziato ad ascoltare gli EXO, che prima non sopportava, dopo essere stata incuriosita da certe immagini di Luhan persistenti nella dashboard *fissa*)

NoRealEmotions, bentrovato! Non ti nascondo che sono felice di essere riuscita finalmente a gustarmi un altro dei tuoi splendidi capitoli. Come al solito l'ho divorato e poi l'ho riletto con calma, per apprezzarne tutte le particolarità di cui lo arricchisci. E noto anche con piacere che non hai perso la tua abilità nel procurare pugnalate di feelings una dopo l'altra, ognuna meglio piazzata della precedente; Quentyn che, ridendo, confessa a Jenny che vorrebbe chiamare Glendon il suo primogenito. E' meraviglioso. Anche perché di norma da una prostituta ci si aspetta un interesse finto per i desideri di chi accompagna, invece Jenny si ricorderà di questo tenero momento di gioco e darà a loro figlio quel nome. E le lacrime della scena finale, assieme al sorriso. Una scelta che ha toccato il mio -scarso- lato romantico, e che ha dato una sfumatura ancora più agrodolce alla scena. Inoltre l'irritazione sfrontata di Jenny nel sottolineare che Glendon sarà un Ball, e non un Rivers, combacia alla perfezione con l'immagine orgogliosa e caparbia che nel romanzo Glendon da sia a lui che alla madre. E' davvero piacevole trovare una così profonda cura dei personaggi; tieni sempre in considerazione anche le più piccole sfumature, e questo è uno dei motivi per cui riesco ad apprezzare così tanto ciò che scrivi.
Poi l'apparizione di Acreacciaio. Ormai quando vedo il suo nome mi addolcisco ed inizio già a provare del familiare dispiacere per lui, perché so già che arriverà immusonito ed arrabbiato e troverà sempre almeno tre motivi per adirarsi a morte contro qualcuno. Proprio come hai scritto tu, "sempre in armatura e riparato da uno scudo di rabbia, eppure pieno di punti scoperti."; un po' come il fuoco, no? Distruttivo al tocco, intoccabile all'apparenza, ma esposto ad ogni intemperia che lo piega come vuole. E, per amor di cronaca, mi sono sentita solidale con i timori di Jenny. Stavo quasi per dire "Toh, risolto il mistero della morte di Fireball: un pugno corazzato di quaranta chili ben piazzato fra i bulbi oculari", anche se poi la battuta di lei ha dissolto l'atmosfera pesante che si era creata ed ha ridato un po' di aria fresca dopo tutto il fumo nero lasciato da Aegor. (non so perché, ma è un'immagine che mi è venuta spontanea dopo aver letto quel passaggio xD)

Daemon è affascinante come sempre. Ha carisma che gli scivola leggero da ogni suo gesto, persino dall'immagine dei capelli che gli ricadono sulle gote. Così calmo, così amabile e così regale, davanti a lui è pericolosamente facile dimenticarsi come stia conducendo centinaia di uomini ad una morte violenta solo per un Trono. Anzi, viene quasi da sentirsi solidali con la sua causa.
Sembrerà sciocco, ma dopo aver letto questo "nuovo" capitolo mi è tornata gran parte della passione che nutrivo per questi personaggi, e che negli ultimi tempi avevo un po' dimenticato. Grazie anche per questo, e per i capitoli meravigliosi che ci dai. A presto!
Recensione alla storia Quanti occhi ha Lord Bloodraven? - 09/09/14, ore 23:59
Capitolo 7: I.VI
"Dove hai preso quello scudo, soldato?"
Scusa, sii gentile, tienimi il segno un attimo mentre io vado ad acciambellarmi in un angolo ad ululare tutto il mio dolore come un metalupo ferito.

NoRealEmotions, bentrovato! *oppure posso optare per un più informale NoReal? Sono stata via un sacco di tempo, e ora che sono riapprodata qui mi sento un po' come se avessi ritrovato un angolino familiare, quindi sarà per questo che sono più espansiva del solito*

Ma bando ai sentimentalismi!, e andiamo dritto a questo capitolo meraviglioso che hai scritto. Lo leggo e lo rileggo, e non mi stanco di nessun passaggio. Prima Shiera che pensa ad Aegor -e credo che ormai tu sappia quanto li adoro, principalmente per merito tuo-, poi questa scena inaspettata fra Maekar e Rhaegel che mi ha strappato un sorriso di tenerezza e tanta, tanta malinconia.

Maekar è l'ultima persona che mi sarei aspettata vicino a Rhaegel, ma è stata una sorpresa ben gradita; chiunque si sarebbe immaginato Baelor, sempre così pronto ad aiutare gli indifesi, ma pensandoci quello più affezionato alla famiglia è proprio Maekar. A vederlo in una scena così tenera, quasi giocosa, si capisce che il suo non è solo attaccamento al nome. Vuole davvero bene a suo fratello, malgrado non possa recare onore ai Targaryen, e per lui è disposto anche ad infliggersi l'amarezza di assecondarlo nei suoi vaneggiamenti e toccare con mano le sue enormi lacune mentali.
E si sa quanto sia difficile trovare qualcuno che dedichi del tempo ad un familiare affetto da un disagio così inibitore, ne si hanno le prove nella vita di tutti i giorni.
Dopo questo, posso guardare con luce diversa anche il suo comportamento indulgente verso Aerion, che prima avevo solo classificato come la boria di un padre troppo pieno di orgoglio per notare la crudele follia del figlio.

Rispetto a come me lo immaginavo, la visione di Rhaegel che dai tu è più dolce -e docile- sotto certi tratti, ma per altri anche più amara; a quanto ho capito la sua è descritta come una demenza permanente, non come la follia altalenante tipica dei Targaryen... però Rhaegel riuscì comunque ad avere due figli, quindi chissà xD
Come al solito, ho una curiosità (e quando mai): forse la scena dello scherzo crudeltà dei Tyrell è la tua interpretazione dell'episodio che scatenò la diceria "Si narra che Rhaegel corresse nudo per il palazzo"? Io l'ho sempre immaginata con Rhaegel che corre, salta e ride, in preda alla realtà distorta del suo delirio, ma in quella situazione così diversa, vittima di uno scherzo crudele... beh, diamine, è triste da immaginare. Hai finito di aggiungermi colpi al cuore su colpi al cuore, per cortesia? xD

Shiera è intrigante come al solito, piena di vita e di sicurezza in se stessa persino nelle situazioni critiche. Il suo discorso sul matrimonio in effetti è sensato, anche se immagino che non volesse sposarsi anche per non dover rinunciare a tutti i suoi amanti; in fondo, essere la donna più bella dei Sette Regni ha i suoi numerosi vantaggi xD
La frase finale è stupenda, sembra il presagio dell'inizio della vera battaglia, quasi che l'intuizione di Bloodraven abbia dato un brusco risvolto agli eventi.

Infine scusa, piccolo sclero che mi concedo perché penso tu possa capirmi in pieno: il finale di stagione.
Brynden si scopre essere un decrepito vecchino senza la radice nell'orbita, roba che già me lo immaginavo a giocare a canasta con Aemon alla bocciofila al sabato pomeriggio. Niente che ispirasse sovrannaturale, non-morte, stregoneria. Sembra solo che sia rimasto incastrato fra le radici e che sia invecchiato lì, così. A random. Mica per nulla i Riassuntoni di GoT l'hanno già soprannominato "lo sfastidiato col problema del culo pesante"
Mi sono emozionata di più con la tua storia che guardando quel Brynden "ufficiale".
Ci vediamo al prossimo capitolo, che ne ho così tanti da recuperare!

ps: "La Grande Epidemia"? Aiuto. Già soffro per Valarr. Già soffro per un mucchio di gente. E soffro pure perché vuol dire che l'epoca dei Blackfyre è finita e questo vuol dire ancora più dolore.
Recensione alla storia Riflessi - 22/06/14, ore 05:48
Capitolo 1: Riflessi
Ciao Targaryen,
non ho mai letto nulla di tuo nel fandom di Game of Thrones, ma sei stata una bellissima sorpresa.
Ogni frase si intreccia in maniera perfetta con le altre, tessendo una trama di frammenti di pensieri che mi hanno lasciato sbalordita per la loro intensità; hai uno stile davvero peculiare, quasi una poesia nelle vesti di prosa, dove però nulla stona e nulla appesantisce, e leggerti è un vero piacere.
Questa battaglia del Tridente è forse la mia preferita fra quelle che ho letto finora. Non era per nulla facile scrivere qualcosa di coinvolgente perché è un tema molto diffuso, ed è arduo risultare innovativi parlando di qualcosa che all'interno del fandom si è già ripetuto tante volte; eppure nelle tue parole c'è qualcosa di nuovo, una sensibilità che è raro trovare e che dona una luce nuova agli eventi. Immaginavo cosa stava per accadere o cosa avrebbe pensato Rhaegar, e tuttavia, quando arrivavo a quel punto, rimanevo comunque senza parole. Straordinario.
Mi sono sempre definita di sangue Baratheon fin dal primo libro, fiera sostenitrice di Robert, e non ho mai visto di buon occhio il principe Targaryen: ora sto rivalutando Rhaegar grazie a Jon Connington, ma rimane comunque un'impresa ardua farmelo piacere; eppure tu ci sei riuscita con una facilità disarmante.

Posso scegliere una frase qualsiasi della tua storia e sarebbe comunque una frase affascinante, piena di tutto ciò che va detto, degna di una citazione.
Tuttavia "Ma quando la moneta è caduta tra le fiamme della Sala dell’Estate" è la frase che mi ha colpito più di tutte, in maniera più profonda. La morte di Aegon V nel fuoco e la contemporanea nascita di Rhaegar, un mistero che Martin ha scelto di far rimanere tale fino alla fine -e che forse mai svelerà-, è il tocco che dona la magia alla storia. Il momento della venuta al mondo di Rhaegar si poteva descrivere in mille modi più uno -per scomodare Bloodraven-, ma tu hai scelto il più intriso di leggende ed il più oscuro attraverso una metonimia che si amalgama in maniera suggestiva con lo scenario di fuoco e morte. Una scelta eccellente.
Spero davvero di leggere qualcos'altro di tuo, perché davvero, sono rimasta estasiata.
Complimenti vivissimi, e a rileggerci presto.