Recensioni di Watashiwa

Queste sono le ultime cinque recensioni che l'utente ha lasciato nella sezione nell'ambito del programma recensioni.


Recensione alla storia Entrando ed Uscendo dal Sesto Cielo - 24/12/18, ore 22:30
Capitolo 1: Entrando ed Uscendo dal Sesto Cielo
Buonasera!
Dunque, sinceramente non ho potuto non rimanere attratto in primis dal titolo quasi sospeso su qualcosa di misterioso, ed essendo anche un grande amante del mondo poetico, eccomi qui.
Quando si tratta di parlare di un qualcosa di specifico in poesia, si potrebbero utilizzare una serie quasi indefinita e caotica di modi (spesso fallendo, tergiversando o risultando prolissi) per poterlo rendere originale dal punto di vista creativo, mentale e visivo, in modo che un lettore possa immergersi nel mondo che un autore cerca di rendere palpabile.
Fortunatamente la strada battuta da te è stata un'altra e questo ha permesso di focalizzarsi subito sui punti giusti e più importanti.
Complessivamente il tutto è riuscito molto bene anche grazie a una scorrevolezza descrittiva piuttosto percettibile, versi cadenzati arricchiti da un linguaggio penetrante ma soprattutto (e vorrei sottolineare questo punto in questione), alla presenza predominante del dualismo come figura esplicativa, che funge da collante tra le parti e i vari opposti espressi nei due punti di vista, sia personali che più generali.
L'essenza primordiale dei sensi fa da padrone in ogni verso (anche in quelli più minimali o connettivi) ed è inevitabilmente la fisicità a ricoprire un ruolo importante con l'esplorazione di un vecchio peccato capitale, un vizio che in fin dai conti non ha più senso demonizzare (al giorno d'oggi), in quanto fa parte dell'essere umano conoscere e sperimentare con la propria pelle, fregandosene dell'opinione altrui e conseguentemente crescendo facendosi un'identità più dosata ed elastica.
Ho infatti trovato le due "parti" molto diverse l'una dall'altra per intenzionalità ma, come in ogni coppia che funziona, complementari e capaci di coesistere nello stesso spazio: la prima si ricopre di riflessioni mature ma delicate, senza spingersi oltre, la seconda è infuocata e bramosa e non accenna a fermarsi o farsi frenare e sa che è tutto ciò di cui ha bisogno l'altra sua metà.
La dimensione è esoterica ma comunque chiara a chi la vive, un saliscendi continuo di colori cangianti, emozioni, percezioni inedite e sempre nuove, un dolce perdersi dove in un momento si pensa di non sapere nulla e poi tutto d'un tratto ogni cosa di cui si ha bisogno: possedersi, appartenersi, promettersi cose d'un altro mondo e poi renderle realtà una volta ritornati con i piedi per terra.
Il grande pregio di questo lavoro è narrare di un momento privato e porlo davanti agli occhi del lettore senza risultare invadente o volgare, portando il sentimentalismo verso una chiave più realistica e spesso necessaria... e la fantasia nei meandri più profondi e insormontabili che il nostro cuore o la nostra mente possono sentire attraverso ognuno dei cinque sensi.
In definitiva dirò questo: la poesia deve portare l'autore a non vergognarsi della nudità che mette sul piatto pubblicando le sue idee (di qualunque natura esse siano), convincendo un lettore della potenza che questa condizione può avere per entrambi.
Non è mai semplice parlare di sesso in maniera così raffinata perché in fondo è sempre e solo personale come ambito, ma la bellezza de tutto è che è stato reso senza snaturare la sua sfera essenziale e onirica, per cui io non posso che rinnovare i miei complimenti sinceri per il lavoro svolto, davvero molto buono e presente nelle sue intenzioni più limpide.
Un abbraccio e buone feste,

Watashiwa

Recensione alla storia Involuzione - 01/11/18, ore 23:25
Capitolo 1: Involuzione
Buonasera, eccomi qui!
Il bello della composizione libera in poesia è, secondo il mio umile parere, quello di riuscire a gestire una serie di parole che riescano a lanciare un messaggio coinciso e potente.
Non è necessario che i versi seguano schemi o lunghezze tipiche perché la loro bellezza risiede senza dubbio nella solida continuità e nel rivelare sempre dei meri sentimenti che si plasmano rilettura dopo rilettura, con una musicalità definita e convincente.
Questa premessa un po' barbosa per dirti che ho apprezzo non poco la tua volontà di espressione, il voler creare una vasta gamma di immagini, figure retoriche sceniche e potenti, portando una fascinosa inquietudine che, cruda e cronicamente pessimista, analizza l'umanità nel suo male più intimo.
C'è la sua propensione all'annientare il nemico, al ricercare la guerra per primeggiare su tutto il mondo, catalogando e distruggendo ciò che una mente limitata può trovare dannoso o sbagliato, fino a portare a una prigione che confina se stessi e porta a una morte straziante e drammatica.
Sono dei versi narrativi che si riversano nel mondo contemporaneo, purtroppo adornato da catastrofi mosse dai peggiori difetti dell'uomo e delle sue conseguenti azioni, giustificazioni vergognose all'indifferenza, alla violenza, al dolore che le singole persone si portano per anni e anni, o fino a quando resistono agrappandosi a qualcosa che è difficile da tenere stretto.
I toni sono ragionati, critici e profondi, immersi in una coltre a tratti misteriosa ma colorata dal grigiore di quello che si è visto intorno ma soprattutto dal nero, colore delle armi, delle ceneri che si disperdono sul terreno, della speranza che soccombe ad ogni strafottente capriccio, della morte di tutti i sogni, le ambizioni di personalità che hanno lottato per rendere tutto migliore, evoluto secondo dopo secondo.
Il senso non è mettere la lente d'ingradimento su un argomento singolare e quindi specifico, ma andare a punzecchiare il genere umano e cercare di far ragionare chiunque stia abusando di pensieri megalomani per rovinare ciò che è il nostro mondo e quello che abbiamo costruito, dare attenzione all'empatia e al progresso che può portare anche i pochi a tenere per mano una possibilità lucente tra le mani.
Perché la neve dovrebbe essere immacolata e una piccola gioia del gelido inverno e tutto ciò che si è costruito possieda un cuore pulsante di carne e non ossa che crollano a terra in un niente (come avrai intuito, per me le stanze più potenti poeticamente sono state la seconda e la terza).
In sostanza, direi che questa è una poesia socialmente e introspettivamente forte, brillante nella sua esposizione, con parole dosate e mai scontate nella posizione e nell'utilizzo, angosciante ma soprattutto desiderosa di lasciare un'impronta precisa, disincantata e disposta a rimanere come lezione, come esempio.
Meravigliosa, un gioiellino!

Un abbraccio grande,

Watashiwa

Recensione alla storia Gioielli - 27/07/18, ore 14:25
Capitolo 1: Gioielli
Ehilà, ti auguro un buon pomeriggio!
Comincerei questa recensione con il complimentarmi per il fatto che da una semplice passione qual è quella del mondo Pokémon sia nata questa poesia ricca di introspezione e vari significati (non necessariamente intrecciata a quell'universo), che funziona sicuramente come sorta di prologo per qualcosa che sarà il fulcro di qualcosa di più approfondito e imprevedibile.
Piuttosto che dirti che sono rimasto completamente sorpreso, ti dirò che (conoscendoti un minimo) in fai dai conti non lo sono affatto dato che, quando un autore ha un grandissimo affetto verso qualcosa in particolare, può tirare fuori qualcosa di forte e profondo, in modo da creare una visione genuina e che ha la sua funzionalità specifica, rispetto ad altro.
Ma concentrandoci meglio sulla poesia in sé...
La bellezza della parola "gioiello" è che può assumere un significato ricco di contenuti e sfumature; sai, ci sono termini che rievocano contrapposizioni, dualismi, significati accostabili ad altri, mentre questo termine riesce a crearsi una lucentezza propria, sprigionando una forza che brilla a seconda dei contesti presi sotto lente.
In questo componimento principalmente coinciso e anaforico, c'è la predisposizione all'avere dei sogni da raggiungere, di vane promesse e disillusioni che feriscono o provocano emozioni tra loro contrastanti, senza mettere da parte un cocente desiderio di appartenenza e di sfida nel poterle avere accanto nonostante portino gioia, amore, dolore, tristezza tutte in una volta.
Mi affascina perché quei gioielli sono qualunque cosa che noi vorremmo concretizzare dall'astratto o da una posizione inizialmente difficile o misteriosa, difatti sono dell'idea che l'ultima quartina (il climax scorrevole del componimento) sia una conferma piuttosto realistica e instabile di questo tentativo.
Le persone e le cose preziose ti fanno cantare e danzare in un ritmo forsennato e alquanto particolare nella sua essenza, a seconda della storia che si crea tra due entità specifiche, creando quell'armonia che deve quasi farsi le ossa nella fragilità del tempo e delle paure, di quei sentimenti instabili che creano la bellezza permanente dei gioielli stessi, soggettiva e condivisa solo con pochi.
L'ho trovata una visione molto artistica, progressista e profonda in maniera crescente, mi ha davvero colpito come poche in questo periodo!
Penso che la visione dipenda molto da chi la legge e questo mi piace molto, quando con una poesia c'è una parafrasi che differisce a seconda dell'occhio di chi giudica: io personalmente credo che abbia risvolto che, nel significato morale, include dei chiaroscuri che ricordano molto i bei e i brutti periodi della quotidianità ma che senza di essi e cose astratte/concrete come le emozioni sarebbe... vuota, insignificante.
Per quanto mi riguarda, è uno dei migliori componimenti che abbia spogliato (con varie letture) e vissuto al tempo stesso in questo ultimo periodo, per cui tanto di cappello!
Un grande abbraccio,

Watashiwa

P.S.: Ti faccio un grande in bocca al lupo per il progetto della tua long!

Recensione alla storia A - 11/03/18, ore 21:50
Capitolo 1: A
Buonasera, spero tu abbia passato una buona domenica!
Non mi era mai capitato di leggere una poesia completamente ricca di allitterazioni, con la capacità di reggersi tramite questa figura retorica spesso sottovalutata e poco sfruttata.
Penso che, qualunque sia quello che ti abbia spinto a comporla e pubblicarla, sia segno di grande creatività e voglia di giocare con versi, parole e le rime, portando intatto un messaggio e un sentimentalismo particolare e unico.
L'utilizzo della ripetizione della vocale "A" dona un ritmo compatto, coeso e piuttosto musicante, assonante al tutto, esprimendo, tramite due stanze praticamente identiche per lunghezza e numero di parole, i due lati della medaglia che mostrano l'inizio di questa stagione così misteriosa e personale per ognuno di noi.
Voglio dire, per alcuni è un forte periodo di transizione per mesi più freddi e oscuri, per altri è l'imprevedibilità fatta a stagione, per altri ancora l'equilibrio tra le cose tranquille e inquiete, tra due poli che meritano di trovare un bilanciamento per la serenità, sia fisica che mentale di una persona.
Sinceramente, ho come avvertito questa necessità da parte della persona protagonista: visto che l'estate ha segnato la fine di qualcosa che ha significato un qualcosa per lei, i colori e l'atmosfera autunnali servono sicuramente per ricercare quella pace e scorrere più liberamente giornata dopo giornata, una necessità dell'anima nel poter sopravvivere e ricominciare a vivere, senza più inquietudini e timori di essere dalla parte dell'errore.
Il terzo e il quarto verso sono riusciti non solo a confermare questa mia personale parafrasi ma anche a smuovermi qualcosa dentro, forse per la sua carica introspettiva e bisogno di rinascere dalle ceneri dopo un passo falso, qualcosa che comunque ci rende umani.
Insomma, quasi quasi è un peccato che sia un componimento così breve perché in me hai acceso la curiosità di alcuni dettagli che potrebbero riguardare quest'idea, ma va bene così in fin dai conti, la concisione spesso è un pregio ed è sufficiente per raccontare un punto, anche un frammento potente di ciò che sono i propri sentimenti, come in questo caso.
Un plauso sincero per la poesia in toto e la sua innegabilità creatività, è stato molto bello poterla leggere e vivere, secondo le mie esperienze.

Un abbraccio grande,

Watashiwa

Recensione alla storia Inizia anche quest'anno - 26/01/18, ore 10:00
Capitolo 1: Inizia anche quest'anno
Buongiorno!
Sono passate quasi quattro settimane da quel giorno ma non ho potuto non leggerla per vedere se quasi avessimo una sorta di punto in comune a riguardo del giorno di Capodanno... non so, avevo come un sentore che ci fosse e difatti non sono rimasto deluso.
L'ultimo giorno di un anno rappresenta, almeno così per molti, un modo per fare un bilancio generale e capire cosa serve per migliorare per stare meglio nell'arco successivo, sia con se stessi che con gli altri.
Il componimento è composto da versi molto liberi e al contempo veloci, mischiano con nitidezza elementi naturali che rimangono quasi nell'atmosfera in attesa di qualcosa: le promesse e le speranze più su tutte, che sono quasi il sale quotidiano per rendere le giornate qualcosa di valoroso e diverso dal solito tran tran, dalla monotonia.
Il 31 Dicembre è quasi come un giorno di transizione nei riguardi di alcuni, dove le illusioni riescono a impadronirsi di tutto e far sembrare tutto così incantato e quasi fiabesco, come se fosse un giorno dove si possono accantonare i problemi in favore di far parte di quella festa così luminosa e alla quale partecipano in tanti.
Direi che è una riflessione marcata verso se stessi nei confronti degli altri, tutte le differenze che la vita provoca nel suo trascorrere, che nasconde una speranza un po' nostalgica che (appunto) spera vada oltre tutte le cose terrene e migliori la vita con tutto ciò di astratto che può renderla quasi un sogno da tastare e far proprio.
Il tono è ben descrittivo ma dichiaratamente malinconico perché immerso nel presente che non è forse vissuto ancora completamente nella sua interezza, ma umanamente c'è una predisposizione verso il futuro e che possa stupire con la sua forza e il suo mistero, con il giusto trascorrere e la genuinità dello scorrere del tempo.
Inizia quindi un nuovo anno e un nuovo libro, con tutto un marasma tra la testa ma alcune luci che diventano proprie per sentirsi meno inchiodati a un passato che piega e un presente incerto.
In sostanza, ti dirò che mi è piaciuta, ha una cadenza di versi molto particolare ma che non risparmia alla chiarezza dei suoi messaggi più veri e condivisibili.
I miei complimenti più sinceri!

Un abbraccio,

Watashiwa