Recensioni di meiousetsuna

Queste sono le ultime cinque recensioni che l'utente ha lasciato nella sezione nell'ambito del programma recensioni.


Recensione alla storia Dal fuoco nel fuoco - 14/07/19, ore 22:34
Capitolo 1: Dal fuoco nel fuoco
Valutazione del contest: Ti odio tanto che potrei morirne, di Setsy
LadyPalma con: dal fuoco, nel fuoco

grammatica: 3.70/5
Manca il titolo all'inizio della storia: so che c'è nello specchietto, ma all'inizio di un testo è bene ripeterlo
nuova lotta - questa volta  
Il trattino da usare è sempre quello dei caratteri speciali, cioè ― (tutte le volte)
Nella Sala reale 
Non c’è motivo di scrivere Sala con la maiuscola, non ha un valore simbolico eccezionale
"Questa volta si fa a modo mio [omissis]possibilità”
Questo errorino so a cosa è dovuto, succede anche a me: aggiungendo le virgolette dimenticate direttamente su EFP, queste non prendono lo stesso font. Bisogna copia-incollarle, nel caso (sempre)
nell'Alto fuoco
Altofuoco, tutto attaccato
la persona più significativa, era il piccolo Tommen
la virgola divide il soggetto e il predicato
sottoforma
sotto forma, staccato
portando con sè due

stile: 9.25/10
In questa fiction lo stile è molto limpido e diretto, e devo dire che se di primo acchito nel medioevale fantasy cerco un linguaggio abbastanza aulico, GOT sfugge alla necessità di questa preferenza. Il motivo è che pur non potendoli usare chi ha letto i romanzi sa che non sono scritti come un'epica, quindi un linguaggio più chiaro resta comunque credibile e non perde di mordente. In qualche passaggio ti sei lasciata andare a delle frasi fatte che sono troppo colloquiali, però, come "forse perché era quello che le era uscito meglio" o "si era portata dietro del vino". La narrazione in terza persona è stata un'idea vincente, perché i due protagonisti hanno personalità decise e se oltre ad esserci una focalizzazione sul POV di Davos questi avesse parlato in prima persona, il caro cavaliere avrebbe fatto "sparire" Cersei. Vedo che hai soppesato tutto con cura, così come le frasi che sono piuttosto concise ma non sbrigative, altre più complesse quando non si tratta di discorsi diretti ma di descrizioni di un insieme di ambienti e personaggi di nuovo molto simile a Martin, davvero. I dialoghi, che per me sono la parte più complessa delle fanfiction, sono accuratamente costruiti, spontanei, anche perché avvengono per la maggior parte in privato, quindi come spettatori assistiamo a un'espressione naturale dei protagonisti, che possono evitare il linguaggio di corte, per capirci.
Pur essendo una fiction abbastanza lunga hai evitato ripetizioni pesanti, mostrando un buon vocabolario, cosa che apprezzo molto, soprattutto quando ho potuto gustare una bella e ricca scelta di aggettivi. Per qualcuno appesantiscono, io trovo che invece tratteggino il personaggio descritto senza l'orribile "effetto spiegazione" del narratore che deve convincere il lettore di immaginare un certo dettaglio, lato della personalità, etc.
IC: 15/15
Partirei per questa storia da un cenno sui personaggi secondari, visto che hanno avuto il loro peso. Joffrey per primo, folle come pochi. Lui risolve tutto con la violenza indiscriminata, e il senso delle conseguenze non lo conosce proprio, mentre Varys e Ditocorto tutto sommato cercano di intervenire a favore di una condanna più mite. Non dico per generosità, ma per intelligenza. Altrettanto è messa in risalto la bontà del piccolo Tommen, che col fratello non ha nulla a che vedere. Lui è davvero un bambino ingenuo e innocente, e come si capirà più in là inadatto al gioco del trono, definizione creata proprio da sua madre. Gli hai addirittura offerto il ruolo della dolce Shereen, quello di insegnante. Credo che fosse il momento più commovente del canone, quindi leggere che anche modificando la trama per esigenze del contest hai “salvato” quel passaggio mi ha fatto notare come tu abbia colto i punti salienti che riguardano l’adorabile Ser Davos. Lui è rimasto se stesso, valoroso, di chiari principi, fedele alle sue idee ma non per questo di mentalità davvero rigida. Un personaggio fantastico che hai saputo giostrare da una parte non allontanandoti troppo dalla sua vicenda, dall’altra regalandogli questa abilità di stratega un po’ superiore alla realtà. Far cambiare idea a Cersei sul bruciare l’Alto Passero con tutto il Tempio era un’impresa impossibile, ma in effetti non c’è stato qualcuno che ha tentato questo consiglio in modo bonario, quindi non hai neppure contraddetto la realtà. È impossibile non restare contagiati dall’umanità di Davos, l’hai reso in tutto il suo splendore. La guerra non gli dispiace, per il suo vero Re l’ha combattuta perdendo i suoi figli, ma uccidere non è la sua prima soluzione, questo è approfondito specialmente in quei frangenti nei quali potrebbe vantarsi, o essere vendicativo. È stato ritenuto degno di essere graziato, più volte, ma non approfitterebbe per cercare potere. L’hai studiato benissimo. Cersei è un po’ ammorbidita, ma era una necessità da coppia del contest. I suoi figli restano al primo posto, fino a perdere la lucidità che ha in ogni altra circostanza. Non è una donna sanguinaria in senso sadico, ma politico, vuole vincere e basta, per questo è possibile che qui rinunci a qualche proposito omicida e ascolti quest’uomo così diverso dalle persone che la circondano, che guadagnano qualcosa dal ronzarle intorno finché è potente. Cerca anche conforto da lui per il suo lutto, e non faticavo a credere a quello che hai scritto, perché sono rimasti Cersei e Davos malgrado la variazione della vicenda. C’è molta introspezione, utilissima quando dobbiamo capire cosa porta la fiera Lannister verso l’umile Cavaliere delle Cipolle. Questo passaggio è emblematico: “L'unico modo in cui lei avrebbe accettato di perdere un po' della sua cattiveria era corrompere di malizia anche lui”. Giusto.
trama, sua creatività e credibilità: 9.75/10
La trama della tua fiction ha un buon rapporto tra parti canoniche ― preponderanti ― e variazioni che ti sono servite come motore delle azioni dei tuoi personaggi, visto che in realtà questa interazione non c’è. L’idea di mantenere il continuum temporale aiuta i lettori a credere molto nella possibilità della tua versione, potrebbe quasi essere andata così. La creatività quindi è meno evidente, ma molto buona, perché è chiaro che tu abbia cercato di realizzare il più classico dei what if? Ottima scelta. Il personaggio di Cersei è quello intorno al quale ruota la storia, che infatti si svolge alla Fortezza Rossa, il “luogo più sicuro dei sette regni” (no comment!) dove quindi la Regina Lannister si comporta da padrona, certa di una quasi invulnerabilità. Di fatto essere a contatto con la splendente umanità del cavaliere la forza a prendere in considerazione il suo punto di vista, giacché non è un pericoloso nemico che nutre mire personali, solo qualcuno che ha idee del tutto differenti dalle sue. Assistiamo così a una grazia estorta al folle Joffrey invece di un’altra impopolare decapitazione, e di contro il suo mitigarla quando decide di far esplodere il Tempio di Baelor. In questo modo i Tyrell non sono sul piede di guerra, e molto innocenti sono salvi. Penso proprio che questo sia il fulcro della trama, perché Davos ricorda con dolore la morte dei figli. Segue una sostituzione di Tommen a Shereen, e infine come da richiesta un loro avvicinamento fisico, con un’affettuosità che credo di poter definire amichevole. Alla fine, giustamente, il tracollo resterà inevitabile, ma ci sarà stato qualcosa di salvabile in Cersei. I due personaggi si sono divisi bene la scena, una fungendo da punto fermo della trama, Davos ruotando come l’elemento libero che modifica le cose. Viene quasi il dubbio che alcuni passaggi siano stati veri, e questo mi fa moto piacere per un altro motivo, cioè per l’attenzione e precisione che hai speso per scrivere. Non fare passi falsi è importante quando ci si appoggia molto alla vera storia. È stato interessante e insieme “facile” ― in senso buono ― da leggere per la sovrapposizione a quanto noto.
Improbabilità della coppia: 15/15
Questa è davvero una "strana coppia". Penso che se esistono due caratteri opposti in Game of Thrones sono i loro! L'affidabilità e il tradimento, la comprensione e l'egoismo, e via dicendo. Era possibilissimo che si incontrassero più volte ma quando è avvenuto sono rimasti in posizioni ostili per quanto falsamente in tregua, proprio disinteressati uno all'altra se non per studiarsi come potenziali nemici. E non lo sono in modo direttissimo, quindi c'è stato molto lavoro da parte tua per far sì che il lettore credesse di avere di fronte qualcosa di funzionante, per quanto con l'avviso del crack paring. La fiction li mostra durante molti passaggi della trama canonica con l'espediente dell'imprigionamento per cui c'è un crescendo di occasioni di avvicinamento, lento ma costante, che aiuta a digerire la pietanza peculiare che hai preparato. In fine hai scelto comunque di lasciare un finale negativo ― come ho detto ai tuoi colleghi per GOT è l'idea più logica ― che mostra che per quanto abbiano ricevuto questa possibilità inattesa non potranno goderne a lungo. Impossibile ma credibile, davvero ben realizzata.
titolo: 1.90/2
Un titolo che resta ambiguo fino alla fine, ma questo è anche il suo fascino. Può riferirsi soprattutto a Ser Davos, la cui storia hai fatto partire, appunto, dal momento in cui i suoi figli sono morti nel fuoco e terminare in una passione bruciante. O si tratta di Cersei, che è una Lannister, il cui leone araldico corrisponde come iconografia all'elemento fuoco e che termina vittima dei draghi di Daenerys. O sono entrambi, passati da una forte motivazione all'altra. Ci sono anche il fuoco di R'Hollor, l'Altofuoco, il fuoco di drago, appunto. Resta un filo di dubbio, ma è solo una puntigliosità da contest.
gradimento generale: 2.90/3
La storia è articolata e completa, segue un percorso molto lungo rispetto agli avvenimenti reali della serie e quindi dà modo di notare dei cambiamenti, o meglio variazioni dovute alle circostanze esterne che favoriranno l'avvicinamento di questa coppia molto improbabile. Hai gestito vari personaggi di contorno, rispettando quindi il canone che vede una storia corale. Una rilettura in più avrebbe avvantaggiato la fiction riguardo le sviste.
totale: 57.50/60
 
.
Recensione alla storia Contesa - 14/07/19, ore 19:32
Capitolo 1: Contesa
Valutazione del contest: Ti odio tanto che potrei morirne, di Setsy
Cara93 con: Contesa
grammatica: 4.70/5

da un carto punto di vista: un errorino di battitura: certo. La grammatica è ottima.
Manca anche il titolo sopra la storia: ovviamente c’è nello specchietto, ma sarebbe bene ripeterlo.
sviste per le quali non sottraggo punteggio:
dèmoni: l’accento è corretto, ma del tutto inutile
stile: 10/10
Lo stile è molto elegante, delicato, accattivante, davvero adatto ad una storia nella quale ci sono due argomenti di grande importanza che si alternano nei pensieri della protagonista; l'amore per il suo Dio e l'amore per un uomo. C'è qualcosa di sottile nei passaggi che avvengono nella mente di Melisandre, tanto che a volte ho avuto bisogno di leggere due volte per essere certa di chi si stesse parlando, ma non lo considero mai un difetto quando in realtà non hai fatto confusione, forse tranne in un punto che ho segnato in "trama" perché non conto le sviste due volte. L'uso della prima persona è formidabile quando di fatto c'è un protagonista assoluto anche se non è un'introspettiva classica, quella che consiste nel flusso di pensieri. In questo modo, senza filtri, il lettore è catturato e ispirato dal racconto perché viene a conoscenza in modo diretto di quello che si agita nell'animo del personaggio. Le metafore sono state poche ma centrate, il lessico è piuttosto alto, forse più del modo di esprimersi della Donna Rossa, ma non si tratta quasi mai di dialoghi quindi non si può neppure sostenere che non pensi usando questi termini più effimeri e poetici del consueto. Alcune frasi sono più elaborate altre più brevi e incisive, ma mai spoglie e neppure hai calcato la mano per "fare effetto", complicando inutilmente lo stile. C'è qualcosa di struggente nella tua Melisandre, la sua parte più fragile e umana che emerge tra le righe della fiction, e suscita l'empatia del lettore. Un gran lavoro, dosato con cura in ogni dettaglio.
IC: 14.75/15
Melisandre è la tua grande protagonista, e devo dire che è un personaggio che possiede molte sfaccettature, quindi sia occasioni che trappole, perché l’ambivalenza può sviare gli interpreti. Hai fatto un ottimo lavoro, basandoti su quel poco di storia personale che conosciamo (non potendo utilizzare i romanzi) e aggiungendo dei dettagli della sua biografia veramente convincenti. Melisandre è tante cose: una donna sovrastata dalla volontà del Dio Rosso, una maga, una creatura che in fondo ha cercato di fare del suo meglio ― in modi spesso inaccettabili ― perché crede al famoso “bene superiore”, che per lei è rintracciare Azor Ahai. In questa fiction l’hai studiata da vicino nelle sue debolezze quanto capacità e in quelli che potrebbero essere stati i controversi rapporti con le figure maschili presenti nella sua vita. Molto suggestivo l’inizio, con una caratterizzazione della Melisandre anziana (antica, forse) che mantiene la lucidità e la dignità malgrado la percezione realistica della fine della vita. Il linguaggio è credibile, come il rimando al citazionista “pieno di terrori”. Unico dubbio nel passaggio nel quale dici che parla la sua lingua madre, “diversa da Valyria e dalla lingua comune”. Per la verità ad Assahi si parla il valyriano delle città libere, e la wikia su Melisandre mi dice che la sua seconda lingua è quella comune, quindi questo è un errore di IC perché non c’era un motivo funzionale alla storia per cambiare questo dato. R’hollor è un tuo head canon ovviamente, ma devo ammettere che mi è piaciuto tantissimo, non mi aspettavo una personificazione così convincente di un essere che grosso modo è una fiamma sacra, visto che è ispirato al culto di Zoroastro. Il suo legame con le sacerdotesse diventa così concreto ed esplicitamente comprensibile al lettore, che immagina il percorso che lega Melisandre, in questo caso, a questa entità. Una scelta coraggiosa riguardo l’IC, ma che in effetti non si può smentire, pur “sospettando” il suo poco realismo. Il Corvo a tre occhi: anche lui ti ha dato la stessa chance di giostrarti, perché prima di essere Bran e Brynden Rivers è stato tante altre persone, visto che alla morte fisica non segue quella della sua essenza, la magia verde, se vogliamo semplificare. Nella persona di Bran si può vedere quel distacco dal normale concetto di vita umana che ci ha mostrato alla fine, quindi sei stata molto brava perché non parlando quasi più i suoi pensieri sono nascosti, senza il conforto che nelle prima serie erano i libri. Quest’ultima reazione forse è stata un po’ “passionale” ma comprendo che il finale della storia si giovasse di un gesto deciso.
trama, sua creatività e credibilità: 9.25/10
La trama è sicuramente più creativa, come qualità, ma anche la credibilità è piuttosto alta, perché si tratta di una storia che racconta dei missing moment, dei sogni, visioni e forse perfino allucinazioni, quindi non si può neppure giurare che le cose non siano andate letteralmente così.
Solo in questo passaggio mi sono persa un pochino: “Dopotutto, il Dio della Luce non poteva vedere l'Oscurità trionfare. Ma il mio vero scopo […] era un altro: incontrarlo per l'ultima volta”. Qui se non mi sono confusa sembra che colui che Melisandre vuole incontrare sia R’hollor, mentre lei vuole vedere di nuovo il corvo, giusto? Dimmi se ho sbagliato. Per il resto il racconto è corposo e completo, mostra la vita di un personaggio interessantissimo proprio perché avvolto di mistero, e ci porti ― quasi in un simbolico volo, insieme al corvo a tre occhi ― a scoprire dettagli sulla sua vita. Il suo desiderio era incontrare il Dio della luce, ma è un altro l’essere sovrannaturale che è stato più presente nella sua esistenza. Le due entità si sono mostrate in tempi e modi alterni, uno come un’ispirazione, l’altro come un uomo. Un guerriero, un vecchio, Bran Stark. Hai fatto la gioia di molti lettori riempiendo uno di quei vuoti assurdi di trama alla fine: è lui che dice a Melisandre di trovare Arya e istruirla, che spinge per l’arrivo della Regina dei draghi al Nord. Grazie! Infine la loro non sarebbe potuta essere un’unione vera, in alcun modo. Erano pedine del destino, soprattutto lei, mentre su Corvo a tre occhi si potrebbe aprire una discussione etica infinita. Il gesto finale di bruciare la collana è forte ed emblematico, chiude in modo definitivo il rapporto tra i due protagonisti. Lei se n’è andata e appropriatamente nel fuoco finiscono le ultime vestigia della sua magia. La seconda parte della trama è quella dove hai concentrato i passaggi più particolari e dove tutto è anche più chiaro.
Improbabilità della coppia: 14.5/15
La tua coppia è veramente poco probabile, per quanto esista un "anti-legame" tra Melisandre e Bran perché sono i rappresentanti più autorevoli di due religioni. Insomma, il Corvo a tre occhi più di un tipo di magia, ovvio, ma intendo che vivono di visioni ottenute con l'aderire anima e corpo ad una missione di vita. All'inizio c'è stata un po' di oscillazione della protagonista tra due figure diverse (andava benissimo per le richieste) che ha sottratto qualcosa alla centralità del loro legame, ma la trama gira benissimo così, sarebbe stata meno IC Melisandre se senza motivi validi avesse spostato in secondo piano il suo amore per R'hollor. La cosa migliore pensando all'intera funzionalità della storia è stata non dare loro un lieto fine, come hai fatto, perché a meno di una fiction comica nel fandom questa fortuna benigna sarebbe stata stonata. Invece la fine non è alterata, e la distruzione finale della collana ribadisce che non deve restare neppure la memoria di quanto avvenuto. Ho trovato molti fan di questa coppia, cosa che di mio non avrei mai immaginato, giuro,  e dire che Melisandre mi piace tantissimo, quindi sono stupita di non averci pensato. Una storia dettagliata nell'esame della crack paring, specie nei missing moment.
titolo: 1.75/2
Un titolo piuttosto misterioso inizialmente, che svela il suo pieno significato ad un certo punto della lettura. La contesa è quella interiore di Melisandre che si sente divisa tra due "amori" che è difficile definire così. Nessuno di loro due ha una concreta possibilità di essere un partner per lei, quindi c'è anche un'ironia sotterranea e nera nelle tue parole che ho molto apprezzato. Inoltre c'è una possibile terza spiegazione (la sogno io?) cioè un richiamo alla guerra ― il sottofondo delle azioni di questo personaggio così drammatico. Resta un pochino generico, ma capisco che di solito quelli brevi sono considerati migliori.
gradimento generale: 3/3
Una storia scritta con un tratto molto femminile, adatto alla tua protagonista; si respirano la magia e la tristezza sconsolata di chi sa che avrà un destino grandioso ma non felice. Alcuni passaggi sono quasi poetici, e il testo mi sembra curato come se avesse avuto molte riletture per perfezionarlo. La scelta di tre esseri sovrannaturali ti ha lasciata libera di mostrare molta fantasia e creare un racconto senza dubbio accattivante.
totale: 57.95/60
 
Recensione alla storia Winter is coming - 05/05/19, ore 21:42
Capitolo 1: A knife through the heart
Ecco, io non so cosa dire, ma devo dirlo lo stesso! è una premessa discutibile ma è l'effetto di questa lettura che non capivo dove sarebbe andata a parare ma non l'avrei lasciata a metà per nessun motivo.
"Il lettore" è costretto a diventare in nuovo Night King, ma la cosa surreale è l'impasto sfumato magistralmente di attualità e passaggio nel mondo fantasy
con uno degli esseri più potenti del mondo che stava andando sotto una Panda...
è nonsense? perché comica - come pensavo - no.
E' un genere innovativo, quasi difficile da catalogare, ma mi piace.
Non credo di aver mai scritto una recensione così assurda, ma è spontanea così, e di certo positiva!
ps cara, dovresti ridurre l'immagine che è tipo il doppio di quanto permesso dal sito
baci,
Setsuna
Recensione alla storia Prima che sia troppo tardi - 02/05/19, ore 15:37
Capitolo 1: Prima che sia troppo tardi
Ma chi ritrovo? come stai, cara? *-*
che bella coppia che hai scelto, e che bella storia
anche io adoro le fiction in cui Brienne e Jaime non vanno eccessivamente verso il tramonto al galoppo, perché sono poco credibili.
cioè, non è che non le leggerei, ma queste mi piacciono di più. Sei stata attenta all'IC, anche ai piccoli gesti o singole parole tipiche di tutti e due, e alla fine un bacio è il giusto corollario
spero che abbiano fortuna e che tu scriva ancora di loro
kisses of thrones,
Setsuna
Recensione alla storia Proud of you - 01/05/19, ore 14:23
Capitolo 1: Proud of you
Tu non puoi provocarmi scrivendo su GOT e su quella che in fondo è la migliore ship che ci sia stata! Ci sono trame più appassionanti e singoli personaggi che forse da soli ci dicono di più, ma personalmente hai toccato il mio cuore. E invogliata a tornare a scrivere qui...
La tua descrizione dello stato d'animo di Jaime è sublime e ti sei data il compito più difficile. Se avressi usato principalmente Brienne avresti "trovato" più sentimenti da usare e mostrare, lei è la più valorosa, è il vero Cavaliere dei Sette Regni, ma non ha mai detto cose come "non ho debolezze umane". Ha già avuto un tragico amore per Renly, e qui secondo me ha pensato di tutto. Ma le cose ovvie non fanno per te. Hai estratto dal King Slayers tutto l'uomo che c'è in lui. Il residuo di fiducia nell'onore di una nomina formale malgrado tutta la disillusione che ha vissuto; quello che è rimasto di un... si può dire ex-Lannister?, quello che lei ha acceso e mantenuto in vita. Il suo residuo di Onore. Sai la mia debolezza per la scena dell'orso ^^. E' stato il momento delle lacrime, per me, e ti sento vicina in questo, oltre a trovare sempre bellissimo il tuo stile. Secondo me bisogna un po' adeguarsi ai fandom, cambiandoli. Questo è molto ricercato ma non formalmente epico, proprio GOT allo stato Canon!
sette baci,
Setsy