Recensioni di meiousetsuna

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Recensione alla storia Un salto di fede - 20/02/20, ore 13:42
Capitolo 1: Un salto di fede
Recensione premio per il contest: Personaggi random per situazioni random, di Setsy
Premio: Primo posto
Ma non oggi. Ma non oggi credevo di leggere una storia così innovativa... e abbiamo appena parlato di crack paring! Che poi sono fanon, per carità, però in realtà non si sarebbero mai realizzate, e il loro fascino è questo.
Tutti i personaggi sono IC altrimenti non ci sarebbe gusto, e proprio grazie a questa qualità anche le interazioni assurde risultano credibili: questo è merito tuo e devi esserne soddisfatta, altrimenti risulterebbe un castello di carte che crollerebbe al primo soffio di vento.
Il momento è cruciale; mentre Melisandre e Sandor affrontano dei dubbi personali, Arya affronta il Male incarnato. La scelta del momento non poteva essere più felice, perchè c'è l'evento specchio, una cosa che amo moltissimo. chiusi al "sicuro" delle cripte, Sandor e Melisandre ricevono una visita che non potrebbe rivelarsi più stupefacente. Amo gli AU, e in genere tutti i diversivi che si possono creare dalla trama canon, purchè, come te, si sia in grado di scriverli bene. L'espediente del fuoco è perfetto.
Non c'è elemento che sia più legato sia alla sacerdotessa che al Mastino, tanto che per un attimo mi è preso un colpo e ho creduto che i figli fossero di loro, insieme! XD forse troppo? ma mai crack paring sarebbe stata più hard!
I nomi che hai scelto per i ragazzi sono perfetti. Sansa non potrebbe che chiamare un figlio suo o Ned o Jon, forse. Ma credo anch'io nella tua prima scelta. E la volontà di Melisandre di omaggiare la piccola principessa triste che ha sacrificato, è commovente. Lei non è tanto romantica, ma il nome lo sceglierà il mio adorato Ser Cipolla, il personaggio maschile più coerente della saga.
La San/San è una coppia che ha il suo perchè, e la Davos/Melisandre è troppo bella per volerla escludere.
Queste vite che fino a quel momento sembravano votate alla morte - Melisandre sa di dover essere uccisa o spegnersi di sua volontà, non c'è altro da fare - Sandor vuol MOLTO giustamente assassinare il fratello, ma com'è stato, probabilmente vista la differenza di forze al più finirebbe con tutti e due morti - ora trovano uno scopo nuovo nel voler vivere. Anzi, di più: sanno già che è così, perchè quello che hanno visto è un futuro gà avverato. Una nuova possibilità. Conto che Gregor schiatterà comunque, e che Sansa potrebbe essere felice, hanno pure il benestare di Arya, dai! Una storia strana, misteriosa, mai vista, e questo è sempre bellissimo.
Al solito hai uno stile veramente adatto a questo fandom, a questa tipologia di racconto che è sì fantasy, ma non è la magia in vero fulcro della storia, bensì si mette a servizio della trama, per aiutare a farla girare.
Una lettura veramente bella, ne dovresti scrivere altre *.*
Valar Dohaeris, carissima
Setsy
Recensione alla storia Forza della natura - 08/02/20, ore 15:20
Capitolo 1: Forza della natura
Storia vincitrice del contest: Personaggi random per situazioni random, di Setsy
mystery_koopa con: Forza della natura
grammatica: 4.70/5

porta in legno:  per l’Accademia della  Crusca, il complemento di materia è “di” e non “in”,  e cita come esempio proprio “porta di legno”. (Questo a meno che si ponga l’accento sul materiale particolare, prezioso e sulla lavorazione di alto artigianato, ma la porta di legno è quella più normale)
che siete state voi :qui potrei sbagliare, devi dirmelo tu: doveva essere “stata”, o si sospettava che Melisandre avesse delle complici nel diffondere la pestilenza? Credo sia un errore
stile: 9.90/10
Nello stile della storia si evidenzia soprattutto l’estetica che hai dato sia ai personaggi che all’ambientazione, che è la prima caratteristica che ho notato di questa bella fiction. C’è un gioco di colori utilizzati nel loro valore simbolico che è molto d’effetto, e gioca con la recezione emotiva dei lettori a questo tipo di stimolo. Tutto quello che riguarda Melisandre è rosso. I capelli, l’abito che si allarga a terra come una corolla, le labbra, una macchia di sangue; quello che sarà effettivamente versato, ― offerta sacrificale al suo Dio, ma che richiama in realtà anche la liturgia cristiana ― l’implicito colore della fiamme, dell’ardore, della passione sessuale. E della chioma della futura Elisabetta Iª. In opposizione, tutto quello che è spaventoso o “sbagliato” è nero. L’eclissi, un evento astrale che era annuncio di sventura, specie per i Re, vista l’ombra sul sole, simbolo di sovranità. Le bare sono di legno scuro, la coltre sul cielo è nera. Il lessico è molto appropriato: non è esattamente “d’epoca”, è appena più semplice, ma con questo non stacca dalla voce narrante (se si sceglie di farlo va benissimo, è quando è involontario che suona male) e si adegua a GOT che, malgrado lo pseudo medioevo europeo, è sceneggiato con un linguaggio più moderno. Le frasi sono molto proporzionate, anche le più lunghe hanno una sintassi ottima. Non poteva mancare in un tuo scritto la precisione storica, dove hai usato il termine appropriato del “sudore inglese”, come è giusta la descrizione di tutti gli oggetti presenti. Per la parte dello stile, l’uso della canzone inserito nei dialoghi è stato reso egregiamente, è un modo di giocare col testo ben riuscito, e che ti ha permesso di crearti dei punti di forza notevoli. I dialoghi di Jaime e Melisandre sono una sfida, una lotta, quindi la drammaticità delle piccole parti delle liriche che hai inserito si sposa con l’espressione dell’animo di questi personaggi complessi, e hai saputo fondere con naturalezza le liriche col tuo testo, impreziosendolo.
IC: 9.80/10
L’IC di Melisandre è qualcosa di incredibile, non tanto nella prima parte, quanto nella seconda. Anche all’inizio è se stessa, con la sua entrata a effetto (anche se non voluta da lei, perché è prigioniera) che la mette in mostra. Credo che tu l’abbia esibita nella sua bellezza e fascino conturbante, facendola atterrare con la gonna aperta come una rosa rossa. Subito mostra un’incrollabile sicurezza nel suo credo e nella sua missione, senza lasciar trapelare troppo turbamento per la situazione nella quale si trova. Ma è quando resta pressoché impassibile allo stupro di Jaime ― perché in realtà di questo si tratta, anche se lei l’ha provocato ― che l’ho riconosciuta; così distaccata dal mondo, dalle cose di “poco conto” rispetto al volere del suo Dio. Ha un piano, ed è favorire l’ascesa della vera Regina, in questo caso. È una donna abituata a badare a se stessa, come si evince dal suo essere munita di un pugnale, non solo dei poteri magici. Jaime è qui nella sua veste di politico, quindi meno efficace di quella di guerriero. Non è la furbizia fatta persona, ma neppure ingenuo. Resta strabiliato dalla donna che ha di fronte, ma cerca a modo suo di dominare ugualmente la situazione. Ricordando la scena con Cersei alla morte di loro padre non c’è dubbio che di fronte al cadavere di Ser Gregor non si faccia scrupoli, tanto più che la situazione gli è sfuggita di mano. Credo che anche la relativa noncuranza della morte della moglie, senz’altro sposata per dovere; invece non sono convinta dell’identica freddezza per la perdita del figlio al quale all’inizio sembra tenere, almeno per il bene della dinastia.(Mi pare l’unico, correggimi). Secondo me non sarebbe stato male differenziare gli stati d’animo, anche con due parole. Last but not least, Gregor Clegane è la solita bestiaccia! Lui dalla testa alle unghie dei piedi; brutale, quasi una macchina per combattere (che alla fine era diventato), violento con le donne in modo inutile e infine vittima della sua stessa cattiveria. Muori! Anche il suo mutismo mi rimanda alla “fase Robert Strong”, con un’adesione al canone meravigliosa.
trama, sua creatività e credibilità: 10/10
La trama è elaborata, ricca di riferimenti storici reali/realistici, ampia nel suo raccontarci un episodio relativamente breve ma che ha cambiato di fatto sia i destini personali dei protagonisti che quelli dell’Inghilterra e di riflesso dell’Europa. La credibilità è buona, perché i ruoli sono cambiati proprio di poco rispetto al canone. Jaime è stato parte di una famiglia reale, e Melisandre è una maga, ma qui i suoi poteri sono davvero affascinanti. Il rituale magico operato col sangue che poi non lascia traccia sulla pelle è bellissimo e farina del tuo sacco, ho amato il potere che emanava da lei quando usa se stessa come una bambola woodoo. Non credo sia una citazione voluta di American Horror Story, ma sappi che c’è: di “Coven”, quindi la stagione delle streghe! Il finale non era per niente scontato, non mi sarei aspettata questa immissione nella famiglia Tudor, ma avrei dovuto… è proprio questo il punto più incisivo della trama, questa chiusa con il matrimonio della principessa orientale ― l’est è canonico ― ma con i capelli rossi. Jaime aveva un destino segnato, credo sia stato il burattino del dio rosso, che vogliamo chiamarlo R’hllor o Zoroastro (sì, è lui), e la sua rabbia, la cattura di Melisandre (che è chiaro che si è fatta arrestare di sua scelta) hanno sottolineato la sua reale impotenza di fronte al destino. Ha preso il ruolo di Stannis, compresa la seduzione per concepire il figlio, in un impasto armonioso di realtà e di tua variazione. Veramente bella.
Uso del prompt e coppia: 15/15
La coppia che ti è capitata era crack, ma non impossibile: ma quello che conta è quanto tu l’abbia saputa manovrare bene fino a far tifare il lettore per una loro possibile riuscita. Jaime ha bisogno di una donna forte e credo che tu abbia fatto leva su questa caratteristica per renderli in qualche modo molto credibili. Melisandre è il perfetto opposto di una donna sentimentale, quindi non si pone il problema chi sia il Re, che uomo sia; l’importante è farne il suo alleato. La canzone impera in tutta la storia, con delle stupende riprese del testo, in corsivo e in italiano, il che la rende visibilissima (l’avrei riconosciuta lo stesso, ma la fiction va scritta per più lettori) e nel frattempo unita al resto senza stacchi e spigoli. Ho amato che in due che avete usato il prompt abbiate scelto modi molto diversi di sfruttarne l’indubbia adesione alla filosofia di GOT. C’è la sfida per determinare vincitori e vinti, e tra i due soprattutto Melisandre è inarrestabile. In fondo abbiamo visto che solo lei ha ucciso se stessa…
Il titolo riprende la parola “Natura” e ci fa presagire il giusto contenuto: si parla di pulsioni, morte e nascita, di una risorsa personale che va ben più in là della forza bestiale di Ser Gregor o della minacce di esecuzione. Si avverte l’odore ferroso del sangue, nel tuo titolo.
titolo: 2/2
Il titolo è quanto mai adatto a questa fiction: c’è la ripresa della canzone del prompt, che beneficia, in questo caso, della traduzione, perché ci si deve fermare un attimo per ricordarsi che è una frase della lirica, svelandosi quindi in seconda battuta. La forza è senza dubbio una caratteristica di tutti i personaggi, non solo di Melisandre, perché come si sa: al gioco del Trono si vince o si muore. Lei ovviamente è la più rappresentativa della frase, perché la magia è strettamente connessa gli elementi della natura, che si mettono al suo servizio. Il lettore inquadra subito di che tipo di storia si tratta: drammatica, piena di significato, e vista la parola Natura, si può prevedere la preponderanza dell’elemento femminile. La scelta di non mettere un articolo prima del nome è bellissima, evita ogni ovvio effetto didascalico.
gradimento generale:3/ 3
La storia è davvero fantastica, orchestrata con precisione certosina, sia nello svolgimento della parte fantasy che in quella storica. I personaggi hanno preso vita creando una scena molto dark, con la sua magia oscura, il destino che incombe doppiamente. Da un lato come peste e quindi morte certa per chi entra a contatto con essa, dall’altra come fato già scritto per l’Inghilterra. E stavolta, Melisandre ha indovinato! Non sapevo cosa aspettarmi, come finale, quindi hai saputo anche mantenere una bella tensione costante. Il prompt è ampiamente sfruttato, presente in ogni passaggio della storia con la funzione di traccia, non di accompagnamento. Anche se qui c’è Jaime al posto di Stannis resta quel gusto di canonico che è un ulteriore elemento a favore.
totale: 54.40/55
- eventuali malus: 0

Recensione alla storia Beating heart of stone - 08/02/20, ore 14:59
Capitolo 1: Beating heart of stone
Storia vincitrice del contest: Personaggi random per situazioni random, di Setsy
GiuniaPalma con: Beating heart of stone

grammatica: 4.50/5
re= questa storia è di ambientazione medioevale, quindi Re è decisamente indicato scriverlo con la maiuscola
diverso da tuo padre... Se posso permettermi".  In questo caso la frase non era conclusa, quindi “Se” non voleva la maiuscola, c’era solo una percettibile flessione della voce; tutte le altre volte era giusto
Mi limitò invece = limito
allacciandomi meglio la vestaglia = questa è una piccola incongruenza storica, ma dimmi se ho sbagliato. Penso che avessero dei teli, da usare dopo il bagno, mentre la forma della vestaglia suggerisce un accappatoio.
stile: 10/10
Lo stile di questa storia è felicemente ibrido. Da una parte si può dire che sia lineare, perché non ci sono timbri epici o una scelta di vocaboli di stampo lessicale altissimo; dall’altra, in realtà, hai seguito perfettamente i toni e i modi di esprimersi che sono tipici del fandom, facendo secondo me la scelta più giusta. Ad una prima lettura, infatti, del racconto si ammira soprattutto la scorrevolezza, nella seconda affiorano delle sensazioni molto sottili legate alla terminologia. La parte che colpisce maggiormente è la scelta di affidare la rappresentazione di personaggi specchio dei protagonisti a degli animali, che vanno ad avere un valore metaforico. L’uccellino ―un tordo beffeggiatore ― della spilla di Petyr è ingannevole, e ovviamente non è casuale che sia un uccello che inganna gli altri ripetendo i loro versi, come fa qui Ditocorto, che è il mentitore per eccellenza. É la sua presentazione ufficiale al mondo, ma la sua vera natura è la volpe. Un animale tipico delle favole classiche, che quindi non lascia dubbi al lettore; parla al suo inconscio, come fanno i miti. C’è la lupa spaurita, ma soprattutto il leoncino falso, (e lo è in molti modi) che si rivela una pecora, nel cuore. C’è della durezza nel lessico che è realistica, né Petyr né Jeoffrey hanno molti riguardi, almeno in circostanze non ufficiali. Le parti in corsivo sono bellissime, sia perché più poetiche ― è qui l’ibrido del testo ― sia perché staccano con efficacia i pensieri nascosti da quelli pronunciati, anche grazie all’allineamento a destra, che “sposta” il narratore in un altro luogo. La follia di Jeoffrey affiora senza essere sopra le righe, e lui lo è, quindi sarebbe stato facile cadere nella trappola di scrivere dei dialoghi insensati; invece c’è una certa misura, un crescendo lievissimo, anche per la relativa brevità della fiction.
IC: 10/10
L’IC è semplicemente perfetto. Per primo quello di Re Jeoffrey, che come persona con la vena di follia sadica era davvero complesso da gestire. Spesso si crede che un “pazzo”, in generale, sia semplice da rendere perché qualsiasi azione sconclusionata è giustificata. Invece non è così, perché ad alcuni all’inizio sfugge che tipo di mente contorta abbia, sembra quasi solo molto crudele. Sei riuscita a convincere il lettore di avere davanti proprio lui, che abbiamo visto cosa avrebbe fatto in quella circostanza.; Jeoffrey non ama nessuno, ma forse le donne neppure gli piacciono, altrimenti sarebbe stato uno stupratore. Ho idea che non le abbia mai toccate e che se avesse avuto la possibilità senza rischiare nulla, avrebbe colto questo piacere inatteso che gli viene offerto. Non si fa problemi a proporre di regalare Sansa come una bambola usata che non serve più, a disprezzare Tyrion, a pensare a Renly con schifo quando lui è uguale. Petyr è di una sottigliezza unica, credo che sia quello di cui hai preferito scrivere. Manipolatore fino all’estremo, bacia Jeoffrey per pulirsi subito dopo con la manica, non guarda in faccia a niente per il suo tornaconto. Riesce a reprimere un gesto d’odio quando la sua Sansa viene nominata, perché sa aspettare, è una vecchia volpe che conosce il fatto suo, ma… non succede forse tutto a causa di una donna? La amava, Catelyn, e ora la sua proiezione nella figlia, e sarà la sua perdizione. Nessuno è davvero libero dall’influenza degli altri. In ogni caso alla fine orchestra la morte del giovane leone che ha legato a sé cogliendo la sua natura nascosta e ora mi sembra strano non aver visto questo passaggio nella serie. La storia è breve, ma non hai trascurato nessun passaggio verso questa fine che maschererà per sempre il vero cuore dei personaggi.
trama, sua creatività e credibilità: 10/10
La trama della fiction è piuttosto semplice, perché di fatto è un what if? della serie. Con questo, d’altro canto, la sua credibilità è perfetta. Assistiamo al crollo di un falso Re, un bambino crudele che gioca a fare del male nascosto dietro il potere di suo nonno e la sottana di sua madre, ma questo se è spaventato: altrimenti assume arie da grande sovrano potente. Ma poco può contro l’intelligenza di Petyr, antesignano Richelieu dietro un inetto Luigi XIII. E d’altro canto, GOT rende chiari omaggi alla vera storia europea. La storia arriva alla morte di Jeoffrey, che tenta di smascherare il suo assassino, ma il veleno è più veloce e più forte. La struttura del racconto fa sì che la sua brevità non faccia mancare nulla, perché approfondire mostrando di più non sarebbe servito. Non mi sarei certo scandalizzata, ma una scena fisica tra i personaggi non avrebbe aggiunto nulla. Ti sei dosata concentrandoti sull’introspezione, e questa scelta è stata davvero adatta. Non sono una fan delle “introspettive a tutti i costi”, cosa che vedo scrivere spesso come se non ci fosse altro che vale, ma qui il non mostrato è più evidente del resto. In ogni caso, nella sua linearità, il racconto ha una fine netta, che porta a compimento l’arco dei personaggi: uno in modo definitivo, l’altro nella sua fase di cortigiano, perché da qui prenderà un’altra strada. Efficace e soddisfacente, la trama si è messa totalmente al servizio della prosa e del contenuto.
Uso del prompt e coppia: 15/15
Sono rimasta a bocca aperta per l’uso di questa coppia, che al tuo posto avrei scartato a piè pari senza pensarci un secondo. Questo è il bello di un contest così, farsi coraggio e giocare con le carte “perdenti”. Due caratteri impossibili da conciliare, eppure adesso mi stupisco che non siano una coppia canon! La furbizia e la capacità di Ditocorto di manipolare quasi chiunque hanno trovato una facile preda in una mente così abominevole e labile come quella di Jeoffrey, che d’altro canto detiene il potere, il denaro, il titolo… tutto quello che Petyr ambisce. Senza scrupoli di sorta, e che sappia indovinare la natura di qualcuno è indubbio. E a proposito di “Natural”: la canzone è stata usata anzi, sfruttata in ogni modo. È nel titolo, nel modo più ovvio, ma è nel significato della storia dall’inizio alla fine. C’è il finto Re naturale, la natura animale che definisce i personaggi, il cuore di pietra che appartiene ad entrambi. Mi piace anche la ripresa all’inizio, e come in due l’abbiate usata in modo molto diverso. Il senso è soprattutto nella spietatezza, nel bisogno di dettare le regole o esserne sopraffatti. Hai giocato col prompt con scioltezza, e questo si nota molto.
titolo: 1.90/2
Non si può dire che questo titolo non sia il portabandiera della fiction! Il cuore di pietra è attribuito ai due protagonisti, ed è un estratto della canzone/prompt, il che promette ― e mantiene, e l’importante è quello ― di aver sfruttato al massimo quanto presente nella lirica del brano, sposandosi col contenuto. Un fandom come GOT ci insegna che anche i personaggi più positivi alla fine si muovono secondo i propri interessi, anche se questi sono benevoli sono disposti a metodi crudeli per raggiungerli. Nel contempo resta un po’ di mistero appunto perché non sappiamo da prima a chi appartiene questo cuore… L’unica pecca è che non sia molto originale, perché non ha rielaborazione, ma capisco che per conservarlo in lingua sia più prudente non “manomettere” la frase di partenza.
gradimento generale: 3/3
 La storia è oggettivamente bellissima. Nei miei contest, il gradimento non è mai: io farei così, io amo questa coppia, etc, tantomeno in questo. Trovo davvero che sia studiata accuratamente in tutti i dettagli. L’IC, difficile da mantenere in una dinamica così alternativa, lo stile curato, il prompt inserito senza che prevalesse sulla tua trama, essendo la fiction piuttosto breve. Se fosse stata appena più lunga avresti avuto più spazio per allontanarti dagli episodi, ma in realtà non c’è un vero punto debole che potrei indicare. La magnificenza di questi due villain, messa a nudo come non potremo mai vedere brilla nella pagina a punta allo stomaco del lettore, che non potrebbe parteggiare per nessuno dei due. Hai fatto più di quello che credevo, col materiale a disposizione.
totale: 54.40/55
- eventuali malus 0

 
 
 
Recensione alla storia Gli strati delle cipolle - 06/08/19, ore 21:54
Capitolo 1: Gli strati delle cipolle
Recensione per il premio: Miglior coppia het
nel contest: Ti odio tanto che potrei morirne, di Setsy
"Il politico che fu promesso". Giuro che qui ho avuto un collasso... come hai fatto? XD Questa storia è incredibile, è la mia preferita di tantissime fiction su GOT. Ci sono insieme un mare di frasi citazioniste, due personaggi che amo, e soprattutto la trama si può leggere sia un modo serio che commedia. Perchè l'adattamento è strepitoso, con il povero Stannis che perde anche qui, pur rinunciando stavolta al "sacrificio" della figlia sbattuta in prima pagina, e il finora sconosciuto Jon Snow che si affaccia nel mondo della politica con le elezioni in uno stato con le montagne innevate. Melisandre che mangia gli anelli di cipolla fa sbellicare, in senso buono, perché c'è tutto un sottile gioco di seduzione dell'allusione del papparsi Davos (che è adulto, ma che bell'uomo, mi piace un sacco ^^)e poi le candeline? ne vogliamo parlare? sia del suo amore per le fiammelle, che per il giochino snervante di passarci e dita su che è vero che mette ansia in chi guarda. Melisandre può resuscitare le elezioni? Non so quanto tu ci abbia messo a scrivere questa storia, perché vedo il perfezionismo. Non c'è un dettaglio trascurato, il modern!AU fa sembrare i personaggi più veri del vero. E' incredibile, non hanno perso nulla eppure parliamo di due trasformazioni, sia il tempo che il mondo normale invece che magico. Con un piccolo sforzo si può dire che sono nati per questa interpretazione audace e calzante più che per il loro mondo medioevale... l'IC non ha risentito del cambio di lavoro, anche perchè non è davvero così diverso. Chi "vende" un candidato presidente è simile davvero al mago che cercava di favorire con dei trucchi il suo signore in battaglia per ricevere dei benefici... sono rimasta a bocca aperta, non pensavo che riuscissi ad ottenere tanto da questa storia. per altro conosco bene il contest per cui è scritta, io mi sono ritirata, quindi so che non era un compito facile. i passi sono stati proporzionati, interessanti e credibili. Qui non ci sono situazioni estreme come equele canoniche, quindi farli avvicinare era ancora più difficile. La vedo melisandre (quant'è bella?) con tailleur rosso. Sai, in teoria dovrebbe perderci, invece secondo me resta identificabile lo stesso: il mito della "woman in red" è fisso nei secoli, è il colore della seduzione e tale è per tutti, un codice non scritto. C’è un’aura intorno a lei e Davos che seli avesse legati davvero sarebbe stata fantastica. Ma noi fan non dobbiamo disperare, perché si trovano storie belle come questa. Quasi mi dispaice che non fosse per il mio contest, anche se Rhys la merita, eh! Buona fortuna, e spero di averti ancora, cara
baci (non con alito di cipolla),
Setsy
Recensione alla storia Dal fuoco nel fuoco - 14/07/19, ore 22:34
Capitolo 1: Dal fuoco nel fuoco
Valutazione del contest: Ti odio tanto che potrei morirne, di Setsy
LadyPalma con: dal fuoco, nel fuoco

grammatica: 3.70/5
Manca il titolo all'inizio della storia: so che c'è nello specchietto, ma all'inizio di un testo è bene ripeterlo
nuova lotta - questa volta  
Il trattino da usare è sempre quello dei caratteri speciali, cioè ― (tutte le volte)
Nella Sala reale 
Non c’è motivo di scrivere Sala con la maiuscola, non ha un valore simbolico eccezionale
"Questa volta si fa a modo mio [omissis]possibilità”
Questo errorino so a cosa è dovuto, succede anche a me: aggiungendo le virgolette dimenticate direttamente su EFP, queste non prendono lo stesso font. Bisogna copia-incollarle, nel caso (sempre)
nell'Alto fuoco
Altofuoco, tutto attaccato
la persona più significativa, era il piccolo Tommen
la virgola divide il soggetto e il predicato
sottoforma
sotto forma, staccato
portando con sè due

stile: 9.25/10
In questa fiction lo stile è molto limpido e diretto, e devo dire che se di primo acchito nel medioevale fantasy cerco un linguaggio abbastanza aulico, GOT sfugge alla necessità di questa preferenza. Il motivo è che pur non potendoli usare chi ha letto i romanzi sa che non sono scritti come un'epica, quindi un linguaggio più chiaro resta comunque credibile e non perde di mordente. In qualche passaggio ti sei lasciata andare a delle frasi fatte che sono troppo colloquiali, però, come "forse perché era quello che le era uscito meglio" o "si era portata dietro del vino". La narrazione in terza persona è stata un'idea vincente, perché i due protagonisti hanno personalità decise e se oltre ad esserci una focalizzazione sul POV di Davos questi avesse parlato in prima persona, il caro cavaliere avrebbe fatto "sparire" Cersei. Vedo che hai soppesato tutto con cura, così come le frasi che sono piuttosto concise ma non sbrigative, altre più complesse quando non si tratta di discorsi diretti ma di descrizioni di un insieme di ambienti e personaggi di nuovo molto simile a Martin, davvero. I dialoghi, che per me sono la parte più complessa delle fanfiction, sono accuratamente costruiti, spontanei, anche perché avvengono per la maggior parte in privato, quindi come spettatori assistiamo a un'espressione naturale dei protagonisti, che possono evitare il linguaggio di corte, per capirci.
Pur essendo una fiction abbastanza lunga hai evitato ripetizioni pesanti, mostrando un buon vocabolario, cosa che apprezzo molto, soprattutto quando ho potuto gustare una bella e ricca scelta di aggettivi. Per qualcuno appesantiscono, io trovo che invece tratteggino il personaggio descritto senza l'orribile "effetto spiegazione" del narratore che deve convincere il lettore di immaginare un certo dettaglio, lato della personalità, etc.
IC: 15/15
Partirei per questa storia da un cenno sui personaggi secondari, visto che hanno avuto il loro peso. Joffrey per primo, folle come pochi. Lui risolve tutto con la violenza indiscriminata, e il senso delle conseguenze non lo conosce proprio, mentre Varys e Ditocorto tutto sommato cercano di intervenire a favore di una condanna più mite. Non dico per generosità, ma per intelligenza. Altrettanto è messa in risalto la bontà del piccolo Tommen, che col fratello non ha nulla a che vedere. Lui è davvero un bambino ingenuo e innocente, e come si capirà più in là inadatto al gioco del trono, definizione creata proprio da sua madre. Gli hai addirittura offerto il ruolo della dolce Shereen, quello di insegnante. Credo che fosse il momento più commovente del canone, quindi leggere che anche modificando la trama per esigenze del contest hai “salvato” quel passaggio mi ha fatto notare come tu abbia colto i punti salienti che riguardano l’adorabile Ser Davos. Lui è rimasto se stesso, valoroso, di chiari principi, fedele alle sue idee ma non per questo di mentalità davvero rigida. Un personaggio fantastico che hai saputo giostrare da una parte non allontanandoti troppo dalla sua vicenda, dall’altra regalandogli questa abilità di stratega un po’ superiore alla realtà. Far cambiare idea a Cersei sul bruciare l’Alto Passero con tutto il Tempio era un’impresa impossibile, ma in effetti non c’è stato qualcuno che ha tentato questo consiglio in modo bonario, quindi non hai neppure contraddetto la realtà. È impossibile non restare contagiati dall’umanità di Davos, l’hai reso in tutto il suo splendore. La guerra non gli dispiace, per il suo vero Re l’ha combattuta perdendo i suoi figli, ma uccidere non è la sua prima soluzione, questo è approfondito specialmente in quei frangenti nei quali potrebbe vantarsi, o essere vendicativo. È stato ritenuto degno di essere graziato, più volte, ma non approfitterebbe per cercare potere. L’hai studiato benissimo. Cersei è un po’ ammorbidita, ma era una necessità da coppia del contest. I suoi figli restano al primo posto, fino a perdere la lucidità che ha in ogni altra circostanza. Non è una donna sanguinaria in senso sadico, ma politico, vuole vincere e basta, per questo è possibile che qui rinunci a qualche proposito omicida e ascolti quest’uomo così diverso dalle persone che la circondano, che guadagnano qualcosa dal ronzarle intorno finché è potente. Cerca anche conforto da lui per il suo lutto, e non faticavo a credere a quello che hai scritto, perché sono rimasti Cersei e Davos malgrado la variazione della vicenda. C’è molta introspezione, utilissima quando dobbiamo capire cosa porta la fiera Lannister verso l’umile Cavaliere delle Cipolle. Questo passaggio è emblematico: “L'unico modo in cui lei avrebbe accettato di perdere un po' della sua cattiveria era corrompere di malizia anche lui”. Giusto.
trama, sua creatività e credibilità: 9.75/10
La trama della tua fiction ha un buon rapporto tra parti canoniche ― preponderanti ― e variazioni che ti sono servite come motore delle azioni dei tuoi personaggi, visto che in realtà questa interazione non c’è. L’idea di mantenere il continuum temporale aiuta i lettori a credere molto nella possibilità della tua versione, potrebbe quasi essere andata così. La creatività quindi è meno evidente, ma molto buona, perché è chiaro che tu abbia cercato di realizzare il più classico dei what if? Ottima scelta. Il personaggio di Cersei è quello intorno al quale ruota la storia, che infatti si svolge alla Fortezza Rossa, il “luogo più sicuro dei sette regni” (no comment!) dove quindi la Regina Lannister si comporta da padrona, certa di una quasi invulnerabilità. Di fatto essere a contatto con la splendente umanità del cavaliere la forza a prendere in considerazione il suo punto di vista, giacché non è un pericoloso nemico che nutre mire personali, solo qualcuno che ha idee del tutto differenti dalle sue. Assistiamo così a una grazia estorta al folle Joffrey invece di un’altra impopolare decapitazione, e di contro il suo mitigarla quando decide di far esplodere il Tempio di Baelor. In questo modo i Tyrell non sono sul piede di guerra, e molto innocenti sono salvi. Penso proprio che questo sia il fulcro della trama, perché Davos ricorda con dolore la morte dei figli. Segue una sostituzione di Tommen a Shereen, e infine come da richiesta un loro avvicinamento fisico, con un’affettuosità che credo di poter definire amichevole. Alla fine, giustamente, il tracollo resterà inevitabile, ma ci sarà stato qualcosa di salvabile in Cersei. I due personaggi si sono divisi bene la scena, una fungendo da punto fermo della trama, Davos ruotando come l’elemento libero che modifica le cose. Viene quasi il dubbio che alcuni passaggi siano stati veri, e questo mi fa moto piacere per un altro motivo, cioè per l’attenzione e precisione che hai speso per scrivere. Non fare passi falsi è importante quando ci si appoggia molto alla vera storia. È stato interessante e insieme “facile” ― in senso buono ― da leggere per la sovrapposizione a quanto noto.
Improbabilità della coppia: 15/15
Questa è davvero una "strana coppia". Penso che se esistono due caratteri opposti in Game of Thrones sono i loro! L'affidabilità e il tradimento, la comprensione e l'egoismo, e via dicendo. Era possibilissimo che si incontrassero più volte ma quando è avvenuto sono rimasti in posizioni ostili per quanto falsamente in tregua, proprio disinteressati uno all'altra se non per studiarsi come potenziali nemici. E non lo sono in modo direttissimo, quindi c'è stato molto lavoro da parte tua per far sì che il lettore credesse di avere di fronte qualcosa di funzionante, per quanto con l'avviso del crack paring. La fiction li mostra durante molti passaggi della trama canonica con l'espediente dell'imprigionamento per cui c'è un crescendo di occasioni di avvicinamento, lento ma costante, che aiuta a digerire la pietanza peculiare che hai preparato. In fine hai scelto comunque di lasciare un finale negativo ― come ho detto ai tuoi colleghi per GOT è l'idea più logica ― che mostra che per quanto abbiano ricevuto questa possibilità inattesa non potranno goderne a lungo. Impossibile ma credibile, davvero ben realizzata.
titolo: 1.90/2
Un titolo che resta ambiguo fino alla fine, ma questo è anche il suo fascino. Può riferirsi soprattutto a Ser Davos, la cui storia hai fatto partire, appunto, dal momento in cui i suoi figli sono morti nel fuoco e terminare in una passione bruciante. O si tratta di Cersei, che è una Lannister, il cui leone araldico corrisponde come iconografia all'elemento fuoco e che termina vittima dei draghi di Daenerys. O sono entrambi, passati da una forte motivazione all'altra. Ci sono anche il fuoco di R'Hollor, l'Altofuoco, il fuoco di drago, appunto. Resta un filo di dubbio, ma è solo una puntigliosità da contest.
gradimento generale: 2.90/3
La storia è articolata e completa, segue un percorso molto lungo rispetto agli avvenimenti reali della serie e quindi dà modo di notare dei cambiamenti, o meglio variazioni dovute alle circostanze esterne che favoriranno l'avvicinamento di questa coppia molto improbabile. Hai gestito vari personaggi di contorno, rispettando quindi il canone che vede una storia corale. Una rilettura in più avrebbe avvantaggiato la fiction riguardo le sviste.
totale: 57.50/60
 
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