Recensioni di crazy lion

Queste sono le ultime cinque recensioni che l'utente ha lasciato nella sezione nell'ambito del programma recensioni.


Recensione alla storia Rondini d'autunno - 22/09/19, ore 11:09
Capitolo 1: Rondini d'autunno
Ciao Cristina! Ci sono anch'io. :) Emma mi ha avvisata di questa tua poesia e così sono corsa a leggere subito.
Che dire? Anche stavolta hai scritto una poesia bellissima. Ad ogni modo non ho più dubbi che ciò che scrivi sia fantastico, eppure non smetti mai di stupirmi con la musicalità dei tuoi versi e l'armonia che si respira tra di essi.
Mi è sembrato di provare tutte le sensazioni delle rondini in questo componimento, di "chiacchierare" sui fili della luce, di partire non sapendo cosa mi aspetta ma facendolo per istinto, di fermarmi, di aspettare e poi di riprendere, perdendo purtroppo compagne per strada. Quello che devono affrontare è un viaggio lunghissimo e pericoloso, e anche se come ho detto lo fanno per istintio, è anche vero che io le considero mlto coraggiose. Sono piccole eppure fanno migliaia di chilometri per salvarsi la vita. Se questo non è anchecoraggio...
I tuoi versi sono come sempre molto musicali, come ho già scritto e le rime sono perfette. Ora non sono un'esperta e non posso dirti se lo sono dal punto di vista metrico, ma di sicuro alle mie orecchie suonano meravigliose.
Complimenti!
Giulia
Recensione alla storia Mio Caro Nonno - 07/09/19, ore 07:50
Capitolo 1: Mio Caro Nonno
Carissima amica,
eccomi qui a recensire qualcos'altro di tuo. Ho scelto proprio questa poesia perché io i nonni li ho persi tutti e quattro e so che è un dolore grandissimo. Non basta dire, come ha fatto una mia amica qualche anno fa:
"Dobbiamo capire che prima o poi i nonni ci lasceranno"
per mandare via la sofferenza o per sentirla di meno.
E' una poesia bellissima, breve e semplice ma in poche righe sei riuscita a portare anche noi fra i tuoi ricordi, con immagini molto calme di vita con tuo nonno, fatte di sorrisi, di giochi, di gioia. Si capisce che stavi bene con lui. E poi i nonni ci viziano, ci stiano bene per forza XD. A parte gli scherzi, davvero, io mi sono immaginata te bambina che correvi per la campagna e mi sono tipo sciolta e ho pensato:
Oddio, vorrei abbracciarla!
Poi ho pensato aquanto ogoglioso doveva essere tuo nonno di te e al fatto che di sicuro lo sarà anche adesso e per sempre.
"E tra le mani fredde e le guance bagnate
ti scrivo queste parole;

perché te ne sei andato
quando in cielo c’era il sole?"
Nell'introduzione hai scritto "te nei sei andato", ti segnalo l'errore così da aiutarti.
Comunque, qui ho pianto e non ho nemmeno tenuto le lacrime con le mani. Una mi è finita sul pigiama ed è stata proprio grande perché l'ho sentita cadere quasi con forza. Mi hai ricordato il funerale di mio nonno Vito, moltissimi anni fa (io ne avevo dodici o tredici, ora come sai ne ho venticinque) e quando è morto c'era un sole fortissimo nonostante fosse solo febbraio, e io mi dicevo:
"Ma ca***, perché dev'esserci questo dannato sole? No, oggi dovrebbe piovere, anzi diluviare, anzi dovrebbe esserci pure la grandine e venire giù il mondo, tanto il mio è già crollato."
Mi faceva inca**are questa cosa. E ho provato lo stesso in particolare quando è morta la mia migliore amica, anche lì c'era quel sole schifoso. Ma perché, maledizione? Perché? Cioè, cosa c'entra il sole, che è bello, con una giornata che per chi soffre è tanto orribile? Mi fa ancora rabbia, come vedi.
Comunque credo che una persona non muoia mai veramente perché resta viva in noi, che poi è quello che tu hai voluto far capire con questa poesia. Hai fatto benissimo a scriverla, tuo nonno ne sarà contento. Mai pensato di stamparla e portargliela al cimitero, appendendola o mettendo il foglioo da qualche parte? E' una poesia molto personale e sei stata coraggiosa a volerla condividere. Io quelle più personali che ho pubblicato le ho tolte perché le ritenevo troppo private per stare qui.
Ad ogni modo questo componimento è un altro tu oesempio del fatto che con pochi versi si può dire tantissimo. Ti giuro che non piangevo per qualcosa che leggevo da mesi, e tu sei riuscita a farmi versare parecchie lacrime ma non è un problema, anzi ti rinrazio. Ogni tanto c'è bisogno di sfogarsi anche così, giusto?
E boh, non ho altre parole per dire quanto bella sia questa poesia. E' perfetta e tu sei fantastica!
Giulia
Recensione alla storia Capolavoro di Dio - 04/09/19, ore 06:54
Capitolo 1: Capolavoro di Dio
(Segnalazione indirizzata all'amministrazione per l'inserimento della storia tra le scelte)
Questa poesia è molto breve, ma in pochi versi l'autrice è riuscita a raccogliere l'essenza di ciò che sono i bambini. E l'ha fatto con rime incrociate a mio parere perfette, uno stile molto scorrevole e parole che, lo si nota, non sono state scelte a caso ma con cura e attenzione.
Dal punto di vista del contenuto, la poesia è stata scritta con una delicatezza infinita, giustamente visto l'argomento trattato, ma non è semplice riuscirci. Sui bambini si possono dire mille cose, lei ce l'ha fatta in pochissimi versi e penso che non sia cosa da tutti. Inoltre, ritengo che la definizione "capolavoro di Dio" riferita ai bambini sia a dir poco meravigliosa e perfetta per loro, che sono le creature più pure e innocenti di questo mondo.
Per tutti i motivi sopra citati ritengo che la poesia dovrebbe essere inserita fra le scelte.
Recensione alla storia Parole Di Dicembre - 03/09/19, ore 23:15
Capitolo 1: Parole Di Dicembre
(Segnalazione indirizzata all'amministrazione per l'inserimento della storia tra le scelte)
Lo stile è scorrevole e fluido, è una poesia che vorresti leggere e rileggere senza fermarti mai perché cattura l'attenzione del lettore e, a lettura finita, lo fa restare fermo a riflettere sul significato del testo, su qualcosa sul quale forse non ci soffermiamo mai abbastanza. Usiamo le parole e basta, senza pensare alla loro importanza, a quello che significano per noi e per chi ci sta intorno, per coloro che ci ascoltano, che ci parlano e a cui noi parliamo. Qui invece l'autrice dice che le parole sono importanti, anzi fondamentali, non è scritto ma leggendolo lo si capisce. Il tema trattato, ovvero le parole e i loro vari significati, è molto bello e descritto benissimo. Fa capire che le parole possono essere taglienti come lame affilate, ma anche dolci come baci, esprimere rabbia, dolore, tristezza ma anche dare tanta felicità. E sotto sotto, la poesia aiuta anche a comprendere che le parole sono tutto ma possono anche non essere nulla perché non saranno mai in grado di esprimere ciò che realmente siamo, di catturare l'essenza di noi. Tutto questo in poche righe, con rime ben costruite e bilanciate. Ciò che racchiudono questi pochi versi è immenso.
L'uso dei termini è molto appropriato, gli aggettivi utilizzati per descrivere le parole sono forti, d'impatto.
Per tutte queste ragioni, a mio parere questa poesia merita di essere inserita tra le storie scelte del sito.
Recensione alla storia Panta Rei - 01/09/19, ore 17:33
Capitolo 1: Panta Rei
ciao!
Ho appena letto il tuo messaggio. E come non potevo non correre a recensire una poesia così fantastica di una scrittrice altrettanto fantastica?
E' un po' più breve di altre che ho letto mi sa, ma non importa. Ho imparato, sia a scuola sia anche con te, che poche righe possono trasmettere tantissimo ed è così in questo caso. Grazie per la spiegazione della frase perché l'avevo sentita dire tante volte ma non ero mai riuscita a scoprirne il significato.
E' vero il tempo scorre anche se noi non lo vogliamo, anche se ci chiudiamo nel dolore. Ma il fatto che scorra non significa che la vita per noi vada avanti, quella fisica sì, ma quella psicologica, quella che sta dentro di noi... non è detto che sia così se ci manca qualcuno, soprattutto se questa mancanza è stata causata da un grave lutto che ci si può mettere anni a lasciarsi un pochino alle spalle. Mi sono piaciuti i paragoni che hai fatto tra il tempo e le altre cose, sono molto efficaci.
"come le lacrime dense
che bagnano il mio cuore essiccato,
ancora tiepido,
avvolto nel manto del passato."
Bella anche l'immagine, anzi bello il contrasto, tra le lacrime, che sono salate e bagnate, e il cuore che anziché essere pieno di vita è "essiccato", come tu stessa scrivi, probabilmente sia per il troppo piangere, si per il sale delle lacrime stesse che di certo non gli danno la vita, sia anche per la mancanza e il dolore che gli tolgono ogni forza, che lo prosciugano di qualsiasi energia.
Il cuore però è "ancora tiepido", i lche significa che forse ha ancora speranza di tornare ad essere caldo e di vivere, o magari di vivere di più perché la persona si è fermata solo psicologicamente e appunto in realtà non l'ha fatto fisicamente. Il cuore "essiccato" mi fa anche venire in mente qualcuno che, come ho provato io stessa per molto tempo, è vivo fuori ma pensa di essere morto dentro, che credo sia una delle sensazioni più brutte che si possa provare e che pochissime persone riescono a capire.
"avvolto nel manto del passato". Probabilmente nei ricordi, nei bei momenti con quella persona che o se n'è andata via per qualche motivo o è morta e che non torneranno più, mai più.
"Tu resti, invece,
come foglia appiccicata al terreno,"
Il primo verso è bellissimo. "Tu resti" sono parole potenti, d'impatto, perché la persona di cui la protagonista sente la mancanza rimane nonostante lo scorrere del tempo, certo ci sono la mancanza e il dolore ma c'è anche lei, il ricordo della sua voce, delle sue mani, delle emozioni che hanno provato insieme, dei momenti che hanno passato, di tutto ciò che ancora le unisce e che nulla, nemmeno lo scorrere del tempo, nemmeno la morte potrà spezzare.
La "foglia appiccicata al terreno" mi ricorda una foglia che anche se morta in realtà non vuole morire, come a dire che la persona sì non c'è più ma non è morta dentro la protagonista, è ancora viva nonostante tutto.
Gli altri versi sono molto belli, mi hanno colpita di meno ma forse perché non li rifaccio molto alla mia esperienza non perché non mi siano piaciuti, anzi. Il fatto di guardare la luna ridona un senso di speranza: osservare quella luce per sperare di sentirsi meglio, ma anche un senso di nostalgia e di mancanza se l'altra è morta.
Sinceramente, come avrai capito, attribuisco questa poesia più ad una persona che la scrive per qualcuno che non c'è più che per qualcuno che è andato via.
Stupenda davvero. Non me ne intendo ma le rime a mio avviso sono perfette, scritte al punto giusto, né troppe né troppo poche. Il testo scorre benissimo.
Complimenti!
Se ci fosse la valutazione super positiva te la meriteresti tutta.
Giulia