Recensioni di crazy lion

Queste sono le ultime cinque recensioni che l'utente ha lasciato nella sezione nell'ambito del programma recensioni.


Recensione alla storia Loro non parlano - 24/04/19, ore 12:28
Capitolo 1: Loro non parlano
Ciao Lucrezia, eccomi ancora qui a recensire qualcosa di tuo.
E' una ballata molto bella, ma forse bella non è il termine giusto. Direi più che altro intensa, molto intensa e toccante.
Io sono andata solo una volta al circo, ma ero piccola e non ricordo niente. Credo sia meglio così. Non trovo giusto che gli animali vengano utilizzati per fare degli spettacoli, è una cosa orribile. Gli animali devono restare animali e devono essere amati come tali.. Non trovo nemmeno giusto che certe persone comprino loro i vestitini e tutte quelle stronzate che agli animali domestici non servono ad un cavolo. Dobbiamo volere loro bene, tantissimo, come io amo i miei gatti, ma non trattarli come persone perché anche quella è una mancanza di rispetto verso di loro secondo me. Spero di essermi spiegata. Nel senso, li dobbiamo rispettare e assolutamente non li dobbiamo maltrattare, ma fare in modo che siano il più simili possibile a noi mi sembra brutto.
Mi sono iscritta ad un'associazione, la LAV, non so se la conosci, che si occupa di salvare gli animali maltrattati. Con un SMS ogni tanto mando un po' di soldi per aiutare. E' un'associazione seria, mi mandano mail su quello che fanno, ne ho sentito parlare sia alla radio che in tv e ho letto parecchio su di loro, anche testimonianze molto forti su come vengono trattati certi animali, in particolare in quel caso i conigli (tra l'aòtro, io la carne di coniglio non la mangio, ci sono certi tipi di carne che evito proprio perché quello che ho letto mi ha fatto pensare).
Credo che bisognerebbe informarsi di più su questi argomenti per capire, per fare qualcosa per aiutare. Purtroppo però io credo che noi nel nostro piccolo possiamo fare, ma se non sono i governi a mettersi in moto per chiudere i circhi ad esempio, le cose difficilmente cambieranno. Ed è davvero brutto che i governi non si preoccupino, o non abbastanza, di queste questioni.
Ti conosco poco, ma so che per te questo è un argomento a cui tieni moltissimo, perciò dopo aver letto questa balata mi sembrava importante lasciarti un commento e dirti come la pensavo.
Mi ha colpita molto la frase "Loro non parlano" all'inizio di ogni strofa, frase che poi rafforzi con il fatto che loro pensano, hanno dei sentimenti e sentono il dolore. Sono parole estremamente vere. Tra l'altro, come sempre, scrivi benissimo!
Brava, complimenti!
Giulia
Recensione alla storia Padre - 22/03/19, ore 16:36
Capitolo 1: Padre
Ed eccomi anche qui a recensire l'altra tua originale.
Ho trovato un paio di errorini, meglio che te li segnali subito altrimenti me li dimenticherò di sicuro.
"poca importa" quando invece è "poco importa".
E poi:
"mì a" anziché "ma", quando parli della figlia che non vede il padre da un mese.
Per il resto è tutto perfetto.
L'amore che i padri hanno per i propri figli è grandissimo, più grande di qualsiasi problema, preoccupazione, difficoltà al lavoro, tutte cose che spesso riempiono la testa degli adulti. Ma anche i figli provano un amore sconfinato per i loro padri. Penso però che, appunto, noi figli, durante l'infanzia non ce ne rendiamo conto, lo facciamo normalmente e naturalmente, ci viene automatico. Capiamo quanto facciamo per loro un po' più avanti, crescendo, maturando. E magari ci sembra di non fare abbastanza, però invece facciamo tantissimo anche solo regalando loro un sorriso, o un disegno come in questo caso.
Mi ha colpita molto il fatto che tu abbia parlato di un soldato, di un menestrello, di un fabbro, tutte figure dell'antichità. Una volta, e probabilmente è stato così per secoli, il rapporto dei genitori (e in particolare dei padri) con i figli è stato diverso da quello che è oggi. Mi ricordo che in una serie televisiva ambientata se non rammento male ai primi del Novecento, una donna diceva a suo marito una cosa come:
"Non prendi mai la bambina in braccio, stai con lei un po' e poi te ne vai. Ha bisogno anche del tuo amore."
Le parole non erano queste, ma il concetto sì. Comunque, questo poi parlava con un signore, anche lui padre, di quel che la moglie gli aveva detto e l'altro gli rispondeva che lui non aveva praticamente mai preso in braccio i suoi figli. Però l'altro, il primo di cui ho parlato, ci rifltteva e capiva che forse non facendolo aveva commesso un errore.
Da questo appunto si vede che il rapporto padri-figli, e soprattutto padri-figlie era differente.
Tu però hai reso molto teneri questi papà diciamo antichi, li hai resi dolci, uno ha visto gli orrori della guerra e pensa già ad ubriacarsi ma vedendo la sua bambina dimentica tutto questo e sorride; oppure il fabbro ha lavorato moltissimo, però quando vede il suo bambino che gli porta quel disegno si intenerisce. Veramente, queste descrizioni mi hanno colpita più di quanto immagini.
Anche questa poesia è molto armoniosa, sembra quasi una canzone. E' estremamente dolce e parla di un amore che, per quanto diverso da quello odierno, in fondo in fondo forse nei secoli è stato, almeno in parte, lo stesso.
Complimenti anche qui!
Giulia
Recensione alla storia Resilient - 22/03/19, ore 16:16
Capitolo 1: Resilient
Ciao carissima!
Sono passata qui alla tua pagina per vedere cos'avevi scritto e, scorrendo, sono capitata su questa poesia che ho letto con grande, anzi grandissimo piacere
Hai trattato tematiche delicate con tatto e sensibilità, e mi dispiace per il brutto periodo di cui hai parlato. Hai fatto bene a sfogarti con noi e penso che tu sia stata davvero coraggiosa a postare uno scritto personale. Non so chi sia la persona alla quale ti riferivi, ma spero che ora stia meglio. Per esperienza so quanto sia difficile uscire da problemi come la depressione. A differenza sua io però sorrido sempre, e non lo dico per affermare di essere migliore, assolutamente no, ma solo perché in realtà vorrei che qualcuno mi leggesse in viso la sofferenza, non perché voglio fare la vittima ma perché vorrei che gli altri capissero come sto davvero. Purtroppo però queste cose non le possiamo controllare noi.
Sto divagando. Nei tuoi versi si percepiscono dolore, preoccupazione e tristezza, sentimenti che sembrano non avere fine, ma in fondo c'è anche, e direi ancora, la speranza che le cose possano miglioare e una grande forza, perché stare vicino a qualcuno che sta male non è facile. Questa poesia è molto musicale e armoniosa. Non me ne intendo affatto di metrica ma l'importante è che un verso si incastri bene con il successivo e infatti è così, non sono un'esperta ma qui secondo me non c'è nulla fuori posto.
In certi casi le cose scritte di getto sono meravigliose, come in questo.
Bravissima, complimenti! Hai fatto un ottimo lavoro.
Giulia
P.S.: scusa per la recensione corta, di solito scrivo di più ma non sapevo cos'altro dire.
Recensione alla storia Conchiglia - 20/03/19, ore 20:57
Capitolo 1: Conchiglia
Ciao, Arianna!
Al telefono mi hai detto di aver scritto un'altra poesia e io non vedevo l'ora di leggerla, quindi eccomi qui!
Hai mai pensato di fare un libro con queste poesie e provare a pubblicarlo? Davvero, non sto scherzando! Sei bravissima!
Questo componimento è... dire "bellissimo" è poco, credimi. MOlto, troppo poco. E' meraviglioso, è straordinario, mi ha fatta riflettere molto. E le tue parole, soprattutto alcune, sono entrate subito dentro di me, come se non volessero cancellarsi più e rimanere impresse nella mia mente. Come mi dicevi prima questa poesia si può interpretare in tanti modi, ma tu l'hai scritta per parlare della mancanza, ed io la associo alla mancanza di qualcuno, magari di qualcuno che non c'è più, che è una delle cose più dolorose e devastanti che si possa provare.
Nell'introduzione hai usato le parole "Deboli versi che tentano di colmare". Non so se era questo il senso chevolevi dare al tutto, o se ci hai pensato, ma io l'ho interpretato come il fatto che effettivamente quando scriviamo, spesso lo facciamo per mettere su carta cosa proviamo, per mettere in parole i nostri pensieri. Ma se proviamo dolore, se ci manca qualcuno, scrivere può solo farci stare meglio. Non ci avvicinerà di nuovo all'altra persona, o, se questa non c'è più, di certo purtroppo non la riporterà indietro. Quindi usando quelle parole è come se tu avessi voluto trasmettere quel messaggio, o almeno l'hai fatto con me.
"Ti insinui, come luce
che attraversa le foglie tra le frasche, "
So che ognuno interpreta le poesie come vuole, ma qui non ho capito se ti riferivi al sentimento della mancanza in sé, che si insinua in una persona, oppure alla persona di cui il soggetto della poesia sente la mancanza. Ad ogni modo, per come l'ho interpretata io, propendo per la seconda, visto che parli di luce. E la mancanza di una persona fa comunque pensare a lei, e quella persona per colui o colei a cui manca può ricordare cose e momenti belli ed essere quindi, appunto, luce. Ha senso questo mio ragionamento? Sono riuscita a spiegarmi? No, perché mi sembra di aver usato parole molto difficili...
"nei miei giorni spenti, ormai senza sole.
Ed è qui, al buio, che ho freddo".
In questi due versi si respira una solitudine profonda e piena di dolore, una solitudine che non è un'amica ma un'acerrima nemica, che ferisce, che consuma, che fa sentire ancora di più la mancanza. Perché la solitudine ci fa pensare e riflettere, e se ci manca una persona è ovvio che quando siamo soli pensiamo a lei. Se la mancanza è forte, quello è il nostro primo pensiero a volte, o almeno per qanto mi riguarda è il mio, e sai benissimo chi mi manca e perché.
"ma tu non ci sei, echeggi nella mente,
come il mare in una conchiglia."
Questi due versi hanno una forza e una potenza incredibili e sono bellissimi, molto efficaci. Chi ci manca non ci è vicino fisicamente, a volte, altre sì ma dipende dai casi. Comunque, se questa persona non c'è resta comunque nei nostri pensieri e nel nostro ricordo, tuttavia questo non basta a diminuire il nostro dolore e il senso di vuoto che proviamo. Comunque, mi hai fatto tornare in mente il suono che si sente quando si appoggia una conchiglia all'orecchio. E sì, si sente il mare, ed è un suono bellissimo ma che al contempo ricorda che il mare è grande, immenso, cmoe immensa è la solitudine che il tuo componimento trasmette. E l'echeggiare di questa persona, se da un lato può far stare meglio, dall'altro fa sentire ancora di più quanto si è soli.
Stupendi questi versi, davvero!
Complimenti, e non vedo l'ora di leggere qualcos'altro di tuo.
Giulia
Recensione alla storia Il Baule dei Ricordi di Natale - 20/12/18, ore 10:04
Capitolo 7: La notte della Befana
E con molta emozione, eccomi all'ultima poesia di questa meravigliosa raccolta. Ho parlato a mia mamma di queste tue poesie e lei è stata molto contenta che tu abbia scritto dei componimenti per ricordare e farci sapere come vivevi le feste da bambina. Ha detto che è stata un'idea molto carina e non posso che essere d'accordo con lei.
Da piccola la Befana mi portava una calza pina di dolci, una volta mi ha anche poortato un barattolo di nutella e poi sapeva che mi piacciono le Pringles e me le porta ancora infatti. Anche se in questi ultimi anni mi porta meno dolci ma non importa XD. So che non esiste, ma ocme per Babbo Natale io ci credo comunque ancora, perché farlo è bello.
Hai ragione, è una notte molto speciale come lo è quella festa, perché la mattina ti alzi e sei felicissimo/a di correre e a vedere cosa ti ha portato. NOn ho mai trovato carbone, quindi immagino di essere stata sempre buona. :)
"Concludendo, dedico tutta la raccolta al bambino che sta dentro ognuno di voi, non lasciatelo inghiottire dallo scorrere del tempo perché è un fedele alleato per contrastare le difficoltà di tutti i giorni."
Le tue parole mi hanno toccato il cuore e commossa, Cristina. Sono incredibilmente vere, hai fatto bene a dirle.
Ma siamo noi che ringraziamo te! Io, personalmente, lo faccio perché con le tue poesie mi hai fatta ritornare un po' bambina.
Buon Natale!
Giulia