Recensioni per
Herz aus Stahl
di Saelde_und_Ehre

Questa storia ha ottenuto 137 recensioni.
Positive : 136
Neutre o critiche: 1 (guarda)


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Ciao carissima,
sai cosa odio? Le coppiette di omosessuali zuccherosi, tenerosi, che si tengono per la manina e fantasticano di convolare a nozze.
Ecco perché le tue coppie mi piacciono: niente robaccia melensa, niente imborghesimento, ma vigore guerriero che il rapporto di coppia consolida e rende più massiccio.
Come sempre apprezzo molto i continui riferimenti alla tradizione e alla cultura tedesca. Come abbiamo detto più volte, un popolo privato delle sue tradizioni muore, cessa di ersistere esattamente come una pianta privata delle radici, e questi capitoli ce lo ricordano costantemente. Anche la tradizione militare, lunghissima e ricchissima, non crea semplici marmittoni imbecilli, ma ufficiali che fanno della loro attività una missione quasi sacra, volta al dovere senza essere appesantita dal fanatismo ottuso che troppo spesso viene attribuito a questi personaggi.
A presto!

Buongiorno,
dunque stiamo continuando a vivere questo momento di tregua bellica, anche grazie a questi ricordi dei tempi che furono.
Molto dolce il finale di capitolo.
Posso immaginare come il passato possa essere come il miele per questo ragazzo che ha praticamente perso tantissimo durante la campagna bellica.
Il fatto è che temo che possa perdere anche altro, anche se spero di no. I tempi sono più che bui! Profonda notte.

Recensore Master
04/05/21, ore 08:04

Carissima, avviso che sto per scrivere cose politicamente scorrettissime.
La guerra è una fucina. Ti prende, ti fonde e ti martella sull'incudine. C'è chi è latta e c'è chi è acciaio, ma non si può sapere prima, bisogna passare attraverso il crogiuolo. Magari un oggetto appare bellissimo e robusto e poi si scioglie in nulla al primo calore della fornace, oppure qualche pezzo arrugginito, che sembra non valere nulla, trasfigura attraverso la fusione in acciaio pregiato.
Adesso, in questo mondo edulcorato e miserando, si parla di "uscire dalla comfort zone", cosa che comprende allo stesso modo cambiare fruttivendolo o andare a lavorare in un'altra nazione. Qui non c'è nessuna "comfort zone" da vagone ferroviario di prima classe: qui c'è il mettersi alla prova e vivere o morire, mantenere l'onore o perderlo, diventare un esempio da imitare o un mentecatto da dimenticare. E non c'è un manuale di istruzioni, non c'è un secondo tentativo, si gioca il tutto e per tutto, solari ed eroici, fedeli ai più profondi valori della società germanica.
Quando leggo questi capitoli mi sento come uno che ha sempre mangiato la carne in scatola e di colpo si trova davanti un meraviglioso filetto di Fassona, cotto al punto giusto (quindi che muggisce ancora). Basta con gli ufficiali tedeschi ottusi, pervertiti, fanatici e vili, basta con i luoghi comuni di una storiografia da asilo infantile, con la lavagna dei buoni e dei cattivi. Basta in definitiva con chi scrive sulla base del sentito dire e non dei veri fatti storici.
E insomma, adesso la carne in scatola non la voglio più vedere neanche da lontano, voglio il filetto, e di quello buono, come questo qui!

Recensore Veterano
30/04/21, ore 14:28

Ciao, carissima!
Ammetto che, nella mia gioiosa incredulità, ho impiegato un attimo a capire quale fosse la data simbolica a cui accennavi: è la Walpurgisnacht!
Sperando di averlo scritto giusto. Non vedo demoni qui intorno, quindi grandi errori non penso di averne fatti.

E come poteva aprirsi un capitolo pubblicato la Vigilia della Notte di Valpurga se non con un rogo funebre?
Quello del sogno Friedrich, ovviamente.
Mi ha colpito davvero moltissimo l'analisi del testo di Nietzsche che fa all'inizio, evidenziando il contratto tra Hans (uomo di legge non a caso) che è più razionale mentre lui è più sanguigno.
Possibile che, nell'androne, Hans si sia lasciato andare ad un moto di sentimento?
Il povero Von Kleist si strazia il cuore, e lo strazia a me che lo leggo, per cercare di capirlo. Soffre profondamente ma con composta dignità, senza piagnistei.
Mi hanno colpito molto anche Konrad e Reinhard, che soli possono capire cosa sta provando ma sono spettatori impotenti del suo dolore.
La compagnia è stremata, gli uomini- nonostante le uniformi nascondano le ferite (forse un simbolismo per indicare il non volerle vedere da parte degli altri a posteriori?)- sono esausti, i loro canti lo rivelano. E il buon Reinhard, da bravo ufficiale, va a prestare loro conforto: è bellissima la scena in cui si siede in mezzo a loro. Mi ha davvero toccato il cuore.
Ma non è che una breve pausa: il giorno dopo la battaglia ricomincia, e Fritz è sempre più angosciato perché si sente, oltre che addolorato, inadeguato al suo ruolo. Arriva addirittura a considerare il suicidio, ma non credo sia tipo da arrendersi tanto facilmente. Vedremo.

Sono felicissima che tu abbia finalmente aggiornato e non vedo l'ora di poter andare avanti!
Un abbraccio fortissimo e un bacione (non leghista ma socialista)!
A presto! ^^

Recensore Master
30/04/21, ore 13:22

Buongiorno,
il tuo ritorno è stato segnato da un capitolo che è un po' di ripresa a riguardo di ciò che avevamo lasciato.
Il dolore, lo sconforto fisico e interiore, grandi compagni di questa campagna bellica.
Il finale ci lascia capire che il temerario non chinerà oltre il capo. Si riparte da qui.
La guerra è brutta, la guerra è morte, è perdita.
Come può essere un nuovo inizio? Però bisogna aggrapparsi a qualcosa per sopravvivere...

Recensore Junior
01/01/21, ore 13:07

Recentemente mi è capitato di vedere uno dei documentari peggiori di tutta la mia vita. Si chiamava"Wehrmacht, l'esercito della morte." con soldati tedeschi che si flagellavano, mostrando tutto il loro pentimento o che si vantavano di essere stati dei traditori. Come a dire, sei rimasto fedele fino in fondo? Sei un fanatico, o un ottuso idiota. Una cosa tremenda.

Ma nel momento in cui loro, in primis, dicono questo, ti viene voglia di arrenderti, perchè che senso ha difendere chi non vuole essere difeso? Chi ti guarderebbe addirittura di sbieco per aver difeso i suoi stessi commilitoni? Non si meritano niente.

Perdona lo sfogo, ma parlo per esperienza. Torniamo alla storia.

Qui abbiamo degli uomini tutti d'un pezzo, ben lontani dagli stereotipi, fedeli, che non si lagnano se non possono vivere il loro amore alla luce del sole. Del resto, se ami qualcuno, se lo ami davvero, il sesso è una cosa molto secondaria, l'importante è essere disposti a dare la vita per la persona amata essendo certi che lei farebbe lo stesso.

Esiste forse dimostrazione di amore più grande?

Loro amano la Germania, sebbene la legge li costringa a nascondersi, ma cosa vuoi che significhi rinunciare ad una parte di sè, o comunque celarla, in confronto a combattere per la Patria?

Oltretutto è proprio l'amore a far compiere loro le scelte più eroiche e ardite, mi piace questa visione.

Una storia molto bella, si vede che sei appassionata.

Nuovo recensore
17/09/20, ore 22:55

Ciao! Non ho mai fatto alcuna recensione qui su efp, ma ho cominciato con questa storia e posso dire di averla divorata in due/tre giorni qui sopra. Starei cercando di scrivere una cosa accurata ma mi è prettamente impossibile date le emozioni che mi stanno travolgendo. Bene! Da cosa posso partire? Ah sì, dalla trama e dall’originalità. Non mi sarei mai aspettata di trovare una storia così originale dal suo punto di vista. L’invasione della Polonia è uno degli argomenti meno gettonati quando si parla di seconda guerra mondiale, e tu sei riuscita a farmelo capire bene bene senza il bisogno di esagerate spiegazioni, semplicemente mostrando la realtà e i suoi protagonisti (un cast tutto al maschile, che bello) in essa, tra sofferenze, paturnie (sentimentali e non, specie nelle settime parti) e drammi. Ciò che amo di questa storia è il fatto che non ci sia un vero e proprio villain, ma tutti coesistono insieme e vanno a seconda dei vari punti di vista. I personaggi hanno punti di contatto alle volte e altre sembrano situati sui poli opposti: in particolare i due protagonisti, Hans e Friedrich, con cui si vede che hai sviluppato un intenso legame, sia nella modalità di evoluzione della loro situazione sentimentale, sia presi singolarmente. La cosa che più mi piace di loro due è il fatto che i loro difetti possano risultare pregi e viceversa. Per Friedrich è sicuramente l’indulgenza, assieme ai suoi slanci eroici e cavallereschi (come più spesso è stato rimarcato): se da un lato essi rendono il suo animo nobile, dall’altro lo mettono in seria difficoltà in più occasioni, specie se si tratta di situazioni con il suo superiore, ovvero Hans. Hans è uno dei personaggi la cui freddezza, piuttosto che renderlo piatto, lo fa evincere come persona ferma ma che allo stesso tempo ha una tempesta è una profonda scissione al suo interno: c’è l’Hans Hans e poi il signor maggiore, e far prevalere l’una sull’altra è parecchio complicato. Non si vede un uomo gelido, al contrario, vedo uno spirito in continua lotta con se stesso ma che mantiene una facciata diversa. Questa sua freddezza, infatti, lo rende stabile e instabile dal punto di vista sentimentale: da un lato la sua fedeltà incondizionata, dall’altro il bene superiore, la cosiddetta cosa giusta. Oltre a soffermarmi su questi due, coi quali mi è partita un’incondizionata ship, potrei menzionare anche altri personaggi, tra i quali Konrad, Reinhard, Schwieger ed Erich, tutti con personalità differenti e nette, senza però che esse manchino delle loro sfumature. Uz- Ehm Konrad è proprio la persona ideale da avere sul campo, sia come aiutante che come collega che come confidente. Dà sempre ottimi consigli, e le frecciate che lancia, specie al suo compare Fritz, sono molto eleganti e fini, tipiche del suo essere. Reinhard nella sua impulsività riesce a essere comunque un ottimo amico, e mentre Konrad è il filosofo della situazione, Reinhard la parte più pratica. Bellissimo. Sono sicura che anche il loro rapporto profondo, oltre che l’amore e l’amicizia con Friedrich saranno sviluppati in seguito. Io qua ho finito, cara, saluti da Fra’ Enrico von Peilstein, alla prossima!

Nuovo recensore
06/08/20, ore 23:36

Finalmente sei tornata!
Ed ecco che scopriamo il destino di Hans e possiamo tirare un sospiro di sollievo(per adesso):il nostro uomo di ferro non è morto.
Friedrich però non lo sa, e quando scopre da un bisbiglio della presunta morte del compagno, gli cade il mondo addosso.
Ho adorato tutto il capitolo ma in particolare la sequenza finale con l'incubo di Friedrich:come ben sai, adoro la tematica dell'amore che si incrocia con la morte e il finale dell'incubo è una delle descrizioni di una scena onirica più accurate che io abbia mai letto. Come sempre, non si resta mai delusi dal tuo lavoro! Non vedo l'ora di leggere un nuovo capitolo!

Recensore Master
21/07/20, ore 21:59

Ciao carissima^^
allora, quand'è che tutti si sposano a caso con chiunque altro? Qui voglio vedere un sacco di matromoni e adozioni di bambini, possibilmente orfani di guerra polacchi. Poi fanno una bella comune pacifista e vivono intrecciando cestini di vimini, giusto?
Ok, ok... se non sei ancora morta d'infarto, parto col commento serio.
Tu devi sapere che io ho in uggia quelle storie sulla seconda guerra mondiale dove se ci sono personaggi tedeschi sono o psicopatici pervertiti e ovviamente anche vili, oppure segreti traditori della loro Patria che sabotano le operazioni militari consapevoli di stare agendo per un "bene superiore" (le virgolette sono d'obbligo).
Qui abbiamo la negazione di tutto ciò: soldati uniti da una relazione di sodalizio virile che non scadono a livello di checche fastidiose ma mantengono e seguono i valori della virilità indoeuropea, gente che ama la propria Patria al di sopra di tutto, e non come invasati isterici, ma come l'essenza stessa del soldato.
Insomma, tutto molto bello. Le scene di battaglia sono ottimamente descritte, i valori che traspaiono dalla narrazione sono quelli che io amo trovare in una storia.
Continua così^^

Recensore Veterano
21/07/20, ore 20:13

Aspettavo da tempo immemore l'aggiornamento con questo capitolo e, finalmente eccolo qua ^^
No, va beh! Vogliamo parlare del titolo? Vuoi farmi piangere ancora prima di cominciare?!
"Barbabietole" è un termine artistico: i "man-burek" devono essere consegnati alla Storia ed alla Letteratura!
Sei sempre bravissima (e finalmente, dico io, c'è qualcuno che lo fa) a descrivere e raccontare i combattimenti. I dettagli sono molto precisi e corretti ma, nonostante abbondino, non appesantiscono affatto la lettura. Anzi: sono un valore aggiunto!
Ed ecco che spunta il primo ferito, per mia grande gioia e sommo gaudio.
La scena in sé è molto dolce ma ci ricorda che nessuno in guerra è invulnerabile e sono tutti potenziali "vittime" del fuoco nemico.
Ed ecco infatti il nostro caro Hans: ferito e sofferente a causa di una pallottola. Nessuno, nemmeno i più forti, nemmeno gli ufficiali sono immuni.
E' struggente e doloroso leggere del suo star male, ma ancora di più della sofferenza di Friedrich, che lo ritiene ormai spirato e sogna il suo funerale.
La canzone è già straziante di suo ma con questa scena raggiunge davvero il suo massimo potenziale. 
Emotivamente è devastante, ma al contempo bellissima.
Davvero tanti, sentiti, complimenti!
Non vedo l'ora di leggere il resto, nella speranza che il sogno di Von Kleist non sia profetico.
A presto! ^^

Recensore Master
17/07/20, ore 13:18

Buongiorno.
Be', insomma... si vince, si avanza, ma si muore anche!
Qual è il vero peso di una vittoria, allora?
Intanto i polacchi resistono ma di certo non sono in grado di far fronte ai nemici.
E' chiaro.
Ma tutti muoiono, in fondo... chi vince e chi perde... tutti uguali in questa triste sorte di guerra...

CHE. CAPITOLO. SIGNORI.
Ci sono sequenze di battaglia che farebbero impallidire Remarque, c'è il dramma, c'è persino la mitologia greca.
Ovviamente sai già su cosa mi concentrerò in questa recensione.
Hans ha capito le intenzioni di Friedrich, teme per lui e per il suo desiderio costante di proteggerlo anche a costo della vita, quindi che fa? Decide di non combattere al suo fianco, mandando l'amato a recuperare le munizioni.
E Friedrich, mostrando maturità e capacità di adattamento reagisce da vero soldato:piagnucolando e facendosi le seghe mentali. Invece di riflettere sul motivo del gesto del compagno e su come stia semplicemente cercando di non metterlo in una condizione di rischiare ancora di più il disonore, si lascia andare a pensieri decisamente meno sottili (NON MI VUOLE PPIUUU) e reagisce quasi fosse stato rifiutato.
Biondì, lo abbiamo capito TUTTI. Tranne te.
Le intenzioni di Hans si fanno totalmente trasparenti nella sequenza finale:vuole che Friedrich impari a rispettare gli ordini e a non fare di capoccia sua, anche nelle situazioni più estreme.
E infine... Cliffhanger! Sarà vivo, sarà morto, sarà tutto un sogno come in Allucinazione Perversa? Non ci resta che scoprirlo e questo significa... Esci I capitoli nuovi!

Nuovo recensore
11/07/20, ore 03:40

Sono sempre qui a scocciarti! :D
Allora, molto bella la sequenza d'apertura, le scene di battaglia sono decisamente il tuo forte, mi piace un sacco lo stile asciutto e il piglio documentaristico delle tue descrizioni, ma questo lo sapevi già!
Konrad e Reinhardt si riconfermano la coppia più tenera della storia, non smetterò mai di farti i complimenti per il modo in cui riesci a parlare di una coppia omosessuale senza cadere in nessuna delle trappole-stereotipo,una cosa che oggigiorno è davvero molto rara.
Andando ai nostri carissimi Hans e Friedrich, che dire? La preoccupazione riguardo la faccenda della corte marziale è palpabile in entrambi ma sfogano l'ansia in maniera diversa:Hans é un fumatore incallito e tende a isolarsi o a rispondere male, dandosi anche colpe non sue.
Friedrich d'altro canto ha la testa ai fratelli, sequenza che un po' mi ha messo tristezza e nostalgia:passi l'infanzia a giocare con loro e poi di colpo ti ritrovi in guerra, tutti separati e con il pensiero costante di non rivedersi più. Terribile.
Ls discussione tra i nostri amatissimi soldatini ci mostra un Friedrich indomito, coraggioso e che rischierebbe altre cento volte per proteggere il suo amato. Hans si sta indurendo. Cosa succederà?
Corro all'ultimo capitolo!

Nuovo recensore
11/07/20, ore 03:13

Ri- salve! Capitolo un po' diverso dai precedenti, più leggero e scanzonato (anche se non mancano i momenti drammatici ma tranquilla, ci piace ci piace). Manfred è un personaggio assolutamente adorabile, quasi quanto il fratello. Si può già notare quanto a differenza di quest'ultimo abbia un carattere decisamente più positivo e un'attitudine assai meno drammatica. Devo ammettere che la sequenza ove viene "sfruttato" al pianoforte mi ha piegata in due dal ridere. E non è nemmeno stata l'unica parentesi comica del capitolo:la sequenza in cui Hans viene scambiato per un vampiro per la sua incapacità di dormire credo resterà negli annali. La sequenza finale, con Hans che ascolta da lontano Friedrich suonare e si perde nei ricordi è forse uno dei momenti di alto romanticismo, delicato ma non smielato, più toccanti di questa storia. Come al solito è tutto meraviglioso. Vado avanti!

Nuovo recensore
11/07/20, ore 02:58

Dopo un inizio che definirei quasi "bucolico" e che ci fa capire un po' quanto queste due macchine da guerra nella loro intimità non siano né più né meno di tenerissimi gattini, la storia ci riporta al presente e ad Hans e Friedrich che cercano di gestire la situazione pesante e opprimente che si è creata. Ad Hans il gesto di Friedrich brucia ancora e il cattivo presentimento di cui parla non può che affiorare in tutti noi. D'altro canto abbiamo Friedrich convinto e ostinato nel suo pensiero. È l'amante "cieco" che a volte può anche essere pericoloso. Bellissimo capitolo, vado avanti!

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