Recensioni per
Col mio sangue metto radice
di Ancient Flower

Questa storia ha ottenuto 7 recensioni.
Positive : 7
Neutre o critiche: 0


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Recensore Veterano
22/04/20, ore 13:07

Ciao! Partecipo anch'io al contest e, decidendo di dare un'occhiata alle altre storie, ho trovato la tua.
Affrontare un tema come la guerra non è mai semplice per un duplice motivo: sia perché il tema, di per sé, non lo è e sia perché bisogna essere veramente bravi per raccontarlo. Credo che tu abbia fatto centro, utilizzando le parole giuste con la perfetta dose di nostalgia, paura, tenerezza, amore, dolore, angoscia, fatica, consapevolezza...
Sono stata in tensione per tutta la lettura, tirata come una molla, col fiato sospeso e un macigno sul petto, perché - per quanto mi riguarda - non esiste motivazione valida dietro nessuna guerra, dietro la crudeltà umana che alla fine si riduce al mero istinto di sopravvivenza, a prescindere che si parli di una guerra realmente combattuta o di una puramente inventata. Quando sono arrivata alla fine, agli ultimi pensieri che il protagonista ha rivolto al fratello, lì sono scoppiata in lacrime... e non tanto per dire, ho pianto davvero.
Solitamente amo il genere drammatico, forse è il mio preferito fra tutti, ma prima d'ora non avevo mai letto storie che si rifacessero ad una guerra realmente avvenuta. Certo, come hai detto, i fatti sono romanzati... però, ecco, avere la consapevolezza che nella guerra di cui hai paralato (così come in un'altra delle millemila guerre qualsiasi che sono state combattute) c'è sicuramente stato per davvero un soldato che ha vissuto tutto questo... mi ha trafitto l'animo, ricordandomi ancora una volta di quanto noi uomini siamo spietati, crudeli, prepotenti, egoisti: fin dal principio ci sono state date tantissime possibilità per vivere con tutto quello di cui necessitavamo, in armonia fra noi; ce n'era per tutti, ma l'avidità ha preso il sopravvento e l'epilogo lo conosciamo bene. 
Grazie per questa lettura che, oltre ad essere ben formulata e calibrata, invita molto alla riflessione sul genere umano, su ciò che abbiamo vissuto e su quello che stiamo vivendo. E complimenti vivissimi!

Nuovo recensore
09/04/20, ore 19:32

Piacere di conoscere te, e il tuo stile di scrittura. Innanzitutto: Brutale, cinico e dannatamente realistico in ogni sua propaggine, questo tuo scritto. Mi sono immaginato questo povero ragazzo in ogni suo movimento, e in ogni suo dialogo, e ne ho quasi sentito i sentimenti. Quella paura ed angoscia, mista ad una speranza difficile da descrivere. Io detesto le opere storiche, ma la tua oneshot mi è piaciuta un casino.

I dialoghi sono straordinariamente puliti, chiari e dettati dalle azioni, il che mi ha fatto immedesimare ancora di più nella narrazione. Il finale è struggente, e come detto all'inizio, brutalmente realistico.

Enormi complimenti, un os fantastica. Auguri per il contest!

Thumbs up for me!
(Recensione modificata il 09/04/2020 - 07:40 pm)

Recensore Master
06/04/20, ore 13:01

Ciao,
Consigliato dal mio carissimo amico Yonoi, sono passato a leggere questa storia.
Ho già ringraziato lui per il suggerimento, ora ringrazio anche te, per aver riportato in luce una delle tante, troppe, stragi fatte passare come normali atti di guerra perdute nel tempo e nella memoria di chi é sopravvissuto.
Questo episodio da te raccontato era sfuggito di sicuro dalla mia, di memoria. Tanto più che non sapevo neppure che Pasolini avesse un fratello, morto giovanissimo in questa circostanza. Sono rimasto incantato nel leggere le parole rivolte da un ragazzino di 20 anni alla famiglia che aspetta invano il suo ritorno. Una delicatezza che ai giorni d'oggi é troppo spesso cancellata, dimenticata o deliberatamente classificata come 'linguaggio di un tempo passato'.
Complimenti sinceri per questo breve scorcio di storia raccontato con molta delicatezza.
Alla prox!
Ssjd

Recensore Master
26/03/20, ore 22:14

Ciao, Fiore Antico, e piacere di conoscerti. Piacere veramente, profondo. Un piacere davvero molto grande. Ho trovato la tua storia sul Forum, partecipante al contest "Voglia di tè", mentre gironzolavo indeciso se partecipare oppure no. Mi ha incuriosito il titolo della tua storia, sono venuto a dare un'occhiata e ho trovato una delle storie più originali e suggestive che io abbia mai letto. Una storia rara, perché è raro veder trattato il tema della Resistenza, ancor di più è raro veder condurre una storia con tanta sapienza e capacità di muovere, commuovere, coinvolgere. E' raro anche sentir parlare di Pasolini, di storia italiana su questo sito dove molte (troppe) storie sono ambientate chissà dove in America e hanno il titolo in inglese anche quando l'inglese c'entra ben poco, mentre le storie accadono anche qui a casa nostra: e ce ne sono, eccome, da raccontare. Credo che le giudici di questo contest non potranno non apprezzare, in primo luogo, l'utilizzo che hai fatto dell'elemento tè, che non è semplicemente inserito perché il contest lo richiede ma fa parte della storia, ricorre fino all'ultimo istante in quanto rappresenta il legame di Guido con la famiglia lontana.
Detto questo, io amo i racconti sulla Resistenza, i libri che raccontano la Resistenza e i suoi protagonisti, e ho risentito nelle tue parole la voce di chi quegli anni li ha vissuti e di seguito raccontati. Lo stile è quello delle lettere che si scrivevano all'epoca (vedi la missiva iniziale di Pier Paolo al fratello Guido), è quello degli accorati racconti e delle riflessioni di chi ha visto, partecipato, sofferto: mi viene in mente "L'Agnese va a morire" di Renata Viganò, che probabilmente avrai letto. I modi in cui Guido racconta e si racconta sono quelli di un ragazzo del suo tempo, della sua realtà, dei suoi ideali. Ho amato particolarmente le sue riflessioni, laddove nel ripensare alla famiglia lontana osserva che "più il dolore è acuto, più il silenzio si fa totalizzante". Ancora, quando si trova a ripercorrere gli ultimi e più incalzanti eventi, ripensando al compagno di lotta ucciso da altri compagni di lotta, Guido annota: "Quando vidi il volto di Gruaro, stravolto dalla violenza di chi era altrettanto ispirato da nobili intenzioni, capii che la guerra non dà spazio ad alcun proposito puro, poiché esso viene sporcato della sua stessa ferocia. E io, dalla parte della ragione, non voglio macchiarmi della colpa di aver ucciso un’altra persona dalla parte della ragione né farmi uccidere da questa. Lo trovo un controsenso." Ora, io spero che tu non abbia davvero diciotto anni come dice la presentazione della tua pagina, perché altrimenti... ho una doppia ragione per andare a nascondermi. Davvero, c'è in queste righe, ma più on generale in tutta la storia, una profondità di riflessione che sorprende e insegna. Per me la tua storia ha già vinto non solo perché è scrittura di alta qualità ma anche perché è memoria, è giustizia, è veramente una genuina rappresentazione di un grande ideale, narrata con grande partecipazione e originalità, senza mai scadere nella retorica.
C'è originalità infatti, oltre che nella scelta del protagonista e del tema (una pagina poco nota e ben poco onorevole della nostra Resistenza) anche nell'uso di immagini di grande suggestione nella narrazione, come quando il nostro protagonista, nella sua fuga, "rincorre il sole a braccia tese", corre "fin dove mi condurrà il sole". Notevole è anche la caratterizzazione dei personaggi, che procede incisiva con rapidi accenni: è il caso del comandante Bolla (da vivo e da morto), del compagno ucciso, della dolce anziana che accoglie il protagonista ricordandogli la figura della madre lontana. terribile è la visione della fossa comune, o forse solo ora, in questi rinnovati tempi di precarietà, possiamo renderci conto di cosa significhi andarsene così giovane, vedere la morte in faccia consapevole di non avere via di scampo. Ma il nostro, forse proprio in quanto giovane, conserva fino all'ultimo la nitidezza dei suoi ideali oltre al ricordo dei suoi cari lontani, a cui è unito fino all'ultimo grazie a un sorso di tè. Guido sa quindi che il suo morire non è vano, non è neppure un morire ma è un perdere la forma come il seme, per diventare radice e poi nuovo virgulto.
Una storia bellissima, bellissima, bellissima. Inutile dire che va di diritto tra le mie preferite. Spero di vederti sul podio del contest, te lo meriti nella maniera più assoluta. A presto.

"la guerra non dà spazio ad alcun proposito puro, poiché esso viene sporcato della sua stessa ferocia".

Recensore Veterano
22/03/20, ore 13:16

Tremendo, non ci sono altre parole per descrivere questa one-shot. I pensieri del giovane protagonista (20 anni!), il suo cercare la famiglia in ogni piccola cosa, la cattura dei suoi compagni, la fuga, il parallelo dell’anziana signora, la fine orribile eppure vissuta con enorme dignità sono stati espressi con grande maestria, facendoci rivivere tutto con un groppo in gola.

Ciò che ci amareggia è che Guido abbia trovato la sua fine non contro il nemico comune, bensì contro un altro gruppo partigiano con cui condividevano la lotta. È peggio di un tradimento.

Grazie per questa one-shot, grazie anche per aver parlato del Friuli-Venezia Giulia, terra molto spesso dimenticata dalla Storia italiana e che però tanto ha dato.

Alla prossima,
H.

Recensore Master
22/03/20, ore 12:41

Ciao cara^^
Si nota che sei molto legata a questo periodo storico, ai suoi protagonisti e ovviamente alla lotta per la libertà. Hai narrato l'episodio in modo molto preciso, riuscendo ad esprimere profondamente i pensieri del protagonista. Hai unito molto bene la Storia con l'aspetto più intimo del protagonista, legato alla sua famiglia e ai suoi compagni, rivivendo in modo realistico e drammatico i suoi ultimi istanti.
Dimentichiamo troppo in fretta le ferite del passato ed è giusto ricordare le storie e le vite di coloro che hanno deciso di sacrificarsi per un ideale nobile come la libertà.
Complimenti per questo splendido racconto, bravissima! :)

Recensore Master
22/03/20, ore 07:08

Buongiorno.
E' un racconto che mi ha lasciato così, un po' sospeso durante la lettura; di quei testi che sai già come vanno a finire, purtroppo, e sai anche che ti colpiranno nel cuore perché ciò che lascia dietro di sé una guerra, di qualunque natura essa sia, è solo un turbinio di morte e di profondi vuoti legati a chi non c'è più...