Recensioni per
Et Nos Cedamus Amori - Erotico
di Semperinfelix

Questa storia ha ottenuto 68 recensioni.
Positive : 68
Neutre o critiche: 0


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Buongiorno,
questa è proprio follia d'amore, poco importa l'ultimatum del nonno!
Ma... davvero lotterà fino all'ultimo per questo amore?
Gli sarà concesso?
Sicuramente i milanesi adesso gli lasceranno campo libero... dubito che riprendano la Bea...

Gaudio e tripudio, è tornato Ferrandino! Aveva dunque finto di imbarcarsi per la Spagna e non ha impalmato la principessa spagnola. Non mi è chiaro però come mai sia riuscito a scovare Beatrice se il percorso del corteo è stato cambiato a causa del ritardo della delegazione del cardinale Ascanio.
Eh sì, avevi ragione nel dire che Ferry avrebbe avuto la sua soddisfazione, perché raccontare lì davanti a tutti che Beatrice è stata sua più e più volte e che addirittura si erano “sposati” è un vero colpo di scena! Dopo aver fortunosamente vinto il duello con Galeazzo inanella la sua Ninfobea davanti a tutti (quindi questa volta non si può dire che nessuno abbia sentito, vero Ninfo?) e la rapisce portandola sul suo destriero. Questi sono i finali che ci piacciono!
Ora però i due amanti ( che spero qualcosa riescano a quagliare, se no questo rating rosso resta un mero ricordo) dovranno affrontare due nemici: re Ferrante e il Moro, con il rischio non remoto di un vero e proprio incidente diplomatico!
Sicuramente sarà interessante leggere il prosieguo, vedremo cosa hai in serbo per noi! Buon fine settimana;)

“Et l'Ill.mo duca de Calabria l'è un cane rabioso che se morde la coda”

“L'è bello et zovane et ardito, ma de poco senno, como tucti quelli de lo suo parentado”

E così, con una lettera, Galeazzo Sanseverino è divenuto il personaggio più ganzo di questa storia, scavalcando tutto e tutti, poiché come alle nozze di Cana il vino migliore viene servito all’ultimo. So che tu cercherai nei prossimi capitoli di fargli fare la figura del mingione, ma non ci importa: Galeazzo rimarrà sempre nei nostri cuori, lo sosteremo anche nei momenti più imbarazzanti, perché in poche righe ha dato contemporaneamente a Ferrandino del Chihuahua e dello stupido. Un uomo, un mito.

Lo sapevo che la camicia è un indumento da bandire e da nascondere accuratamente dentro i farsetti, hai visto come a Giovannella s’è infiammato l’ormone e come è partita all’attacco del nipote-fratello? Che poi, ancora questa storia non si capisce bene come sia finita: ora Ferrandino nega d’esser figlio di Ferrante, ora lo conferma; ora Ferrante dice “ma io manco me n’ero accorto” ed Ippolita dall’oltretomba rosica. Si farà mai chiarezza su questa vicenda? Anche se, a giudicare dal comportamento di Beatrice, non credo le faccia alcuna differenza, basta ch’abbia la sua dose giornaliera d’horrevole c***o e lei è contenta. A meno che l’autrice non ci tiri fuori l’ennesimo colpo di scena, rivelando come Ferrandino sia in realtà il figlio segreto di Diego ed Eleonora.
Detto questo, la povera Giovannella le tenta proprio tutte – tra lo spogliarello/ciucciata di Beatrice e il suo, ancora non abbiamo deciso quale dei due sia stato il più imbarazzante.
La guagliona qua invero si dimostra incapace d’arrendersi all’evidenza che un’altra Giovanna godrà delle virtù del nipote-fratello: che poi, dopo aver spiato la scenetta del bagno anni addietro, avrebbe dovuto capire che a Ferrandino garbano le more, soprattutto se mogli/amanti altrui (Caterina G. e S. docent). E che cos’ha la Giovanna di Spagna più di lei?, chiede la testarda infanta. Beh, un mucchio di soldi, certamente, e forse anche più libidine e una tendenza a pigliarsela – anche fisicamente – contro chiunque metta le mani sul cavallo del marito.

Ora, d’accordo che poi nella Storia Ferrandino effettivamente s’è sposato con sua zia (e qua mi vengono i brividi al sol pensiero, passi per un cugino, ma gli zii proprio no, è quasi come andare a letto coi genitori) però in questo universo alternativo, visto ch’è tanto innamorato di Beatrice, ma Ferrandino cos’ha? Il fuoco di San Satiro? Perché a questo punto non va anche con Sancha sua sorellastra, se la sua filosofia di vita si riassume in “ogni pertugio è porto”? E a proposito, dov’è Sancha? XD Niente di tutto questo sarebbe accaduto, se ci fosse stata la nostra – vera- ninfomane preferita!

Quindi, un pensierino sulla zietta il nostro “cane rabioso” se l’è fatto. Buon per lui, aspetta soltanto che lo sappia nonno Ferrante e fra poco incomincerà una storia d’amore tra Ferrandino e il boia, tra frustate e visite notturne nella buia celletta.

Nel frattempo, Galeazzo si conferma immenso nella sua maturità e pazienza, pure le bambinate tra cuginetti si deve sorbire, come la maestra a scuola quando un alunno dice: “Gigino mi ha fatto la linguaccia e non gli parlerò mai più, bu-uh!” Manca solo la faccia di Ludovico mentre legge la missiva del genero e abbiamo fatto bingo. Mi immagino il povero Sanseverino, venuto tutto impettito e solenne, per ritrovarsi a fare lo psicologo e consulente di coppia. Mai una gioia nella vita.


Bien, adesso Beatrice s’è ficcata (giustamente) nei casini fino in fondo, accettando le nozze col ricchissimo, sensuale e abbronzato Ludovico, mentre Ferrandino se ne va in crociera a Barcellona ad impalmare, tra tapas e sangria, la bella Giovanna.

La fine? Macché, ormai i due cugini hanno una missione – uccidere nonno Ferrante tramite triplo infarto – e non saranno soddisfatti finché non avranno seccato il vecchietto.

In attesa dei prossimi sviluppi,
H.

Eh, però non mi puoi deludere così che questi non si rivedono più! Ferry saprà pure usare bene l' honorevole ca... ed accessori, ma con le parole lascia molto a desiderare; la Ninfo come sempre è una banderuola al vento, si impermalosisce con il cugino e quindi decide che questo matrimonio improvvisamente s'ha da fare! Mi sono pure dovuta sorbire la lettera di Galeazzo in italiano aulico e poi sotto c'era la versione aggiornata, mannaggia! Un capitolo meno avvincente dei precedenti, se non fosse per la parte iniziale con zia Giovannella, ribattezzata mai una gioia, che non riesce a sedurre il nipote/fratello ; lì si' che Beatrice sarebbe stata giustificata nella sua reazione stizzosa! 
Davvero, non ci posso credere che non si rivedono più.....
(Recensione modificata il 20/04/2021 - 02:28 pm)

Buongiorno,
che tira e molla, i due non hanno pace...
Credo che a questo punto il nonno debba separarli il prima possibile...
Ma anche la piccola Giovanna ci prova subito? 0.o
Cavolo.

Domanda: “Chi, madonna (avete mai amato)?”
Risposta: Io, me e me stessa.
E ogni tanto anche i diamanti, ché sono i migliori amici di una ragazza.

Il lecito quesito di Galeazzo, improvvisatosi Grande Inquisitore, riassume perfettamente questa storia: alla fine si ha come l’impressione che Beatrice non abbia amato nessuno dei suoi uomini di per sé, bensì per ciò che potevano offrirle. Diego, la possibilità di divenire “donna” e dunque d’uscire dalle mura domestiche e di conoscere il mondo; Ferrandino, di avere un uomo appassionato in letto; tutte e due, che tanto sembrano trattarla da zerbino, ma che ignorano come in realtà siano loro gli zerbini, manipolati a piacimento da Beatrice, che gira che ti rigira fa sempre ciò che vuole e se la cava sempre, lasciando i due fessi a sbrogliarsela da soli. Non male, la furbastra.

Ma avanziamo retrocedendo in questa recensione.

Povero nonno Ferrante: tanto che si dannava per mettere tutto a tacere, per dissimulare i casini creati dai nipotastri ed ecco immediatamente Galeazzo lo sgama, fiutando il bluff e richiedendo un incontro al lume di candela con la sposina. Epperò anche il Sanseverino: ma non poteva proporre una colazione? Un pranzo? Una merenda alla luce del sole in veranda o in giardino, così da non dare adito ad eventuali malintesi? Ma proprio lo volete uccidere d’infarto quel povero vecchietto?! XD M’immaginavo nonno Ferrante tutto rosso costipato, che strisciava le parole, manco fosse dal cavadenti.

“vostra nipote sarà al sicuro in mia compagnia come una perla nei vostri forzieri” e qui non ho potuto fare a meno di pensare al Gonzaga e ai suoi forzieri, soltanto che nel suo caso era per evitare che Beatrice ne combinasse un’altra delle sue. Ora come ora, non sarebbe male come consiglio anche in questa situazione!

Uhm, c’è un’aria di Dovizi qua, con Galeazzo che si prepara accuratamente alla pugna vestendo farsetti alti e attillati e pure infierisce sulla povera Giovannella, la quale s’imbizzarrisce alla vista di una camicia e si dimentica dell’importante missione affidatale dal padre. Ecco perché da noi ci si lamentava delle camicie fuori dal farsetto, instillavano pensieri poco casti nelle donne. Tutta colpa di Ferrante che non ha mandato Giovanna la Madre, invece di quella novellina di sua figlia! A meno che non temesse che Galeazzo le concupisse anche la mogliera? O.o

Comunque … Sanseverino, liberatosi della zavorra, manifesta qui il suo lato più ficcanaso e di colpo Beatrice si ritrova a partecipare all’antenato delle trasmissioni della Mara Venier, con domande sempre più imbarazzanti ed invasive, mancava solo che Galeazzo ripetesse l’ispezione di Diego, ottenendo i medesimi risultati, visto che, al pensiero di Ferrandino, a Beatrice parte l’estrogeno.

“dunque vogliate risparmiare questo supplizio al signor Ludovico, vi supplico” = dategli un po’ di vin bianco, cinque uova, due cefali e una sniffata di essenza di gelsomino e Ludovico è pronto ad accettare la sfida. Ferrandino ha l’ardore della gioventù, ma lo Sforza è una vecchia volpe piena di assi nella manica e soprattutto dentro le mutande.

D’altronde Galeazzo ha ragione: nei matrimoni tra capi di stato, si prende ciò che passa in convento e se bisogna sposare una vedova per ragioni politiche, bisogna farlo senza tanti capricci. Pensa a quella disgraziata di Anna di Bretagna. Ed è questo ciò che Beatrice qua non riesce a conciliare, ché si crede una nobile qualsiasi mentre invece è al vertice della gerarchia e dunque, pedina dell’alta politica, cui deve sottostare. Già è stata fortunata una volta, avendole il nonno (in questo universo) impedito in passato di sposare Ludovico, pigliandosi Diego malgrado le generali perplessità. Ma adesso?

Ed è proprio questa sua immaturità – anche dopo un matrimonio alle spalle, un figlio e la sfilza d’errori da cui avrebbe dovuto imparare – che la porta a combinare null’altro che guai. Sul serio? Sedurre Galeazzo? Era questo il suo piano brillante? Più che una femme fatale mi pare una bimbetta cui è stato negato lo zucchero filato.

Allora, primo, cara la mia Semper, ti meriti ogni sfottò di questa terra, perché tanto criticavi l’antica arte della suzione delle dita nella mia storia ed ecco che anche tu la usi come arma di seduzione, della serie chi non ha mai succhiato scagli la prima pietra; secondo, compatisco il povero Galeazzo, mi sento partecipe al suo imbarazzo perché è chiaro che ha mangiato la foglia, sopportando il tutto stoicamente e magari immaginando suo fratello Gaspare vestito da odalisca, pur di rimanere serio e focalizzato.

E poi Beatrice che si slaccia il corpetto … Ovviamente, questa la paga, figurarsi. Epperò se lo merita, perché se le va accuratamente a cercare: in più e più occasioni Ferrandino le aveva dimostrato, quanto fosse geloso, forse anche più di Diego. E giustamente, che fa lei? La lasciva con un altro uomo e vedi se Ferrandino non lo verrà a sapere, scatenando il chihuahua che è in lui contro la cugina.

Siamo basiti dinnanzi a tanta ingenuità e per questo facciamo la ola a Galeazzo, che è l’unico che sta usando il cervello e non l’amigdala. Ma Beatrice non lo capisce che questo matrimonio è per ragioni di stato? Fosse stata una qualunque, forse qualche speranza ce l’aveva, ma come afferma il Sanseverino meglio che Ludovico se la sposi rispettandola, che considerandola una poco di buono. Che magari gli gira il momento “Galeazzo Maria” e Beatrice finisce come Antonia Malatesta.

Quindi boh, credo che qua lei si sia inutilmente umiliata, avrebbe forse dovuto giocare meglio la carta della madre disperata, della vedova costretta, della donna sedotta e abbandonata, insomma, alla fine Galeazzo se l’è rigirata tra le dita come il pongo, grazie al contributo di Ferrandino, che mai tiene la bocca chiusa e minimo Beatrice gli dovrà dare una padellata in testa, perché quella che ci ha fatto la peggior figura è lei.

Bien, adesso vediamo le conseguenze di codesta cena della beffe, spero per la salute mentale e fisica di nonno Ferrante che lui non lo venga mai a sapere, siccome però i nipotastri sono sadici, gliene combineranno un’altra e allora via con la seconda eruzione del Vesuvio!

Alla prossima!
H.

Continuano i disagi a casa Aragona, con nipoti ribelli rinchiusi o nello sgabuzzino o in cantina, con nonno Ferrante in piena crisi senile, con l’arrivo del baldo Galeazzo Sanseverino e altre peculiarità.

Ih, ma che pappamolla qua Ferrandino! Buio? Disperazione? Per qualche frustata? Per qualche mese in gattabuia? Ma che andasse a chiedere cosa significhi la vera prigionia a quel disgraziato del suo biscugino Giovanni Battista Marzano, imprigionato per trent’anni, o a Giorgio Corner (il nonno del nonno del Giorgio Corner che ti piace) che s’è fatto sette anni di torture e prigione per mano di Filippo Maria Visconti e poi ne riparliamo, cos’è la vera sofferenza. Ah, questa gioventù rammollita dagli agi!

Povero Messer Boia: ogni volta dover chiedere scusa perché si guadagna la pagnotta. “Nessun rancore, eh? Ora stringi i denti e conta le cugine tue.” E scioooock, via col trattamento all’Alfonso d’Aragona, collaudato con Lorenzo dieci e passa anni addietro.

Beatrice purtroppo fa quel che può, cercando di salvare il cugino-zio-marito-amante-ancoranonsicapisce, finendo, come al solito, di combinare un casino dietro l’altro: invece d’apprezzare il suo sacrificio – sposare Ludovico il Biondo – Ferrandino fa il Chihuahua e le abbaia contro tutto il suo disprezzo, arrivando perfino a sospirare la morte del nonno e al contempo desiderare la bella morte per mano dell’avo, piuttosto di condividere la cugina col ricco e fascinoso milanese. Purtroppo, il ragazzo non ha capito che a questo mondo esistono due categorie, ossia chi indossa la vesta e chi bacia la vesta e lui, mi sa, la vesta del nonno per il momento la deve baciare. Visto che siamo in tema di punizioni a riferimento teologico, m’aspettavo per un attimo Ferrandino arrivare a carponi e leccando il pavimento, come ne “La Lupa.” Ma vabbè, nella prossima vita.

“correre il rischio di allevare come proprio erede il figlio bastardo di qualcun altro”, tipo l’erede al trono. Che Ercolino biondo, si poteva giustificare ma uno rosso? “Oh, assomiglia tutto a nonna Eleonora!” XD Eh, qualsiasi sia l’universo – canonico o alternativo – Ludovico sempre sospettoso della corte napoletana resta.

Esilaranti le trattative matrimoniali coi Cattolici, ci mancava soltanto la competizione tra i due ambasciatori – imperiale e napoletano – con in mano i ritratti dei due principi. “Piglia Filippo l’Hermoso!”; “No, piglia Ferrandino dell’Horevole C***o!” condito da una gara di pugilato tra i due. Sarebbe stato uno spettacolo interessante. Poi arrivava l’ambasciatore portoghese che finiva ambedue col German suplex o rovesciata alla todesca, poiché il re Manuel bramava tutte le donne dei Cattolicissimi, manco nutrisse un feticismo verso le Trastamara. Olé!

Epperò, qua Ferrandino ha rischiato grosso con Giovanna, gli conveniva la più posata Isabella. Se Beatrice gli ha fatto vedere i sorci verdi per delle avventure passate, Giovanna prima o poi finiva per tagliargli l’Horevole C***o, della serie “se non lo potrò avere io 24/7, allora nessuna lo avrà!” Questo, ovviamente, dopo avergli quasi spaccato le natiche a furia di coiti, trasformando Ferrandino in un drogato d’alloro e relegato sulla sedia a rotelle o il suo equivalente d’epoca.

Oh, finalmente Galeazzo Sanseverino approda ai lidi natali della sua stirpe. Ma il “d’Aragona”, lo usava solo suo padre Roberto? In ogni modo, il suo è un arrivo trionfale a Napoli, mancava solo il Genio che cantava come in Aladdin e le donne che gli lanciavano le loro sottogonne, il tutto col sottofondo musicale del digrignare di denti di Ferrandino, il quale teme che questo Adone possa oscurarlo e sottrargli la sua cugina-nipote-moglie-amante preferita. Poi se mi racconti dell’enorme ascendente di Galeazzo su Beatrice, la frittata è fatta.

E BAM! Puntualmente, manco soffrissi della sindrome del Trivulzio, come previsto ecco che Ferrandino fa la mingionata e spiffera, alla stregua della più pettegola delle lavandaie, dettagli a dir poco scabrosi al povero Galeazzo, che si ritrova ora in una situazione assai ostica e chi non vuole sentirsi raccontare degli exploit sessuali tra lui e la futura moglie di suo suocero? “Ma prego, giovane duca, pigli pure uno sgabello e mi racconti ogni singolo dettaglio, così lo passo a mio suocero Ludovico in modo da compiacere meglio la sua mogliera!”

Terminiamo poi coi due gentiluomini che fanno discorsi da spogliatoio, mancava soltanto che si mettessero a disquisire su chi l’avesse più lungo, se Ferrandino, Ludovico e Galeazzo. Quando Ferrandino gli raccontava, con molta finezza, cosa amasse contemplare alla mattina, mi immaginavo Galeazzo con la faccia da gatto soddisfatto, che replicava: “Oh, aspetta soltanto che lo riferisca a tuo nonno!”

Invece, Galeazzo non fa la spia – sennò è figlio di Filippo Maria - e risponde a tono, ignaro di come abbia fomentato la cazzimma di Ferrandino, il quale medita morte e vendetta nei confronti del Sanseverino, secondo le migliori tradizioni aragonesi.

Non è che gli fa fare la fine di Diego? Il quale, a proposito, ormai mi sa di eoni addietro, chi più se lo ricorda? Io boh.

Ci si vede al prossimo capitolo, che spero di recuperare presto, per vedere come Ferrandino e Beatrice riusciranno a sbrogliarsela da questa situazione, prima che a Ferrante venga la sindrome di Riccardo III, finendo per ammazzare tutti i parenti.

Hasta luego!
H.
P.S. All'autrice del disegno rinnoviamo i nostri complimenti, ora anche Galeazzo ne vuole una copia! ;-)

Ho trovato questa storia con piacere, dopo aver letto "come fumo i nostri giorni" ed altre storie. Sono scritte in modo particolare e curate fino all'ultimo dettaglio, più che "fanfiction" sono libri fatti e finti da recuperare il libreria. I personaggi sono realistici e verosimili.

I venti capitoli si leggono uno dopo l'altro, anche se le continue scene lemon sono a volte un po' pesanti (dipende anche dall'averla letta tutta in tre giorni poco meno, credo)
Ferrandino e Beatrice si sono trovati: due piaghe in trono sempre in calore nemmeno fossero animali.
Lui mi ricorda il cane che incontro al parco, abbaio stridulo e arrogante nonostante sia un chiwawa. Odioso.
Lei è molle come pane inzuppato, immatura e senza volontà, si lascia turlupinare in ogni modo (basta che comprenda un letto o un pavimento dove consumare)
Ti ammazzano il marito e rendono orfano il figlio, cosa è più naturale che fare sesso ed innamorarsi del colpevole? La fuga in convento è stata solo un capriccio momentaneo, infatti cede con uno schiocco di dita
Imbarazzante e pietosa quando cerca di sedurre Galeazzo, che fiuta gli intenti e ne ride.
Non penso che il suo amante verrà ucciso, sarebbe dannoso ai fini del trattato con Ferrante. L'amore in un matrimonio contava poco o nulla, all'epoca, l'importante era avere una sposa in grado di procreare senza che si potessero sollevare dubbi sulla paternità. 
 

Questo capitolo mi ha tenuto con il fiato sospeso fino all'ultimo e sono sobbalzata dalla sedia varie volte! La Ninfobea mi è apparsa in alcuni tratti OCC, soprattutto quando cercava di comportarsi da meretrice con Galeazzo; più in generale devo dire che non mi convince molto come personaggio, sembra sempre una che non sa bene cosa voglia dalla vita: da un lato vorrebbe impedire a tutti i costi le nozze con il Moro, che però ha liberamente accettato per salvare Ferrandino, dall'altro è caduta nella trappola di Sanseverino non dubitando neppure per un istante che il suo amante avesse rivelato ad uno sconosciuto particolari intimi della loro relazione, e che fiducia è questa? La contraddizione più grande sta proprio nei sentimenti che prova per Ferrandino: suo grande amore adolescenziale, poi appassionato amante, che giura di amare (vedi dialogo in carcere) e che ha rifiutato più per uno scrupolo morale quale assassino del marito che altro... tuttavia quella domanda finale cui non sa rispondere è emblematica, chi è stato il suo vero unico grande amore? Possibile che Ferry sia solo quello che più l'ha infiammata tra le lenzuola? (che esagerata a scaldarsi al solo ricordo, mamma mia, certi soprannomi non sono stati dati a caso!) Ma anche con Diego, al di là del letto, che rapporto c'era, se non si fidavano l'una dell'altro? Cosa intende la Ninfo per amore? Vabbè, non divaghiamo nel filosofico, concludo dicendo che avrei strozzato Beatrice con le mie mani nella parte finale, quando dice che non potrà sposarsi con il Moro "finché colui col quale ho giaciuto sarà ancora in vita". E se Galeazzo la prende alla lettera e fanno fuori Ferrandino? Che idiota che è stata!!!!
Ora più che mai attendo con ansia il seguito. A presto!
(Recensione modificata il 14/04/2021 - 01:07 pm)

Buongiorno,
mamma mia che interrogatorio!
Certo che è anche relativamente inutile, la maggior parte delle risposte sono già conosciute...
Questo matrimonio sembra voglia iniziare nel peggiore dei modi, già dall'esordio xD

Ben ritrovata madonna, come state?
DIciamo che l'altra volta con lo spoiler ci avevo azzeccato: Beatrice accetta il Moro purchè a Ferrandino venga risparmiata la vita. Ma lui invece quand'è che ha accettato di sposare la principessa spagnola? In carcere non lo ha detto!
Questo Galeazzo Sanseverino che viene a fare il matrimonio per procura per conto del Moro non me la conta giusta: 35 anni, biondo, atletico, raffinato e colto, spiritoso ed audace, non è che la nostra Ninfo si fa un giro sulla giostra con lui prima di essere condotta a Milano?
Intanto Ferry è stato oltremodo imprudente a svelare i trascorsi amorosi tra lui e la futura signora Sforza. Galeazzo sembra aver incassato con stile, ma poi lì sull'uscio ha lanciato il dardo velenoso. Mi incuriosisce l'inciso "la Sorte aveva in serbo per lui qualcosa di ben più gustoso", Ferry non avrà dunque vendetta ma troverà soddisfazione in qualche modo? Chissà...
Comunque posso dire una cosa? O meglio ripetere, perchè l'ho già detto più volte: a me Ferry fa proprio sangue, quel suo modo passionale e viscerale di amare (preferisco morire che saperti nuda nel suo letto... nulla mi compiace di più che vedere la sua censura traboccante del mio seme) mi fa impazzire! Mi dispiace proprio tanto che per lui e la Ninfo non ci sia il lieto fine! Perchè non cambi il corso della storia? Dai, sorprendici...

Buongiorno,
e se finisse così, di certo sarebbe un finale dolce amaro, senza alcun lieto fine, ma ormai sembra che gli eventi siano destinati a questo, la piega è precisa.
e tutto torna a convogliare nella Storia.
Il disegno è venuto molto bene, bravissima l'autrice!

Recensore Veterano

E così i due nipotastri sono finiti intrappolati dal nonno gatto, il quale maledirà il giorno in cui la vecchiaia gli ha reso la vescica meno robusta di una volta, portandolo a scoprire orride verità circa i passatempi della sua famiglia. Giovannella, come anticipato, non ci ha messo un secondo a fare la spia e il vecchio per poco non schiattava in diretta. Zio Federico non è comparso, furbo lui!, cosicché per il momento s’è salvato da domande molto … invasive.

“Tuo marito morto da due mesi, la sua tomba ancora calda, e tu che fai? Ti lasci toccarti dalla mano che te l'ha ucciso? E tu hai il coraggio di chiamarti vedova? Disgraziata!” = e BAM!, via con la prima botta in testa e qui nonno Ferrante ha riassunto le mie ultime 4? 5? recensioni.

“Diego è morto per causa tua, per causa tua e della tua ingordigia!” = e RI-BAM, altro colpo basso, accidenti, il vecchio è in forma quando si tratta di spellare vivi i suoi opponenti a parole. Sono commossa.

“Mio Dio, no! non è vero! no!” = e invece sì, è vero, tutto vero!, si sente urlare in sala dal pubblico.

“… quel viscido grassone arrogante!” = ora si scopre il vero motivo, per il quale Ludovico chiamò CarlOtto giù in Italia. Che poca creanza! Dai, gliela concediamo al Ferrandino, perché è sconvolto. Tu pensa se Beatrice avesse dovuto sposare Galeazzo Maria. Ora quello sì che sarebbe stato un marito problematico … Però lo sfizio di assistere alle orge, quello era assicurato, ad organizzarle Galeazzo M. era maestro!

“Diego non era tuo zio, Beatrice. Egli è tuo zio!” = ed Hoel di Nantes è lo zio di Tristano, il cerchio si chiude! XD

Dunque, voglio incominciare da Giovanni e lodarlo per la sua fedeltà a Ferrandino, malgrado i perigli – nonno Ferrante e i suoi Caballeros – e le tentazioni – chiappe e poppe al vento. Se non fosse morto troppo giovane, costui avrebbe dato grandi soddisfazioni, lo sento! Spero soltanto che nonno Ferrante ci vada piano con lui, oppure che lo includa nel suo harem di amasi che noi sappiamo ancora tenere all’insaputa di Juana.

Ettore, quella simpatica canaglia! Salvato dalla sua amichetta di letto, non saprà mai quanto per una volta la sua sia stata una lussuria a fin di bene … per il suo collo! XD Certo, però, che i due cuginetti sono effettivamente stati un po’ carognette: perché sono andati a rompere le scatole a quei due, che si spupazzavano allegramente? Dopo ovvio che uno s’indispettisce, a rimanere là col cerino in mano, mentre il Ferrandino ha la cugina vogliosa e pronta a portata di zampa! “Nova, nova” – uhm, tecnicamente Beatrice non è proprio “nuova”, ha già avuto un marito, ma forse il cugino ha dei parametri a noi oscuri.

Un punto a favore del duca va a quel suo cavallerescamente appiopparsi la colpa, indicandosi come seduttore/stupratore della cugina. Chissà perché ma noi abbiamo la sensazione, che pur negandolo nonno Ferrante non c’abbia creduto per un millesimo di secondo. Beatrice ha saggiamente vuotato il sacco, soffocata da quella sfilza di menzogne che ormai non si capisce più niente: tizio figlio di caio, sempronio amante di tullio, ci scommetto che il nonno si sia un po’ alterato.

In fin dei conti, ha ragione: i due nipotastri l’hanno ben bene menato per il naso, credendosi liberi di fare ciò che più li aggradava e il nonno, oltre che sbeffeggiato, s’è visto in casa la prova lampante di come stia perdendo colpi ed autorità. Colpi, perché come nella recensione precedente, un grande sciupa femmine come lui, in tempi non sospetti, avrebbe subito annusato la tresca; autorità, perché non riesce manco a far tenere il bagaro nelle mutande al nipote. Ci auguriamo che i Cattolici non se la piglino a male, la Sicilia non è molto distante …

Ciononostante, al di là delle punizioni severe millantate dal nonno, siamo ottimisti su di un esito positivo per i due cugini: come fu per Tiberio, giusto per rimanere in contesto partenopeo, anche nonno Ferrante si vede davanti una discendenza non molto incoraggiante, dovesse cavare Ferrandino dall’equazione. Tra una donna (Giovannella) e uno scemo (Federico), la situazione dinastica si prospetta assai grama. Quanto a Beatrice, dal modo in cui il nonno ordina di farla portare via, ancora si scorge l’amore assoluto che lui nutre verso la nipote. Al massimo la mette in punizione nell’angolino, 100 righe “Non devo folleggiare col cugino” e niente dolce per cena.

Bene, adesso che i cugini-amanti sono nelle grinfie di nonno Ferrante, quest’ultimo si sbizzarrirà su come sfogarsi sull’erede. Inoltre, rimane la questione di Ludovico, mi pare qua il vecchio assai sincero e convito di quel matrimonio, pur di separare i nipoti e impedire loro di seguire le tradizioni incestuose tutte aragonesi.
Ci riuscirà? Oppure si dovrà adeguare all’idea di sua nipote ammogliata coll’altro nipote? In questo modo, avrebbe Beatrice sempre vicino a sé …

In attesa dell’arrivo di Galeazzo, che soffierà via tutto il codazzo di ammiratrici del pur valente Ferrandino e in attesa che recuperino Ettore, alla prossima!
H.

Questa volta mi trovo in difficoltà a commentare... forse mi ha smontato la tua confessione di esserti seccata di scrivere la storia, oppure può darsi che il capitolo abbia risentito di questo tuo stato d'animo, non perchè sia brutto o mal scritto, ma perchè si percepisce la voglia di farla finita una volta per tutte, benchè sicuramente ci fosse spazio per altre avvenure, erotiche e non solo, dell'iperdotato e della ninfo.
Indubbiamente sono triste per la sorte dei due innamorati, e mi chiedo se lei, come nel suo stile, la farà finita in qualche modo plateale o accetterà di sposare il Moro, restando inorridita dalla (presunta) parentela con il focoso amante; o magari, degno finale di una eroina tragica, accetterà il Moro purchè sia risparmiata la vita a Ferrandino.
A tale proposito non posso fare a meno di chiedermi se Ferrante sia davvero convinto che Ferrandino sia suo figlio anzichè suo nipote e se sia solo questo il motivo che lo ha spinto ad opporsi con fermezza all'unione dei due giovani; probabilmente la risposta l'avremo nell'epilogo.
PS da notare la fortuna di Ettore, che grazie alla popolana di facili costumi sfugge alle ire del re!

Buongiorno,
be', colti sul fatto, come avevo previsto.
I due sono giovani e appassionati, credo che il nonno li separerà in eterno. Se non gli viene un accidente prima, arrabbiato come è...
Era prevedibile che sarebbe finita così; credo che questo, in fondo, per Ferrandino fosse una sorta di sfida... il vecchio stesso fin dall'inizio l'aveva avvisato e richiamato, ma lui non c'è stato verso di fargli governare il suo cuore.

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