Recensioni per
Wolfen - Vol. 1
di Primavere

Questa storia ha ottenuto 53 recensioni.
Positive : 53
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
28/09/21, ore 13:46
Cap. 11:

Carissima capitolo davvero interessante!

Anche se le hai introdotte a storia già iniziata, anche se è la loro prima apparizione le figlie di Ljuba si presentano fin da subito ben caratterizzate e definite nei loro ruoli e nelle loro personalità.
Tra l'altro nonostante la condizione privilegiata e agiata s'intuisce bene che la loro vita è tutt'altro che semplice, perché sono costrette a muoversi nei rigidi parametri del proprio clan e sono praticamente "votate" al mantenimento e al prolungamento della loro stirpe.
Le sorelle sembrano averlo accettato, però qua e là si colgono segni di insofferenza e forse disagio.

Andrej non lo invidio invece, per quanto detrrminato possa sembrare ad eseguire il comando del Volk, credo che non ne sia convinto fino in fondo. Forse per questo va a trovare Raisa; vuole motivarsi, avere la certezza di essere nel giusto e "fare quello che va fatto".
Credo che nemmeno Raisa però possa dargliela e mi auguro che le cose vadano diversamente per il lupone bianco, perché le alternative che gli si prospettano sono una peggio dell'altra: da tappeto di pelliccia ad essere ucciso per mano di un suo simile u.u'

Come sempre affascinanti e suggestive le ambientazioni, fai sapere a Soraya e a Inessa che a me andrebbe bene anche la neve sporca di Mosca! :D

Recensore Master
28/09/21, ore 09:47
Cap. 11:

Ciao carissima^^
Per prima cosa una puntualizzazione di cui nessuno sente il bisogno, ma che in quanto barman devo per forza fare: whisky nei calici? Si vede proprio che sono arricchiti russi. Questa è gente che di sicuro mette la zolletta di zucchero incendiata nell'assezio.
Dopo questa insopportabile pedanteria, passo alla parte seria, o aspirante tale, del commento.
Questa tua storia ha più piani di fruizione, così come ha vari "stili". Abbiamo una patina di Tolstoj, in queste "corti" corali, disposte a piramide, gerarchizzate, in cui ogni personaggio ha la sua caratterizzazione e il suo ruolo.
Esattamente come nei salotti e nelle corti descritte dal buon Lev, anche qui abbiamo giovani principesse, ufficiali, avventurieri foschi, nobili potenti e tutte le figure di una Russia ormai scomparsa, che si ricrea spontaneamente nelle "corti" della mafia.
Sotto a questa pur importante patina, abbiamo delle interazioni più arcaiche, più tribali, che sono quelle del sangue, potremmo dire. Quelle che non hanno bisogno di instaurarsi, ma sono già presenti e percepire istintivamente da chiunque abbia sangue di lupo nelle vene. Sono le dinamiche di branco, che comunque fanno da catalizzatore per il resto.
Poi ci sono le gerarchie rimaste da un mondo di "prima", prima della guerra, prima del cataclisma, mai narrato per esteso ma sempre immanente, che ha reso la tua ambientazione cupa e gelida come la conosciamo. Troviamo militari o ex tali, nobili, banali delinquenti, mercenari e altri scampoli di un passato ridotto a cocci di vaso, che conservano ancora qualche vestigia della decorazione e della forma originaria.
Molto bello il dialogo finale fra Raisa e Andrej. Cosa significa veramente essere brave persone? O meglio: cosa succede quando si prende coscienza del non esserlo? Quando si capisce che bisogna fare quel che va fatto e non quel che è etico o morale? Credo che questa sia l'essenza del comando. Del comando su molti, intendo. La capacità di astrarsi dai propri personali limiti etici, per perseguire freddamente un vantaggio superiore.
Un capitolo molto interessante e ricco di spunti, come sempre grandi complimenti e benevola invidia per cotanto capolavoro.

Recensore Veterano
25/09/21, ore 10:56
Cap. 6:

Mi fa sorridere come, nella mia testa, i capitoli statici e di dialogo siano quelli dove accadono le cose e questi, più movimentati e con vera azione al loro interno, siano il ponte per arrivare ad un altro capitolo di vis-à-vis!

Perché indubbiamente qui abbiamo una bella svolta, che però mi pare NULLA rispetto alle aspettative che promette il prossimo capitolo! Crudele che ci hai lasciati appesi a questo filo di ragnatela come incauti moscerini - dopotutto è al pari di incauti moscerini che siamo finiti nella trama di questa storia, tutto cominciò con: 'ma sí, dai, diamo un'occhiata', per diventare un: 'oh, no, non riesco ad uscirne!'

Ma facciamo i seri.
In questo capitolo ci hai svelato molto di Ilyas, come la sua tensione volta all'autarchia lo abbia portato, di nuovo e nel giro di poche ore, a fare male i suoi calcoli.
Sembra quasi che piú la vita gli si chiuda addosso al pari di una tagliola, piú lui tenti la Sorte, e non tanto per pura strafottenza, quanto piú proprio per dimostrare che lui non è uno che si sottomette.
A costo di prendere le batoste.
A costo di uscirne malconcio.
Non a costo di morire però, lui non è uno che piuttosto si farebbe ammazzare, ci tiene alla Vita, forse proprio per la promessa fatta alla Madre, ma ciò non toglie che questa promessa, che si è trasformata in un'amara sfida, possa condurlo comunque di fronte al rischio concreto di lasciarci la pelliccia.
Oltre alla Madre, il freno è la sorella.
Forse è proprio il pensiero di Aisha a limare certi suoi spigoli.

Il rapporto tra i due fratelli per certi versi mi rattrista un po'. Credimi, comprendo perchè Ilyas si ponga in un certo modo nei confronti della sorella, la responsabilità dell'altro non è una scelta, qualche cosa di cui puoi decidere di sbarrazzarti cosí, su due piedi. È un peso adorato, legato alle viscere, fuso nel sangue, è qualche cosa che impegna i tuoi pensieri ed impregna quei recessi piú veri di te: essere un custode non è ciò che fai, diventa ciò che sei. Quindi lo comprendo, e comprendo anche perchè lei, nonostante gli anni, resterà per lui sempre la bambina che se ne stava appessa alla sua mano in quella notte atroce.
La cosa triste e dolce insieme onfatti, è proprio come lui veda la sorella, ma non veda Aisha.
Lei può essere molto utile (ricordiamoci che ha accoltellato uno dei nemici in zero secondi netti; ricordiamoci che la sua nuca è come nuova grazie a lei), può essere davvero la sua metà, e non solo per via della consanguineità.
Lei, comincio ad esserne sempre piú convinta, è piú libera di lui che forse aprendosi ad altri rapporti con altri vulkulaki, per ora Lukas, ma forse anche Saša in futuro?, potrebbe scoprire parti di sè che per ora giacciono schiacciate sotto al tallone del fratello protettivo.

A conti fatti, in questo capitolo Ilyas non ci fa una gran fugura che del trio risulta essere quello che li ha condotti nella fossa dei leoni, mentre gli altri due, Saša in particolare, sono stati parte della soluzione. Un bello smacco per il nostro, che tutto lo sprezzo o l'ostentato cotrollo del mondo non possono cancellare: ho apprezzato a questo proppsito la presa di posizione di Saša sulla propria identità, e come per una volta Ilyas sia dovuto starsene muto ;)


Senti, ma il bastardo che gli ha fatto perdere la fiducia nel mondo è il padre a cui si accennava nel capitolo scorso o un amante particolarmente infido? Chiedo come se davvero mi aspettassi una risposta X'''D

E sono molto contenta di aver intravisto un'altro po' della sfingica Raisa, e di aver conosciuto Aleksandr.
Tutt'altra cosa rispetto al fratello, che paragonato a lui prende l'aria della famigerata scimmia con un mitra in mano.
Aleksandr ha dalla sua il fascino del cattivo che s'è emancipato dal caos, dai sensi, che ha un che di reverenziale proprio perchè è padrone di una mente ben disciplinata. E visto che di disciplina si parla, direi che non possa non fare una bella coppia, da un punto di vista puramente estetico e di similitudine, con Raisa, che è altrettanto statuaria (bellissimo l'accenno al passato tra le piante di gelso, e la parte del riflesso nel lampadario).
Insomma, guardandoli insieme si ha una strana sensazione straniante che ti chiedi perchè due persone simili stiano insieme eppure capisci che non potrebbe essere altrimenti.
Sono di una perfezione quasi sintetica.
Nella stessa descrizione dei loro amplessi si ha come l'impressione di una discrepanza, come se tra le loro esistenze così vicine tanto da condurli l'uno dentro all'altra vi fosse uno spazio, sottile come un capello ma incolmabile...

Alla prossima!

Recensore Veterano
24/09/21, ore 23:12

Questo è il mio genere di capitolo. Oh, sì.
In particolare i temi della prima parte sono fondamentali, dal riconoscimento tra simili alla questione del nome.
Complimenti, è stato davvero molto piacevole leggerlo - due vole! :)

E mi fa piacere che questi temi vengano sviscerati proprio tra Andrej e Sereb, sebbene l'apporto di quest'ultimo allo scambio sia ancora limitato al silenzio - anche se, ricordiamolo, a chi adopera il giusto orecchio il Silenzio ha da raccontare molto più che tante parole. Tanto che lo stesso Andrej arriva a sentire quella pace avvolgente che si esperisce quando il Silenzio, proprio come la Solitudine, cessano di essere per noi dei nemici e ne comprendiamo il Dono.

Ed a proposito di Andrej, hai lasciato diverse tracce in questo capitolo che ci fanno arrovellare su tutti i i possibili scenari del suo passato, in particolare mi riferisco al momento della sua trasformazione ed alla frase: "Lui pensava sempre a suo padre, quando si trasformava: era l’odio l’emozione che gli serviva."
Le ipotesi possono essere le più svariate, da quella che suo padre uccidesse lupi per mestiere ed abbia poi ucciso la madre stessa di Andrej, una vulkulaki, ed abbia tentato anche di uccidere il bambino, a quella in cui proprio suo padre potrebbe essere stato il lupo, un traditore del sangue...insomma, io propenderei più per la prima ipotesi, ma perché ho la vena tragica bella potente!

Questo odio per la figura del padre mi porta a riconsiderare il ruolo di Lukas nella vita di Andrej: non direi ch'egli ne sia un surrogato (anche perché qualche capitolo fa ci hai detto che i due sarebbero andati volentieri a letto insieme, se non fosse per la fraternità acquisita XD) ma forse Lukas è la figura dell'Alfa che il genitore del agazzo non è stato? Mi viene da pensarlo perché è evidente Andrej tenga Lukas in grande considerazione, la metà dei suoi pensieri sono citazioni dell'altro, e non si registrano mica le parole di tutti!

Molto tenero il momento in cui si trasforma per avere con Sereb un rapporto più onesto, ed ho adorato come si sia steso supino davanti a lui, il che, se non m'inganno, è un modo dei canidi per mostrare sottomissione o, comunque, non belligeranza...devo dire che l'ho trovato adorabile da lupo.
Ma davvero tanto.

“Meglio la morte che abbassarsi alla vergogna” - credo che basti questo a riassumere Sereb, per ora la figura più misteriosa ed alta di tutto il racconto.
Inoltre, stavo divagando sul motivo per cui egli sia giunto in città e non ne trovo -e ci mancherebbe, siamo solo agli albori della storia e questo non ha spiccicato più di due parole!- ma la fangirl che è in me si sta trastullando col pensiero che abbia sentito la chiamata dell'anima di Andrej: il nostro è sufficientemente disperato per aver lanciato, inconsciamente, un richiamo, e dopotutto perché si finisce in un cesso energetico come quello di certe città se non perché i disperati chiamano? Insomma, se io avessi un'unghia dell'alterigia di Sereb, me ne sarei rimasta tra la Vita della SIberia, altroché!

Onestamente, io avevo ricollegato il corpo di Aisha sul lettino bianco, il suo atteggiamento al Valhalla ed il suo 'violentemente' riferito a come si fosse sbarazzata del suo senso di straniamento, ad un qualche tipo di abuso sessuale. Cominciavo a credere che magari fosse stato in quella circostanza che la sua natura di lupo fosse venuta a galla (che magari l'abuso fosse attuato proprio per far sì che la sua natura si manifestasse, sai, tutta la faccenda dei traumi che possono aprire e chiudere come tanti piccoli vasi di Pandora parti di noi, eccetera...) e che, magari, avesse fatto carne da polpette dei militari che l'avevano per le mani, e che per questo lei ed Ilyas fossero poi riusciti a fuggire.
E pensavo anche che fosse per questo che fosse Ilyas a farsi carico dell'odioso compito delle marchette, come a voler preservare la sorella dal torturare ulteriormente la sua intimità sfregiata.
Ma poi ho letto questo: "Lei non si era più azzardata a farne anche solo un cenno dopo che erano scappati dalla colonia di Darial, dopo quel che era successo lì." ed ora comincio a pensare che forse, in un certo senso, Ilyas possa essersela passata peggio di lei, o almeno, altrettanto male. (Ilyas che, al pari di Andrej, pare avere dei conti in sospeso col padre?)
In ogni caso, sia come sia, non sono sicura di volerlo sapere...

"Avrebbe potuto rispondere in tanti modi in quel momento: un nobile, un russo, uno che era sempre vissuto come umano senza affrontare la sua seconda natura. Una persona che non conosce il dolore. Ma in fondo lei cosa sapeva di lui? Non conosceva la sua storia." - passaggio ottimo, che fa emergere molto, moltissimo della natura di Aisha.
Ha sempre più senso, nella mia testa, il perché tu le abboia affibbiato il potere della guarigione, che prevede anche una circolarità di energia (credo lei si sfianchi a quel modo perché ancora trasferisce da sé all'altro, invece di permettersi di essere canale e trasferire dall'alto all'altro) che proprio Saša sta cominciando a rendere possibile.
Lei è rigida, ripiegata su se stessa ed immersa nlle tenebre delle sue ferite, ma il ragazzo sta agendo con un effetto terapeutico, seppur mite, su di lei.
Tra l'oroil rapporto è ancora tiepido, ma tutto lascia intendere che, dopo ILyas, Saša sia ora la persona a saperne di più su di lei: non è un primato da poco. Ed è molto bello, anche perché lui è quello che le ha detto che la storia di ciascuno è importante, ed ora si ritrova custode di un pezzettino di storia umana che, altrimenti, sarebbe per sempre rimasto seppellito tra le ombre di lei...


E l'ultima frase, poi?
Le mie 'celluline grigie' stanno lavorando per trovare una possibile risposta.

Ah! Ho cominciato a mettere gli occhi su Aleksandr, sappilo.

Alla prossima!!!

Recensore Veterano
23/09/21, ore 22:06
Cap. 4:

Allora.
Asciughiamoci il sudore dalla fronte, che qui il Prana è aumentato e non solo! Ha fatto un paio di giravolte a leggere certe cosuccie.

In realtà, spero non ti offenderai se sono un po' la voce fuori dal coro, ma a me in questo capitolo è rimasta partiolarmente impressa la scena con Andrej.
E' stata intensa, mi ha suscitato quel torcimento delle viscere che per me è sigillo di garanzia per una scena, un personaggio, qualsiasi cosa.
Sento nascere per lui, ogni volta che ne leggo, un sentimento di tenerezza infinita, ma più che tenerezza...di pietà.
Sicuramente sarà anche perché ne abbiamo parlato ieri sera in via indiretta (ed a proposito: prepararmi all'angst? Ma io non vedo l'ora davvero!), sarà che il rapporto che a questo punto mi confermi esiste tra Andrej e Sergej è uno dei miei preferiti da esplorare, sarà che sì, confermo, i personaggi -concedimelo- sfigati, di sfiga avuta ma anche un po' di sfiga voluta, mi risuonano...sarà, sarà, sarà, ma io qui mi sto inevitabilmente affezionando.

Inevitabilmente gli Andrej della letteratura divengono i miei prediletti assieme agli Ilyas.
In un certo senso mi piace il contrappunto che si fanno vicendevolmente, come mostrino due tendenze decisive e opposte dell'umanità tutta: uno si '''passivizza''', mutilandosi in senso figurato, e forse prima o poi qualche sorta di catarsi giungerà oppure perirà semplicemente nel fango. L'altro invece si attivizza, ed è quello più selvatico, più rispondente alla Vita secondo Natura. Andrej è un personaggio per me lunare, è freddo come la Luna, ed il freddo è anche quello che gli rimane di Sergej addosso, mentre Ilyas è decisamente più solare come principio, e credo lo si veda bene nello scontro con Lukas.

Ed a proposito di questo, veniamo alla ciccia, giacché di carnivori si sta parlando.
E carnivori lo sono davvero, l'ultima scena ne è un esempio eclatante!
Intanto, chapeau per lo scambio tra Lukas ed Ilyas, un ricamo verbale bello ritmato, mai che perdessero un colpo quei due!
E Lukas è davvero interessante, con un lieve tocco di colpevolezza ho davvero amato vedere il lupo che è in lui emergere e riabilitare il suo nome: da povero allupato a lupo feroce è stato un attimo! Certo poi, la fine che fa mi ha fatta ribaltare dalla sedia! Proprio vero che se il sangue non circola a dovere, anche i migliori mettono il piede in fallo!
Bravo Ilyas che, invece, ha saputo mantenersi allerta.

Azzeccatissima anche la sua casa, una vera casa maschile, scevra di fronzoli e perfettamente specchiante il proprietario: vetro, ghiaccio ed acciaio. Un po' la sensazione che rimanda lo stesso Lukas, tempra dura e levigata, brillante di bagliori gelidi.
Sono molto interessanti gli ambienti che descrivi, delle belle cornici per le scene.

Che altro dire, sono lieta che tu non li abbia fatti consumare subito, sarebbe stato un po' fuori luogo mentre la piega che hanno preso gli eventi è la perfetta linea che un rapporto tra due individui simili deve seguire.
Apprezzo come Iliyas, l'apparentemente inscalfibile Ilyas, abbia fatto errori da principiante non solo in forma umana, am anche in forma di Lupo (complimenti per la resa dello scontro, tra l'altro), e si sia salvato in corner solo grazie all'astuzia ed al fatto che Lukas, invece, gli errori che ha fatto sono stati per troppa sopravvalutazione di sè.
Come dire...sono pari, ed è un OTTIMO punto di partenza per lo sviluppo di un futuro rapporto.
Se mi dici che Lukas è molto più lupo da branco di quanto sembri sono solo che felice: non so in che modo questi due si reincontreranno -perché è evidente che debbano reincontrarsi- ma spero comincino ad emergere lati di entrambi ancora nascosti. Alcune di quelle sfaccettature ancora nascoste di cui mi hai parlato.
Così, subito! Voglio che il rogo di questo sodalizio arda potente ed il prima possibile per bearmi del suo furente splendore!!!

Grazie anche per la spiegazione sui poteri che, accorpata a quella sul vestiario che hai aggiunto in coda al captolo, aiutano parecchio.
Ci vogliono degli espedienti letterari un po' più morbidi alle volte, per portare avanti una trama, anche se l'idea di Ilyas nudo come Madre lo ha fatto e che se ne fugge dall'appartamento di Lukas, non mi sarebbe dispaciuta affatto.

A tutto quello che mi hai scritto risponderò mano a mano che i capitoli me ne daranno l'occasione, non mi sembrava il caso di intervenire qui con commenti su personaggi fuori capitolo. Ma grazie per la puntuale ed esauriente risposta!

Alla prochaine fois!

p.s.
Io a leggere del ristorante sono MORTA!
(Recensione modificata il 23/09/2021 - 10:10 pm)

Recensore Veterano
22/09/21, ore 17:20
Cap. 3:

Buonasera Primavere!
Incredibilmente sono qui nemmeno ventiquattro ore dopo averti lasciato una recensione, preparati perché domani arriverà il freddo siberiano e ci troveremo sotto mezzo metro di neve!

Il locale nel complesso non sembra male, ma comunque conserva quel tocco di pacchiano che, non so te, ma io trovo nei russi.
Che sia una canzone, che sia l'abbigliamento, che sia qualsiasi cosa...per quanto li amiamo credo non possiamo fare finta che non siano lievemente eccessivi XD Circumnavignao la sponda dell'eleganza ma oh, a parte gli Czar' del passato (che comunque si rifornivano in Italia) fan fatica ad attraccarvi eh!
Comunque il Valhalla è interessante, ridondante, futuristico al punto giusto, una vera fossa di vipere per cui non mi sorprende che Saša non vedesse l'ora di levarsi di torno, anche se forse, in questo caso, avendo calcato di più la mano sulla promiscuità dell'ambiente si è un po' perso il fattore 'pericolo'; si capisce che sia un posticino poco sicuro, però appunto lo si capisce, piuttosto che sentirlo- è un'impressione mia, ovviamente.

Sergej è veramente un pazzo.
Ho riso una spropositata manciata di minuti al rievocare di Lukas la sua prima uscita per un raid con il figlio del Vor (adoro, adoro la loro interazione), mi ha ricordato troppo Gus Fring ed il suo: "Lei ha poco giudizio, ed io non lavoro con chi ha poco giudizio. [...] Non ci si può mai fidare di un drogato."
Il ritratto che ricaviamo dalle parole di Lukas del giovane Novikh non è affatto edificante, anzi, Sergej mi sembra proprio, semplicemente crudele. Distruttivo.
Andrej deve avere una vena di senso di colpa, o masochismo, o una tendenza allo svilimento come risarcimento di qualche sua manchevolezza o qualche altra rogna di questo genere per stare effettivamente con lui. Non ci credo lo faccia solo per convenienza, c'è qualche cosa di più sottile che agisce nell'affiancarsi a una personalità come quella di Sergej sotto alle lenzuola, a qualcuno che se ene va in giro adorno con la pelle della tua specie...
Forse il motivo si può ritrovare nella spruzzata di ricordi che ha visto Saša quandole loro mani si sono toccate: l'uomo col fucile, il sangue sulla neve e quella frase, "ho finito di uccidere lupi"...ho in mente qualche cosa, ma non mi sbilancio.

«Che coincidenza, eh? Una cosa in comune!»
Santo Cielo, l'imbarazzo per tutto quel pezzo di conversazione, che.imbarazzo! XD
Amo detestare Saša, è proprio...non so come dire...cucciolo. E che avesse messo gli occhi addosso ad Aisha era chiaro fin dal principio, il ragazzo è incredibilmente semplice da leggere per quanto sia lui ad essere quello con la capacità di leggere gli altri!
In reatà è giusto così, è perfetto come personaggio, completamente diverso dalla sua famiglia, tanto da non aver nemmeno assorbito l'educazione impartitagli, proprio come a voler sottolineare una differenza fondamentale, di essenza, con quelli che era abituato a chiamare fratelli.
Anche Saša in un certo senso è un puro, non come Sereb ovviamente, siamo su due piani competamente differenti, ma Saša è un puro perché nonostante abbia subito la sua buona dose di grame avventure, la vita non lo ha scorticato come agli altri, e quindi sì, può permettersi ancora quell'ingenuità fanciullesca che lo rende tanto indigesto a qualcuno come Ilyas (che diamine, è esattamente il mio feticcio, tutte le parole che usi per lui sono le stesse che uso anche io! *_*) e che lo fa cadere ai piedi di qualcuno dal passato amaro e vero come Aisha.

Sono contenta che ci sia stata l'opportunità di approfoindire un poco il suo potere, come sospettavo, imboccata da te, non è vera e propria lettura dei pensieri quanto più una percezione del cambiamento emotivo e sentimentale delle persone - qualche cosa che comunque i canidi sono in grado di rilevare, quindi ha senso- che poi si traduce proprio nell'impronta visiva di vicende particolarmente pregnanti. Ottimo!

Sul manipolo di nuovi nomi che hai proposto all'inizio ancora non mi pronuncio, troppo presto. Mi hanno incuriosito però, più della chiusura del capitolo che sì, a pensarci bene è così logico che Lukas ed Ilyas si incontrino!
Ed io rido, attendo solo si prendano a zannate :)

Raisa permane un palmo sopra a tutti.

Alla prossima!

Recensore Veterano
21/09/21, ore 23:25
Cap. 2:

Buonasera (e per stare in tema, buon Plenilunio! Anche se proprio al limite)
Rieccomi con le mie recensioni 'mattone polacco, minimalista, di scrittore morto suicida' (cit. dovuta)

Mi ha fatto un immenso piacere ricevere la tua risposta, ed in generale imbarcarmi nuovamente nel tentativo di recensire una storia in corso. In un certo senso mi elettrizza, era molto tempo che non commentavo un' originale ed è sempre bello poter scambiare in tempo -quasi- reale opinioni ed impressioni con l’autrice :)

Sì, si nota molto la svolta più scevra nel tuo stile, non solo leggendo ma anche a colpo d’occhio dove è evidente una predominanza di dialoghi, il che è una scelta molto coraggiosa perché i dialoghi non sono affatto facili da stendere, sono insidiosi e non è scontato saperli scrivere.
Va da sé, tu li sai scrivere, tanto che per ora quasi da soli sono in grado di reggere e delineare magistralmente lo scheletro della faccenda che si va svelando piano piano e che, sebbene io sia solo al secondo capitolo, si prospetta intrigante ed intricata al punto giusto.
Ed i personaggi! Ognuno di loro ha quel quid che lo rende immediatamente riconoscibile, di quel riconoscimento subliminale tra sconosciuti.
Sono tutti estremamente vivi ritratti dalla tua penna, e risultano subito familiari, forse perché, in qualche modo, attingono ad un corollario di 'tipi' che è ad appannaggio della coscienza collettiva. Ad esempio Lukas è esattamente come ci si aspetta debba essere il militare ferale dal passato duro, Raisa è la bella, algida e misteriosa dal volto di pietra, Saša ha la loquela, se me lo concedi, fastidiosamente immatura di chi non sappia più che pesci prendere; tutti parlano con il giusto registro, ma tu sei stata molto abile nel lasciare qua e là tracce da fiutare che suggeriscono mondi interiori molto intensi per cui, pur aderendo a delle naturali aspettative, alla fine agiranno tutti in modo sorprendente.
Ne sono convinta e ne sono curiosa.

Lukas-Raisa-Andrej, un trio davvero azzeccato. E’ bello, equilibrato.

Lukas ha fatto il mio stesso ragionamento (diciamo che io ho fatto lo stesso ragionamento di Lukas, và), ovvero: Andrej sta andando ad infilarsi in un ginepraio mica male con l’idea di salvare il povero Sereb! E non basterà la seduzione a fargli scudo.
Non c’è che dire, è uno che sicuramente sa di che pasta è fatto e di che pasta sia fatto il mondo in cui deve muoversi, un uomo che ispira una sorta di sicurezza granitica quando lo hai dalla tua parte, ma quella sua frase, ‘Non esiste un noi in guerra’, credo potrebbe essere il suo tallone d'Achille.
Perchè si deve contare su se stessi, si deve tenere d’occhio la missione senza dare troppo spazio ai sentimentalismi o si fa saltare tutto in aria, si deve...ma sebbene esistano i solitari, il lupo è un animale da branco. E così l’Uomo. Forse dovrebbe ricordarselo un po’ più spesso.

Raisa per ora è un palmo sopra a tutti.
Ovviamente non ho reali strumenti per dire perché, ma diciamo che mi ha molto colpito la sua concentrazione, la sua...maternità congelata, in un certo senso.
E’ una sensazione difficile da tradurre, ma è trapelata nel momento in cui gli altri due battibeccano (e no, non l’associo alla maternità per il fatto che Lukas ed Andrej stessero dando sfoggio d’un certo infantilismo che altro non era che confidenza) e lei è lì che svolge il filo della matassa, indefessamente concentrata sul cuore della questione. E’ dura come Lukas, ma ha una morbidezza che l’uomo non si concede, ed è possibilista come Andrej, ma con un realismo ed un pragmatismo che un cuore giovane non può avere.

Andrej.
Per ora, secondo me, è il personaggio più rischioso.
Voglio vedere come riuscirai a conciliare le sue scelte di appartenenza di facciata con il suo evidente sentimento sotterraneo. Perché ha un che di romantico, Andrej, qualche cosa di profondo e dolente (penso alla frase "ho finito di uccidere lupi") come di terra umida e tiepida nascosta sotto al ghiaccio delle gelate.
Non ha la fredda solidità di Lukas ma nemmeno la durezza ribollente di Ilyas...in un certo senso, lo vedo precario. Tra tutti è quello che maggiormente mi ispira un ancestrale istinto di protezione, che lo vedo il più probabile ad essere falcidiato dagli eventi...sto andando nel delirio, perdonami XD

Venendo alla seconda parte del capitolo, io sono...in imbarazzo.
Perché Ilyas è...bè. Non mi piace perché oggettivamente è un bel ragazzo, ma perchè è ESATTAMENTE il mio personaggio feticcio, per colori, radici, in quanto incarnazione di quel qualcosa che cerco anche io di riportare, maldestramente, nei miei scritti e che sono grata esista nella Vita.
Ho visto il tuo Ilyas, ci ho visto un archetipo del mondo...ci ho visto tante cose a me molto care.
Quindi Ilyas è schizzato ai vertici delle mie preferenze, nonostante trovo abbia quell’atteggiamento tagliente che va perfettamente a braccetto con quello ruvido di Lukas: un bello scudo per sopravvivere nel mondo devastato in cui ci si ritrova ma che si potrebbe rivelare un’arma a doppio taglio.

Credo fermamente il mondo necessiti di più Aishe, che pure è un personaggio piuttosto commovente.
Mi piace, perché la trovo molto naturale, si porta dentro probabilmente la stessa ferita del fratello, lei, ma non si è completamente chiusa al mondo. Per Ilyas esiste Aisha, ed il resto del mondo può ormai anche andare in malora, per Aisha esiste Ilyas, ma forse lasciare cadere il resto del mondo e che si porti dietro gli innocenti sarebbe comunque una disgrazia; c’è chi subisce il male e non perdona, si ritira ed ognuno pensi a procacciarsi la propria salvezza, e c’è chi subisce il male ma non può guarire da quella lesione se sa che da qualche parte c’è qualcuno che potrebbe non trovare mai la salvezza, se decidesse di chiudersi – che poi, si rifletterebbe molto bene nel potere di Aisha...

Aisha ed Ilyas sono estremamente necessari l’un all’altra per ora, ed anche se non escludo che questa divergenza di moti interiori possa un giorno portare ad una separazione, è un’ottima bilancia quella che hai costruito con questo duo.

Mentre uno che non posso sinceramente soffrire è Saša.
Spero di non offenderti usando parole come ‘non lo posso soffrire’, non lo dico mai in senso negativo.
Per me è essenziale che in una storia vi siano personaggi che mi irritino o che io non apprezzi particolarmente; irritazione, insofferenza...è comunque una sensazione preziosa, ed il mio giudizio personale non vuole assolutamente essere una sentenza sulla qualità della scrittura di un personaggio. Per dire, anche Rogožin mi dovrebbe stare lontano cinque metri almeno se esistesse, eppure lo trovo un personaggio mirabilmente reso.
Credo infatti che per ora Saša sia colui che hai caratterizzato meglio in tutto, non solo il suo modo di parlare che ti fa proprio arrivare il suo stato di confusione e spaesamento, e nel modo in cui descrivi le sue movenze: la perfezione.
Io non lo sopporto, ma è un personaggio davvero ben riuscito!

Una cosa che mi lascia lievemente perplessa è la questione dei poteri, ovvero, se nel caso del potere di Saša posso trovare un legame tra il lupo e la ‘lettura dei pensieri’, o meglio delle sensazioni, delle emozioni, forse? Nel caso del potere di Aisha ho più difficoltà. In che modo si lega alla natura animale?
Spero approfondirai in futuro questa parte, perché sono curiosa di capire come hai voluto sviluppare questa questione che può prendere mille strade differenti.

Grazie per il capitolo e scusa la mattonata!
Alla prossima!

Nuovo recensore
21/09/21, ore 12:15
Cap. 10:

Ma salve!
La storia riprende con le conseguenze delle azioni di Andrej.
In effetti è inusuale che Sereb non sia in grado di prendere una forma umana ed è comprensibile che Vosikiev&Co fatichino a crederci. Spero di sbagliarmi, ma vedo all’orizzonte un futuro conflitto tra Andrej e gli altri lupi circa la posizione di Sereb. Questa infatti mi sembra sempre più precaria (e quella di Andrej di rimando) e per quanto Sereb l’abbia scampata più volte non è detto che sarà sempre così.
Nel frattempo continuano a svelarsi man mano dettagli sui personaggi e questa volta è toccato a Lukas, del cui passato scopriamo appunto qualcosina in più. Come ti ho già detto (e vedrò di non ripetermi troppo) mi piace molto come hai impostato il personaggio di Lukas, la sua schiettezza e la sua risolutezza. Ma credo che su di lui (e non solo) ci sia ancora molto da scoprire.
E quindi i due partono per fare un giro da lupi nella notte, di cui ho amato le descrizioni. Sarà stata la suggestione della corsa notturna, o forse l’ovvia complicità fra i due (seppellita da Ilyas sotto strati di rocce sedimentarie xD), ma Ilyas per qualche secondo si lascia andare.
Sembra che Ilyas piano piano si stia “abituando” (all’incirca) alla presenza degli altri vulkulaki, fino ad avere comportamenti che nemmeno lui sembra comprendere a pieno. Vedi quando non riesce a spiegarsi per quale motivo continui a interagire con gli altri pur non avendone apparentemente alcun desiderio.
Alla prossima! :3

Recensore Master
18/09/21, ore 16:31
Cap. 10:

Carissima bentornata!
È un piacere ritrovare i lupacchiotti dopo la pausa estiva e in attesa dell'autunno e del freddo (quello vero!) mi crogiolo nel maltempo moscovita ^^

Questo capitolo è denso di avvenimenti, sebbene si svolga nell'arco di poche poche; finalmente sappiamo cosa è successo la notte della mancata fuga e che il lupo bianco è ancora vivo, mentre Ilyas e la sorella stanno provando ad integrarsi nel gruppo di Lukas, senza troppo entusiasmo.
D'altra parte col loro vissuto è comprensibile, è difficile dare fiducia a degli estranei quando hai passato la vita a fare la cavia da esperimenti o la carne da cannone.

Lukas però si gioca la carta della corsa in notturna fuori dalla città, nel silenzio della natura selvaggia (è una consuetudine che piace molto anche ai miei PG "pelosi" tra l'altro :D) e tra i due succede qualcosa. Insomma si piacciono e la cosa viene ammessa tranquillamente dal più grande, mentre Ilyas ha bisogno di tempo per eleborarlo.
Magari al prossimo approccio non ci sarà un coltello di mezzo... :3

Sasha ubriaco lo si adora ed è inutile che Ilyas faccia il fratello maggiore e provi a tenerlo lontano dallo sorella, sento odore di coppia lontano un miglio e non sono nemmeno un lupo :p

Come sempre bellissime e suggestive le ambientazioni, sia quelle urbane che alternano il lusso dei locali al degrado delle periferie, sia quelle naturali dominate dalle tinte cupe dell'inverno.

Aspetto sviluppi, ma intanto buon weekend! ^^

Recensore Master
17/09/21, ore 12:38
Cap. 10:

Ciao^^
eccomi qui, finalmente.
In questo capitolo fai sentire molto il contrasto fra il mondo degli uomini, ovvero il mondo della città, delle regole, delle relazioni gerarchiche e delle parentele, e il mondo della natura, fatto di spazi sconfinati, di odori, di sensazioni.
Da una parte costruzioni cupe, luoghi inquietanti, attenzione nel pronunciare la mezza parola. Dall'altra oggetti che si stagliano precisi contro cieli nitidi, spazi sconfinati, la bellezza di una corsa selvaggia che toglie il fiato, ma allo stesso tempo esalta e vivifica.
Ilyas si mantiene fedele al cliché che si è creato: ostile con chiunque, sarcastico, provocatorio, iperprotettivo nei confronti della sorella, salvo poi avere un istante di cedimento con Lukas, dopo la galoppata nel buio in forma di lupi. L'attimo di vicinanza si spezza immediatamente, forse Ilyas non è ancora pronto a lasciare avvicinare qualcuno così tanto, e lascia, noi come Lukas, col desiderio di avere di più.
Come sempre sei bravissima, leggerti è un grandissimo piacere. Complimenti e a presto!

Nuovo recensore
06/08/21, ore 13:30

Ciao Primavere ^_^
Questo è un altro capitolo pieno di rivelazioni importanti e belle scene d'azione.
La prima parte è dedicata a Sasha e Aisha, che per la prima volta si parlano in completa sincerità. Si uniscono altri pezzi del passato turbolento di Ilyas e Aisha: i due riescono a farla franca anche in situazioni assurdamente difficili, ma sempre a un grande prezzo. Chissà che dirà Vosikiev quando verrà a sapere di questa storia… Aisha non sbaglia quando dice che Vosikiev valuta la sopravvivenza della propria specie più di qualunque altra cosa.
Nel frattempo Sasha acquisisce sempre più fiducia in se stesso, cominciando ad ambientarsi in un contesto che per la prima volta lo vede partecipe attivo e non soltanto una pedina da muovere secondo un volere diverso dal suo.
Se da una parte Aisha e Sasha piano piano si avvicinano, dall'altra il fragile rapporto di fiducia che Andrej pensava di aver costruito con Sereb si infrange in un attimo.
Andrej agisce chiaramente con le migliori intenzioni, e blocca la fuga del lupo bianco perché sa che si concluderebbe con la sfilettatura del suddetto. Ma credo che Sereb in futuro (sempre che sopravviva) ne sarà parecchio contrariato ^_^
Mi piacciono moltissimo i capitoli dal punto di vista di Sereb, che è un personaggio misterioso e affascinante, quello che più di tutti si comporta come un lupo.
Sereb cerca quindi di fuggire da solo, rifiutando l'aiuto di Andrej, ed ecco che si "avvera" il discorso che fa Sasha giusto poco prima. Il lupo che sceglie di agire da solo sempre e comunque è destinato a soccombere, e così è per Sereb - che mi auguro fortemente sopravviva, sigh, anche se non gli si prospetta proprio un gran futuro. Gli uomini di Sergej, quelli rimasti vivi per lo meno, potrebbero aver notato qualcosa di anomalo nel comportamento del lupo bianco e sicuramente indagheranno più a fondo. Dopo tutto questo casino, il piano di fuga che stava organizzando Andrej sarà ancora più difficile da mettere in atto.
Insomma, Sereb s'è proprio scavato la fossa da solo, bisogna ammetterlo ^^' (e non è nemmeno la prima volta che lo fa, ehm).
E ora la smetto di ciarlare ^^ complimenti anche per questo capitolo, ti saluto e ti auguro buone vacanze.
Au revoir!

Recensore Master
02/08/21, ore 11:38

Ciao!^^
Oddio! E adesso che succede?
Un capitolo piuttosto denso di avvenimenti. Sasha sta imparando pian piano a usare i suoi poteri. Ne dà una dimostrazione con Aisha, quando le comunica la visione che l'aveva come protagonista. Credo che questo nonostante tutto crei un legame fra i due, e magari alzi di una tacca la considerazione di Aisha nei suoi confronti. Questo forse induce la ragazza ad ascoltare i suo parere su un piano che definire folle è un eufemismo.
Aisha promette di parlarne con Ilyas, ma qualcosa mi dice che il ragazzo sia un tipo che torna difficilmente sulle proprie decisioni.
Il lupo bianco, frattanto, tenta la fuga. Molto bella la sequenza dell'evasione, fa stare veramente con il fiato sospeso. Colpo di scena: non riesce più a trasformarsi. È stato così tanto lupo che non riesce a tornare umano. E adesso? Chi è ferito? Cosa sta succedendo?
Attendo con ansia l'aggiornamento e nel frattempo ti faccio i complimenti per questo bellissimo capitolo.

Recensore Master
31/07/21, ore 17:38

Ciao e buone ferie innanzitutto!
Anche io sto contando ansiosamente i giorni che mi separato dal meritato riposo :)

Chi non ha tempo di riposarsi invece sono i nostri lupetti; Sasha ci prova ad essere intraprendente e un risultato lo portaa  casa con Aisha, ma probabilmente non quello che voleva lui.
Adesso però ha qualche informazione in più sulle motivazioni che hanno portato a Mosca i due fratelli.
I Novick conducono esperimenti sui lupi, ma dubito che sia per la sostanza stupefacente, deve esserci in ballo qualcosa di più grosso e da brava complottara col pallino per le trame apocalittiche sto facendo alcune ipotesi °-°

Sereb invece mi da un sacco di preoccupazioni; il suo tempismo sulla fuga è stato pessimo e ha finito per coinvolgere anche Andrej, che era la sua carta migliore per uscire da lì.
Certo... il fatto che non sappia trasformarsi complica le cose e di parecchio anche!

Ci lasci col fiato sospeso sulla sorte dei due,chi è stato colpito? Di chi è il sangue?
Spero non sia niente di definitvo e irrimediabile perché ho sentito odore di ship e mi dispiacerebbe se svanisse così presto °-°

 

Recensore Veterano
18/07/21, ore 20:32

Buonasera.

Alla fine sì, ho voluto dare la priorità a questa storia, e devo dire che non me ne pento affatto che ho ritrovato, con un tocco di nostalgia, certe atmosfere passate di cui abbiamo già parlato - e poi tutta questa Russia, sebbene non sia più l'amata Santa Russia ma una sua versione degenerata e 'sconfitta', ah...irriga il mio Cuore di lugubre amore!

Tolto il fatto che sebbene non ricordi molto delle tue storie passate a livello 'artistico', avevo la vaga rimembranza che il tuo stile fosse particolarmente scorrevole seppur non si negasse la corposità dettagliata in stile 'Les Misérables', qui ho trovato meno Hugo (e non è una critica, che lo sfoltimento ben si accorda con il contesto) ma sempre la solita, ineccepibile caratterizzazione dei personaggi che passa, soprattutto, per i dialoghi.

Inoltre, complimenti perché non è semplice scrivere scene d'azione come ce ne hai mostrate all'inizio, io per altro non amo molto il genere e spesso mi annoia o mi perdo nei meandri degli eventi, mentre qui, invece, il giusto equilibrio tra descrizioni centrate e coreografia della lotta mi è parso molto gradevole.

Passo ai personaggi, che sebbene tu abbia già delineato in maniera piuttosto concreta la situazione di questo distopico panorama, sono certa i futuri capitoli entreranno più nel dettaglio.

E si parte col botto!
Non mi aspettavo una fellatio già nel primo capitolo, non che la cosa mi dispiaccia chiaramente, anche perché ci dà subito la misura di come funzioni questo mondo e quali siano le monete di scambio preferenziali.
E poi, quale gioco di equilibri migliore del sesso per delineare un rapporto tra due personaggi come Sergej ed Andrej?
Non so, sembra che Andrej sia piuttosto certo del suo potere su Sergej, e questa certezza è pericolosa, in un certo senso mette nella stessa paradossale Luce la maturità e la giovinezza di Andrej. E’ vero, Sergej potrebbe acconsentire ad affidargli il lupo definitivamente, per una sorta di debole o di preferenza nei suoi riguardi, ma nel caso dovesse anche solo sospettare le intenzioni di Andrej non penso la seduzione potrà essere un laccio sufficiente ad offrire protezione al ragazzo.
A volte gli uomini si svegliano dall’incanto della lussuria quando è in gioco la loro missione, quando subiscono un tradimento, anche quando questa missione è bieca e deprecabile come quella dell’Organizatsja. Ed allora rivelano quanto siano in realtà spietati.

Ed in tutto questo, Sotarov è da tenere d'occhio, è il classico elemento che non brilla nè per aspetto, nè per acume, nè per simpatia, che insomma non può piacere quasi a nessuno perché è ricettacolo di tutte le gelosie e le invidie propriamente umane, di tutte quelle sfaccettature non propriamente encomiabili dell'Ego, e che, proprio per questo, ad un certo punto verrà sopraffatto da tutte le emozioni ed i sentimenti degradanti (anche se, mi duole dirlo, tutti i torti PER ORA non pare averli purtroppo, che Andrej sembrerebbe davvero un raccomandato, ma essendo solo all'inizio sospendo il giudizio) avendo il suo momento di gloria nel ruolo di sassolino nell'ingranaggio.
Ovvero: mi aspetto che in un qualsiasi momento cruciale della storia ci metterà del suo...se non altro per puro, semplice, viscerale odio per Andrej.
Ed allora la faccenda prenderà un declivio sempre più tragico.
Lo tengo d'occhio. Che lo sappia.

Sereb...oh, io avevo già deciso che lui sarebbe stato il MIO di pupillo, da quando avevo letto il nome. Ma anche qui, devo attendere per deliberare, ma sappi che il selvaggio fascino della sua Anima ferita m’ha già vinta.
Bellissima la sua alterigia, l’alterigia del puro che guarda a colui che, per sopravvivere, invece si insudicia.

Insomma, sono sicura di aver dimenticato qualche cosa, ma è solo il primo capitolo, quindi credo possa fermarmi qui, giusto?

Ti chiedo perdono per il testo connesso e dalle inflessioni vagamente immature, ma non sono più avvezza a lasciare recensioni e mi sento tornata sedicenne! XD

Recensore Master
18/07/21, ore 16:23

Ma ciao Primavere!

Inizio con vero piacere questa storia che è cruda e ci mostra un mondo crudele e spietato, dove gli uomini sopravvissuti sono peggiori dei lupi (e quanto è vero e quanto mi torna in mente Hobbes), ma che possiede una sua liricità incredibile, che è merito del tuo stile molto chiaro e molto avvolgente al tempo stesso. Ed è inutile dire che ho amato la parte mitologica. Il racconto parte da un errore. Sereb viene catturato da Nikolaj, che troppo tardi si accorge dell’errore e vorrebbe liberarlo. Le due personalità dei protagonisti già presentano alcune caratteristiche che consentono di incasellarli – o, perlomeno, di iniziare a farlo, perché questo primo capitolo spiega, accenna e lascia intendere un sostrato molto curato.

Nikolaj inganna e sfrutta tutto quello che possiede (anche se stesso) per ottenere ciò che vuole e sopravvivere. Ne è una prova la relazione con Sergej, che va letta in un’ottica utilitaristica: Nikolaj ha dei vantaggi a essere l’amante del capo in termine di desideri esauditi (ottiene il lupo) che fanno superare il problema insito nell’avere a che fare con un personaggio come Sergej, che sappiamo essere in grado, insieme ai suoi uomini, di fare cose molto brutte. E quando non le specifichi, le cose brutte, sembrano ancora più brutte. È interessante notare come Nikolaj provi piacere nell’irretire il prossimo, nell’averlo in suo potere – come nel caso di Sergej, che non riesce a resistergli e diventa manipolabile.

Se il rapporto col capo è utilitaristico, quello con i colleghi appare conflittuale. Gli viene rinfacciato il fatto di prestare i propri favori sessuali e c’è un evidente risentimento in Sotarov, ma Nikolaj sfoggia quel tipo di sicurezza ostentata che consente di sopravvivere nelle organizzazioni criminali e simili. E poi c’è anche questo fatto della sua natura di lupo a caratterizzarlo. Al contrario di Sereb, che ha un’attrazione non ancora chiarita verso la città e una apparente nobiltà d’animo, Nikolaj, non accettato nemmeno dalla famiglia, mostra il pragmatismo di chi vive solo e ha come obiettivo la sopravvivenza ed è disposto a fare tutto ciò che è in suo potere per farlo. Ho anche altre suggestioni in mente, ma prima di metterle per iscritto vorrei andare avanti con la lettura: intanto, ti faccio i miei più vivi complimenti per questo incipit avvolgente, per la prosa bella, per la forza della tua scrittura.
Assolutamente a presto,
Shilyss

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