Recensioni per
Con un filo di voce
di Ancient Flower

Questa storia ha ottenuto 3 recensioni.
Positive : 3
Neutre o critiche: 0


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Recensore Veterano
27/04/21, ore 12:09

Ciao, carissima.
Abbiamo appena celebrato la ricorrenza del 25 aprile, quale modo migliore di ricordarne gli eventi se non leggendo una storia, breve sì, ma molto intensa e profonda.
Credo che la guerra sia un momento di crisi in cui l'uomo è messo faccia a faccia con sé stesso, e la sua vera natura si mostra come in nessun'altra circostanza.
Michele è un combattente e lotta fino all'ultimo respiro. In realtà, gli atti di eroismo e commovente umanità che circondano la vicenda della Divisione Acqui si sprecano.
Mio padre, per esempio, conosceva un tale che era sopravvissuto all'eccidio di Cefalonia perché un commilitone gli si era gettato davanti per proteggerlo dai proiettili. Tornò a casa ma visse con un proiettile nei pressi della spina dorsale per il resto dei suoi giorni.
Sembra uscita da un romanzo, ma è una storia vera.
Tantissimi complimenti, dunque, per come hai raccontato questo straziante episodio della nostra Storia recente.
Mi ha commossa e colpita moltissimo, brava!
A presto!

Recensore Master
26/04/21, ore 17:57

Ciao, carissima. Io invece ti invito a riprendere in mano quella storia più lunga che avevi in progetto. Magari succederà, quando tu e la storia sarete "pronte" insieme. Leggere questa storia a ridosso del 25 aprile fa bene: fa bene ed è come ascoltare i ricordi di un nonno, le memorie di chi c'era e - a differenza di Michele - ha avuto la fortuna di tornare per raccontare. L'eccidio di Cefalonia va giustamente ricordato, raccontato: è bello vedere una storia che racconta la guerra dal punto di vista degli italiani, per l'appunto dei nostri nonni. E' come sentire una "voce di casa" che racconta. Ed è bello anche rendersi conto che quelle testimonianze di vita, di valore non sono andate perdute, perché se oramai tendono a scarseggiare i testimoni, perché il tempo passa e ne porta via molti (soprattutto in questi ultimi, disgraziati tempi) c'è per contro chi quel testimone lo raccoglie e lo porta avanti, perché si sappia, si rifletta, non si dimentichi.
Un solo appunto alla tua storia, che però mi ha fatto tenerezza perché ti so giovanissima: dubito che alla raccolta dei corpi fossero adibiti dei generali tedeschi. Al massimo poteva esserci qualche sergente.
Stammi bene e scrivi, scrivi, per chi non ha più voce e per chi, crescendo, dovrà trovare la propria.

Recensore Master
26/04/21, ore 15:48

Ciao^^
La guerra è terribile in ogni contesto, ma l'eccidio di Cefalonia è un episodio sanguinoso che rievoca immediatamente l'orrore del conflitto.
Un racconto davvero intenso, hai scelto l'evento storico adatto per narrare l'aspetto più crudo e violento della guerra. Non c'è spazio né per idealismi né per eroismi, ma soltanto per dolore e sofferenza. Le immagini descritte sono fredde e d'impatto, così come deve essere in un contesto così estremo, dove l'unico pensiero per i soldati è uccidere per non morire. Ormai sono animati soltanto dalla disperazione.
Alla fine restano solo sogni infranti, vite spezzate...volti che non invecchieranno nelle vecchie fotografie, ma che vivranno per sempre nei ricordi delle persone amate.
Complimenti, una storia ben scritta, che porta il lettore a riflettere su questioni universali che non si limitano alla differenza tra il bene e il male. Hai trattato tematiche complesse e delicate con realismo e profonda umanità.
Bravissima^^
Alla prossima! :)