Recensioni per
Introversione
di Ingridark

Questa storia ha ottenuto 5 recensioni.
Positive : 5
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
13/06/21, ore 07:33

Emozionante.
Al mondo, secondo me, esistono tantissimi tipi di persone. Spesso, anche purtroppo, si è abituati a "catalogare" le persone in base alle caratteristiche predominanti (statura, simpatia, colore della pelle, modo di parlare) o anche solo "accostandole" a particolari episodi che le hanno viste protagoniste (il tipo con la moto rossa, il vecchio col cappello, la tipa col tacco 12..).
In realtà le persone si possono tranquillamente dividere in 2 grandissimi insiemi, che difficilmente possono "scambiarsi" degli elementi.
Ci sono persone Sensibili (si con la s maiuscola) e le persone insensibili (che, ahimè, sono infinitamente più numerose).
Chi appartiene al primo e chi al secondo gruppo? Semplice.
Chi appartiene il primo gruppo lo sa e riconosce immediatamente gli altri.
Concludo dicendo, scusami mi sono dilungato troppo, che non c'è niente di più straordinario del rossore sulle guance di una ragazza (o ragazzo).
La Sensibilità un giorno salverà il mondo, ma in pochi se ne accorgeranno.

Ricorda che hai un dono.

Un caro saluto
Roberto

Recensore Veterano
11/06/21, ore 15:46

Sto seguendo da un po' di tempo con un certo interesse il tuo percorso artistico, sempre attento com'è ad adottare nuove soluzioni.
Stavolta introduci lievemente, quasi timidamente come il tema della poesia impone, rime ed accenti, col consueto spirito libero da schemi predefiniti.
Ottieni una composizione suggestiva, senza cadere nel martellare tipico delle ballate o delle filastrocche.


Anche il tema trattato è motivo di interesse, specialmente per come riesci ad ottenere una poesia a partire da una sfumatura comportamentale. Da notare che il bruciore e la gestrosità della timidezza non comportano solitamente introversione.


Verissimo l'accenno al potere liberatorio della scrittura, quando questa è regolamentata dalla sincerità e dalla trasparenza.

Recensore Master
11/06/21, ore 12:00

Mi è piaciuto molto questa poesia, perché mi ricorda quando da ragazzino ero completamente privo di qualsiasi abilità nel relazionarmi con le altre persone. Ero timidissimo, e anche me le guance mi si arrossivano a tal punto da sembrare un peperone...ero sempre in estremo imbarazzo e qualsiasi cosa che mi dicevano mi feriva nel profondo. Non avevo nemmeno chissà quanta autostima di me, dopotutto. Ma forse nell'adolescenza è normale.

Nonostante adesso da adulto, a 24 anni, riesca a parlare anche con le pietre e non sono più timido ed impaurito come una volta, spesso ancora mi torna quella sorta di paura primitiva nei confronti dell'altro. Come i tuoi primi versi dicono: ''Introversione, si aggrappa come edera...'', posso dire che anche io rimango di base introverso e riflessivo, e forse non sono mai stato e non sarò mai estroverso e vivace. Semplicemente penso che certi modi dell'essere siano nella natura di chiunque, e nel modo e contesto in cui veniamo educati nell'età infantile.

Ad ogni modo, anche le esperienze della vita, mano a mano che una persona invecchia e diventa più saggia, insegnano tantissimo a campare. Mia nonna a 86 anni ancora impara tante cose che prima non sapeva, sebbene il suo stato emotivo e psicologico sia già stato temprato da tutti gli anni che la precedono.

Questo per dire che nei tuoi versi mi ci sono rispecchiato. Ho ritrovato una vecchia parte di me che ogni tanto risale dagli abissi dell'Anima e mi viene a tormentare.

Ma dopotutto, nessun umano è perfetto su questo pianeta;

AP.

Recensore Master
09/06/21, ore 23:08

Ciao, mi ritrovo molto nelle tue parole, quelle sensazioni di impotenza di fronte a tutto ciò che si ha dentro e che non si riesce mai a far uscire completamente ristagnano ormai da secoli.
Ogni parola è messa al punto giusto, non ce n'è una che stoni, molto scorrevole e ben calibrata

milla4

Recensore Master
09/06/21, ore 20:41

Buonasera Ingridark,
non avresti potuto esprimere la timidezza in maniera migliore.
Arriva tutto il senso di inadeguatezza che ogni tanto mi coglie e vengo avviluppata da un rossore soffuso alle guance soprattutto quando sono a contatto con il pubblico. La parola talvolta mi viene meno oppure ho talmente tante cose da dire che, per lo stress che questa condizione mi porta, restano davvero inespresse o buttate fuori con foga e velocità accavallandosi le une sulle altre. Quando invece mi ritrovo sola di fronte ad una tastiera o ad un foglio bianco ecco che i pensieri si espandono e ritrovano la loro giusta centralità di espressione. Un bel lavoro nel quale mi sono rispecchiata in toto. Un saluto partecipato.