Recensioni per
Le serrature del buio
di WindoftheNight

Questa storia ha ottenuto 4 recensioni.
Positive : 4
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
19/12/21, ore 16:51

Ciao WindoftheNight. Mi fa piacere tornare a commentare un tuo scritto. Quello che è familiare nella luce diviene mostruoso nell'oscurità e bisogna stare immobili. L'unica soluzione dopo tanto soffrire è abbandonarsi al sonno. Mi è piaciuto questo scritto, ogni lettore può immedesimarsi in quest'atmosfera inquietante che hai ben reso attraverso le parole che hai scelto e si può dare forme a queste paure in base al proprio vissuto e alla propria sensibilità. Suggestiva l'espressione che riprende il titolo riguardante le paure rinchiuse nelle serrature della mente. Un saluto.
(Recensione modificata il 19/12/2021 - 04:52 pm)

Recensore Veterano
07/12/21, ore 09:56

Accidenti che strizza!
Per fortuna, che il mio router fa abbastanza luce la notte, così da illuminarmi la stanza, perché effettivamente hai descritto alla perfezione l'ansia che provavo da ragazzina, quando veniva l'ora di coricarsi, e me l'hai ricordata.
Quando si dorme si è più vulnerabili, esposti, naturale quindi che ci si senta particolarmente osservati, specie al buio, la matrice di ogni incubo.
Complimenti, meno male che ho letto questa storiella di giorno, sennò ritornavo di nuovo a dormire sotto le coperte!
H.

Recensore Master
28/11/21, ore 22:53

Ciao!!! Non ci avevo mai riflettuto, ma certamente dev'essere così: la paura del buio, o meglio di ciò che abita e anima il buio ha origini lontane. E' una paura ancestrale, irrazionale proprio perché possiede radici remote che permangono nonostante l'evoluzione degli stili di vita. Senza dubbio, in tanti luoghi del mondo in cui l'uomo vive non sicuro, la notte conserva ancora un potenziale di pericolo e la sua oscurità amplifica i rumori, i pensieri, i terrori. Per noi fortunati del mondo occidentale si tratta soprattutto di avere a che fare con i propri turbamenti, che di notte assumono forme, schioccano con la dilatazione del legno dei mobili, frusciano nel nostro cervello evocando timori. Nella mia esperienza questo ha a che fare soprattutto con le paure dell'infanzia, quando il mondo è ancora così grande e sconosciuto e non si è ancora in grado di padroneggiarlo. Allora, sì, c'era la paura evocata dal mucchio di vestiti che simulava una figura rannicchiata, dalla striscia di luce che evocava strane ombre, e ovviamente sotto il letto c'era un bel pienone di mostri o quanto meno un fossato con i coccodrilli (e per evitarli si poteva solamente camminare su qualche oggetto lasciato a terra...). Ora come ora collego più la notte al rilassamento, eppure... nei momenti di maggiore difficoltà il potere destabilizzante del buio e del silenzio notturni hanno fatto risentire i loro effetti. Mi è capitato in seguito a un lutto, o quando al rientro dal lavoro mi sono reso conto che i ladri erano venuti a farmi visita a casa... allora, la casa stessa ha perduto la sua connotazione di tana e di nuovo il buio e soprattutto l'insonnia si sono popolati di ombre. Poi è vero che, col ritorno dell'alba e delle prime luci, si ha la sensazione di riuscire finalmente a raggiungere un rifugio e di averla scampata, di essere riusciti a salvarsi anche stavolta: come dire, tana libera tutti!
Quanto alla paura di allungare le dita verso l'interruttore... hai mai acceso tutte le luci fino alla tua stanza dopo un film dell'orrore? ;)

Recensore Master
28/11/21, ore 21:37

Ciao,

un perfetto viaggio nella mente di chi si ritrova a tu per tu con il buio. In fondo, le tenebre celano, nascondono, è naturale averne timore. Un antico retaggio che non ci ha mai abbandonati. Eppure, anche nel buio può esserci spazio per la bellezza, dico io: basta saperla trovare e apprezzare.

Un'ottima introspezione!

Alla prossima!