Recensioni per
~ Abisso
di foschi

Questa storia ha ottenuto 6 recensioni.
Positive : 5
Neutre o critiche: 1 (guarda)


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Recensore Master
17/01/22, ore 13:27
Cap. 1:

Ciao cara,
Giungo qui per lo scambio del Giardino, dopo KH non mi aspettavo qualcosa di così intenso. Comprendo perfettamente cosa ti abbia spinto a mettere su testo queste sensazioni e pensieri; è un testo estremamente intimo, estremamente malinconico; la fine di una relazione è sempre dura, specie se la persona con cui siamo stati insieme così tanto a lungo, con cui abbiamo condiviso un pezzo di vita, cambia... cambia radicalmente e noi non riusciamo a capire, non possiamo più capire. Mi sono dunque ritrovata molto in questo testo, ne esco da un anno da una relazione di 8 anni che alla fine era diventata tossica, estremamente tossico.
Complimenti... è difficile mettere su carta e pubblicare questi frammenti di vita
Un saluto e alla prossima
Elgas

Recensore Veterano
16/01/22, ore 23:14
Cap. 1:

Ciao, cara, 
eccomi qui ❤. 
In questo piccolo testo sei riuscita molto nell'introspezione e hai dato al lettore la possibilità di capire un po' meglio i sentimenti che provavi e il dolore che avevi in corpo - spero di non sbagliare nell'indirizzarmi a te viste le tue note - e in questo modo mi sono sentita un po' più vicina. Molto chiara è la sensazione di impotenza che si manifesta non solo in dolore fisico alla bocca dello stomaco, ma anche nel bisogno di conforto che non si riesce a soddisfare. Penso sia capitato a non più di una persona si trovarsi in quella situazione in cui si grida aiuto ma, allo stesso tempo, si scappa da chi potrebbe darcelo. O ancora, quanto è brutta la sensazione in cui neanche un abbraccio può darci quel comforto tanto agognato. Forse, e spesso, dipende anche dalle delusioni ricevute in relazioni passate - come nel tuo caso - dove ci aspettava un sostegno incondizionato che non c'è stato e a quel punto subentra la difficoltà a fidarsi di chi viene dopo. 
Le relazioni tossiche sono pericolose anche in questo sento: fanno terra bruciata tutto intorno a noi e cambiano la prospettiva che abbiano del mondo. Diventa difficile a quel punto tornare a relazionarsi come se non fosse cambiato nulla. 
Non posso che sperare che questa sofferenza così chiara qui sia stata superata e che, per arrivare a parlarne, tu sia già a uno stadio successivo. Hai fatto già un grande passo nel condividere queste tue sensazioni quindi, davvero complimenti anche solo per questo ❤. 

Ti mando un abbraccio! A presto! ❤

Recensore Master
16/01/22, ore 21:35
Cap. 1:

Buonasera, cara, eccomi qui :)

Il titolo di questa storia era già molto forte di suo, e unito alla sinossi lasciava presagire che non avremmo di certo assistito a un racconto dai toni allegri çç. La fine di una relazione non è mai una cosa semplice o bella, lo so bene, e credo che per tanti aspetti ricordi un po' un lutto, e che le fasi che si attraversano nella sua elaborazione sia un po' le stesse. Il titolo però ci suggerisce che quello che i protagonisti stiano vivendo adesso sia uno stadio a metà fra la disperazione e l'apatia. Da un lato ci sarebbe il desiderio di farla finita, in quanto nulla sembra più avere importanza çç, ma c'è sempre qualcosa che ci trattiene. Un sentimento di attesa, di speranza, che è proprio vero ricordare è sempre l'ultima a morire. Abbiamo paura di farla finita sia per l'idea della morte, in sé, sia perché temiamo di perderci qualcosa di bello che potrebbe essere sempre sul punto di accadere. E' una sensazione che comprendo bene e che credo tu abbia sviluppato benissimo.
Ho percepito in questo racconto due anime vicine fisicamente, ma separate ormai da una distanza incolmabile: e quando le cose stanno così a volte è davvero meglio separarsi del tutto.

Una storia davvero triste ma molto bella ♥
complimenti e grazie di aver condiviso ^^

Leila

Recensore Master
16/01/22, ore 17:03
Cap. 1:

Ciao cara <3
Ho trovato molto bello questo scritto, sentito. Ci vuole non poco coraggio a mettere per iscritto il proprio vissuto, soprattutto quando è stato difficile e quando di mezzo c'è una relazione tossica. In questo posso capirti pure troppo. Da quello che ho letto, ho percepito una certa lontananza tra la protagonista e il suo ragazzo/compagno, come se lei cercasse comunque un punto d'incontro ma lui si mantenesse distante. Diciamo poi che non c'è niente di peggio di quelle persone "passive", della serie che rimangono lì inerme a lasciare che la vita scorra senza prendere mai l'iniziativa. Ma anche il fatto che una persona "impedisca" in un certo senso all'altra di compiere certi gesti nei suoi confronti. Perché poi alla fine chi si trova dall'altra parte che può fare? Può provare ma fino ad un certo punto, diciamo che in una coppia ci si deve anche venire in contro. Ovviamente io sto andando molto a interpretazioni basandomi anche sul mio vissuto, il tuo è uno scritto che mi ha colpito perchè mi ci rispecchio. E poi mi ha dato molte vibes da poesia vera e propria, che è una cosa che ho apprezzato. Una storia molto triste, anzi, malinconica che mi è piaciuta proprio per la sua sincerità.
Davvero complimenti, ti mando un abbraccio <3

Nao

Recensore Junior
15/01/22, ore 11:17
Cap. 1:

Più che tossica pare una relazione che si è instaurata tra due persone semplicemente incapaci di comprendersi, di comunicare e di rendersi felici. Il che è uno dei segnali che possono indicare la tossicità in un rapporto, certo, ma non si vive una relazione tossica solo perchè ci si trova in questa situazione.
Un rapporto tossico non è fatto solo di incomunicabilità ma anche e soprattutto di quasi se non costante violenza fisica ed emotiva. O soltanto una delle due a volte, dipende.
Qua non sembrano esserci eclatanti dimostrazioni di mancanze di rispetto, pertanto finchè non ci sono date ulteriori informazioni sulla faccenda non è corretto chiamarla relazione tossica.

Recensore Master
15/01/22, ore 09:43
Cap. 1:

Ciao cara, eccomi qui ❤️
Ho trovato questa Flashfic molto profonda e carica di emotività, a tratti anche tanto intima, proprio perché racconta di un pezzo della tua vita, qualcosa che ti appartiene e che non se ne andrà mai.

Mi dispiace per quello che hai vissuto, perché purtroppo non è facile stare accanto a qualcuno che rimane impassibile e inerme, lasciando che la vita scorra davanti ai propri occhi senza fare nulla per cambiare le cose.
E te lo sta dicendo una che in prima persona ha vissuto una cosa del genere e che è la prima a dire che da momenti del genere non si esce con uno schiocco di dita, sì, ma è anche vero che questa apatia nei confronti della vita non deve assolutamente minare chi ci sta accanto e chi ci vuole bene.
Il pensare solo a se stessi fa male, soprattutto quando si affrontano dei brutti periodi.
E soprattutto: il non parlare complica sempre più situazioni che si potrebbero risolvere molto più in fretta se solo ci si provasse – nessuno pretende che qualcuno esprima per filo e per segno cosa prova, ma almeno provare a dare qualche indicazione è importante. Questo l'ho imparato nel corso del tempo ed è un aiuto davvero importante.

“Aspettare un segno” o frasi simili, come “aspettare qualcosa che deve ancora arrivare” sono frasi tipiche di chi vive periodi tanto brutti.
È un po' come aggrapparsi a un'illusione alla quale si crede fermamente e che, di conseguenza, ci convinciamo che sia reale.
Ma l'unica realtà possibile è quella in cui siamo noi a parlare, ad avere la forza e il coraggio di chiedere aiuto. Perché nel chiedere aiuto non c'è nulla di sbagliato.

È stata una lettura davvero intensa e ti mando un abbraccio fortissimo 🥺

M a k o