Recensioni per
La fortezza dei dannati
di Star_Rover

Questa storia ha ottenuto 8 recensioni.
Positive : 8
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
01/05/22, ore 16:12

Ciao!
Sono venuta a curiosare nella tua pagina e questa storia ha subito attirato la mia attenzione ^^
Conoscevo la canzone dei Sabaton e ho scoperto questo drammatico episodio della Prima Guerra mondiale grazie ad uno degli speciali di Focus.
Della guerra 15-18 a scuola si studia soprattutto il logorante sfiancamento della vita nelle trincee, ma dell'uso del gas, come primo agente chimico di distruzione di massa, non si fa quasi mai menzione.
Attraverso gli occhi del soldato seguiamo in prima persona tutte le fasi di questo assalto; sono percepibili l'attesa, la frustrazione, la nostalgia per gli affetti e poi il caos della battaglia infine l'orrore della scoperta di ciò che si cela oltre la cortina di nebbia verde.
Non mi sorprende che l'ufficiale inviato ad interrogarlo non gli abbia creduto, giustificare le sue dichiarazioni con un violento trauma psicologico è la reazione più logica e razionale.
Inoltre a volte è impossibile guardare in faccia i mostri che l'uomo stesso ha contribuito a creare.
Nel racconto c'è un ottimo mix di pause ed azione, la descrizione del primo assalto e la successiva esplorazione della fortezza è la parte che ho apprezzato di più, sembra di sentire sul viso l'ingombrante maschera antigas, che limita il campo visivo e aumenta il senso di straniamento, così come è palpabile la fatica del protagonista ad avanzare nel fango, scavalcando ostacoli e cadaveri.
Adesso vado a riascoltarmi la traccia dei Sabaton, in effetti sono una grande fonte di ispirazione :)
 

Recensore Master
01/05/22, ore 12:10

Diamine, una storia su uno degli episodi più inquietanti della prima guerra mondiale, con in sottofondo una delle mie canzoni preferite! Non ti puoi neanche immaginare quanto mi ha fatto piacere leggere questa storia. Hai descritto benissimo l'ambiente in cui si muovono Wilhelm e compagni, tanto che in certi passaggi avevo l'impressione di trovarmi lì con lui. La cosa che però mi è piaciuta di più, è che ti sei mantenuta perfettamente a metà tra resoconto storico e storia horror. La visione dei soldati russi sfigurati dal gas deve essere stata una roba a dir poco orribile, ed è anche probabile che i tedeschi abbiano involontariamente respirato qualche residuo del gas che loro stessi avevano usato. Ci credo che Wilhelm a un certo punto crede di vedere i mostri. Poverino, già combattere in condizioni simili non deve essere una passeggiata. Spero che riesca a riprendersi in qualche modo, anche se non credo sarà tanto facile.

In conclusione, ti faccio i complimenti per la bellissima storia e ti saluto. A presto!

Recensore Master
22/04/22, ore 15:38

Ciao, mia carissima Star^^

Non mi è sfuggita nemmeno questa interessantissima OS, l'ho adocchiata da quando l'hai pubblicata. ♡
Non sono per nulla sorpresa di trovarti in questa sezione, i temi che tratti colpiscono profondamente la sensibilità e la percezione umana. Davanti a queste sensazioni e queste prospettive si arriva facilmente all'horror con tutto ciò che questi soldati vivono; il fatto poi che si tratti di una vicenda storica documentata, rende gli aspetti horror ancora più terrificanti.

L'incipit notturno dona fin da subito grande inquietudine e l'accostamento al freddo mi fa subito associare una tregua al caldo della prima linea del fronte simile alle fiamme dell'inferno. È una tregua che si consuma nell'apparente sicurezza dalle armi infossati nella trincea e dal freddo grazie dalla presenza dei commilitoni; ben presto, ma anche nel corso della narrazione, scopriamo che è una vana speranza, perché il freddo inzuppa la loro pelle e alcuni russi moriranno nel sonno proprio sulla spalla dei propri compagni (considerando che non credo nelle casualità all'interno dei tuoi racconti, ho trovato un ottimo parallelismo tra tedeschi e russi, in particolare sulle usanze comuni dettate dalla semplice umanità).
Li circonda una quiete pesante, quasi asfissiante, caratterizzata da un'immobilità carica di sofferenze fisiche. Il coraggio di questi uomini, diventati soldati senza la volontà di esserlo in vita loro, penso possa essere trovato nel modo in cui cercano la forza di non abbattersi: nei compatrioti che li considerano veri e proprio eroi per il modo in cui difendono la patria, anche nei loro stessi compagni che hanno condiviso e continuano a condividere le stesse terribili e inumane esperienze. Ritorna costantemente nelle tue storie in tema della fratellanza sul campo di battaglia, è quasi inevitabile dopo aver vissuto avventure al limite della morte; come ho accennato prima, i compagni diventano gli unici a cui potersi abbandonare in un faticoso torpore, contro cui abbassare le difese anche se in lontananza la guerriglia dilaga e il clima rigido minaccia di far cessare la vita senza l'uso violento delle armi.
È molto ad impatto il paragone degli uomini in trincea con le condizioni dei topi; ciò che mi ha sorpreso di più riguarda la semplicità con cui Wilhelm non esita ad avvicinare questi due mondi, svalutando fortemente la vita che trascorre al fronte.
Centrale in questa storia penso sia la progressiva opinione che questo soldato matura circa le armi chimiche. Le remore che manifesta, dalla posizione di attacco, vanno oltre qualsiasi ideologia o patria, nel momento in cui lui scorge e rimane scioccato dai terribile effetti sui volti degli uomini immobili e annientati, dove nota solo l'umanità; a tal proposito è davvero emblematica l'immagine del ragazzino che muore nel sonno. Il fatto che Wilhelm sia un soldato inesperto che giunge al fronte praticando in patria un altro lavoro accentua molto la visione drammatica della situazione: l'inferno che lui vede è sempre una sorpresa terribile per lui, fa di continuo nuove e sempre più terribili esperienze, fino a giungere al culmine scoprendo i catastrofici effetti del gas. Questo soldato può cercare il coraggio di affrontare questo scenario apocalittico solo supportato dall'adrenalina che ha in corpo.
Gli effetti di questo veleno sono terrificanti, esso provoca un annientamento di massa dilania ogni cosa sulla sua strada: animali, vegetazione, avvelena l'aria creando un vero e proprio campo minato volatile. I carnefici stessi rimangono scioccati davanti ad un simile spettacolo. Davanti ad uno sterminio totale, Wilhelm non mostra il portamento di chi rimane compiaciuto degli effetti delle armi che il suo esercito ha liberato nell'aria, anzi tutto il contrario; avanza per sopravvivenza, ma in cuor suo insorge una silente disperazione che solo la forza del dovere gli consente di ignorare, quanto basta per portare a termine la sua missione.
Si convince definitivamente della pericolosità di queste armi quando lui stesso è costretto a respingerne a mani nude i disumani effetti. Oltre alle immagini apocalittiche mi sembra di percepire anche quanto la vittoria in guerra sia vana e illusoria, da un momento all'altro tutto può cambiare, perché l'uomo non può essere in grado di controllare tutte le variabili, come in questo caso un'arma può facilmente attaccare anche il suo creatore.
Il soldato di cui ci racconti le vicissitudini ha un coraggio e una forza d'animo invidiabili, pur essendo stato catapultato da un giorno all'altro sul campo di battaglia; il suo grande istinto di sopravvivenza lo conduce verso una via di salvezza superando gravi rischi per la sua incolumità, ma anche il dispiacere per la morte atroce che hanno subìto i suoi compagni d'armi.
Termini questo racconto con un grande scetticismo da parte di chi lo ascolta, eppure se quanto è successo è giunto fino a noi significa che gli anni hanno dato una risposta a tutto ciò che all'epoca poteva risultare incomprensibile e spiegato con la semplice follia di questo sopravvissuto.

Torno a ringraziarti per le vicende che grazie a te ho la possibilità di esplorare. Ciò che è accaduto è spesso crudo ma reale e conoscere la storia non è mai superfluo. ♡♡

A prestissimo!
Un abbraccio grande
Vale (sempre tua affezionata lettrice)

Recensore Master
19/04/22, ore 15:47

Ciao. Mi fa piacere tornare a commentare un tuo scritto e presto inizieró la tua long. Ero curiosa di leggere perché troviamo il contesto di cui ben scrivi ma nella sezione horror. Ho immaginato il protagonista in quello scenario spettrale attraverso le tue parole. Hai scritto con dettagli cruenti facendomi immergere ancora di piú nell'atmosfera. Quanta pena nel finale per il protagonista. Ho letto con interesse le note ed é tutto davvero terribile. Un caro saluto.
(Recensione modificata il 19/04/2022 - 03:48 pm)

Recensore Master
12/04/22, ore 07:39

Ciao carissima^^
oddio che impressione. In senso buono, ovviamente: sei riuscita a trasmettere a pieno l'orrore di ciò che deve essere successo in quella terribile "carica dei morti".
Ti confesso che non conoscevo l'episodio e immagino debba essere stato davvero agghiacciante. Capisco i russi, comunque: morti per morti, almeno si va all'assalto.
Hai descritto tutto benissimo, le tinte fosche che hai usato, gli elementi raccapriccianti, dei soldati ormai ridotti a morti viventi, l'orrore di un assalto condotto da quelli che a tutti gli effetti sembravano cadaveri animati. In ultimo, anche l'incredulità di chi non era presente, che etichetta la spaventosa testimonianza del soldato come un delirio e non vi dà credito. Davvero tutto cupo e terribile, complimenti.
Come sempre sei una sicurezza, a presto!

Recensore Master
08/04/22, ore 14:32

Carissima,
l'horror ben scritto è uno dei miei generi preferiti e nel tuo racconto non c'è che l'imbarazzo della scelta. ^^
I soldati con le maschere antigas, nella bolgia delle trincee e nel mezzo di un attacco sono a tutti gli effetti creature infernali nell'aspetto e nei pensieri. Regna la confusione e la paura prende il sopravvento, annullando ogni genere di razionalità. L'horror gioca su questo, sulla fine degli appigli che ci rendono senzienti.
In questo caso il "mostro" prende forma, il nemico non è più un essere umano, ma qualcosa che viene dall'odio e da un livore antico come il creato. I morti ottengono vendetta, tornano per trascinare con sé chi ha avuto la sfortuna di sopravvivere ad altri orrori, non trovano pace e annunciano l'unica realtà possibile.
Il protagonista sa cos'ha visto, percepisce la situazione vissuta, ma nessuno gli crede: è più semplice etichettare alcune verità come impossibili, come sogni, come risultati di una mente sconvolta. Finché non esisterà un'ammissione veritiera da parte della collettività, è come se i morti e i mostri non fossero mai esistiti.
Mi è piaciuta molto, ti faccio i miei complimenti! ^^

Recensore Master
07/04/22, ore 14:13

non è il mio genere ma riconosco che è scritto bene senza essere pesante nei dettagli.

Recensore Master
07/04/22, ore 05:09

Buongiorno
Quindi è tutto vero, per qualche minuto ho pensato a una tua licenza horror. Invece, caspita, che orrore... Brava però nelle descrizioni perché ho letto ahimè immaginando tutto come il protagonista vedeva coi suoi occhi.