Recensioni per
Solitudine
di Chiharu

Questa storia ha ottenuto 7 recensioni.
Positive : 7
Neutre o critiche: 0


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Recensore Veterano
15/06/22, ore 09:22
Cap. 3:

Mi piace la scelta delle parole, la lunghezza e il ritmo dei versi, le immagini suggestive che emozionano a fondo il lettore. è sempre un piacere leggerti qui, dico davvero! Complimenti, a presto
Francesca

Nuovo recensore
31/05/22, ore 10:32
Cap. 3:

Bella e malinconica. Mi è piaciuta. Soprattutto negli ultimi versi mi ci sono immedesimata. Certo è che molte volte capita di lasciarsi ingannare dall'apparenza quando si è molto tristi: le vite degli altri sembrano avere sempre qualcosa in più che noi non abbiamo, sembrano splendere di più rimarcando la nostra presunta "inferiorità". Per inferiorità non intendo nei giochi di potere, ma come l'avere qualcosa in meno o di sbagliato rispetto a ciò che si considera "normale". Ma paragonarsi in questo modo mortifica la nostra unicità, i bei aspetti che abbiamo e anche i nostri limiti che ci ricordano la nostra complessità, la nostra umanità, la nostra fragilità. Ma è nel nostro essere fragili che possiamo coltivare quella sensibilità per conoscere meglio noi stessi, connetterci alle persone che amiamo e scoprire il mondo nelle sue infinite sfumature. Grazie per la bella poesia.

Recensore Master
26/05/22, ore 08:43
Cap. 3:

Ancora una bella poesia malinconica e delicata, che si lascia cullare dal fascino delle rime e delle assonanze.
Come il canto di un uccellino in gabbia.
Ma ancora c'è posto, secondo me, per una domanda spiazzante: siamo davvero sicuri che la coda che scegliamo alle casse del supermercato, o ai caselli dell'autostrada, sia davvero la più lenta? Non è la nostra mente che è portata a vedere gli avanzamenti degli altri e a trascurare i propri?
Ci lasciamo condizionare da ciò che ci circonda fermandosi spesso alle apparenze, e perdiamo di vista la bellezza di quello che siamo noi.
Bellezza della fragilità.
Fragilità della bellezza.

Recensore Veterano
11/05/22, ore 17:57
Cap. 2:

C'è futuro per tutti, per chi ha arrancato, per chi arranca ora e per chi arrancherà in passato. Le sconfitte possono buttarci giù, ma non abbatterci al suolo definitivamente. Tutti i dubbi traspaiono dalla tua poesia, il dolore e le incertezze su sé stessi, che a confronto con il mondo esteriore sembrano difettosi. Ma non lo sono, anzi. Saranno ciò che formeranno i tuoi pregi e la tua crescita personale. Complimenti!
Francesca

Recensore Master
11/05/22, ore 07:48
Cap. 2:

Ci sono dei giorni, non quelli di cui scrivi qui, in cui la vita ci ruba i pensieri; giorni che volano via senza lasciare traccia, giorni pieni del nostro ego appagato.

Ma ci sono dei giorni, come quelli catturati in questa bella e malinconica poesia, pieni di aneliti. Giorni lenti, pesanti, che sembrano non passare mai, che arrivano all'improvviso senza chiedere il permesso. Giorni senza "essere abbastanza". Giorni preziosi che regalano rime e poesie a noi stessi e agli altri che ci leggono.
Il futuro, come l'aria, manca.
Ma davvero il nostro spirito ha bisogno di futuro, di aneliti soddisfatti, di mete raggiunte?

Nuovo recensore
14/04/22, ore 20:39
Cap. 1:

È una solitudine opprimente, quella che racconti, fatta di spessi strati di vetro e mura alte, insormontabili – sensazioni e immagini che conosco, e riconosco nella tua poesia.

Recensore Veterano
13/04/22, ore 14:18
Cap. 1:

Queste rime baciate si sposano alla perfezione con la musicalità delle sillabe grazie ai loro accenti, la si legge in modo proprio cadenzato e mi piace molto questo effetto. Complimenti!
Francesca