Recensioni per
L'Arte della Perfezione
di Swan Song

Questa storia ha ottenuto 7 recensioni.
Positive : 7
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
24/06/24, ore 12:29

Ciao cara!
Non potevo non passare a leggere qualcosa di tuo, perché la penso come te quando mi dici che se qualcosa mi piace la recensisco (ossigeno per noi bistrattati autori di EFP), ma sono anche una a cui piace ricambiare e scambiare pareri sulle proprie storie. Perciò, eccomi qui!
Ho scelto questa one shot non avendo molto tempo a disposizione, ma ero troppo curiosa di leggerti e... WOW! Sei una lama al cuore, davvero. Il tuo stile è chirurgico oserei dire, quasi come l'assassino che si è premurato di sistemare tutto per sfuggire alla polizia (ci riuscirà? mi chiedo). Attenta nelle descrizioni, precisa nella punteggiatura (che in racconti come questi sono fondamentali!), le metafore e le similitudini azzeccate e non banali, scontate. Mi sei piaciuta un sacco, quindi ti metterò tra i miei autori preferiti!

Ti auguro una splendida giornata,
Nina^^
(Recensione modificata il 24/06/2024 - 12:29 pm)

Recensore Master
18/06/24, ore 12:10

Buongiorno,
Ho letto questo racconto e l'ho trovato molto coinvolgente. Ho letto molti anni fa "Il talento di Mr Ripley" e sinceramente non ricordo tanto, quindi non posso fare paragoni, tutto ciò che posso dire è che ho trovato il tuo racconto davvero emozionante.
Sappiamo poco dell'assassino e ancora meno della vittima, ma ciò nonostante riesci a coinvolgere e a trascinare dentro questa vicenda.

Ottimo lavoro!
Milly

Recensore Master
15/06/24, ore 18:14

Ciao, Swan! Ho scoperto questa storia per puro caso e, incuriosita dal titolo e dalla sinossi, mi sono addentrata nei meandri della mente di questo criminale per scelta, per cui eccomi qui! Come sempre, sei una garanzia di emozioni e tematiche interessanti: non è da tutti aprire la serratura della mente di un assassino, specialmente in un caso come questo, in cui il killer non ha delle attenuanti (che so, traumi pregressi come violenze sessuali, fisiche o psicologiche, o altre perdite), è semplicemente un artista del delitto. A questo punto, devo chiedertelo: per caso ti sei ispirata a "Nodo alla gola" di Hitchcock? No, perché questa storia mi ha trasmesso le stesse vibes: l'assassino privo di movente, che desidera soltanto mettersi alla prova, dimostrare che il delitto perfetto esiste... Ho trovato diversi punti di contatto: anche il tuo protagonista non ha ucciso un suo nemico o qualcuno che gli aveva arrecato offesa, né tantomeno qualcuno che gli dava fastidio (come il protagonista de "Il cuore rivelatore"), non aveva alcun motivo al mondo per uccidere quell'uomo che per lui era uno sconosciuto, lo ha scelto solo perché era solo, quindi nessuno lo avrebbe cercato, e si sente compiaciuto per la sua "opera" e le uniche paure che ha sono quelle di aver lasciato qualche traccia e di essere scoperto dalla polizia. Bello il finale ambiguo, che lascia il dubbio se l'agente che bussa alla sua porta voglia solo fare delle domande, o se invece è lì per arrestarlo. Una storia veramente perturbante, un'ottima analisi della psicologia di un assassino sociopatico. Da manuale di criminologia, davvero! Complimenti ancora, alla prossima! Serpentina

Recensore Junior
08/06/24, ore 21:48

Hola Swan!

Non poteva che essere il mitico Andrew Scott ad ispirarti una one shot così bella!
Adoro che il pov sia quello dell'assassino, mi è piaciuto molto il parallelo tra opera d'arte e delitto, proprio come in Ripley. Non parliamo poi della lucida freddezza con la quale descrive tutto il suo "lavoro" e anche la punta di auto-ammirazione che prova nel contemplarlo. è veramente un assassino coi fiocchi, con un lato psicologico molto coinvolgente.
Bellissimo anche tutto il pezzo sulla sua premeditazione, sul perché e come abbia scelto la sua povera vittima. Mi sembrava di stare accanto ai mitici Rossi, Morgan, Spencer e c. .
Apprezzo i killer "ligi" che vanno sino in fondo, senza provare ripensamenti o attimi di coscienza (per carità solo a livello di storie, gialli o film; altrimenti calato nella realtà mi verrebbero i brividi); insomma un po' come quando non puoi fare a meno di amare Jim Moriarty e proprio il caro Ripley (guarda caso interpretati dallo stesso attore). Tu sai quanto
sono hypata per loro <3
Mi è piaciuta la tua scelta della one-shot, sicuramente azzeccata. Regala un impatto più forte ed immediato, rispetto alla stessa narrazione spalmata in due capitoli o più.
Bellissimo anche il finale, che ci lascia li con la suspence ed infine direi che il rating è azzeccato, don't worry <3
Bravissima <3

Kiss,

Jess.

Recensore Veterano
08/06/24, ore 20:30

Carissima, buonasera 🤍
Ma wow, che testimonianza favolosa. Come sempre ho adorato il tuo stile perché è molto artistico. Chi mai paragonerebbe un delitto a un'opera d'arte? Una genialata. È davvero spiazzante il pensiero di quest'uomo. In un certo senso l'abbiamo visto sia dall'interno che dall'esterno, perché ad un certo punto tende a giustificarsi, a commentare le sue azioni come se fossero state compiute da un altro. Si chiede se sia davvero cattivo uccidere. È un mostro? Ha sempre letto di criminali e analizzato le loro menti, e adesso che è lui il colpevole? È un po' difficile in questo caso darsi delle colpe. La nostra mente è subdola e cerca sempre un appiglio per non crollare. Addirittura è in euforico. In fermento per l'arrivo delle autorità, anche se ovviamente avverte ansia.
Ha descritto tutto con una tranquillità... Disturbante. Spiega di aver pulito, di essersi sbarazzato delle prove e di ammirato il suo "capolavoro". Fuma con tranquillità la sigaretta e si chiede cosa fare, se sia quella la normalità.
Brividi.
Non ho visto la serie che hai citato, ma il tuo scritto è veramente ottimo^^
Complimenti, è sempre bello ricevere queste sorprese da parte tua.
Alla prossima<3
Ps: i gialli-omicidi sono il tuo cavallo di battaglia. Si percepisce tutta la tua passione

Recensore Junior
08/06/24, ore 18:21

Buonaseeeeeera! *-*
Eccomi, come promesso.
Ti dico come è andata stamani. Vagavo senza meta in quel di Efp e mi sono detta: "Ma andiamo a ficcanasare sul profilo di Swan" e mi ritrovo una Onshot fresca fresca di pubblicazione.
Potevo non leggerla? No, non potevo!
Devo ringraziarti, perché da tanto tempo non mi emozionavo così. Da parecchio non trovavo una lettura in grado di tenermi col fiato sospeso fino alla fine. Sono stata lontana per diverso tempo dai noir/thriller, ed è stato bello tornate su questi lidi grazie a te! :*
Come definire questa oneshot se non come un capolavoro? Per me è un capolavoro. Non saprei cosa aggiungere di più. Hai realizzato in poche righe un'opera magistrale. E adesso la sparo grossa, ma lo faccio con orgoglio: mi hai ricordato alla lontana il racconto "Il cuore rivelatore" di Edgar Allan Poe. Ecco, l'ho detto e ne sono convinta. Mi ha trasmesso le stesse splendide vibrazioni.
Il tuo assassino è affascinante, coinvolgente. Hai tratteggiato la sua mente in maniera perfetta. Ho adorato la cura con cui lui ha descritto tutti i passaggi del suo atto. Dalla premeditazione, all'omicidio, fino ad arrivare alla pulizia della scena del crimine, molto alla "Cleaner", un film che ho adorato.
La cosa che più mi è piaciuta, però, è stata la sua sfacciata sicurezza, che poi però vacilla, per poi riaffermarsi di nuovo, in un continuo sali-scendi di emozioni. Bellissimo, anche se macabro, l'accostamento fra la figura dell'assassino e l'artista. Direi che, vedendo le cose dal punto di vista di una mente del genere, il paragone è azzeccato. Che poi, molti dei serial killer realmente vissuti hanno davvero visto i loro gesti come un'opera d'arte, applicando un vero e proprio metodo.
Ma, cara Swan, vogliamo realmente metterci a parlare di serial killer, io e te? Meglio di no, che finiamo il discorso a Natale e al momento del brindisi di Capodanno ci rendiamo conto che forse l'abbiamo tirata un po' per le lunghe! xD Fra l'altro, in questi giorni, si è tornati a parlare del Mostro di Firenze con una nuova pista!
Tornando al tuo racconto.
Menzione d'onore n°1: Mi infili Caravaggio in un omicidio e io vado in brodo di giuggiole. Perché il nostro Michelangelo Merisi (il suo vero nome) e le sue immagini grottesche calzano a pennello! *-*
Menzione d'onore n°2: "Ho nascosto il coltello, ma la sua lama tagliente brucia contro la mia coscia. È come se avessi un complice silenzioso, pronto a tradirmi". Bellissimo.
Menzione d'onore n°3: il finale. Il finale mi ha gasata tantissimo! Sei stata fenomenale. *-*

Swan, questo è il tuo elemento. Brava, davvero. E con amarezza mi viene da chiederti: 'Ma cosa ci fai qui? Perché non ti trovo da Feltrinelli, o da Mondadori?' Vabbe', ne abbiamo già parlato. Per quanto possa valere, sappi che hai tutta la mia stima.

Con un ultimo battito di mani *virtuale*, ti saluto ^^

Antagonista

P.s. Dimenticavo. Secondo me il Rating Arancione va benissimo.

Recensore Master
08/06/24, ore 16:25

Ciao, ero proprio indecisa su quale storia passare e poi ho visto questa OS nuova e mi hai incuriosito tantissimo, per cui eccomi qui!
Sei stata davvero bravissima, non è per niente facile entrare nella mente di un assassino, specialmente in un caso come questo in cui il killer non ha nemmeno delle attenuanti (seguendo molte serie TV come Criminal Minds e simili, a volte capita che mi dispiaccia pure per l'assassino che, per quanto brutale e crudele, magari ha subito a sua volta violenze sessuali, fisiche o psicologiche o altre perdite). Devo ammettere che io non sarei capace di mettere in scena la psicologia di un killer, neanche se lo comprendessi e magari avessi compassione per lui, come ho scritto prima, in un certo senso io non riesco a scrivere il male, forse perché ce n'è già tanto nel mondo reale e almeno nelle storie voglio un mondo in cui le cose finiscano tutte bene. Però davvero resto a bocca aperta, sei davvero eccezionale anche in un'analisi psicologica così "estrema" e credo che ben pochi ci riescano!
Ammetto che non ho mai amato i libri della Highsmith né il personaggio di Ripley, proprio perché lui uccide per suo tornaconto, vive questa cosa davvero come se fosse un'opera d'arte, non è condizionato da traumi infantili o cose del genere, uccide perché gli piace e questo a me turba molto. Anche il tuo protagonista non ha ucciso un suo nemico o qualcuno che gli aveva arrecato offesa (come invece faceva Caravaggio, che era sì un assassino ma uccideva nelle risse, quando era ubriaco o cose simili, non a sangue freddo e pianificando l'omicidio), non aveva alcun motivo al mondo per uccidere quell'uomo che per lui era uno sconosciuto, lo ha scelto solo perché era solo e nessuno lo avrebbe cercato, non aveva neanche un movente contorto come, per esempio, razzismo o simili, no, era un poveretto che gli serviva come se fosse un oggetto. Il killer, poi, non ha neanche il minimo rimorso, al contrario si sente compiaciuto per la sua "opera" e le uniche paure che ha sono quelle di aver lasciato qualche traccia e di essere scoperto dalla polizia. In effetti alla fine un agente bussa alla sua porta, ma non sappiamo se è solo per fare delle domande o se invece è stato incastrato e sarà arrestato.
Una storia veramente perturbante, come ti ho detto non è proprio il mio genere, ma mi avevi troppo incuriosita e non posso fare a meno di ammirare la tua bravura, perché hai rappresentato la psicologia di un assassino amorale e sociopatico alla perfezione.
Mi devo spaventare???? XD XD XD
Comunque, complimenti davvero, sei una scrittrice di un talento unico, non avevo mai letto qualcuno che sapesse spaziare così disinvoltamente in generi tanto diversi e anche fino a questo punto.
In quanto al rating... secondo me arancione va bene, non ci sono descrizioni dettagliate o splatter dell'omicidio, la descrizione è soprattutto di ciò che il killer ha fatto per distruggere le prove e poi l'analisi dei suoi pensieri e sensazioni.
Complimenti ancora, sei geniale, alla prossima!
Abby