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Autore: kaos3003    28/08/2012    1 recensioni
Prima o poi anche gli eroi devono andarsene, ma chi li aiuterà ad andare oltre?
Genere: Fluff, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Slash | Personaggi: Harry Potter, Severus Piton | Coppie: Harry/Severus
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Dopo la II guerra magica/Pace
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Titolo: Ricordi incisi sul mogano di una scrivania
Fandom: Harry Potter
Personaggio/Coppia: Severus/Harry
Prompt: 030-morte per la Big Damn Table
Rating: verde (per tutti)
Genere: fluff, romantico
Avvertimenti: slash, accennata una passata relazione adulto/minore, postDH
Conteggio Parole: 500 (contatore)
Disclaimer: i personaggi appartengono a JK Rowling e a chi ne detiene i diritti legali. Questa storia non ha nessuno scopo di lucro.
Riassunto: Prima o poi anche gli eroi devono andarsene, ma chi li aiuterà ad andare oltre?
Note: questa storia non era prevista, ma è riuscita molto meglio di quella per la II sfida di it100 e non la getto ;). Per comprenderla sarà utile la lettura di "Coclearia's effects"
E prima che qualcuno me lo dica, lo so che un fruscio non può essere assordante, ma la sfida per It100 prevedeva l'introduzione di tre ossimori e pensavo di usare questa fino a quando:
1) mi sono ricordata che il mio prompt comprendeva un ballo scolastico
2) mi rendessi conto che in questa il ballo scolastico non c'entrava manco per il bigolo XD
Tabella: Bdt

Un assordante fruscio riempì il corridoio, coprendo perfino il fischio penetrante del treno che si avvicinava. Strano, era convinto di essersi addormentato nel suo letto, accanto a Ginny.
Harry si guardò intorno. Quella sembrava proprio la stazione di King Cross con le sue panchine verniciate di fresco e la banchina affollata di volti senza nome, e quella che portava era identica alla sua vecchia divisa scolastica, da tempo finita nei rifiuti.
“Non pensi troppo Potter.” irruppe una voce annoiata che da tempo non sentiva.
E quando mai aveva potuto pensare per Piton. Harry si voltò: l'uomo era identico all'ultima volta che si erano incontrati.
“E così stavolta Silente ha mandato lei.” mormorò, lasciandosi cadere su una panchina.
“E' una privilegio del Preside poter affidare ad altri i compiti indesiderati.”
Certo, pensò Harry, cercando di sistemarsi il colletto stropicciato della camicia e chiuderne i primi bottoni. Merlino solo sapeva perché quella cosa si ostinasse a rimanere aperta, lasciando ben in vista la spalla.
“Inutile tentare di sistemarla.” lo interuppe Piton, scostandogli bruscamente una mano. “Qualcuno ha deciso di ricreare una particolare scena della sua vita, le conviene sottostare.”
Una particolare scena? Tutto quello che lui riusciva a vedere era un se stesso diciassettenne, un Piton identico al professore caduto nell'ultima battaglia e con la veste priva di bottoni all'altezza di... No, non poteva essere! Tutto quello era semplicemente assurdo!
Eppure il collo gli formicolava, esattamente nel punto dove... Harry si coprì il viso con le mani, sperando di non essere arrossito quanto pensava.
“Vedo che la memoria le è tornata.”
“Ma come?!”
“Il professor Silente ha sempre saputo più cose di quante la saggezza e la sua posizione richiedessero.”
'E proprio quella notte doveva conoscere?!' avrebbe voluto urlare, ma la coscia di Piton premuta contro la sua aveva ancora il potere di distrarlo in maniera disturbante, esattamente come tanto tempo prima.
Immagini di lui piegato su una scrivania e di un Piton troppo vicino gli attraversarono la mente. Merlino, da anni non pensava così intensamente a quella serata, l'ultima volta era stato praticamente sul punto di morire per una maledizione.
“Stavolta non posso tornare indietro, vero?”
Già, questa volta non ci sarebbero state chiare spiegazioni al limite dell'indecifrabile per farlo tornare a combattere. Il fischio del treno si faceva sempre più vicino e stranamente Harry sentì un'improvvisa nostalgia per i propri reumatismi e l'anca fratturata.
“No.” ammise Piton, fissando dritto davanti a sé. “Ma può rimanere e finire come il Barone Sanguinario, se è questo che desidera.”
“Oppure?”
“Oppure può prendere questo treno e proseguire.” terminò l'uomo, alzandosi. Improvvisamente l'Espresso si materializzò di fronte a loro con uno sbuffo di fumo bianco.
Qualcuno suonò una campana invitando i passeggeri a salire, mentre Piton si avvicinava alla porta del vagone ed Harry pensò a Ginny mentre dormiva tranquilla nel loro letto, probabilmente sognando la visita dei ragazzi l'indomani.
“Mi dica,” esordì, alzandosi a propria volta, “questo treno ci porterà direttamente nel suo studio?”
E se non lo ritenesse impossibile, Harry avrebbe giurato di aver visto Piton sorridere.
   
 
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