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Autore: Fabins_16    18/06/2015    1 recensioni
Questa storia è una mia personale rivisitazione del telefilm, ci sono i soliti personaggi ma i protagonisti indiscussi sono Elena e Damon e come dice anche il titolo l'amore vi consumerà
tratto dal prologo :"le stelle erano così brillanti, brillanti come gli occhi di Kathrine, la donna che più di tutte al mondo avevo amato, riuscivo a sentire l'asfalto così freddo e ruvido sotto di me senza però percepire alcun tipo di brivido, quei brividi che solo lei era stata in grado di darmi e gli stessi che mi hanno lasciato quel giorno del 1864 in cui venni ucciso da un colpo di fucile per mano della stessa donna che amavo ardentemente per potersi mettere in salvo.
Ero ormai assorto negli stessi pensieri di sempre, quei pensieri che mi avevano reso l'uomo senza scrupoli che ero, gli stessi pensieri che nella mia testa non avrebbero mai trovato pace e che solo un bicchiere di bourbon poteva renderli un pò meno dolorosi di quello che erano.
Una voce femminile interruppe i miei soliti monologhi interiori, perfetto avevo trovato la mia cena! pensai.
"ok, ci sentiamo più tardi " disse la voce femminile, in poco più di un attimo mi catapultai
Genere: Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Damon Salvatore, Elena Gilbert, Un po' tutti | Coppie: Damon/Elena
Note: Lemon, What if? | Avvertimenti: nessuno
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                                                                                              IL FALO' SECONDA PARTE


ELENA

Corsi velocemente a casa, salii le scale e mi fiondai nella doccia, l'acqua bollente ricadeva delicata sul mio corpo e ad un tratto sorrisi pensando a ciò che mi aspettava, lo stomaco sottosopra, l'imbarazzo, tante emozioni si stavano fondendo insieme, eccitazione, emozione, ansia, paura, eppure non vedevo l'ora.
Optai per un vestitino casual blu e un paio di stivali marroni che riprendevano la sottile cintura che avevo in vita, lasciai i capelli sciolti e lisci sulle spalle e decisi di osare un pò di più con il trucco, aggiungendo al mio solito ombretto marrone un filo di eyeliner.
"Telefono, soldi, documenti, ok c'è tutto"ero solita fare una breve lista prima di uscire, presi un bel respiro, mi misi una goccia di profumo e mi guardai un'ultima volta allo specchio e via, scesi di corsa le scale aggrappandomi all'ultimo pomello che mi fece roteare fino al salone dove una zia Jenna perplessa e divertita si gustava la scena del mio "primo-quasi-appuntamento".
"zia Jenna, da quant'è che sei lì?"
"Abbastanza da aver visto la tua performance signorina" disse ridendo "Ah, e tanto per la cronaca, come pensi di rientrate stasera senza le chiavi?"
"Oh, sentivo che mancava qualcosa, grazie"risposi imbarazzata vedendo una zia Jenna scomparire nell'altra stanza ancora con un sorriso stampato in faccia.
Salii nella mia macchina e mi diressi al falò con il cuore in gola, una volta parcheggiato ebbi un sussulto, avevo timore di scendere dall'auto quindi dalla mia macchina guardai l'andamento della festa da lontano e riuscii ad intravedere Caroline flrtare con il giocatore di turno e Bonnie..un momento dov'è Bonnie?
"BHOO" urlò sbucando davanti al mio finestrino, facendomi sobbalzare 
"Bonnie ti ha dato di volta il cervello?"
"ehi scusa, ma stavi qui, tutta sola, non dirmi che hai paura di scendere dalla macchina?"
"paura? e perchè dovrei avere paura?"
"Non sò, ma un uccellino mi ha detto che stasera hai dato appuntamento a Mister occhi di ghiaccio" esclamò sorridendo maliziosamente
"Si, è vero, ma tu come fai a saperlo?"
"Caroline era vicino a te mentre lo invitavi, eri talmente presa a guardare i suoi profondi occhi che non ti sei accorta di nient'altro"
"oh, bhè ma io.." cercai di balbettare qualcosa di convincente ma Bonnie mi prese per un braccio interrompendomi e mi trascinò con sè.

DAMON

In questo momento dovrei essere a casa impaziente come un adolescente per la mia festa di ragazzini, ma io non sono Stefan, quindi, prima di andare a prepararmi decisi di fermarmi a fare uno "spuntino", era talmente tanto tempo che non bevevo il sangue direttamente da una gola che mi mancava il brio della caccia, ero immobile, sdraiato sull'asfalto di una via deserta ed ecco che il mio piano stava per compiersi.
"Signore tutto bene?" disse una voce femminile scendendo dalla macchina 
"Ora si" esclamai, in un secondo ero dietro di lei che non smetteva di piangere ed urlare,
"stai ferma e non gridare" le dissi lanciandole il mio incantesimo,
"perchè non posso muovermi?"rispose titubante
"come ti chiami tesoro?"
"Nancy"
"Sai Nancy, è talmente tanto che non faccio un pasto decente che sono indeciso, mangio e ti faccio dimenticare, oh ti dissanguo completamente?"
lo sguardo della ragazza si fece sempre più terrorizzato, il respiro più veloce, voleva urlare o scappare ma le sue gambe e le sue corde vocali sembravano non ricevere l'input e con la voce spezzata e gli occhi pieni di lacrime mi chiese "vuoi mangiarmi?" 
sul mio volto iniziavano a comparire le prime venature rossastre e facendo una piccola smorfia risposi un "si" indifferente, quasi sbaffeggiante prima di azzannarle il collo, il suo sangue sgorgava veloce nella mia bocca, e al suo sapore non ebbi dubbi, così la uccisi.
Misi il suo corpo senza vita nell'auto che spinsi sotto ad un dirupo e il fuoco generato dall'impatto dell'auto con il suolo fece il resto.
Stavo facendo tardi al mio falò del liceo quindi corsi a casa a farmi una doccia e misi i primi vestiti che trovai nell'armadio, total black ovviamente.
Anche se non ero entusiasta di partecipare a quell'evento il pensiero di Elena mi fece sorridere, ma questo non avrebbe cambiato le cose, io sono un mostro che uccide le persone e lei una ragazzina troppo pura per chiunque, figuriamoci per me.

ELENA

Ero alla festa da venti minuti buoni e di Damon neanche l'ombra, ok forse sono solo paranoica, arriverà, dissi tra me e me mentre bruciavo l'ennesimo marshmallow.
"Hei non sembra che tu ti stia divertendo, scusa l'intrusione ma la tua amica Caroline non smetteva di dirmi quanto sarebbe fantastico se noi due parlassimo" disse lo sconosciuto sorridendo
"Scusala, non sa quello che dice" risposi lanciando uno sguardo infastidito dall'altra parte, dove c'era Caroline che mimava degli "Ok" con i pollici.
"comunque sono Natan, e tu sei..?"
"Elena" risposi restituendogli la mano
"Elena, se vuoi posso offrirti qualcosa da bere, sempre che tu non voglia restare qui a bruciare marshmallow"
"ti ringrazio Natan, ma sto aspettando una persona, anzi ora che ci penso vado a fare una telefonata per sentire dove sia finito" dissi prendendo il telefono e allontanandomi da li, lo aprii e feci finta di digitare un numero, solo quando mi resi conto di esere abbastanza lontana lo richiusi e non appena mi rigirai urtai qualcuno
"dobbiamo smetterla di incontrarci così" disse un uomo dagli occhi di ghiacio
"Damon, mi hai spaventato!"
"scusami, non sono bravo ad annunciare il mio arrivo" rispose Damon con il suo fare tra lo scherzoso ed il provocatorio
"sono contenta che sei venuto" dissero le mie labbra senza alcun controllo, ormai ipnotizzate dal ragazzo che mi stava di fronte
"come avrei potuto lasciarti qui, in mezzo a questo branco di giocatori di football" rispose con il suo sorriso malizioso stampato sulle labbra
"senti ho un'idea, perchè io e te non ce ne andiamo? Conosco un locale qui vicino" aggiunse
 allora, premetto, non ho nè l'età per entrare in un locale, nè tantomeno l'età per bere e per di più il mio coprifuoco scatta a mezzanotte e mezza, quindi da ragzza responsabile quale sono devo rifiutarmi categoricamente, anche se così facendo sembrerei una ragazzina che deve rientrare a casa altrimenti la zietta la metterà in punizione.
"Ok" fu la mia risposta finale, e non appena pronunciata una strana euforia mi pervase, stavo andando in un locale da sola con Damon e non avrei chiesto di meglio da questa serata.
Damon mi aprì lo sportello della sua camaro, la stessa che pulii quel pomeriggio mezza nuda coperta di schiuma ed improvvisamente arrosii ed abbassai lo sguardo, intanto lui aveva fatto il giro ed era salito al posto del guidatore mettendo in moto la macchina, "carino il tuo vestito" disse gettando uno sguardo su di me
"Oh grazie, a dir la verità è stato il primo che ho trovato" risposi ancora di più in imbarazzo e con il cuore in gola
"no Elena, non sminuirti, ti ho fatto un apprezzamento, e quando qualcuno ti fa un apprezzamento si accetta, si ringrazia e se lo si vuole ci si può anche pavoneggiare un pochino" disse lanciandomi uno sguardo
"Va bene, allora grazie" risposi sorridendo ed aggiunsi "effettivamente è propio un bel vestito" con un tono compiaciuto, restando sempre in un clima giocoso.
Arrivammo davanti al locale e da bravo gentiluomo Damon, mi fece strada verso l'entrata, era un pub non troppo affollato, lo stile di quell'ambiente ricordava un pò gli anni '50 ed io ne ero affascinata, mi guardavo intorno finchè Damon non spostò uno sgabello per farmici sedere.
"Volete ordinare?" disse la cameriera giunta davanti a noi,
"si, un bourbon per me, e una cocacola per la ragazzina" esclamò goliardico
"Damon!" urlai divertita dandogli una pacca sulla spalla
"Ah mi scusi, coca light.. è una cheerleader deve stare attenta alla linea" aggiunse ridendo, la cameriera divertita mise una lattina davanti a me e un bicchiere di bourbon davanti a Damon che buttò subito giù un sorso, cominciavo a sentirmi a mio agio con lui, anche se stare a proprio agio con Damon era sempre relativo.
"Toglimi una curiosità Elena, perchè mi hai invitato al falò?"
"bhè, non lo sò, sinceramente non sò perchè faccio tutto quello che faccio quando sono con te, come ad esempio abbandonare la festa per andare ad un locale"
"allora perchè lo fai?" ribattè
"perchè tu hai qualcosa...si c'è qualcosa in te che mi spinge a comportarmi così, penso che ci sia un lato nascosto in te che ci accomuna, un lato che vale la pena di conoscere e che mi spinge a fidarmi di te" dissi tutto d'un fiato, contracambiando il suo sguardo profondamente toccato dalle mie parole, dopo qualche secondo di silenzio stemperò la situazione che si era creata con una delle sue solite battute
"e va bene, mi hai beccato, ascolto Taylor Swift" disse portandosi il bicchiere alla bocca e facendomi esplodere in una risata.
"E invece ora toglimela tu una curiosità, perchè hai accettato?" posò il bicchiere, si girò verso di me e si fece più serio,
"Sono i tuoi occhi Elena, i tuoi grandi occhi marroni" rispose
"i miei occhi?" dissi confusa
"Quando i tuoi occhi chiedono qualcosa è impossibile non accontentarli", rimasi di sasso accennando un lieve sorriso carico di gioia, sentire quelle parole mi aveva aperto il cuore e una speranza di aver aperto un minimo anche il suo.
Il ritorno in macchina fu meno silenzioso dell'andata, era stata una serata perfetta e arrivati davanti casa mia Damon scese insieme a me e mi accompagnò davanti al portico.
Ci ritrovammo l'uno davanti all'altro nel fatidico momento della buonanotte "sono stata davvero bene stasera" dissi armeggiando con le chiavi in mano
"sono contento, e anche tu non sei male Gilbert" rispose avvicinandosi un pò di più a me.
Le farfalle nello stomaco, le campane, il cuore in gola, ok c'era tutto, feci un passo verso di lui che alzò un braccio e mise le mie ciocche di capelli disordinate dietro le orecchie, il suo tocco dolce e delicato a contatto con la mia pelle fece fare un sussulto ad entrambi, l'atmosfera era magica e quel momento sarebbe potuto durare per sempre.
"Buonanotte Elena"
"Buonanotte Damon.


Ciao a tutti! scusate l'attesa ma sono in piena crisi "sessione estiva" prometto che scriverò sempre più spesso, grazie a tutte le lettrici che mi hanno ricordato in qualche modo e grazie a chiunque troverà del tempo per leggere la mia storia. 
Spero di ricevere delle recensioni per sapere più o meno il gradimento di questa storia, ancora grazie a tutti  
Ps. domani Ian è a Roma ed alloggerà in un hotel vicino casa mia, non sò se svenire subito o aspettare domani! XD
- Fabiana-
   
 
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