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Autore: Makochan    30/08/2016    1 recensioni
Paperinik è un eroe del presente, ben noto nel futuro per aver sventato l'invasione Evroniana.
L'agente della tempolizia Lyla Lay lo recluta nel suo tempo per una missione molto delicata: catturare un androide ribelle fuggito nello spazio e riportarlo sulla terra.
Ma mischiare presente e passato può portare a conseguenze molto strane e Paperinik non si aspettava certo di incontrare una parte del suo passato proprio nel futuro.
Cosa succede quando un eroe incontra una leggenda?
Genere: Azione, Science-fiction, Triste | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna | Personaggi: Lyla Lay, Nuovo personaggio, Paperino aka Paperinik
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Halloween in campagna alla fattoria di Nonna Papera non era come in città: in quel sobborgo fuori Paperopoli tutto era più tranquillo e l’atmosfera era accogliente anche nella notte più paurosa dell’anno.

L’aria profumava di mashmallows, di mele caramellate e di popcorn sia dentro che fuori casa.

-Paperotto, hai preso il sacchetto per i dolci?-

-Non chiamarmi così, Nonna! Stanotte sono Capitan Quacklock, il pirata dello spazio! E sono pronto a partire con la mia ciurma alla ricerca di tesori da razziare. Faccio paura, non è vero?-

E intanto si aggiustava la benda sopra l’occhio destro.

Nonna Papera dovette mettere una mano davanti alla bocca per coprire il suo sorriso.

-Nessuno potrà resistere a te e agli altri pirati-

Il suo nipotino sorrise e corse fuori nella notte per raggiungere il gruppo di amichetti.

Nonna Papera non avrebbe mai immaginato che, anni dopo, suo nipote avrebbe completamente dimenticato il cartone animato di Capitan Quacklock ma avrebbe continuato ad andare in giro di notte con un mantello svolazzante, a caccia non di dolciumi ma di criminali.

 

*

 

-Paperino! Hai un minuto?-

-Puff! Pant! Non ora Lyla, ti prego-

Rispose il fattorino di 00 Channel da sotto una traballante pila di materiale d’archivio.

-Capisco. E invece Paperinik ha un minuto?-

-Ma che ne… oh! Oh, bè… vedrò che posso fare. Diciamo verso mezzogiorno?-

Mezz’ora dopo, durante la pausa pranzo, Paperino, Paperinik e Lyla erano allo stesso tavolo a parlare a bassa voce ma molto animatamente.

-Quindi capisci? Abbiamo a che fare con un criminale dalla mente estremamente complessa-

-Ma voi nel futuro dovreste avere tecnologie superiori. Non capisco perché vi servo io-

-È stato Odin Eidolon a chiedere espressamente di te. Lui dice che la nostra società si basa troppo sulle macchine e che per sconfiggere una macchina molto complessa serve proprio il punto di vista umano-

-Odin si fida molto di me. Va bene, mi hai convinto, verrò con te. Quando si parte?-

La giornalista bionda abbozzo un sorriso enigmatico.

-Quando? Dovresti sapere che per me il “quando” è un concetto molto relativo-

 

**

 

Alla fine il “quando” era stato alle otto di quella sera, che erano immediatamente diventate le otto di sera di un paio di centinaia di anni dopo grazie alla cronovela di Lyla.

Erano partiti da un punto della città attualmente abbandonato ma dove tra centinaia di anni sarebbe sorto il palazzo del governo della Paperopoli ultramoderna del futuro.

Appena arrivato Paperinik era stato accolto con una considerazione a cui non era assolutamente abituato: nel suo tempo lo consideravano uno sbandato invece nel futuro lui era un eroe.

Lyla rimase con lui tutto il tempo e gli fece da guida tra corridoi chilometrici ed ascensori che si muovevano in enormi tubi di vetro.

La città diventava piccola a vista d’occhio mentre salivano trasportati da una delle capsule trasparenti così in alto che presto le luci della città sottostante sembrarono un tappeto di diamanti.

All’ultimo piano c’era la sala delle riunioni, con un grande tavolo ovale ed un grande schermo concavo su una delle pareti.

Sulla porta lo accolse un uomo dall’aria distinta ed elegante. I capelli grigio cenere erano raccolti indietro in una coda bassa ed aveva occhiali dalle lenti colorate di blu ma trasparenti.

-Paperinik, benvenuto! Io sono Zacharias Zone, responsabile del settore controllo e supervisione degli androidi difettosi-

Paperinik si chiese se le lenti fossero un vezzo di stile o una necessità medica.

-Vi ringrazio per la fiducia che avete nei miei confronti-

-Ve la siete ampiamente meritata. Sedete, prego, tra poco potremo cominciare-

Poi si rivolse a Lyla con un tono molto più freddo.

-Grazie androide, adesso puoi andare-

Paperinik ormai la conosceva abbastanza bene da cogliere le sfumature delle sue espressioni e da capire che essere apostrofata in quel modo l’aveva ferita.

-Oh, no! Lyla è mia amica ed io insisto perché rimanga-

Il funzionario la squadrò a lungo con un’espressione molto attenta e quanto mai diffidente.

- La sua presenza non è appropriata, dato l’argomento della vostra convocazione-

-E invece io dico che..-

-Va tutto bene, PK-

Lo interruppe lei insolitamente pacata.

-Ma Lyla…-

-Ci vedremo dopo-

E lo salutò con un sorriso prima di allontanarsi.

Gli faceva male vederla ridotta allo stato di macchina che eseguiva degli ordini, e non capiva come in quell’epoca potessero trattarla come un oggetto e non come la persona straordinaria che era.

-Volete una comunicazione ufficiale o vi siete già accorto di aver ferito i suoi sentimenti?-

Chiese a Mr Zone.

-Sentimenti? Gli androidi non hanno sentimenti-

-Posso assicurarvi che non è vero. Gli androidi sono delle intelligenze, artificiali ma pur sempre delle intelligenze, e come tali vano rispettate-

Paperinik stava fissando negli occhi Mr Zone e non si accorse della presenza dietro di lui finché qualcuno non gli posò una mano sulla spalla.

-Ben detto, amico mio. Ed è proprio per questa vostra convinzione così radicata che io ho richiesto la vostra presenza in quest’epoca-

-Odin! Hem.. Mr Eidolon… ben ritrovato-

-Anche per me è un piacere rivedervi. Adesso sediamoci e diamo inizio a questa riunione-

Oltre a lui, ad Odin Eidolon ed a Mr Zone c’erano altre dodici persone.

Alcuni erano gli azionisti più importanti della Eidolon Enterprises dopo Eidolon stesso, gli altri erano vari esponenti del governo cittadino e due erano supervisori esterni inviati dallo Stato.

La faccenda doveva essere seria se c’erano degli addetti alla sicurezza statale, non era più un problema che riguardava solo Paperopoli.

Mr Zone rimase in piedi a lato del grande schermo, mentre Paperinik ed Odin Eidolon si sedettero negli ultimi due posti rimasti liberi.

-Signori, diamo ufficialmente inizio alla riunione. L’ordine del giorno è il problema di sicurezza pubblica rappresentato dal Androide difettoso di serie SSX, attualmente ricercato con il numero S 00 999 e che si presenta con il nome di Capitan Q-

Con un piccolo telecomando accese lo schermo e richiamò una serie di immagini ed articoli di giornale che si proiettarono come un ologramma in 3D sopra il tavolo.

La prima immagine fece sobbalzare gli spettatori ed immediatamente dodici sguardi preoccupati si puntarono su Paprinik.

-Hem… non so… posso chiamare in causa la genetica, giusto?-

Nessuno però rise del suo tentativo di rompere la tensione.

In effetti il ricercato S 00 999 era incredibilmente somigliante a lui: stesso mantello, stessa fisionomia, stessa altezza e struttura corporea.

A prima vista il mantello li faceva apparire identici, poi però si notavano le differenze: una benda che copriva l’occhio destro, una cicatrice sulla guancia sinistra, la cappa sulle spalle, una bandana nera al posto di un cappellino alla marinara ed un’arma che sembrava allo stesso tempo una spada ed un fucile.

-Ecco una delle prime immagini del ricercato- cominciò Mr Zone -Le informazioni su di lui sono molto scarse. Sappiamo solo che era un prototipo, il primo esemplare sperimentale di una nuova serie, e che è fuggito dai laboratori delle Eidolon Enterprises il giorno stesso della sua attivazione; prima di abbandonare il complesso è stato in grado di inserirsi nei database e cancellare tutti i file di progettazione che lo riguardavano.

Una mossa astuta senza dubbio, perché così non possiamo individuare eventuali punti deboli nella sua struttura-

Le immagini cambiarono e adesso al posto del papero in mantello c’erano varie immagini di quelli che sembravano assalti a delle astronavi.

-Per un periodo di tempo dopo la sua fuga non si è più saputo niente di lui, ma circa due mesi fa sono iniziati questi attacchi alle nostre astronavi portavalori. Il drone ribelle crede di essere un pirata, per questo assalta astronavi con un carico prezioso, ne immobilizza gli equipaggi e poi ruba tutti i beni. Oro, pietre preziose, metalli rari provenienti da altri pianeti sono il suo obbiettivo. Personalmente ritengo che ci sia stato un errore al momento dell’assemblaggio del software di autocoscienza che lo induce a compiere queste azioni-

Uno dei supervisori statali alzò la mano per chiedere la parola.

-Mr Zone, la prego di risparmiarci dettagli tecnici a cui non siamo interessati e di passare alla parte fondamentale, e cioè al piano d’azione che avete creato per eliminare questa minaccia-

Lo sguardo di Mr Zone si fece gelido dietro le lenti blu, per niente contento di quell’interruzione, tuttavia assentì.

-Subito signore. Vedete, il piano per fermarlo si basa sul fatto che gli androidi hanno tutti la stessa struttura base. Sono vulnerabili a particolari frequenze elettromagnetiche che impediscono la corretta trasmissione degli impulsi di movimento. Giusto per non indulgere in dettagli tecnici che voi non capireste, abbiamo progettato un telecomando che genera esattamente questo tipo di radiazioni e che, in concreto, immobilizza l’androide. Una volta immobilizzato verrà riportato sulla terra e riparato in modo che non possa più fare danni, e se ciò non fosse possibile verrà distrutto-

-Perché non lo avete già usato? Mentre voi state qui a parlare, le quotazioni in borsa crollano a causa di questi furti assurdi-

Ancora una volta Mr Zone dovette reprimere la sua rabbia.

-Datemi il tempo di spiegare, Mr Peredur. Questo telecomando è solo un prototipo ed è stato ultimato da poco. Inoltre per essere efficace deve essere azionato entro un raggio di azione molto ristretto. Molto vicino all’androide. Ed è per questo che Mr Eidolon ha richiesto la collaborazione di Mr Paperinik-

Tutti gli sguardi di nuovo si puntarono su di lui.

-Mr Eidolon ritiene che la persona più adatta ad affrontare l’androide sia l’eroe che in passato ha salvato la Terra dagli evroniani-

Per un attimo nessuno disse nulla, poi Mr Peredur diede voce al pensiero collettivo.

-Tutto ciò è assurdo! Noi abbiamo bisogno di risposte immediate e voi non solo ve la prendete comoda, ma pretendete anche di affidare la missione a qualcuno che somiglia a quel criminale come se fossero gemelli-

-Hei, hei, piano! Non vi hanno insegnato che non si giudicano le persone in base all’aspetto fisico?-

Tutti rimasero sorpresi a sentire come Paperinik si rivolgeva ad un ministro del governo.

-Voi fareste bene ad imparare a rispettare le autorità-

-Tecnicamente voi siete nati qualche centinaio di anni dopo di me, il che mi dà un certo vantaggio per diritto di anzianità, o sbaglio?-

-Sbagliate-

-Oh! Quindi io sono solo un tirapiedi da convocare quando avete delle castagne troppo bollenti per le mani, giusto?-

-Se proprio volete metterla in questi termini, sì-

La discussione stava per degenerare su toni troppo accesi, e prima che ciò accadesse Odin Eidolon si alzò in piedi per prendere la parola.

-Signori, vi chiedo di poter discutere in privato la questione con Mr. Paperinik-

Ci fu qualche borbottio astioso in sottofondo.

La posizione di Eidolon in quel consiglio era molto precaria perché era proprio una delle sue creazioni a minacciare l’ordine pubblico.

L’invidia verso l’impero di Mr Eidolon era trattenuta solo dal fatto che lui sembrava aver instaurato una sorta di empatia con Paperinik, cosa di cui Mr Zone si era accorto perfettamente, per cui se il fatto che il papero mascherato accettasse la missione dipendeva da un “colloquio privato” allora lui glielo avrebbe concesso.

Prima il problema principale, quel pirata, e poi Mr Eidolon ed il suo impero finanziario da smembrare tra azionisti e consiglieri dopo una causa che gli sarebbe costata milioni in risarcimenti.

-Confido che un’atmosfera più cordiale aiuterà Mr Paperinik a prendere la decisione più giusta- disse a nome di tutto il consiglio -Andate pure-

-Vi ringrazio. Mr PK, se volete seguirmi…-

Odin Eidolon lo fece uscire dalla sala e lo guidò di nuovo verso gli ascensori.

Paperinik stava per aprire becco per fare qualche commento acido quando Odin gli fece gesto di tacere ed aspettare, allora lo seguì in silenzio.

Oltretutto non gli sembrava che un corridoio fosse il posto più adatto a discutere un caso di sicurezza nazionale.

In ascensore Odin schiacciò il bottone “terrazza” e l’ascensore li portò al livello più alto dell’edificio: un’enorme terrazza protetta da vetri spessi cinque centimetri che permettevano di ammirare il panorama da un’altezza di svariate centinaia di metri senza rischio di cadere giù.

La terrazza era pavimentata, ordinata con un sentiero di ciottoli azzurri in rilievo ed in un angolo c’era un cafè all’aperto ben fornito frequentato dagli alti dirigenti, ingegneri ed azionisti delle Eidolon Enterprises.

In quel momento tutto era illuminato da neon colorati, soprattutto nell’angolo del bar ultramoderno e dall’aria costosa.

-Wow! Che posto spettacolare!-

Non poté impedirsi di esclamare Paperinik.

-Lo trovate bello? Eppure vi assicuro che il mio rifugio segreto è molto più bello. Vi vorrei portare lì, così saremo anche al riparo da telecamere indiscrete-

Ancora una volta Paperinik seguì il suo anfitrione fidandosi ciecamente. Era strano che in compagnia di Eidolon si sentisse perfettamente a proprio agio, come se in realtà avesse già conosciuto quell’uomo tanto tempo prima ma non riuscisse a ricordare dove. O quando.

Eidolon si guardò attorno per un momento, poi tirò fuori da sotto il colletto della camicia una catenella con una chiave come ciondolo, e con quella aprì… una porta per la manutenzione.

“Ma cosa vuol dire? Un rifugio segreto più bello di quella terrazza stratosferica e per raggiungerlo si passa da qui?”

E la sorpresa fu ancora più grande quando Eidolon gli fece cenno di seguirlo su per una minuscola scala di metallo.

La luce filtrava dall’alto da un’apertura tonda.

-Siamo quasi arrivati. Ne vale la pena, vedrete-

Salirono anche quella scomoda scaletta cigolante e quando furono fuori, Paperinik per un attimo non credette ai propri occhi.

Erano in una terrazza più piccola che era più incolta del suo giardino nella Paperopoli del passato.

Non c’era neanche una fonte di illuminazione, a parte una fioca luce arancione proprio sopra la botola da cui erano appena usciti, magari per essere sicuri di ritrovarla e di poter tornare al mondo civilizzato.

Paperinik guardò Eidolon sconcertato, in cerca della battuta finale in cui gli diceva che tutto quel tripudio di erbacce era solo un ologramma e che in realtà erano arrivati in un lussuoso lounge, invece lui sembrava tranquillissimo.

Si sfilò le scarpe costose prima di inoltrarsi sul prato.

-Ho viaggiato in molto posti su questo pianeta e anche su altri, ma non ho ancora trovato nulla che mi faccia stare bene come la mia oasi speciale-

“E tanti cari saluti al bar privato”

-Ti vedo perplesso Paperinik-

-In tutta sincerità, signore, ho visto in vita mia giardini pubblici abbandonati che avevano un aspetto migliore di questo posto-

Era convinto che Eidolon si sarebbe offeso e invece lui scoppiò in una risata.

-Oh, santo cielo! Ora che sei così scontroso sì che ti riconosco!-

-Mi sono comportato così male durante la mia prima visita qui?-

-No, no, è solo che… niente, non è importante, ne parleremo un’altra volta. Adesso il nostro argomento di conversazione è Capitan Q-

Ed Odin tornò immediatamente serio. La sua preoccupazione si percepiva anche se di lui si vedeva poco più che una sagoma nella penombra.

-Se tu non accetterai la missione verrà dato l’ordine di abbatterlo ed io non posso permetterlo. Non voglio che venga distrutto-

-Con tutto il rispetto Mr Eidolon, ma il piano di immobilizzarlo per riportalo sulla Terra come ha proposto Mr Zone al consiglio mi sembra un’azione vigliacca-

-Lo so e non piace neanche a me, ma almeno avrò una possibilità di riportarlo indietro. Meglio il rischio che la certezza di vederlo fatto a pezzi-

In effetti era un ragionamento convincente e non sembrava nascondere secondi fini.

Eidolon sembrava l’unico a trattare l’androide come un essere vivente e non come una minaccia per i capitali.

Paperinik cercò di prendere tempo.

-Anche ammesso che io lo riporti qui, che ne farete? Lo riprogrammerete? Allora sarebbe ugualmente come morto-

-No, no, assolutamente no!- protestò Eidolon -Non voglio azzerare il suo software di autocoscienza. Io voglio solo… curarlo-

Paperinik fu molto sorpreso di sentire una parola così umana pronunciata a proposito di un androide, specialmente con un tono di preoccupazione.

-Sembrate tenere molto a lui, Mr Eidolon-

-Io sono affezionato a tutte le mie creature. Creare un androide non è solo un assemblaggio di parti meccaniche ed io so che ognuno di loro sarà un’entità autonoma. Sono esattamente come dei figli per me. Li progetto al meglio perché possano vivere bene e non solo per eseguire i loro lavori. È un lavoro di pazienza lungo e faticoso, e tutto per un istante magico in cui aprono gli occhi per la prima volta e si rendono conto di essere vivi-

Odin fece una pausa e si passò una mano sul viso come a tentare di scacciare le preoccupazioni.

-Te lo chiedo per favore, PK. Riportalo da me-

All’improvviso quando Odin gli aveva dato del tu gli era sembrato di aver capito chi gli ricordava. Tempo di pensare “ecco chi è!” e già l’impressione era scomparsa.

Quell’uomo che indossava abiti di sartoria e poi amava rifugiarsi a piedi scalzi in un pezzo di terra incolto e nascosto dal mondo poteva anche essere parecchio eccentrico, ma sicuramente era sincero, e questo gli ispirava fiducia.

-E va bene, Mr Eidolon, accetto la missione. Ma ricordate che lo faccio per voi-

 

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Cantuccio dell’Autore

 

Salve a tutti, sono tornata in questa sezione!

Non so bene se questa mia storia è esattamente un crossover con Capitan Harlock.

In realtà sarebbe più Capitan Harlock in versione papera e nell’universo di Paperinik.

Forse ho osato troppo ^^

 

Prima di lasciarvi ecco alcuni chiarimenti:

 

1-   Mr Zone è un personaggio della Serie SSX di Capitan Harlock. Non è un tipo né amichevole né raccomandabile, e porta davvero occhiali con le lenti colorate di blu. Come Flavio Briatore.

2-   SSX, che io ho usato come numero di serie per il nostro prototipo ribelle, è il titolo di una delle serie di Capitan Harlock (menzionata al punto uno)

3-   S 00 999 è il numero da ricercato di Harlock sia nella serie SSX sia nel film in CGI del 2014

4-   Ovviamente, ma credo che lo abbiate già capito, Capitan Quacklock è la versione di Capitan Harlock se il cartone esistesse nell’universo Disney. Capitan Q è l’androide ribelle che si comporta come Quacklock/Harlock per motivi che non posso dirvi adesso, altrimenti non varrebbe la pena di leggere il prossimo capitolo.

 

            Makoto

 

 

 

 

 

 

  
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