Anime & Manga > L'Attacco dei Giganti
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Autore: LaSil88    07/10/2016    0 recensioni
"Maledetto Smith!" (prompt ricevuto durante l'event di settembre, indetto dal gruppo facebook We Are Out For Prompt.)
Genere: Comico, Song-fic | Stato: completa
Tipo di coppia: Shonen-ai | Personaggi: Erwin Smith, Levi Ackerman
Note: Missing Moments | Avvertimenti: nessuno
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Titolo: Fiducia
Autore: LaSil88 
Personaggi: Erwin Smith; Levi Ackerman
Rating: Verde 
Genere: Comico; Slice of life
Avvertimenti: //
Prompt:
 ErwinLevi - "Sei l'unico di cui mi fido per fare questo."

«Sei l’unico di cui mi fido per fare questo.»
Levi inarcò un sopracciglio, guardando il Comandante Erwin Smith perplesso. Non era passato nemmeno un mese dalla sua nomina a comandante e poco più sei mesi da quando era entrato a far parte della Legione Esplorativa; si fidava già così tanto di lui? «Proprio io?» disse con tono basso, cauto, mentre il suo volto tornava ad essere una maschera imperscrutabile. «Perché non chiedi alla quattrocchi? Sicuramente lei ne sarebbe estasiata.» aggiunse subito, con velocità, come se volesse togliersi di torno quella “responsabilità”. Era anche sicuro delle sue parole su Hanji. Quella pazza avrebbe squittito in quel modo acuto, deliziata e felice di avere fra le mani qualcosa di così “prezioso”.
«No, non posso affidarmi a lei.» negò subito Erwin, scuotendo la testa prima di puntare lo sguardo verso di lui, serio e severo come sempre. «Almeno vieni a controllare. Poi deciderai cosa fare. Anche se io...» sospirò piano. «...resterò dell’idea che tu sia l’unico.»
Non demordeva, eh? Poco male, allora. Lo avrebbe lapidato con la sua risposta più tardi, dopo averlo seguito nel suo ufficio per controllare la “cosa” che doveva fare assolutamente lui. «La mia risposta non cambierà!» sentenziò con voce atona, alzandosi in piedi per seguirlo fuori dalla mensa del quartier generale.
***
“Maledetto Smith!”, imprecò mentalmente osservando l’ufficio nel caos più totale. Lo aveva seguito fin lì, aspettandosi al meno un po’ che il suo compito sarebbe stato pulire l’ufficio. Dopo tutto, lui era bravo in quello e ci si poteva fidare delle sue abilità; anche il fatto che avesse rifiutato la soluzione Hanji, portava tutto a quello. Ma no! Erwin Smith aveva per la testa ben altro compito per lui.
“Maledetto Smith!”, sbottò ancora una volta dentro di sé, osservando una scatola grande abbastanza da contenere due grossi tomi di un’enciclopedia. Il fondo era stato coperto con una coperta consunta per trasformare il tutto in una... cuccia!
«Come capirai, Hanji non è adatta. Potrebbe... usarli come cavie?» Il tono era titubante, come se non fosse sicuro della sua affermazione. «Sta per arrivare l’inverno e sono ancora piccoli, forse appena quattro mesi.»
Levi non si mosse nemmeno per un istante mentre, davanti a lui, Erwin continuava a parlare di come avesse trovato quei tre gattini abbandonati in mezzo alla strada. Non se l’era sentita di abbandonarli a sé stessi, pensando che Levi potesse occuparsi di loro. Lui, sempre pronto a sacrificare uomini e la propria umanità per salvare la razza umana, si inteneriva davanti a dei gattini. Ridicolo.
Era pronto a dargli il suo no secco e stroncare sul nascere quella follia di trasformarsi in gattari, quando un miagolio flebile lo obbligò ad abbassare lo sguardo. Ai suoi piedi, uno dei tre gattini stava cercando di darsi alla scalata dei suoi pantaloni. La “bestia” ebbe anche l’ardire di mettersi a fare le fusa, appena si rese conto di essere osservata; successivamente osò anche strusciarsi contro alla sua gamba, miagolando ancora una volta con più insistenza di prima. Erwin si lasciò sfuggire una risatinta divertita, osservandolo negli occhi come se avesse la vittoria in pugno.
«Che tu sia maledetto, Smith.» sbottò ad alta voce, accucciandosi per prendere in braccio il micio e stringerlo al petto. «Rimarranno nella tua stanza, sia chairo. Non voglio peli di gatto e chissà che altro sul mio letto.» sentenziò, arrendendosi un po’ troppo facilmente per i suoi gusti. Se Erwin Smith si fidava di lui per far la badante di tre gatti, lo avrebbe fatto pentire, rendendogli la vita un inferno. Per quanto riguardava la cura di quei cuccioli, ovvio.
   
 
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