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Autore: sallythecountess    03/05/2020    1 recensioni
Mina è una donna bellissima, con un enorme passato oscuro alle spalle e molte cicatrici sul corpo e nell'anima. Non è mai stata amata, ma sempre e solo posseduta come un bell'oggetto di valore da sfoggiare in giro. Mille amanti, centinaia di regali preziosi, eppure nessuno si è mai preoccupato di fare la cosa più semplice, ossia regalarle un vero amore. Riuscirà a trovare la persona che sanerà le sue ferite?
Genere: Avventura, Azione, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het, Slash, FemSlash
Note: Lemon | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate, Triangolo | Contesto: Contesto generale/vago
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Mìmi'
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Capitolo 32: los amigos del poker
E così si erano ufficialmente innamorati, anche se nessuno dei due aveva il coraggio di dirlo all’altro ed entrambi temevano disperatamente di provare più di quanto l’altro non provasse. Mina si era completamente lasciata invadere da quei sentimenti, li aveva abbracciati sperando di non farsi troppo male e aveva deciso di dimostrargli in ogni modo che era completamente sua. Lo riempiva di attenzioni e chiunque in quella casa aveva capito che lo amava e tutti, tranne Neide, erano preoccupati per questo.
Per Juan, invece, la situazione era un po’ diversa. Stava sperimentando tutti quei sentimenti per la prima volta e stava ancora cercando di capire come fare per gestirli senza farsi sopraffare. Non si sentiva esattamente a suo agio con l’intensità di quelle emozioni, ma era insicuro e aveva il terrore di perderla, così iniziò ad essere patologicamente geloso, senza mostrarlo. Oggettivamente non era semplice amare una donna come lei: il suo cellulare era pieno di chiamate e messaggi di uomini che la desideravano, attirava l’attenzione di chiunque per strada e riceveva ogni settimana regali costosi di Myles, che però rimandava sempre indietro con un sorriso. Lui non poteva darle nulla, se non il suo cuore e i suoi disegni, ma lei per ora sembrava non desiderare altro. Aveva occhi solo per lui quella matta e spesso gli ripeteva con sguardo sognante “sei veramente bellissimo” facendolo realmente impazzire. Lui, però, non era ancora mai riuscito a dirle quanto fosse meravigliosa. Lo aveva pensato quasi ogni mattina svegliandosi accanto a lei, ma non aveva avuto il coraggio di dirglielo. Si sentiva già troppo esposto così e l’ultima cosa che voleva capisse era che poteva letteralmente disintegrarlo con un colpo di ciglia.
Non nascosero la loro relazione e questo ovviamente creò grossi problemi con Felipa che era fermamente contraria a quel rapporto e che più di una volta aveva urlato contro a suo figlio che non poteva stare con una donnaccia costantemente mezza nuda, ma lui l’aveva sempre difesa. E poi dopo quasi un mese di pace, anche Carlos decise di metterci lo zampino, spingendo involontariamente Juan sempre di più verso la sua bellissima amata. Una mattina a colazione disse distrattamente a suo fratello “…abbiamo un grosso tavolo di poker stasera al club, vieni?”
Mina rabbrividì nel sentir nominare il club e immediatamente il suo pensiero andò a quelle signorine mezze nude che la tormentavano e si perse in mille riflessioni, senza accorgersi che lui la stava cercando con lo sguardo. Quei tavoli generalmente erano molto redditizi e Juan voleva disperatamente tirare su un po’ di soldi per lei, per il loro rapporto, ma sapeva che Mina non avrebbe reagito bene a quella cosa.
“Non esiste” rispose Mina rigidissima e tutti a quel tavolo si ammutolirono. Vedete, ormai avrete capito che nella famiglia Jimenez le donne non avevano esattamente raggiunto la parità e quindi Carlos si risentì tantissimo di quella frase e rispose “non sono stato chiaro: tu non sei invitata e non mi sembra ti riguardi…”
 “Credo che in realtà non riguardi te” ringhiò in risposta, sfidando Carlos con uno sguardo veramente inappropriato. Neanche sua moglie osava parlargli in quel modo, solo suo fratello lo faceva, ma quella matta con gli occhi blu sembrava non avere nessun rispetto per lui e questo fece vociare un po’ sia Felipa che Clarita.
Carlos stava davvero per perdere la pazienza, quando Juan gli disse in spagnolo che avrebbe sistemato lui la questione e l’afferrò per un braccio per portarla via, ma Mina divincolandosi gli urlò che se aveva intenzione di andare al club doveva dirlo subito, perché avrebbe chiamato Jen per farsi andare a prendere.
“Ragazzina non capisci davvero un cavolo” le disse, con tono estremamente seccato e Mina allora lo fissò come per incenerirlo, ma lui dolcemente aggiunse “ci andrò, devo assolutamente andarci, ma lo farò con te.”
Mina sorrise piano allora e lui le sussurrò “esiste una persona sola al mondo che può battermi a poker, ed è la mia donna…” facendola ridere.
“Quindi devo lasciarti andare a giocare, e ubriacarmi in silenzio insieme alle altre donne Jimenez sperando che tu torni?” ringhiò Mina ferita, ma lui scosse la testa e sussurrò piano “no, tu farai una cosa che nessuna donna Jimenez ha mai fatto: ti siederai al tavolo e farai il culo a quei ricchi imbecilli.”
Mina si mise a ridere forte allora, pensando che moriva dalla voglia di giocare, ma Juan con tono serio le disse “…però non puoi parlare così a quella gente, hai capito?Con mio fratello ti spalleggio io, ma se sono tanti non ne usciamo vivi, te lo dico…”
“Va bene, mi amor, perdon.” Sussurrò piano affidandosi alle sue braccia e dieci minuti dopo rientrò in cucina come se niente fosse e fece infuriare ancora di più le donne Jimenez.
“Ti chiedo scusa Carlos, non volevo essere sgarbata. Sono solo troppo gelosa del tuo bellissimo fratellino…” sussurrò molto piano facendo ridere Juan e infuriare Clarita, che aveva letteralmente iniziato a detestare quella ragazzina che adesso faceva la svenevole con il marito. Carlos sbuffò e basta e Mina ridacchiando aggiunse “…dai che lo so che ci vuoi bene e che ci tieni a quel sorriso di Juanito…”
“Tu sei una donna fottutamente pericolosa e mi toccherà tenerti d’occhio…” le disse, fissandola con una lascivia che infastidì terribilmente Juan, ma lei strinse solo le spalle e uscendo ribattè “niente da nascondere…” bluffando vergognosamente.
“Allora facciamo un giochino pericoloso stasera?” gli chiese raggiante durante la pausa pranzo e Juan annuì e basta.
“Va bene…mi piace…” sussurrò lei eccitatissima e Juan la baciò soltanto. Non era una buona idea portarla in quel posto, e la stava esponendo a un rischio terribile, ma era pur sempre il club di Carlos, con tutti i suoi uomini, quindi non sarebbe successo niente di trascendentale e avrebbe facilmente tirato su un po’ di soldi per farle un regalo abbastanza bello da avvicinarsi a quelli del governatore.
Finito il lavoro Mina corse a vestirsi, super felice di poter giocare di nuovo a fare la femme fatale. Vedete, in quel mese con Juan era stata la sua ragazzina acqua e sapone, e le era ovviamente piaciuto, ma le mancava da morire fare la diva.  Così indossò un magnifico abito nero, scollato e aderente, le sue scarpe con il tacco a spillo, che da sole riuscivano sempre a sollevarle il morale, e chiese alle sue nuove amiche di sistemarle i capelli e il trucco.
“Mi raccomando-disse fissando Neide- voglio un trucco nero e fortissimo, di quelli che fanno risaltare gli occhi e ti fanno sembrare una gatta.”
La sua amica estetista provò a farle notare che per il suo incarnato era meglio un marrone, ma Mina la fulminò con gli occhi e obbedì.  Era sempre lui a scegliere il suo trucco per le foto, e a Juan piaceva poco truccata, ma lei quella sera avrebbe rivendicato il suo look e il suo corpo.
Si era innamorato perdutamente della ragazzina semplice, con poco trucco e i pantaloncini, ma perse letteralmente la testa quando vide Mina in versione regina: era maestosa, arrogante e un tantino diabolica. Sexy come nessuno e tanto provocante da fargli avere un orgasmo con un solo sguardo. Ci mise qualche secondo per riprendersi dal colpo e poi le sussurrò “ragazzina non stiamo andando a girare un porno, come diavolo ti è venuto in mente di vestirti così?”
“Non ti piaccio?” chiese con occhi languidi e lui rispose solo “A chiunque piaci Mina, persino alle donne…”
“Beh problemi loro, perché io appartengo ad un uomo solo…” rispose lei baciandogli il collo e Juan pensò solo “...e solo Dio sa perché lo hai scelto…”. Mina in versione diva lo eccitava, era ovvio, ma allo stesso tempo lo intimoriva terribilmente, perché era letteralmente troppo per lui e nel suo cuore iniziarono a farsi strada mille paranoie.
Arrivati al club, ovviamente entrambi attirarono l'attenzione  perché la loro scenata dell’ultima volta non era passata inosservata. C'era una persona, però, che li teneva d'occhio più degli altri: sprofondando nella sua poltrona di velluto, quella del comando, osservava da lontano tutta la scena molto preoccupato, sapeva che Mina l'avrebbe condotto di nuovo da lui  e ne era felice, ma allo stesso tempo quella bambolina lo inquietava, perché temeva potesse scatenare il lato oscuro di Juan e si chiedeva fin dove avrebbe portato il suo fratellino.
Quando li vide entrare sorrise ad entrambi e ovviamente gli offrì da bere, ma Juan seccamente rifiutò e ringhiò “Niente alcol prima di una partita. Dove sono?” Carlos sorridendo baciò la mano di Mina e disse “signorina ci potrà mai perdonare se la lasciamo da sola stasera?”
Ma Juan acidamente rispose“Non la lasciamo sola affatto, gioca con noi.”
Carlos allora per un secondo inorridì: era quello il motivo per cui era riuscito ad ottenere il suo permesso? Come diavolo era venuto in mente a quel suo fratellino di portare una donna del genere nella sua sala del poker?
 Gli lanciò uno sguardo pieno di significati, che Mina notò ma Juan no. La trascinò letteralmente via con sé e la portò in quella sala piena di uomini disgustosi e prostitute.
Erano quelli gli amici di Carlos: laidi mercanti d'armi vecchi e disgustosi,con i capelli gelatinosi, i baffi lucidi e le camice strette su quei loro enormi ventri, le dita pesantemente ingioiellate avvolte da sigari e una bocca sottile simile ad un pallone sgonfio. Erano tutti uguali, sporchi e senz'anima, tutti simili a Carlos, ma non a Juan. Schifosi mercanti che giocavano ogni mese a poker con loro e che costringevano ragazzine appena maggiorenni seminude e truccate da prostitute da quattro soldi, a restare al loro fianco durante il poker. La sala era scura, ampia ma piena di fumo, e Mina tossì perchè le mancava l'aria. Ovviamente una creatura di tale fattura attirò immediatamente gli occhi di quelli che Juan e Carlos chiamava “Los Amigos” e lui fece un cenno di saluto a tutti, che ricambiarono e gli dissero delle frasi in spagnolo, a cui lui rispose con un cenno della testa. Il clima era sereno, sembrava quasi una riunione tra vecchi mafiosi giubilanti, ma tutto cambiò quando Juan porse a Mina la sedia accanto alla sua, violando una regola aurea: nessuna donna poteva sedersi a quel tavolo, figuriamoci se poteva giocare. Mina rimase un secondo a guardare confusa però, non spaventata. Sapeva che il suo Juan l'avrebbe difesa, e così fece. Si alzò una vera e propria folla di commenti in spagnolo: i mercanti urlavano, gesticolarono, e per un secondo la spaventarono, tanto da spingerla a cercare la mano di Juan, che però rimase perfettamente calmo e accendendosi una sigaretta gridò “Basta ya.”
Era confusa e non capiva, ma Juan cominciò a parlare in spagnolo, con un tono gelido e autoritario da far paura, e lei si sentì protetta e eccitata da impazzire. I mercanti risposero, delle frasi incomprensibili e mentre Carlos cercava di mettere pace, o almeno così le sembrava dai gesti delle sua mani, Juan fece una cosa che la mise in allerta: tirò fuori una delle sue pistole e la lanciò al centro del tavolo, restando a guardare quegli uomini con le braccia incrociate e lo sguardo severissimo. Era un atto di sfida abbastanza plateale e tutti lo capirono, Mina inclusa. Fu a quel punto che la diva, immaginando che il suo compagno fosse in pericolo o comunque in difficoltà, decise di intervenire. Si schiarì la voce per attirare l’attenzione di quegli uomini e quando ebbe i loro occhi addosso, fece quello che sapeva fare meglio: li abbindolò. Con sguardo seducente e voce da bambina indifesa sussurrò “Ragazzi miei, non c’è mica bisogno di arrabbiarsi. So che deve essere una noia mortale giocare con una ragazzina che a stento riesce a tenere le cinque carte in mano, ma sono in questa città da poco e sono in cerca di qualche emozione nuova, però se non volete me ne vado subito…”
Juan la fulminò letteralmente con gli occhi, ma lei gli fece un occhiolino molto esplicito e lui decise di provare a capire dove volesse andare a parare, anche perché prima del suo intervento stava per scoppiare una sparatoria da cui difficilmente ne sarebbero usciti indenni, quindi valeva la pena di lasciarla tentare.
Mina, consapevole del suo fascino stava giocando con quei porci disgustosi, per permettere a lei e Juan di andarsene indenni, ma uno di loro le chiese solo “…e che cosa vinciamo se ti facciamo giocare?” con un tono tanto fastidioso da far venire a Juan voglia di ucciderlo, ma Mina gli afferrò la mano di nascosto per calmarlo, e con voce flautata rispose “facciamo così: se mi dimostrerò una stupida incapace, se perderò tre partite mi spoglierò integralmente, cosicché voi possiate essere ricompensati per il disturbo...andiamo, non vi sembra equo?Voi mi fate divertire un po' e poi...diverto io voi.”
 Carlos allora guardò suo fratello con aria smarrita: come poteva permettere alla sua donna di fare una cosa simile? Ma ciò che vide gli fece comprendere tutto: Juan le sorrideva fumando, e gli parve lievemente scocciato, ma non allarmato, perché in nessun universo quei quattro vecchi avrebbero mai battuto quel demonio della sua donna a poker.
I mercanti si consultarono tra loro per qualche minuto, poi con labbra umide e occhi lussuriosi, accettarono l'offerta di quella donna così bella, e uno di loro le tese la mano per siglare il patto. Mina non capì cosa stava succedendo, e rimase un secondo interdetta, non sapeva cosa significasse, così i suoi occhi blu cercarono quella distesa di oscurità e la trovarono. Juan la stava fissando e, le spiegò “la mano...il patto” e Mina allora con fare sicuro strinse quella mano e si sedette al tavolo ostentando una sicurezza e una tranquillità che non aveva. Voleva solo scappare con lui ma non si poteva, così giocò al meglio delle sue capacità.
 Mina decise che avrebbe giocato solo le partite necessarie a permetterle di portarsi via Juan indenne, perciò decise di calare immediatamente le sue carte e vinse già alla prima mano, lasciando Juan a sorriderle. Amava giocare con lei e sapeva che non era solo fortuna la sua, no, era una bravissima stratega: contava le carte, osservava gli altri giocatori, e poi ovviamente li distraeva. In nessun universo si sarebbe meritato una donna così: bella, sveglia, suadente e abile di fingersi stupida e ignorante quanto bastava da non rendere furiosi i mercanti.
Carlos li osservava da lontano, buttando giù tequila e coccolando qualcuna di quelle sue ragazzine. Erano davvero belli da vedere, e innamorati in modo quasi imbarazzante, ma a lui quella situazione piaceva sempre meno e per la prima volta in tanti anni pensò che aveva solo voglia di parlare con sua moglie, che però da mesi non parlava con lui. Vedete, Carlos e Clarita avevano due figli di dodici e dieci anni, Manuel e Anita, che lei amava come niente al mondo. Sopportava e concedeva tutto a Carlos, per amore di quei due piccoli, ma quando lui aveva deciso di mandarli a studiare dall’altra parte dell’America lei era morta, e aveva chiuso tutte le comunicazioni e i rapporti con il marito. Lui non aveva mai sentito la sua mancanza fino a quel momento, così abbandonò Juanito e andò a cercarla per parlarle.
Nel frattempo i nostri protagonisti si divertivano incredibilmente: Mina aveva perso una sola partita e lei e Juan praticamente giocavano da soli, come sempre. Gli altri avversari non erano al loro livello, ma nessuno osava dirgli nulla, perchè avevano fatto un patto. Era riuscita a rilassarsi, perché Juan aveva ripreso a sorriderle, ma il suo uomo che parlava in spagnolo, la proteggeva e sfidava contemporaneamente la stava facendo letteralmente sbavare. Dopotutto entrambi amavano giocare e lo trovavano una specie di bizzarro preliminare sessuale, ma questa volta Mina era meno distratta da Juan e potè dimostrare quanto valeva in realtà, e in realtà valeva davvero tanto, al punto tale da vincere molti soldi e far nascere un miliardo d'interrogativi nella mente del suo amico.
Dopo tre ore di poker concordarono che non fosse il caso di continuare, anche perchè i loro avversari cominciavano ad essere piuttosto nervosi, così decisero di mollare. Scapparono letteralmente dalla sala e una volta soli Mina potè finalmente saltargli al collo e baciarlo.
“Non sai quanto ti ho desiderato…” gli disse con fare molto sexy e lui con fare sbrigativo rispose “…non sai quanto ti ho desiderata io, ma ci baciamo dopo…”.
 La trascinò letteralmente in auto e solo allora le disse “Sei stata una matta!” ma con tono terribilmente divertito e Mina ridacchiò e basta.
“sul serio, mi hai fatto perdere dieci anni di vita, cazzo. Non ho idea di cosa ti sia passato per la testa” aggiunse, e allora Mina pensò che fosse un po’ seccato, così rispose “…mi sembravi nei casini e volevo liberarci da quella situazione…”
“Lo so ragazzina, me ne sono accorto e ho apprezzato” aggiunse con molta dolcezza “…ma che non ti passi mai più per la testa di offrirti di spogliarti per un altro uomo, chiaro?” le disse, con una punta di insicurezza e Mina sussurrò “no, no mi amor mai. Però ti prego fai anche con me l’uomo prepotente che mi dà ordini in spagnolo, perché penso che avrei un orgasmo anche solo con uno sguardo…”
 Lui rise e basta, ma acconsentì e quel giochino durò per un po’, facendoli impazzire entrambi. A lei piaceva prepotente e adorava anche la sua gelosia, tanto da non dire nulla neanche quando lui le aveva fatto delle scenate terribili per Greg e Myles che continuavano a chiamarla. Riuscì a farle il regalo che voleva e Mina impazzì per quel piccolo cuore di diamanti che gli era costato una fortuna. Si amarono disperatamente per un altro mese, sempre senza dirselo, e Mina sopportò tutto: le urla di Felipa che le dava sempre della puttana, i silenzi di Juan e la sua terribile gelosia e anche i dispetti di Clarita. Era innamorata persa, ma poi ad una settimana dalla fine del servizio fotografico successe qualcosa che la spinse a fuggire in lacrime il più lontano possibile.
 Nota:
Eccoci qua, un capitolo meno affettuoso, forse, ma più adatto a loro. Che ne pensate di questa Mina paziente e innamorata e di questo Juan insicuro e possessivo? Vi chiedo secondo voi cosa succederà la prossima volta? Fatemi sapere e grazie per aver letto.
   
 
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