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Autore: greeKeys_to_love    01/11/2020    2 recensioni
Grecia, anno 400 avanti Cristo circa.
Una violenta tempesta travolse inaspettatamente la polis di Sparta.
Prima che accadesse, gli abitanti conducevano la loro consueta vita nell'agorà. Le donne erano riunite attorno i banchetti per comprarne la frutta, gli uomini discutevano sulla politica della città, e guardavano i bambini abbrancarsi, felici.
Un fulmine cadde nel mezzo della piazza, e appena si dissolse comparve un'alta e snella figura di una donna. I suoi occhi lacrimanti emanavano saette d'ira, e i lunghi capelli si levavano in aria seguendo il flusso impetuoso del vento.
Degli abitanti si guardarono spaesati, altri esultarono terrorizzati, i bambini corsero dalle madri.
"Atenide", richiamò quella presenza. La voce era incrinata ma incombente, agghiacciante. Così addolorata che quella parola parve quasi un gemito. Quella comparsa fu solo un avviso agli umani.
Con velocità discese l'agorà; il terreno si crepò sotto i suoi passi preminenti.
Raggiunse la rustica abitazione che cercava, e entrando lo vide, sdraiato e incosciente sul morbido pagliericcio.
Cadde sulle propria ginocchia, mentre un tuono irruppe nel silenzio.
Come la lama di una spada, un urlo le attraversò la gola, rimbombando in tutta Sparta.
Genere: Drammatico, Malinconico, Storico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: Lime, Missing Moments | Avvertimenti: Triangolo, Violenza
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Capitolo I

«Sei l'orgoglio di tutta la famiglia.»

Il biondo, pur essendo complimentato dalla madre per l'ennesima volta, se ne stava in disparte, con gli occhi puntati sul muro. Non capiva esattamente il perché; voleva -sperava- solamente che qualsiasi altra presenza attorno a lui scomparisse.

Era ancora nel processo di concretizzazione del fatto che era appena stato nominato dal suo capo esercito come miglior guerriero del Peloponneso. Ma principalmente, ancora doveva realizzare un fatto molto più importante per lui, che gli lacerava il cuore ogni istante che passava in più.

«Figlio mio, mi ascolti?» lo riprese sua madre, notandolo assorto.

Egli si schiarì la voce, alzandosi dalla panca posta innanzi al focolaio: «Sì, madre. Ti ringrazio, davvero... ma... ma ora sono davvero a pezzi. Per... per la... stanchezza fisica.»

La donna lo guardò con aria scettica: «Aro, mio figlio prediletto. Qual è il problema? Per caso una donna?» domandò, celando un dolce sorriso.

Ma notando gli occhi azzurri del figlio rabbuiarsi, si fece passare ogni fantasia riguardo una possibile relazione nascosta del figlio.

«Mi piacerebbe, madre...» mormorò flebilmente «Ma, in realtà, si tratta d'un uomo. Un vecchio compagno di battaglia che ormai è nella politica della città.»

«Un uomo, dunque, molto adulto.» suppose la madre.

Il genito negò con la testa: «Affatto. Pur la giovane età, è in procinto alle nozze e la promessa moglie porta già loro figlio in grembo.» annunciò con freddezza, stringendo i denti all'ultima frase.

La donna matura, conoscendo l'amore meglio del giovane, annuì «Per caso era una tua fiamma, questa fanciulla gravida?»

«No, madre, affatto. Se dir si voglia, era ed è la mia peggior nemica, è Clea.» ammise, notando l'espressione della madre mutare «Ma ciò non ha importanza, oramai. Dovrei lasciare che il passato sia passato.»

«Figliolo, ma fammi capire di che si tratta... e soprattutto perché provi così tanto rancore.»

La donna gli si avvicinò, posando delicatamente la mano sul suo braccio. Lo guardò, con occhi pieni di amore, e gli sorrise.

«Dopo che nascesti e ti riconsegnarono tra le mie braccia, i profeti dissero a me e a tuo padre che saresti stato diverso dagli altri. E io ebbi paura, molta paura di perderti un'altra volta, per qualsiasi cosa. Caro figlio... ho promesso a Zeus di prendermi cura di te. E lo farò in tutti i modi che potrò.»

Aro accarezzò il viso della sua genitrice: «È una storia troppo lunga da raccontare, mia amata madre. Ne parleremo domani, appena rientrerò dagli allentamenti. Te lo prometto, ma non aver pena per i miei pensieri.»
 

Si trovavano entrambi in riva al fiume Eurota, poco distante dalla loro città.

Osservavano il corso delle sue acque limpide, che trasportavano grassi salmoni alla foce, verso il mare.

Gli uccelli che posavano sugli alti rami della flora fluviale intonavano una melodia rilassante, mentre il sole riscaldava il terreno con i suoi tiepidi raggi.

Quello era il loro posto preferito, ma c'era una strana tensione nell'aria, che non vi era mai stata prima.

Era una sensazione sconosciuta ad entrambi, quella che il silenzio faceva venire all'altezza delle bocche dei lori stomaci.

«Dovevi dirmi qualcosa.» mormorò Aro, interrompendo d'improvviso quello spettacolo offertogli dalla natura.

L'uomo al suo fianco tenne lo sguardo puntato sul fiume, e trattenne una smorfia di avvilimento: «Ecco...» cominciò, mettendosi seduto.

Aro abbassò leggermente il capo, notando quel comportamento d'esitazione, e temette l'arrivo di una spiacevole notizia.

«Verso l'inizio dell'Elafebolione... mi sposo.» sussurrò flebilmente.

«Ti sposi...» ripeté il ragazzo, posando lo sguardo verso il cielo.

«Sì... lo so che ne avremmo dovuto parlare prima. Ma... è così. Sai benissimo che funziona così. Anche tu, quando avrai vent'anni, dovrai sposarti.»

«Callisto, io...» lo bloccò, posandosi la mano sul petto «Non continuare. Ho capito.»

L'altro lo osservò «Aro, mi dispiace. Mi dispiace tantissimo, lo sai.»

«Lo so, io lo so. Ma non è reciproca come cosa.» disse subito, alzandosi mentre osservava due pesci che si allontanavano insieme nel fiume.

«Intendi dire che io non so quanto dispiaccia anche a te? Non scherzare, Aro. So che stai male per questo. Ma è inevitabile... non puoi farmene una colpa.»

«No,» sussurrò, sorridendo «non te ne faccio una colpa. È inevitabile sposarsi quest'oggi, d'altronde."

«Aro...»

«Ti auguro il meglio, sul serio.» annuì, chiudendo gli occhi «Non aggiungere altro.»

Callisto trattene il fiato per qualche attimo, ignorando lo sguardo di Aro «Lei è già incinta.»

«Ti ho detto di non...» ribadì, prima di elaborare la frase e bloccarsi. Avvertì ogni cellula del suo corpo raggelarsi.

I suoi occhi divennero improvvisamente vuoti d'ogni anima.

«È per questo che... che la devo sposare subito. Per non dare una brutta impressione. E... poi è mio figlio. Se è maschio... dovrà combattere anche lui, magari diventerete amici. E nel frattempo anche tu avrai un bambino e...»

«Devo andare ad allenarmi.» comunicò, allontanandosi rapidamente dal loro luogo.

Ogni passo che lo portava lontano da lui, lo alleggerì da quel peso che gli si era posato sul petto, ma non impedì all'amarezza di bloccare delle lacrime che gli bagnavano il viso.


 

Con un altro colpo di spada, sgualcì totalmente il tessuto del manichino.

Ripensare a ciò che successe due giorni fa non gli fece affatto bene.

Cercò certamente di evitarlo. Ma era dura, era davvero dura non pensarci.

Lui era innamorato davvero pazzamente di Callisto, ma iniziò a dubitare se fosse reciproco.

Tutte le promesse che si erano fatti fino al mese scorso, erano svanite nel nulla.

Solo gli dei, sapevano quanta rabbia portava nel cuore in quel momento. Quanta delusione incombeva attorno a lui.

E con l'affilata lama della sua valorosa daga, fece a pezzi quel tessuto già rovinato.

«Per l'amore di Atena, Demetride. Che ti ha fatto quel povero manichino?»

Aro si bloccò di colpo, e si girò verso la voce che lo prendeva in giro «Sebeo. Da quanto sei qui?»

«Tanto quanto mi basta per capire che sei incazzato. Cos'è andato storto, miglior guerriero del Peloponneso?» rise, dandogli una pacca sulla spalla. Quando notò le guance del biondo rigate da lacrime, però, si ricompose assumendo un'aria seria: «Va bene, ma ora mi sto preoccupando.»

«E perché mai...» sussurrò l'altro, passando velocemente l'avambraccio lungo le guance.

«Quella lacrime sono troppa adrenalina o è un cuore infranto?»

«Credo che Afrodite non sia dalla mia parte, in questo periodo.» rispose solamente, posando la spada nella fodera.

«Invitala a cena, magari può aiutarti.» rise Sebeo.

«Non credo che funzioni esattamente così.» Aro gli sorrise.

Si guardarono qualche attimo negli occhi con complicità e risero, finché non si avvicinò qualcun altro a loro.

«Oh, Callisto, amico!» esultò felicemente Sebeo, dando la mano al ragazzo e stringendogliela ridendo.

«Ehy Sebeo, tutto bene?» domandò, puntando gli occhi su Aro, che indietreggiò di qualche passo.

«Sì, tutto bene bello. Allora, io adesso vado a comprare della nuova tela per i poveri saccocci delle prove. Ci vediamo dopo.» ammiccò ad entrambi, slegando la cinta di Aro.

«Quella è la mia spada.»

«La tua spada ha la lama da levigare. E non permetterei mai ad un Aro incazzato di restare con la sua spada e una persona!»

Detto questo, si incamminò verso la struttura in cui tenevano tutte le armi per il combattimento.

Aro sospirò infastidito, rivolgendo lo sguardo a Callisto: «Che vuoi?»

«Sono venuto a prendere le mie vecchie cose.» gli spiegò, mostrandogli il sacco contenente spade, lance e l'armatura «E ti ho visto. Volevo... solo salutarti.»

«Bene. L'hai fatto.»

«Al dire il vero, non l'ho fatto. E non voglio solo salutarti, Aro.»

Il biondo sospirò a lungo, massaggiandosi il viso «Ti ho già chiesto che vuoi, allora.»

«Voglio parlarti...» mormorò Callisto «Ieri sei scappato. Non mi hai fatto finire il discorso.»

«Non ho tempo di fermarmi per ascoltare i tuoi progetti per il futuro.» rispose, negando con la testa.

Callisto gli prese una mano, e lo tirò a sé con velocemente, tenendolo stretto tra le sue braccia.

«No. Lasciami.» sussurrò stringendo i denti, e dimenandosi dalla sua stretta.

«Aro, per favore, ascoltami bene.» continuò lui, bloccandolo contro le mura che delimitava lo spazio del campo «Sai perfettamente che noi due ci amiamo. Ma non posso sposare un'altra persona che non sia Clea. Io non smetterò di amarti. Ma se stiamo ancora assieme... anche dopo che la sposerò... circoleranno delle voci poco belle su di noi.»

«Poco m'importa delle voci poco belle su di noi.» mormorò Aro, guardandolo.

«Ma dovrebbe. Io lo faccio per noi. Lo faccio per te, lo faccio per me. Rovineremo la nostra reputazione... tu sei un forte guerriero. Il tuo sangue è per metà divino. Io sarò a capo della mia famiglia e del governo di Sparta. Non possiamo offuscare il nostro valore...» deglutì, guardandosi attorno «...dalla nostra relazione.» sussurrò infine.

«Tu... tu te ne vergogni...» bofonchiò con rammarico.

«I-io non me ne vergogno.» lo bloccò «Se tu fossi nei miei panni, capiresti, Aro.»

«Io mi ci metto nei tuoi panni.» disse «Sei tu che non ti metti nei miei. E ora lasciami. Non m'interessa più.»

Callisto socchiuse gli occhi trattenendo il cordoglio «Non t'interessa più?»

«Che vuoi da me?» sussurrò Aro notando il suo dispiacere «Dimmelo, Callisto. Dimmi che cosa cazzo pretendi da me.»

L'uomo negò con la testa «Non voglio perderti, no?»

«È troppo vaga come cosa.»

«È troppo vaga come cosa? Aro, io ti voglio nella mia vita! Ma non come... come tu vuoi!»

«Non sarò il tuo amante, Callisto.»

«Ma è l'unico modo che abbiamo pur di rimanere insieme.»

Il biondo chiuse gli occhi, posando le mani sul petto dell'uomo, accarezzandoglielo lentamente.

«Mi stai chiedendo di tradire tua moglie con me...»

«Questo perché non amo nessuno, al di fuori di te. Ma raggiunta una certa età è così purtroppo...»

«C-Callisto...» negò con la testa «Io non posso. Non me la sento... di...»

«Riflettici. Ti prego. Non può finire tutto così.»

«Sei tu che stai mettendo fine a tutto.» replicò Aro sottovoce «E la cosa... la cosa seccante è che... non dipende nemmeno da te.» lo spinse leggermente, scollandosi dalla sua stretta.

L'uomo lo guardò allontanarsi, trattenendo a stento un doloroso pianto.

«Aro...»

Angolo autrice
Buon pomeriggio, cari lettori!
Sono nuova qui su EFP, e sono davvero entusiasta per la pubblicazione della mia storia!
Vi anticipo che è la prima fiction che scrivo, quindi se troverete errori grammaticali e/o sintattici, vi prego di segnalarmelo per garantirvi una lettura pulita e piacevole.
Ho deciso di scriverla ispirandomi al mondo dell'epica greca: 
premetto che non sono specializzata in questo mondo, che sto scoprendo sempre di più grazie ad alcune ricerche che faccio proprio per continuare i capitoli e che non sono assolutamente una scrittrice da premio nobel! Amo scrivere e condividere le mie idee con voi.
Per qualsiasi problema o consiglio, potete contattarmi!
GK.

   
 
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