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Autore: Intissar    27/02/2021    0 recensioni
[Uchuu no Kishi Tekkaman Blade]
Piccolo seguito di "Ruota invertita" e delle storie ad essa collegata.
Richard, dopo due lunghi anni, recupera la serenità e riesce a pensare a quanto accaduto senza sentirsi un assassino.
Genere: Hurt/Comfort, Introspettivo, Malinconico | Stato: completa
Tipo di coppia: Shonen-ai
Note: What if? | Avvertimenti: nessuno
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Seduto su una poltrona, lo sguardo assorto, Richard leggeva un romanzo.
Ad un tratto, si fermò, appoggiò la copia di “Ivanhoe” di Scott sulle sue ginocchia e si distese sullo schienale della sedia. Da quanto tempo non riusciva a leggere un libro con tanta avidità?
La lettura, in quei due duri anni di dolore e rinascita, era diventata per lui un rifugio alle sue angosce.
Sospirò. Il ricordo di quanto accaduto era doloroso, ma non gli procurava più quel senso di angoscia e rimorso.
Anzi, la sua mente gli ricordava la verità.
Suo padre era in stato vegetativo permanente, a seguito di un attacco dei Venomoidi, e lui, staccandogli la spina, aveva compiuto un atto di amore.
Gli aveva ridato la dignità, che, per tanto, troppo tempo, gli era stata sottratta dall’esercito.
Le Forze Armate, incapaci di onorare un loro valoroso combattente, avevano spedito a lui una missiva crudele.
Si passò una mano sulla fronte, malinconico. Avevano scelto un giorno non casuale per rivelargli la vera sorte di suo padre.
Volevamo festeggiare la tua guarigione, Nick… Per me, si è rivelato l’inizio di un orribile incubo. – mormorò. Grazie alle amorevoli cure di Star e dei medici, Nick si era ripreso completamente e desiderava festeggiare coi suoi compagni di guerra la sua rinascita.
Certo, aveva recuperato i ricordi e il ricordo dei suoi fratelli e di sua sorella era per lui fonte di malinconia, ma non si abbandonava al rimpianto.
Nick, come una splendida fenice, era risorto dalle ceneri di Teknoman, rivestito d’una forza nuova, capace di sfidare qualsiasi ostacolo.
Tale fausto evento era coinciso con il principio di un periodo luttuoso e tenebroso per lui.
Ma non aveva voluto rivelare agli altri la ragione del suo improvviso mutamento.
Come poteva impedire loro di gioire per la rinascita di quel giovane tanto coraggioso?
Per questo, aveva deciso di rinchiudere il suo dolore nella sua anima.
Solo il comandante Nemo conosceva la verità, oltre il suo volto sempre serio e cupo.
Aveva rispettato la sua scelta e ne aveva comprese le ragioni.
Ma la sua forza era stata sopraffatta da quel grumo di strazio e amarezza.
Pur di riposare, aveva esagerato coi sonniferi e solo il casuale arrivo di Nick aveva impedito la sua morte.
Un debole rossore velò le sue gote. Quando si era svegliato, aveva trovato l’ex Teknoman accanto al suo letto, gli occhi lucidi di preoccupazione.
Non era disgustato dalla sua debolezza, ma angosciato dalla sua scelta.
Aveva creduto di avere sventato un suo tentativo di suicidio.
Chi può dire cosa avrei fatto? – mormorò. La sua mente lottava contro il divorante senso di colpa, ma la stanchezza lo aveva sopraffatto.
Non voleva morire. Desiderava un po’ di requie a quei pensieri dilanianti.
I troppi sonniferi avevano soggiogato il suo fisico ed era sprofondato in un sonno privo di sogni.
O forse aveva celato quelle meditazioni cupe a se stesso?
Quando pensava all’accaduto, non riusciva a darsi una risposta.
Chiuse ancora gli occhi e deboli fremiti percorsero la sua schiena. Nick, malgrado le sue parole, non lo aveva abbandonato.
Anzi, le sue parole mellifere avevano cercato di liberarlo dall’oppressione del senso di colpa.
Poi, le braccia di Nick si erano strette attorno al suo corpo e lui si era abbandonato alle lacrime. Quell’abbraccio, tanto sereno quanto deciso, infrangeva le barriere del suo orgoglio.
Si era sentito cullato e protetto dal suo compagno di lotta.
Ma è stato solo l’inizio… – sussurrò. Certo, erano state necessarie le cure dei medici, ma gli altri Cavalier dello Spazio non lo avevano abbandonato.
Le loro attenzioni e premure, malgrado il suo fiero temperamento, non erano cessate e, nei limiti delle loro possibilità, avevano cercato di fargli sentire la loro presenza.
Inoltre, loro, pazienti, gli ricordavano l’inconsistenza del suo senso di colpa e non lo facevano sentire un parricida.
E, con sua somma sorpresa, gli chiedevano scusa per non aver compreso le ragioni del suo tormento.
Non aveva mai compreso le cause del loro rimorso, ma un simile affetto era stato un balsamo sul suo cuore ferite.
Pur con difficoltà, si era liberato dalla angustiante maschera di una forza artefatta.
Aveva scoperto una nuova forza, ben lontana dall’ostentata e futile aggressività dei militari e aveva potuto vedere oltre la tenebra.
La sinergia di medicina e affetto gli aveva permesso di riprendere a sperare in un futuro irto di ostacoli, ma luminoso.
Non avrebbe mai smesso di ringraziarli.

Ad un tratto, la porta si aprì con un debole cigolio.
Il pilota, sentendo il rumore, si scosse dai suoi pensieri e si girò.
Vide Nick avanzare, a passo deciso, verso di lui.
Ciao. Cosa stai leggendo? – chiese l’ex Teknoman. Ringo stava leggendo e per lui questo era un segno positivo.
La sua guarigione non si fermava.
Continua così., pensò. Da tempo, aveva scoperto di amare il pilota di Terra Blu.
Ma aveva taciuto sui suoi sentimenti per non caricare le sue spalle di ulteriori responsabilità.
Poi, il tempo aveva consentito al suo amore di liberarsi dal desiderio di possesso e di tramutarsi in un sentimento cristallino, libero da impurità.
Bramava la serenità di Ringo.
Solo questo contava per lui.
Tutto, davanti a questo obiettivo, era superfluo.
Ivanhoe di Walter Scott. Sono appena a metà e lo trovo molto divertente. – spiegò il pilota, sorridente. La felicità aveva invaso il suo cuore.
Riusciva a provare piacere in una attività e a parlare a qualcun altro di quest’ultima.
Un segnale sempre più forte di rinascita.
L’altro, a sua volta, annuì. Godeva sempre più di quell’aura positiva sprizzante dal volto di Ringo…
Il suo autentico temperamento riemergeva sempre più.
Potresti leggermene qualche brano? Mi piace la tua voce, quando leggi e interpreti. Riesco a immaginarmi tutto. – spiegò Nick. Pur di stargli accanto, si accontentava di momenti fuggevoli.
Ma non gli importava.
Certo. – affermò Richard, deciso.
Si alzò dalla poltrona, prese il libro e uscì dalla sua stanza, seguito dal compagno.
   
 
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