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Autore: Crateide    22/03/2021    1 recensioni
Raccolta di due flash-fic che raccolgono i pensieri di Persefone e di Ade all'arrivo della Primavera.
Genere: Angst, Introspettivo, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Lei aveva sempre vissuto di luce, era stata il suo nutrimento per secoli, e prima di incontrare Ade mai si sarebbe sognata una vita di ombre, priva di sole e di vita. Se fosse stata ancora una ragazzina, quella prospettiva l’avrebbe terrorizzata. Adesso invece...

Per la prima volta, Persefone non desiderava altro che restare negli Inferi, nel luogo della Dimenticanza, nella sua dimora nei recessi dell’Erebo, accanto al suo sposo.

La Primavera era alle porte, sentiva la terra risvegliarsi poco a poco e chiamarla a gran voce, fino a toglierle il sonno. Eppure, Persefone non voleva andare. Aveva quasi iniziato a odiare la Superficie, a odiare la luce e a maledire il giorno in cui – sciocca! – non aveva mangiato dodici chicchi di melograno, così da legarsi per sempre agli Inferi.

Ormai, l’Oltretomba era la sua casa e il suo Oscuro Signore il suo unico affetto. Gli abbracci della madre non avrebbero mai sostituito l’ardore del suo sposo, così come la luce del sole non sarebbe mai riuscita a farla bruciare come la passione che la rapiva quando Ade la faceva sua.

Persefone si rannicchiò contro il petto del dio e serrò forte gli occhi, nella speranza che la Superficie smettesse di chiamarla.

Il tocco freddo di Ade sulla sua schiena nuda la destò.

«È quasi tempo, amor mio», le disse e la sua voce fremette appena.

Persefone non si mosse, rimase lì accoccolata accanto a lui.

«Questo destino è ingiusto», rispose.

«Lo so, ma è necessario. Tu sei la Primavera che torna a rendere la vita alla terra. Tu sei la Speranza.»

Il mento di Persefone fremette.

«Come può un’infelice come me donare gioia?» chiese.

Ade la strinse a sé, come a non volerla lasciar andare.

«Cosa ti renderebbe felice, mia sposa?»

«Restare per sempre con te, non essere più la Primavera che ora mi è tanto in odio», gli rispose prontamente.

«Mi ami a tal punto?»

«Sì.»

Ade si portò sopra di lei e i suoi capelli le solleticarono la pelle nuda delle spalle.

«Allora amami, ora, e dimentica chi sei. Sii solo la mia Persefone, la donna che ha ridato vita e calore al mio cuore indurito.»

Persefone chiuse gli occhi e gli cinse le spalle con le braccia bianche.

Dopo un tempo incalcolabile, finalmente la Superficie divenne solo un’eco lontanissima.

 

 

 

   
 
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