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Autore: _Il colore del vento_    23/04/2021    2 recensioni
"Giulia ha un rossetto rosso che non mette mai
e tanta paura di crescere
e così esce con le amiche e balla,
balla tutta la sera e a volte quasi funziona,
quasi dimentica di non toccare terra,
mentre il cappio attorno al collo stringe"
Genere: Generale, Introspettivo, Malinconico | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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La ballata dell’impiccato

 




Giulia regala sorrisi storti ai passanti, sorrisi effimeri
che diventano smorfie non appena la luce muta
e in treno viaggia sempre seduta accanto al finestrino
(le dà quasi l’impressione di andare da qualche parte
anche se poi, alla fine, ritorna sempre a casa)

Giulia ha un calendario con troppi giorni in eccesso,
un orologio rotto e un vaso di gerani appassiti
Il problema è il tempo, – pensa sconsolata –
il problema è sempre il tempo!
Poi però il gatto le si struscia vicino alle caviglie e la fa distrarre
– e così le ore se ne approfittano e sgusciano via,
ogni volta senza che lei se ne avveda

Giulia guarda spesso lo schermo scheggiato del cellulare
e si dà della sciocca e ride
perché, in fondo, a volte la vita non è che un’enorme sala d’attesa
di cui non si scorge l’uscita

Giulia ha un rossetto rosso che non mette mai
e tanta paura di crescere
e così esce con le amiche e balla,
balla tutta la sera e a volte quasi funziona;
quasi dimentica di non toccare terra,
mentre il cappio attorno al collo stringe

Giulia piega gli orli delle pagine quando il sonno la coglie
e adesso ha una libreria piena di storie interrotte e sgualcite,
e lascia fiori sulle tombe di sconosciuti,
soprattutto quelli morti giovani
– a cui lascia i fiori più belli –
perché è giusto così,– conviene –
è giusto che qualcuno apprezzi anche loro
 

Giulia dondola nell’aria immobile, con i piedi penzoloni
e l’uomo grasso in prima fila le intima di sbrigarsi
Ma quanto ti ci vuole? – urla stizzito,
detergendosi la fronte madida di sudore –
Ci vuole così tanto a morire?

E allora Giulia ride, ride così forte da spaventare i corvi
che volano via gracchiando
Dev’essersi distratto, Signore, –
esclama, abbozzando un inchino nonostante le labbra livide
e le mani gonfie –
forse vi siete distratti tutti e vi siete persi lo spettacolo!

Che vuol dire, mamma? Non capisco –,
mormora confusa la bambina accanto all’uomo grasso,
strattonando la gonna della madre, che assume un’aria ostile e delusa
Vuol dire che non devi fidarti mai –
spiega cupa, prendendo la bambina per mano e tirandola via,
mentre la folla si dirada
e i corvi volteggiano in cerchi frenetici sopra le loro teste
C’è chi sembra normale e va in giro come tutti gli altri,
ma dentro è già morto da tempo!

Sola sul patibolo, Giulia sospira e addenta una mela,
mentre il gatto le si avvicina facendo le fusa
In fondo li capisco, sai?
Tutta questa strada per niente,
tutta questa strada per assistere nient’altro che
a un’insignificante,
discreta
morte quotidiana
  
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