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Autore: Lita_85    30/04/2021    3 recensioni
Dario fisioterapista casanova incallito. Anita pubblicitaria ironica e intraprendente. Due persone così diverse ma così simili. Le loro vite verranno stravolte dal loro primo incontro, che li porterà loro malgrado in situazioni divertenti e passionali. Sapranno resistersi l'un l'altro? Buona lettura! ❤️
Genere: Commedia, Erotico, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago
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Le luci della metropoli erano la cosa che mi affascinavano di più fin da ragazzino. Quel bagliore che risplendeva davanti ai miei occhi aveva sempre avuto un certo fascino, mi regalavano sempre un senso di libertà e di onnipotenza. I grandi palazzi di Milano mi circondavano facendo da specchio ai fari delle macchine che sfrecciano lungo il corso Buenos Aires dove era situato il mio studio associato di Fisioterapia. Nel corso degli anni mi ero sempre chiesto come un tipo come me, fosse arrivato così in alto pur avendo un pensiero fisso: Le donne. Erano come una droga per me, e lo erano sempre state. E ora, alla veneranda età di trentaquattro anni potevo vantare una lista chilometrica di amanti davvero niente male. Sicuramente il mio bell'aspetto, aveva contribuito al mio successo, chi poteva resistere a degli occhi azzurri come il mare e al capello corvino sempre scompigliato?. Proprio come quella sera, i miei capelli non ne volevano sapere di stare al proprio posto. Li accarezzai con la mano destra con un movimento  irregolare cercando di dare una forma decente mentre con la sinistra tenevo tra le dita la sigaretta che ormai era quasi finita. Avvicinai l'indice e il medio al mio viso socchiudendo gli occhi dietro gli occhiali da vista che mio malgrado dovevo portare per un astigmatismo mal curato. Aspirai quell'aroma di tabacco che ormai mi accompagnava da anni, e che era diventata anche la mia compagna nelle mie scorribande notturne. 

< Sei ancora qui? Pensavo fossi andato via...> Chiese Mirko avvicinandosi a me con aria divertita accendendo anche lui una sigaretta. Lui era totalmente diverso da me, ma altrettanto attraente. Alto, capelli biondo cenere e occhi verde scuro.

< Sto per andare...> Risposi accennando un sorriso lanciando lontano quello che restava della sigaretta e soffiando fuori il fumo che avevo in bocca

<< Mamma mi sento distrutto, l'ultima paziente mi ha fatto proprio penare...>>  Disse cercando di sgranchirsi il collo avvicinandosi a me
 < Esci con Saverio Stasera? >

< Stasera no, mi risparmio la botta di adrenalina! >

< Beh poco male, avrai tutte le ragazze per te! >

< Disse il fisioterapista accasato dai tempi delle elementari… > Replicai  sorridendo beffardo 

< Amo Claudia...e voglio sposarla!  E ne tu e ne Saverio mi farete mai cambiare idea! >

< Guarda, ho gettato la spugna dai tempi del liceo.. non preoccuparti! .> Risposi sorridendo recuperando il piccolo borsone che avevo appoggiato a terra mettendolo sulla mia spalla

< Quindi uscirai in solitaria stasera?  >

< Ho deciso di farmi una birra e andare subito a casa, anche io ho una certa età che ti credi?>

< Io credo che sia arrivato il momento per te di trovarti una brava ragazza!  >

< E anche stavolta farò finta di non averti sentito! E la risposta a quell appuntamento al buio è sempre no! >>

< Ma dai, è la cugina di Claudia! Se la genetica non mente avrà lo stesso suo bel davanzale! > Rispose sorridendo beffardo poggiando la sigaretta tra le labbra

< Presentala a Saverio! >

< Ma lui è un coglione! >

< Pensavo di esserlo io…>

< Se la cosa può consolarti, si è aggiudicato lui il primato...>

< Sono quasi commosso... > Così dicendo misi le mani in tasca e mi incamminai verso il parcheggio che si trovava non molto lontano da lì

<  Dario! > Esclamò Mirko attirando nuovamente la mia attenzione

< Eh? >

< Stendile tutte! >

< Ci puoi contare! > divertito da quella affermazione incoraggiante mi avviai verso la mia auto una Mercedes GLE SUV grigio metallizzato. 

 Buttai il borsone nei sedili posteriori e con fare tranquillo mi sedetti al posto guida allacciandomi la cintura di sicurezza. Diedi uno sguardo veloce allo specchietto retrovisore cercando di sistemare nuovamente quei capelli che non ne volevano sapere di stare a loro posto, e mi incamminai verso il pub. Mi piaceva guidare, mi rilassava dopo una giornata passata allo studio. Quello studio tirato su con fatica e dedizione da me e da quel padre di famiglia di Mirko. Io e Mirko ci conoscevamo praticamente da sempre, e avevamo scelto tutti e due di diventare Fisioterapisti. Saverio invece per la sua propensione a farsi sempre i cazzi degli altri aveva scelto giurisprudenza, una scelta più che azzeccata dato anche la sua parlantina logorroica. Adesso però Mirko aveva deciso di sposarsi con Claudia, la sua storica fidanzata e io sarei stato il suo testimone di nozze. Non che la cosa mi dispiacesse, ma io non avevo mai creduto in quel vincolo corredato di anello. Io non ci sarei mai cascato. 

Entrai nel mio locale preferito "Rencontre" e mi avvicinai subito al bancone sedendomi in uno dei due sgabelli liberi.

< Scusi questo posto è occupato! > Esclamò la ragazza che era seduta proprio vicino a me.

 I suoi occhi Blu verdi mi fulminarono all'istante. Mi guardava con aria convinta, e anche un po' brilla. Aveva un corpo da paura fasciato perfettamente da un vestito in maglina nero con scollo a barchetta. Capelli castano chiaro leggermente mossi tenuti su da una bacchetta dello stesso colore del vestito e chanel tacco dodici. Una visione ad occhi aperti

< Io non vedo nessuno qui signorina…> riposi incurvando leggermente le labbra verso l'alto e spostandomi  verso l'altro posto libero

< Non vede nessuno perché potrebbe esserci qualcuno, o per meglio dire, poteva esserci il ragazzo che mi ha dato buca questa sera... >

< Sono terribilmente dispiaciuto…io non l'avrei mai lasciata qui tutta sola...>
Dissi poggiando i gomiti sul bancone e alzando il braccio verso il barista chiesi il solito

< Non si dispiaccia, credo che sia la storia della mia vita…la pubblicitaria single... > rispose girando con la cannuccia il cocktail che aveva tra le mani.

Quelle mani così bianche e candide come il resto del suo corpo furono una visione per me. E nella mia mente girava già vorticosa la voglia di sfiorarle quella pelle vellutata. Le sue labbra carnose era un richiamo per le mie e i suoi occhi blu-verdi mi facevano impazzire.
Il barista porto subito il mio cocktail preferito, e portandolo alle mia lebbra diedi un bel sorso 

< Vedo che anche lei ci va giù pesante…>

<È stata una giornata lunga...comunque io sono Dario, Dario Mancini...e tu sei?...> Chiesi senza giri di parole

< Quindi ci diamo subito del tu?..> chiese lei con un sorriso malizioso sorseggiando il suo drink

< Beh...voglio almeno sapere il tuo nome prima di baciarti senza pietà…>

< Pretenzioso e sfacciato….> 

< Non sai quanto….> Risposi stringendo il labbro inferiore tra gli incisivi

Lei sorrise portandosi una ciocca di capelli dietro l'orecchio e continuando a sorridere disse

< Anita Velletri...quindi adesso dovresti baciarmi senza pietà giusto? >

< Giusto…>

< Beh, io adesso vado a rifarmi il trucco, non si sa mai, quel ragazzo possa cambiare idea e arrivare da un momento all'altro...> così dicendo prese la sua borsetta e sparì tra la folla, non prima di avermi guardato con aria di sfida. 

A quel punto non capii più niente, e bevendo tutto d'un fiato il contenuto del mio bicchiere mi alzai dallo sgabello, sistemai la camicia bianca che portavo e mi lanciai all'inseguimento di Anita. I bagni tutti rigorosamente sui toni del nero si trovavano ad un livello inferiore, quindi scesi quei pochi gradini con fare deciso. E con la stessa decisione aprii la porta del bagno delle donne dove trovai Anita appoggiata al lavandino di marmo bianco

< Perché ci hai messo così tanto? >

< Scusa l'attesa…> risposi guardandola un'attimo negli occhi e chiudendo la porta a chiave. Era davvero bellissima

Fu in quel momento che la mia mente si offuscò del tutto. La mia lingua si infilò nella sua bocca alla velocità della luce. Sentivo dentro di me il fuoco. Le mie labbra si muovevano veloci sulle sue senza potergli dare diritto di replica. Afferrai il suo collo con entrambe le mani facendole scivolare su di esso. La sua pelle di seta si riscaldava al mio passaggio mandandomi in estasi. Fuori di me, tirai giù il vestito intrappolando tra le mie mani il suo seno prosperoso facendola ansimare forte. Sentirlo sotto i miei palmi, sentire le sensazioni che suscitavo in lei iper stimolavano il mio corpo emettendo suoni indecifrabili e gruttali. Le mie labbra si avventarono sul suo collo baciandolo assaporando ogni centimetro nella sua pelle di seta. Il suo profumo di rose entrò nelle mie narici facendomi impazzire, tutto di lei mi faceva impazzire. E non era da me, io non mi soffermavo mai su certi dettagli...ma con lei...con lei era stato da subito diverso. Ero completamente impazzito. Con risolutezza e del tutto soggiogato dalle sue grazie la feci voltare verso il lavandino, facendole capire di appoggiarsi ad esso. Abbassai i miei jeans e le alzai il vestito nero accarezzandole quel sedere da favola. Chiamai a raccolta tutto i santi del paradiso, prima di infilare velocemente il profilattico che avevo nei jeans ed entrare secco in lei. Non riuscì a trattenere un'imprecazione a quel contatto, quel contatto tanto agognato mi destabilizzò. Cercando di soffocare i miei gemiti le morsi la spalla destra stringendole i fianchi. Iniziai a muovermi lentamente provocando in lei dei gemiti di piacere che attraversarono la barriera del suono entrando nelle mie orecchie prepotentemente innescando in me la medesima reazione. Continuai con imprecazioni di vario genere vedendola muoversi verso di me come una furia. Mi desiderava, lo sentivo da come si muoveva e da come gemeva forte. E io non desideravo altro che lei. Quella visione, che avevo visto altre volte, mi diede il colpo di grazia. Esplosi cercando invano di trattenermi. Lei con le sue urla aveva mandato in tilt il mio cervello. Restammo immobili non so per quando tempo. Ero rimasto immobile su di lei ad ascoltare il suo respiro che piano piano si regolarizzava insieme al mio. All'improvviso però, si alzò di scatto guardandomi come se avesse visto un alieno, come se mi vedeva  per la prima volta. Le mie sopracciglia si incurvarono in un espressione di domanda. Non capivo cosa stava succedendo. Lei per tutta risposta si sistemò il vestito velocemente e aprendo la porta con foga spari nel buio del pub. Spalancai gli occhi verso la porta aperta. Non potevo credere di essere stato sedotto e abbandonato, anche perché non mi era mai successo prima. 
Iniziai a ridere incredulo scuotendo la testa. Il grande Dario lasciato nel bagno delle donne come un coglione. Feci due passi verso lo specchio e guardandomi attraverso, strofinai il viso ancora scosso dalla performance di prima continuando a ridere. Tolsi gli occhiali e li poggiai sul lavandino, quella donna mi aveva stravolto la serata e io volevo stravolgerle la vita.


Note: Capitolo primo. Buongiorno a tutti! Ed eccomi qui in questa pazzia originale! Si, perché questa è la mia prima storia originale! Chi mi conosce sa che scrivo ff su The Vampire Diaries, e nello specifico Delena. Ma l'altro ieri mi sono chiesta, perché no? Perché non provarci?! Ed eccomi qui! Spero con tutto il cuore che la storia possa appassionarvi e che anche voi vi innamorerete di Dario e Anita! ❤️ Mi farebbe tanto piacere sapere cosa ne pensate! Grazie a chiunque seguirà questa dolce pazzia e alla prossima ❤️






   
 
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