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Autore: Miravel0024    30/04/2021    0 recensioni
Restare a casa da soli è il sogno di ogni bambino, ma a volte i sogni possono trasformarsi in incubi.
Genere: Horror, Sovrannaturale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
- Questa storia fa parte della serie 'Writober'
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Aveva sempre desiderato poter stare a casa da solo. Quel senso di indipendenza e libertà. Poter fare quello che voleva quando lo voleva, anche se solo per poche ore.
Aveva supplicato sua madre per lasciarlo da solo, in fondo ormai era grande, aveva già 13 anni, cosa sarebbe potuto andare storto. Alla fine fu accontentato, anche se decisamente mal volentieri, e gli fu fatto promettere di chiamare al minimo problema. 
 
Stare a casa da soli doveva essere divertente, liberatorio, rilassante anche, ma... non lo era.
Era triste, solitario e tremendamente spaventoso. Ogni più piccolo rumore sembravano dei passi in avvicinamento. Doveva guardare la TV a tutto volume, o giocare ai videogiochi, o ancora saltare sul letto come mamma non gli aveva mai permesso. Ed invece eccolo lì seduto sul pavimento, davanti alla TV accesa, ma silenziosa, tenendo stretto il telefono pronto a chiamare sua madre per dirle che aveva cambiato idea, che si era pentito e voleva andare con lei, ma non poteva farlo, se l'avesse fatto sua madre non si sarebbe più fidata di lui ed avrebbe pensato che fosse ancora un bambino. Non poteva farlo doveva essere coraggioso.
Cercò quindi di distrarsi, alzo il volume della TV e mise i cartoni. Per un po' sembro funzionare, ma non riusciva a togliersi di dosso l'orribile sensazione che qualcuno lo stesse osservando. Si guardava intorno, teso come una corda di violino, eppure non c'era nessuno, per lo meno nessuno di visibile. Prese la console dal tavolino, forse concentrarsi sul gioco avrebbe distratto la sua mente.
 
Un alito freddo gli fece salire i brividi su per il collo. Urlò e si voltò di scatto, ma ancora una volta non c'era nessuno. Tutto ciò stava diventando ridicolo, non poteva continuare a suggestionarsi così, era grande e sapeva che certe cose non esistevano, la casa era sempre stata tranquilla, non capiva perché ora si sentisse così nervoso.
Si stava facendo tardi, sua madre sarebbe dovuta arrivare presto.
 
Stava per andare in cucina a prendere da mangiare quando la TV fece una cosa strana, improvvisamente divenne tutta grigia e gracchiante. Si avvicinò, il rumore sembrava diverso dalle normali interferenze, gli sembrava quasi di poter distinguere uno strano sussurro, il che era a dir poco impossibile.
Guardò la TV più da vicino e posò l'orecchio vicino alla cassa, un brivido gli corse lungo la schiena, sembrava che qualcosa stesse chiamando il suo nome.
Si allontanò di scatto, terrorizzato, e posò nuovamente lo sguardo sulla TV statica, per un attimo gli sembro di scorgere qualcosa, come una figura nebulosa, non riusciva davvero a capire cosa fosse, era come se i pixel si stessero muovendo cercando di formare qualcosa. Qualcosa che c'era e non c'era allo steso tempo. 
Un forte rumore tintinnante di ferro lo fece sobbalzare e distogliere lo sguardo. Era la porta.
Sospirò di sollievo, sua madre doveva essere finalmente tornata, poteva finalmente darsi una calmata.
Si giro di nuovo verso la TV, pronto a spegnerla, ma si ritrovò faccia a faccia, con una creatura senza volto, con solo due enormi buchi neri al centro. Parte del suo corpo era ancora all'interno del televisore, l'altra metà era protesa verso di lui. La cosa sembrava osservarlo.
Voleva urlare, ma non poteva.
Non riusciva a muoversi era completamente bloccato dalla paura. 
La cosa si mosse a scatti emettendo uno strano suono gracchiante. Sì avvicinò lentamente arrampicandosi sul tavolino su qui era seduto, una lunga mano artigliata protesa verso di lui.
Vide la mano penetrare lentamente nel suo petto, si sentì svenire.
La cosa frugo per un po' nel suo torace prima di iniziare ad estrarre qualcosa. Era una roba semi trasparente, la sentiva tirare e tendere, come se fosse attaccata a lui e non volesse staccarsi. Stava iperventilando, era completamente nel panico, voleva fare qualcosa, qualsiasi cosa per fermare tutto questo, ma il suo corpo non rispondeva. Sembrava di star assistendo alla scena da fuori, come se quel corpo non fosse suo e lui fosse un mero spettatore.
Il non volto dell'essere si spaccò in due, rivelando degli enormi denti  con qui divorò lentamente quella roba che stava estraendo dal suo corpo. Presto non vide più nulla.
 
Tutto ciò che la donna trovò una volta entrata in casa, fu un freddo guscio dagli occhi vuoti.
   
 
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