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Autore: oscuro_errante    22/05/2021    2 recensioni
Aggredita da Gul Dukat, posseduto da un Pah-Wraith, il Tenente Comandante Jadzia Dax lotta tra la vita e la morte. Separata dal suo simbionte, Jadzia scopre che la vita vissuta con Worf non è ciò che il destino ha scelto per lei. Tornata su Trillius Prime incontra una sua vecchia conoscenza.
Genere: Science-fiction, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Het, FemSlash | Personaggi: Benjamin Sisko, Jadzia Dax, Julian Bashir, Worf
Note: AU, What if? | Avvertimenti: nessuno
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La U.S.S. Defiant aveva giusto fatto in tempo ad attraccare a DS9 che il Tenente Comandante Worf si era precipitato verso l’Infermeria, indifferente di chi travolgesse nel proprio cammino tra coloro che si erano affollati per accogliere i sopravvissuti allo scontro del sistema di Chin’toka.
La Defiant aveva guidato la flottiglia composta dai vascelli della Flotta Stellare, dell’Impero Stellare Romulano e dell’Impero Klingon contro le forze alleate del Dominio, riuscendo per la prima volta da quando gli scontri erano scoppiati a uscirne ampiamente vincitori.
Ovviamente escludendo il fatto che, in pieno scontro, il Capitano Benjamin Sisko, Emissario dei Bajoriani e Ufficiale Comandante di DS9 e della Defiant, aveva avuto un’inaspettata (quanto violenta) visione da parte dei Profeti del Tempio Celeste, che lo aveva messo fuori gioco per un tempo sufficientemente lungo da costringere il Maggiore Kira, suo Primo Ufficiale, a prendere le redini della situazione.

Oltre al brutto colpo riguardante il collasso del Tempio Celeste, il tunnel naturale presso il quale orbitava Deep Space Nine, poco dopo la vittoria ottenuta sulle forze avversarie la Defiant era stata raggiunta da un messaggio di Priorità Uno proveniente dalla stazione spaziale che ingiungeva loro di ritornare il più in fretta possibile: Gul Dukat, posseduto da un Pah-wraith, era riuscito a irrompere nel Tempio ove era custodito il Cristallo della Contemplazione, violandolo, causando proprio il collasso del Tempio Celeste che così duramente aveva colpito l’Emissario dei Profeti.

La folla si chiuse attorno alle figure, a loro volta emergenti dal portellone d’attracco, del Capitano Sisko, del Maggiore Kira e del Capo O’Brien: una bambina bajoriana, di non più di una decina di anni e con un vestitino di varie tonalità di verde, si avvicinò all’Emissario e lo prese per mano: «Emissario, mamma dice che i cristalli sono diventati scuri, che i Profeti ci hanno abbandonato.»
L’uomo le si inginocchiò di fronte, in maniera tale da poter vedere la bambina negli occhi, e le strinse affettuosamente le spalle tra le proprie mani, ma prima che potesse dire una sola parola, la bambina continuò quasi lacrimante: «Deve ritrovare i Profeti. Emissario, lei deve trovarli. Dica loro di tornare, la prego!»

Sisko allontanò per un attimo il pensiero di ciò che lo attendeva in Infermeria e cercò di concentrarsi su quanto la piccola Bajoriana gli aveva appena chiesto. Si guardò attorno, rendendosi conto che la bambina non era l’unica Bajoriana della sua età ad essersi avvicinata a lui; qualche passo più indietro anche i genitori dei bambini lo guardavano con occhi persi. Alcuni membri dell’equipaggio bajoriano di Deep Space 9 avevano interrotto di adempiere alla loro mansioni pur di incontrare l’Emissario.
«Farò di tutto...» fu l’unica cosa che Sisko riuscì a dire.

La folla continuava a mormorare preoccupata, mentre il Capitano Sisko, Kira e O’Brien ripresero la loro camminata, sempre più veloci, verso l’Infermeria. Ad attenderli in astanteria trovarono Odo e Quark, entrambi con le braccia in conserta e stranamente in silenzio, che camminavano avanti e indietro nervosamente e non avevano per niente voglia di battibeccare come erano soliti fare. Non appena furono entrati, si aprì la porta di una delle sale operatorie e ne uscì il Dottor Bashir, ancora avvolto nella tunica rossa che indossava per gli interventi più delicati, seguito da un’infermiera.
La sua espressione, tesa e stravolta, sembrava presagire il peggio. L’Ufficiale Medico Capo di Deep Space 9, notati i colleghi (ai quali si era aggiunto anche il Guardiamarina Nog), lanciò uno sguardo veloce al PADD che aveva tra le mani, prima di consegnarlo all’infermiera, dopodiché si rivolse loro esordendo: «Sono riuscito a salvare il simbionte Dax...»

Attorno a lui, gli altri Ufficiali si irrigidirono: Kira e O’Brien si scambiarono uno sguardo attonito, mentre Quark, che stava per chiedere a cosa si riferisse il medico con quelle parole, fu stroncato da un gesto asciutto da parte di Odo mentre Sisko, da parte sua, era teso come una corda di violino.

«Ma,» aggiunse Bashir facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti (e meritandosi anche qualche occhiataccia), «sono stato in grado di stabilizzare anche Jadzia. Sono entrambi in via di guarigione, anche se ci vorrà ancora un po’. Siamo stati in grado di salvare entrambi! Ora Worf è con lei.» La tensione che aveva permeato il gruppo fino a quel momento evaporò in un battibaleno, con Kira che addirittura abbracciò Quark e Odo che abbozzò una sorta di sorriso, mentre O’Brien dava un’energica pacca sulla spalla a Bashir e Sisko inspirò profondamente un paio di volte per riprendersi da un terribile colpo che, ringraziando i Profeti, non era arrivato. Jadzia era salva, nonostante le importanti ferite sostenute per mano di Dukat. Ma la promessa di vendicarsi sul Cardassiano era ancora fresca nella sua mente: se se lo fosse ritrovato di fronte, non avrebbe di certo esitato.

   
 
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