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Autore: Vallyrock87    11/07/2021    4 recensioni
- Sei uno stupido! Ma non vedi quanto ci siano delle persone accanto a te, non vedi quanto siamo tutti preoccupati per te. No. Tu non vedi nessuno, pensi solo al tuo dolore, e non vedi quanto faccia soffrire anche le altre persone. Tu non sai quanto mi faccia male vederti così, ma vorrei anche aiutarti. Perché non vedi la mia mano tesa verso di tè. Michael ti prego, lascia che io curi le tue ferite, lascia che allevi il tuo dolore. – Alla fine, lei non era più riuscita a trattenere le lacrime, le faceva male vederlo soffrire e sentire di non poter fare niente per lui. Michael sembrava non volere essere aiutato da nessuno.
Questa è una raccolta di One shot Dedicate ad alcuni brani su cui ho costruito delle storie autoconclusive. Ogni storia sarà diversa tra se, ed avranno come contorno un brano musicale. Io ho gusti particolari, e i pezzi saranno tutti molto profondi, adatti al mio stile di scrittura.
Genere: Angst, Introspettivo, Song-fic | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: AU | Avvertimenti: nessuno
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Il paradiso è sospeso nell’oscurità

(Wasp – Heavens hung in black)



Questa è la canzone da cui è estratto il testo tradotto, se volete mentre leggete potete ascoltare il pezzo =)
https://youtu.be/YgkuKLeGc4w
 


 
 

Non ce la faccio più
Non ho più le ali
Le porte del cielo sono sigillate

 
Osservava ipnotizzato dall’alto di quella scogliera, le onde frangersi contro gli scogli. Era una giornata uggiosa, il cielo era coperto da nuvole grigie cariche di pioggia, che da un momento all’altro si sarebbe abbattuta su quel paesaggio. Ma il tempo di quel giorno non poteva che essere in sintonia con la sua anima.

Aveva da poco perso i suoi genitori, in un grave incidente. L’auto aveva sbandato, a causa della pioggia, l’asfalto era scivoloso, il mezzo aveva sfondato il guard-rail ed era finito nella scarpata sottostante. Facendo un volo di diversi metri. Per gli occupanti non c’era stato nulla da fare. All’arrivo dei soccorsi, i paramedici non avevano  potuto far altro che constatarne il decesso.
 

Non mi senti
Non temi che io non torni mai più
Sai cosa vuol dire
Quando il cielo è sospeso nell’oscurità?

 
Lui per uno strano caso del destino, non era in auto con loro. Aveva gli allenamenti di Karate  quel giorno. I suoi, che si dovevano recare nel paese vicino per delle commissioni, l’avevano lasciato davanti alla palestra. Non sapeva, che non li avrebbe mai più rivisti vivi. Quando uscì, rimase per un lungo tempo ad attenderli sotto la pioggia.

Rimase stupito quando invece dei genitori venne a prenderlo la zia. Le aveva chiesto perché fosse venuta lei a prenderlo, ma la donna non gli rispose, fino a che non furono a casa. La zia, sorella maggiore di sua madre, cercò di pesare bene le parole. Ma certe notizie non sono mai facili da dare.

 
 
Le nostre mura sono nere e insanguinate
Non ci sono spazi qui per le tue grida
Oh, basta lacrime per favore


 
Quando venne a sapere della morte dei suoi genitori, si sentì crollare il mondo addosso. Emise un urlo di dolore, come se qualcuno gli stesse dilaniando l’anima. Sentiva che una parte di sé, la più importante, era morta insieme a loro. Avrebbe voluto tornare indietro, avrebbe voluto dirgli quanto gli amasse.

Se avesse saputo che il tempo a loro disposizione era limitato, glielo avrebbe detto ogni giorno. Ricordava sua madre sempre così sorridente e suo padre un uomo tutto d’un pezzo che amava da morire sua moglie. Lo avevano cresciuto con dei valori e dei sani principi, e non avrebbe mai smesso di ringraziarli per questo.

 
 
Tempo? Come puoi dire che io non ho tempo
Sono cieco? ora tu dici che il cielo è cieco, si
Attraverso il ponte dei Sospiri, cieco, tempo


 
Ma ora la loro assenza faceva male. In quei giorni non aveva smesso di piovere, come se anche il cielo fosse dispiaciuto per la loro morte. Da quando aveva avuto quella triste notizia, non aveva più parlato con nessuno. Si era chiuso in sé stesso. Nonostante la sua migliore amica gli fosse stata vicina in quel momento difficile per lui.

Lei, una ragazza dai capelli lunghi, corvini e dagli occhi castani molto profondi. Nonostante lui non le avesse mai rivolto la parola da allora, non aveva smesso di andarlo a trovare ed anche se in silenzio gli era rimasta accanto. Lei comprendeva il suo dolore, sapeva cosa si provava a perdere qualcuno di importante. Erano passati solo due anni da quando aveva perso suo padre per una grave malattia. Anche per lei erano stati tempi bui quelli, ma il suo migliore amico, c’era sempre stato per lei, ed ora voleva ricambiare il favore. I due ragazzi si conoscevano da quando erano bambini, ed era come se fossero fratello e sorella, se non fosse che lei, da qualche tempo, stava iniziando a provare qualcosa per lui. Ma il ragazzo non sembrava essersi accorto di nulla, e lei non aveva il coraggio di farsi avanti, accontentandosi di rimanere solo un amica e nient’altro.

***

Il ragazzo quella mattina aveva preso una decisione.  Si sentiva sempre più male e credendo di non riuscire a vivere in quel modo, aveva deciso di farla finita. Voleva buttarsi dalla scogliera; voleva raggiungere i suoi genitori.

Così ora era sull’orlo di quel precipizio a cercare di prendere coraggio e buttarsi, ma nonostante lo volesse, nel profondo aveva paura; paura di morire. Il vento gli scompigliava i ciuffi biondi che uscivano dal cappuccio della felpa che aveva calato sulla testa. I suoi occhi, un tempo di un azzurro acceso, ora erano spenti ed avevano cambiato colore, erano grigi come il cielo di quella giornata. Strinse i pugni e deglutì un grumo di saliva. Chiuse gli occhi. Ma qualcosa lo bloccò, una voce che sentì provenire da lontano. Pensò di avere le allucinazioni, che forse i suoi genitori cercassero di dissuaderlo, di dirgli che non doveva compiere un gesto simile. Ma quella voce continuava a chiamarlo e sembrava avvicinarsi sempre più.

- Michael. – La ragazza lo aveva cercato dappertutto. Quando era andata a casa della zia e non lo aveva trovato, aveva avuto una strana sensazione. Così era andata a cercarlo nell’unico luogo in cui sapeva lui si sarebbe rifugiato. Quella scogliera era il suo luogo sicuro, dove sin da bambino, andava a rifugiarsi quando era arrabbiato o triste, e lei lo conosceva bene.

- Linda, che ci fai qui? – il ragazzo si era voltato verso di lei. E la stava guardando con occhi sorpresi. Era la prima volta dopo tanto tempo che lui le rivolgeva la parola, ma il suo tono era quasi sprezzante. Per un attimo lei si fermò.

- Io… ti stavo cercando. Ho avuto una strana sensazione. Sapevo di trovarti qui. Ma tu che cosa hai intenzione di fare? – Lei si era avvicinata ed era a pochi centimetri da lui, ma Michael non la guardava negli occhi. Si sentiva in imbarazzo ora che lei era lì davanti a lui. Aveva ancora i pugni serrati, quando poi, infine, si voltò a guardarla.

- Volevo farla finita, non ha più senso vivere per me senza di loro. – Linda lo stava guardando dritto negli occhi. In quello sguardo ci vide tutto il dolore che stava provando ma anche rabbia e frustrazione.Lei fece ciò che in quel momento il suo cuore le diceva. Lo prese per la felpa e, attirandolo a sé lo baciò, ma non era un bacio passionale, carico d’amore. No. Era tutt’altro. Era un bacio rabbioso, colmo di frustrazione e paura; paura di perderlo. Voleva che lui sentisse quanto lei gli era vicino quanto stesse soffrendo insieme a lui, quanto le facesse male quel suo silenzio. Quando si staccò da lui, gli diede un sonoro schiaffo. Lo guardava con occhi lucidi di rabbia, sentiva le lacrime che premevano per uscire.

- Sei uno stupido! Ma non vedi quanto ci siano delle persone accanto a te, non vedi quanto siamo tutti preoccupati per te. No. Tu non vedi nessuno, pensi solo al tuo dolore, e non vedi quanto  faccia soffrire anche le altre persone. Tu non sai quanto mi faccia male vederti così, ma vorrei anche aiutarti. Perché non vedi la mia mano tesa verso di tè. Michael ti prego, lascia che io curi le tue ferite, lascia che allevi il tuo dolore. – Alla fine, lei non era più riuscita a trattenere le lacrime, le faceva male vederlo soffrire e sentire di non poter fare niente per lui. Michael sembrava non volere essere aiutato da nessuno.Lui la guardava con gli occhi sgranati, lei gli aveva sbattuto in faccia una verità che si rifiutava di vedere. Era vero, aveva delle persone che si preoccupavano per lui, c’era qualcuno che ne poteva soffrire per la sua morte e una di queste era proprio davanti a lui. Linda non lo aveva mai abbandonato in nessuna occasione, erano sempre rimasti insieme. E lui non aveva mai provato interesse per nessun’altra, perché lei riempiva completamente le sue giornate. Forse non poteva più considerarla soltanto un amica, perché col passare del tempo era diventata qualcos’altro, qualcosa di più importante. E quel bacio che lei gli aveva dato poco prima ne era la conferma.

Lui si avvicinò a lei e la strinse forte a sé. Linda non aveva ancora smesso di piangere e ora gli stava bagnando la felpa, ma non gli importava. Dopo qualche istante in quella posizione, entrambe si lasciarono cadere in ginocchio, ancora abbracciati.

- Perdonami, sono stato talmente accecato dal dolore da non riuscire a vederti, da non vedere che tu eri lì con me. Hai ragione, sono uno stupido. – Anche lui aveva iniziato a piangere.

- Ti prego promettimi che non penserai mai più di fare un gesto del genere. Per favore lascia che io ti aiuti a rimetterti in piedi. Non escludermi mai più dalla tua vita.- Lui le prese le mani tra le sue e ne baciò le nocche e, guardandola negli occhi le disse:

- Te lo prometto. Prometto che d’ora in poi ti darò tutta l’importanza di cui meriti. – Lei a sentire quella dichiarazione, era arrossita visibilmente. Era talmente imbarazzata da non rendersi conto che lui si era avvicinato alle sue labbra per poi prenderne possesso. La baciò con passione, con trasporto facendole sentire quanto lei fosse importante per lui. Quando si staccarono si guardarono negli occhi e, senza lasciare l’uno lo sguardo dell’altra si alzarono in piedi. Lui le porse la mano.

- Su ora torniamo a casa. – Proprio in quel momento iniziò a piovere, e loro dovettero affrettarsi per tornare a casa.

Da quel giorno, il loro rapporto si evolse, da semplici amici diventarono amanti. Linda aveva guarito le ferite che il cuore di Michael non aveva ancora rimarginato. Nonostante sapesse che sarebbero rimaste le cicatrici e che quel dolore non sarebbe mai scomparso del tutto. Insieme a lei aveva ricominciato a vivere e non l’aveva più esclusa dalla sua vita. Era giunto alla conclusine che senza di lei non poteva sentirsi completo, non poteva sentirsi totalmente felice.








 
Angolo Autrice
Salve gente, ho avuto questa idea di creare delle brevi storie intorno ad alcuni brani che mi possono ispirare. Molto spesso quando ascolto la musica mi piace viaggiare e immaginarmi i protagonisti innamorati o in qualche altra storia complicata. La musica molto spesso è quella che mi dà l'ispirazione, quindi spero che queste brevi storie vi possano piacere. =)
 
Alla prossima =)
 
   
 
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