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Autore: Ghost Writer TNCS    17/07/2021    0 recensioni
Niflheim è sempre stato famoso per essere un pianeta tetro e ostile, ma questo non aveva fermato i coloni. Il loro spirito intraprendente e gli interessi economici di una grande multinazionale sembravano sufficienti per far fronte a qualsiasi avversità, ma si sbagliavano.
Il sogno si è infranto contro misteriose interferenze, e alla frustrazione ha fatto seguito la criminalità. Se per un amante degli esplosivi la situazione è particolarmente allettante, lo stesso non si può dire per le forze di polizia che cercano di ristabilire l’ordine, costrette a combattere un’organizzazione malavitosa più influente delle autorità ufficiali.
La sfida per la frontiera è iniziata e il più forte imporrà la sua giustizia.
Genere: Avventura, Azione, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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35. I salvatori

Il nuovo ufficio del governatore Glazkov era stato collocato in uno dei prefabbricati messi meglio della colonia, che comunque risultava piuttosto spoglio: alcune pareti non erano state rivestite e qua e là si potevano notare cavi penzolanti o tubi scoperti.

Nonostante quelle precarie condizioni, il rappresentante di una nota azienda di articoli sportivi sembrava ben disposto a proseguire il dialogo. Aveva concordato un appuntamento con il governatore per discutere le premesse di una futura sponsorizzazione e per il momento l’incontro stava andando molto bene.

Il nano era sempre più fiducioso, ma delle voci dall’esterno interruppero il loro fruttuoso dialogo.

«Aspetti, non può entrare!» stava dicendo uno dei suoi assistenti.

L’intruso ignorò completamente le richieste del malcapitato e aprì la porta senza nemmeno bussare, facendo praticamente irruzione nell’ufficio.

Le tre biomacchine del governatore, che ormai erano diventate di fatto la sua guardia personale, si fecero avanti per proteggerlo.

«Commissario» la accolse Glazkov, stupito e chiaramente poco entusiasta della visita. Fece segno agli automi di arretrare. «A cosa devo il piacere?»

«Ho bisogno di parlare con lei immediatamente» affermò l’insettoide, e il suo tono aveva un che di minaccioso. «In privato» aggiunse rifilando una breve occhiataccia al rappresentante dell’azienda sportiva.

«Ci sono problemi?» esalò il delegato.

«Rispetto a quello che abbiamo passato, questa è poco più che una formalità» lo rassicurò Mantina, ma il suo sguardo restava apertamente ostile. «Si tratta comunque di informazioni riservate, quindi devo chiederle di uscire.»

Il governatore cercò di dimostrarsi come sempre fiducioso. «Mi scusi per l’inconveniente, le assicuro che non ci vorrà molto. Con la rinascita della colonia, siamo tutti sommersi di lavori urgenti. Prego, il mio assistente le offrirà qualcosa nell’attesa.»

Il rappresentante annuì e si fece accompagnare fuori dall’ufficio, lasciando il governatore da solo con il commissario.

«Allora, cosa c’è di così urgente?» sbottò Glazkov.

«Dov’è Freyja Valkyregard?»

«Chi?»

«La poliziotta che ha fatto sparire perché stava indagando su di lei» affermò Mantina. «Voglio sapere dove l’ha mandata.»

«Primo: non mi piace il suo tono. E secondo: non ho idea di cosa stia parlando.»

«Ne è sicuro? Proverò a rinfrescarle la memoria. Sappiamo che lei è in combutta con il Sindaco, ma è fortunato: non voglio indagare su di lei. So bene che porterebbe un mucchio di problemi, sia a noi che alla colonia occidentale. Ma non le conviene forzarmi troppo la mano, o qualcuno dei miei agenti potrebbe decidere di fare qualcosa di stupido e avventato. Quindi glielo chiederò nuovamente: dov’è Freyja Valkyregard?»

«Io non ho niente a che fare con il Sindaco! E le ho già detto che non ho idea di cosa stia parlando!»

Il commissario continuò a fissarlo con il suo sguardo truce, ma la scorza da politico del governatore era troppo robusta.

«D’accordo, le credo. Credo al fatto che non ha idea di cosa sia accaduto alla mia agente. A quanto pare anche lei è solo una pedina.»

Fu solo un istante, ma l’espressione di Glazkov tradì i suoi reali pensieri: dubbio, rabbia, sfiducia. Aveva colto nel segno.

Non c’era bisogno di aggiungere altro. Il commissario lasciò l’ufficio del governatore e si diresse verso l’uscita, ignorando il personale radunato all’esterno. Di sicuro li avevano sentiti discutere animatamente, ma non le importava.

Si fermò invece un momento per scambiare due parole con il rappresentante del potenziale sponsor.

«Mi scusi se l’ho interrotta, ma dovevo chiarire una questione urgente con il governatore.»

«Tutto risolto, spero.»

«Per certe cose serve tempo e – se mi permette – anche denaro. Io e il governatore abbiamo delle divergenze, ma spero davvero che il vostro accordo vada a buon fine. L’intera colonia vi sarebbe immensamente grata.»

«Sarebbe un onore potervi assistere nella vostra rinascita» annuì il rappresentante, come se il benessere della colonia fosse la sua principale preoccupazione.

Il commissario lasciò l’edificio con la stessa espressione con cui era entrata, ma in realtà si sentiva profondamente diversa. Quando D’Jagger li aveva informati che la ricerca di Freyja si era bloccata, si era lasciata trasportare dalla frustrazione e aveva deciso di affrontare apertamente il governatore. Un po’ se ne pentiva: si era esposta fin troppo, e questo avrebbe potuto danneggiare il suo piano. Se non altro la reazione del governatore aveva confermato i suoi sospetti, e mettergli pressione avrebbe potuto fargli commettere degli errori.

«Commissario Mantina?»

L’insettoide si voltò verso la donna che aveva parlato: un’anfibiana con un anello sul labbro inferiore. Aveva un che di familiare: era una degli uomini di punta del Sindaco. «Sei il leader del Branco. Cosa ci fai qui?»

«Ha appena parlato con il Sindaco, vero? Immagino vorrà arrestarlo, ma non può farlo perché ha le spalle troppo coperte. E non mi riferisco alla Orborum Domini.»

Il commissario rimase in silenzio.

«Se non le dispiace, vorrei proporle un accordo» affermò Priscilla suggerendole di salire sul suo fuoristrada.

«Perché dovrei fidarmi?»

«Perché se no ci prenderemo comunque quello che vogliamo.»

Mantina rifletté un momento, ma poi decise di darle ascolto. Alla fine cos’altro aveva da perdere?

«Ci lasci portare via le biomacchine nel bunker e le persone per cui lavoro non avranno più motivo di proteggere il Sindaco» propose l’anfibiana. «Posso anche darle uno scienziato in grado di distruggere le tre biomacchine attualmente in possesso del Sindaco.»

Di nuovo il commissario si concesse un momento per riflettere. L’idea di fare accordi con dei criminali non la entusiasmava, ma lasciare impunito Glazkov la entusiasmava ancora meno. «D’accordo, ma voglio anche un’altra cosa: Freyja Valkyregard.»

«Posso dirle dove l’abbiamo teletrasportata e come arrivarci, ma starà a voi recuperarla.»

Il commissario annuì. «Direi che abbiamo un accordo.»

***

Tra i membri del Branco era calato un teso silenzio. Warren era assente – al suo posto restava una sedia vuota –, Priscilla era in piedi, gli altri quattro invece erano seduti intorno a un tavolo rettangolare.

Sui loro volti si potevano leggere varie emozioni, ma nessuna di queste era particolarmente positiva. Nessuno aveva voglia di parlare, sembravano quasi in attesa. Era come se uno di loro avesse acceso una miccia, e gli altri fossero troppo turbati per provare a spegnerla.

Uno dopo l’altro avvertirono delle presenze in rapido avvicinamento.

Vongai entrò nella stanza come un fiume in piena.

«Come hai potuto consegnare Albion alla polizia?!»

Warren era due passi dietro la sauriana, scuro in volto.

Priscilla fece un passo avanti. «Vongai, lasciami spiegare. Non l’ho consegnato come prigioniero.»

«Spiegare?! Adesso mi vuoi spiegare?! E perché non l’hai fatto prima?!»

«Ho dovuto agire in segreto. Ho-»

«Certo! Come sempre devi agire in segreto! Pensavo ti fidassi di me!»

«Io mi fido di te, è solo che…»

«“Solo che” cosa? Solo che in realtà non ti fidi!»

L’anfibiana esitò. «Ho dovuto farlo. Ho stretto un accordo con la polizia.»

La scienziata fece un gesto di stizza.

«No, ascoltami: Albion aiuterà la polizia a distruggere le biomacchine del Sindaco. Non è loro prigioniero. E comunque gliel’ho chiesto e lui ha accettato.»

«Certo, lo avrai ingannato, come fai sempre! È la cosa che ti riesce meglio!» La sauriana si voltò e uscì dalla stanza senza guardare in faccia nessuno.

Warren, ancora vicino alla porta, lanciò uno sguardo di disapprovazione verso il suo capo e poi andò dietro la scienziata.

Di nuovo calò il silenzio tra i rimanenti membri del Branco.

«Ha ragione» affermò Ulin’dir. «Avresti potuto dirci subito qual era il tuo vero piano.»

 Yalina si stava fissando nervosamente le unghie smaltate. «Ho sempre odiato il fatto che mia madre mi tenesse tutto nascosto. Mi fa sentire un’idiota.»

Thiago si grattò una delle lunghe basette, fece per parlare, ma poi si limitò ad allargare le mani in un gesto sconsolato.

«Mi dispiace di aver agito alle vostre spalle, ma ora sapete come stanno davvero le cose» affermò Priscilla. «Far parte del Circolo delle Ombre vuol dire agire di nascosto, mentire e manipolare gli altri. Ma non voglio più farlo con voi. Come vi ho detto prima, quando le biomacchine saranno arrivate a destinazione vi manderò le coordinate, a quel punto starà a voi scegliere se raggiungermi o meno.»

«Hai detto di non voler mentire, ma sono sicura che sei bravissima a sfruttare le mezze verità» dichiarò Yalina. «Non stupirti se farò altrettanto.»

Thiago sospirò. «Non fraintendetemi, non mi piace il fatto che tu ci abbia mentito. Ma d’altra parte è stato divertente combattere al tuo fianco. Quindi credo che potrei darti una seconda occasione.»

«Hai detto che la tua missione sarà difficile e pericolosa, ma onestamente mi è sembrato più un mezzo suicidio» fece notare Ulin’dir. «Mi sa che mi tocca aiutarvi.»

«Cosa facciamo con Warren?» chiese Jérémy.

«Non voglio che rinunci a Vongai per seguirmi» rispose Priscilla. «Lo capirò se deciderà di non venire.»

Di nuovo calò il silenzio. La tensione si era attenuta leggermente, ma non era ancora sparita del tutto.

«Ora devo andare» esalò l’anfibiana. Voleva aggiungere qualcosa, ma non sapeva bene cosa. Allungò un braccio e il suo ologramma scomparve.

***

D’Jagger stava fissando intensamente il proiettore del teletrasporto. Aveva appena finito di impostare i parametri necessari e sembrava più serio e concentrato del solito. Del resto, il commissario Mantina aveva avuto la consueta cordialità nell’augurargli buona fortuna.

«Non ho idea di cosa incontrerai dall’altra parte, ma posso garantirti che dovrai affrontarla da solo» affermò l’insettoide. «Ho bisogno di ogni agente possibile qui su Niflheim, quindi non perdere tempo a chiederci aiuto. Detto ciò, vuoi ancora andare?»

D’Jagger fece spallucce, come se il pericolo non lo impensierisse minimamente. «Freyja lo farebbe. Anche per gente come me e lei. Quindi sì, voglio andare.»

«In questo file ci sono le istruzioni per il teletrasporto. Non deluderla.»

Il commissario non aveva aggiunto altro. Ovviamente non l’aveva fatto.

Dal canto suo, il goblin aveva fatto lo spavaldo, ma in realtà le sue mani erano ancora scosse da leggeri fremiti. Si era cacciato nei guai un’infinità di volte, ma sentiva che questa volta sarebbe stato diverso.

Lunaria si posò delicatamente sul suo ginocchio destro. “Faremo in tempo?”

D’Jagger le sorrise con tutta la sicurezza di cui era capace in quel momento. «Non preoccuparti. Dentro è una tenerona, ma fuori Freyja è più tosta di un carro armato. Non mi stupirei se alla fine fosse lei a salvarci!»

La fata annuì con risolutezza. “Conto su di lei, allora.”

Il goblin la mandò a quel paese. «Ehi! Sono io quello che fa battute qui!»

Prese un profondo respiro, chiamò a raccolta tutto il suo coraggio e attivò il teletrasporto.

«Comincia la missione di salvataggio!» Guardò verso Lunaria. «E questa volta saremo noi i salvatori!»


Note dell’autore

Ciao a tutti!

Innanzitutto abbiamo scoperto il motivo per cui Mantina ha lasciato che gli operai portassero via le biomacchine. E possiamo dire che l’ha fatto solo o quasi per poter avere la sua “vendetta” sul governatore. Fino a questo momento il commissario era sempre stata sì ostile, ma comunque molto controllata e tutto sommato rispettosa della legge. Con il rapimento di Freyja sembra proprio aver perso la pazienza, e ha tutte le intenzioni di farla pagare al governatore >:(

Dal “lato opposto del accordo” vediamo che anche Priscilla ha il suo bel daffare a giustificare le sue ultime mosse con i suoi compagni. A Vongai non è proprio andato giù il fatto che Priscilla abbia agito alle loro spalle e usato Albion come merce di scambio (come darle torto?) e per questo Warren sembra intenzionato a lasciare il Branco. Per il momento gli altri sembrano ancora dalla parte dell’anfibiana, ma qualcosa potrebbe essersi incrinato tra loro T_T

Nel finale rivediamo D’Jagger, che non si è arreso, e anzi ha accettato di andare chissà dove per ritrovare Freyja. Un bel cambiamento rispetto all’allegro furfante menefreghista dei primi capitoli O.O E il grosso del merito è probabilmente proprio della “tenerona” XD

Prima di salutarvi, vi lascio il disegno di Lunaria (che in realtà avevo abbozzato già mesi fa :P).

Lunaria (HoJ-1)

A presto ^.^


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