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Autore: Kim WinterNight    20/07/2021    2 recensioni
[Scritta per il compleanno del mio OC Joe ♥]
Joe si risveglia il 20 luglio e sa che questa data ha un duplice significato per lui.
Eppure, non appena si alza e raggiunge Martin in cucina, si ritrova di fronte a un regalo speciale e un po' insolito, capace di trasportarlo lontano da quella piccola vena di malinconia che prova.
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Genere: Comico, Fluff, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
- Questa storia fa parte della serie 'Martin&Joe'
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Fly to the blue light
 
 
 
 
 
 
Quando mi svegliai, mi ricordai immediatamente che giorno fosse.
Era il mio compleanno, ma anche l’anniversario della morte di Chester Bennington.
Il 20 luglio, da quattro anni a quella parte, era diventata una data con un duplice significato: se da un lato cercavo di godermi appieno i momenti in compagnia di chi mi amava, dall’altro il mio umore rimaneva sempre un po’ venato di malinconia.
Era una condizione che non riuscivo a spiegare e che forse nessuno, nemmeno Martin o Maddy, poteva capire.
Mi alzai dal letto e subito le mie narici vennero catturate da un intenso aroma di caffè. Sorrisi lievemente e, accaldato nonostante fosse ancora mattina presto, mi diressi lentamente verso il bagno; in casa riuscivo a muovermi abbastanza agilmente, ma capitava spesso che prendessi male le misure dell’ambiente circostante e finissi per sbattere su qualche mobile o contro lo stipite di una porta.
Riuscii miracolosamente ad arrivare a destinazione e mi chiusi dentro, facendo il più in fretta possibile perché stavo morendo di fame.
Quando finalmente arrivai in cucina, udii la solita Modern FM in sottofondo, la stazione radio preferita di Martin: da quando l’aveva scoperta non c’era colazione che non la includesse tra i rituali.
Era vero che spesso e volentieri trasmettessero delle canzoni discutibili e mandassero in onda rubriche stupide e inutili – come l’oroscopo di Brian Wolf –, ma dovevo ammettere che quel rumore mi faceva compagnia e mi sarebbe mancato se non ci fosse stato.
«Buongiorno!» esclamò Martin.
Rimasi fermo sulla porta perché mi accorsi, nonostante non potessi vederlo, che si stava avvicinando a me.
Mi prese tra le braccia e mi strinse forte, baciandomi con dolcezza tra i capelli ricci. «Auguri, buon compleanno» mormorò.
Sollevai il viso e cercai il contatto con le sue labbra, trovandole accoglienti e morbide come al solito. Mi aggrappai a lui e lo baciai per qualche secondo, accarezzando la sua lingua con la mia, poi mi ritrassi e ridacchiai. «Te ne sei ricordato? Con la memoria da pesce rosso che hai, pensavo di no!» lo presi in giro.
Martin mi lasciò andare e mi tirò una ciocca di capelli. «Bene, vedo che almeno sei di buonumore» commentò.
Scoppiai a ridere e mi gettai nuovamente tra le sue braccia, strofinando il naso contro il suo collo.
«C’è un regalo per te» annunciò, passandomi le dita tra i capelli.
Feci un passo indietro e inclinai il capo verso sinistra. «Davvero?»
«L’ho messo sul tavolo, al tuo posto. Dai, aprilo.»
Con un paio di passi raggiunsi la sedia che occupavo di solito, mi sedetti e allungai le mani di fronte a me; trovai una scatola a forma di parallelepipedo avvolta in carta ruvida e abbellita da una grande coccarda.
Aggrottai la fronte. «Cos’è?»
«Lo devi scoprire da solo» replicò Martin, prendendo posto accanto a me. La sua voce aveva un che di ironico, come se fosse impaziente di scoppiare a ridere nel vedere la mia espressione quando avessi scartato il suo regalo.
«Mi devo preoccupare? Ci sarà qualche cane qui dentro, o forse un allevamento di formiche?»
Martin sospirò. «Certo, come no. Muoviti!»
Mi adoperai per strappare via la carta e mi ritrovai tra le mani una scatola piuttosto liscia. «Devo aprirla?»
«No, aspetta che si apra da sola» ironizzò il mio ragazzo.
«Simpatico.»
«E comunque volevo solo dirti che ho usato una carta con un sacco di arachidi disegnati sopra» aggiunse Martin.
Scoppiai a ridere. «Ma è bellissima, dove l’hai trovata?»
«I trucchi del maestro non si svelano!»
Continuando a tastare con le dita, trovai una linguetta e la sfilai, riuscendo finalmente a infilare la mano sinistra dentro il contenitore in cartone; mentre le mie dita entravano in contatto con un pezzo di polistirolo e con del cellophane, mi venne in mente che Martin era stato proprio un tesoro: aveva pensato a tutti i dettagli, incartando il mio regalo con della carta che rappresentava una delle mie più grandi passioni nonostante non potessi vederla. Erano particolari che apprezzavo sempre tantissimo.
«Ma che roba è?» mormorai, portando fuori qualcosa di metallico e piuttosto leggero.
Avvertii le mani di Martin che sfioravano le mie e mi aiutavano a mettere l’oggetto nella posizione giusta.
«Ora puoi esplorarlo» disse, rimuovendo l’imballaggio con un gesto rapido.
Riportai le dita a tastare ciò che stava sul tavolo di fronte a me: la forma era la stessa della scatola, i lati più stretti erano abbastanza lisci, mentre quelli più larghi non erano altro che delle griglie metalliche.
Le mie sopracciglia si inarcarono ancora di più. «Martin, ma che…» Poi le dita della mano destra trovarono un cavo che spuntava dal retro dell’aggeggio, mentre con la sinistra mi imbattei in un piccolo interruttore.
A quel punto scossi il capo e sbuffai.
«Cosa pensi che sia?» mi domandò sempre più divertito.
«Non so… mi hai regalato una stufetta elettrica? Se è così, sei un po’ fuori stagione, non pensi?» lo apostrofai.
«Non è una stufetta elettrica, ma ha a che fare con l’elettricità.»
«Grazie al cazzo, ha una spina!» esclamai esasperato. «È una lampada che cambia colore tipo quelle che piacciono tanto a Maddy? Di cattivo gusto pure quella.»
Martin sospirò. «Ma per chi mi hai preso?»
«Ci sono!» Schioccai le dita e sorrisi. «Un condizionatore portatile!»
«Niente da fare» negò Martin.
«Allora mi arrendo, non lo so!»
Il mio ragazzo sghignazzava senza ritegno e la cosa mi stava innervosendo sempre più: volevo sapere di che oggetto si trattava, la curiosità mi stava divorando.
«Te lo dico?»
«Certo, che aspetti?» sbottai.
«Allora… questa è una zanzariera elettrica: la attacchi alla presa, la accendi e grazie a dei raggi ultravioletti che attirano gli insetti, questi si avvicinano e vengono fulminati con la corrente ad alta tensione.»
Ogni sua parola ampliava sempre più il mio sorriso: non potevo credere che esistesse qualcosa del genere, né che Martin potesse avermelo regalato per il compleanno.
Ero senza parole.
«Infatti dietro queste griglie ci sono delle lampadine che emettono una luce blu e, appunto, sono magnetiche per tutti quegli insetti volanti tipo: zanzare, mosche, farfalline, moscerini… funziona perfino con le api» proseguì, spostando le mie dita per farmi esplorare ancora i vari elementi dell’oggetto.
Ero a bocca aperta. «Cioè, tu mi stai dicendo che… non dovrò più preoccuparmi di quei maledetti schifosi che mi svegliano la notte e che infestano casa nostra anche se abbiamo le zanzariere?» chiesi conferma.
«Teoricamente sì. Ho comprato questo che dovrebbe bastare per tutto l’appartamento, dato che ha una copertura di cinquecento piedi quadri. Il nostro ne ha sui seicento…»
Mi voltai verso destra e mi sporsi per abbracciare Martin. «Ti ho mai detto che ti amo?» mormorai.
«Solo perché ti ho regalato un fulmina insetti?» scherzò, passandomi un braccio dietro la schiena per attirarmi più vicino a sé.
«Fulmina insetti? È così che si chiama?»
Lui ridacchiò e mi baciò fra i capelli. «No, ma è carino come nome.»
«Hai ragione.»
 
 
Era pomeriggio inoltrato quando Martin tornò a casa dalla piscina.
Avevo aspettato che rientrasse, impaziente di mettere in funzione il mio regalo, anche perché durante la mattinata mi ero ritrovato pieno di punture di zanzare sulla caviglia destra.
«Lo accendiamo?» gli dissi, dopo averlo accolto con un bacio a fior di labbra.
«Non mi dai neanche il tempo di fare una doccia?»
«No, ti prego!» mugolai, trattenendolo per la maglia per impedirgli di andare in bagno senza aver azionato il fulmina insetti.
Martin sospirò stancamente e insieme tornammo in cucina.
«Dove lo mettiamo? No, perché io sono capace di ficcarci le dita e fare la fine delle zanzare!» gli feci notare leggermente preoccupato.
«Stavo pensando di sistemarlo in alto, sulla credenza, così non corri alcun rischio.»
«Ma io sono basso, non ci arrivo ad accenderlo!»
Lo sentii armeggiare con la zanzariera elettrica. «Giusto, e se lo mettessimo sul frigorifero?» propose.
«Non c’è una presa nei dintorni, mi sa che non ci arriva» replicai.
«Dovrei comprare una prolunga. Okay, quindi?»
Ci pensai su per un attimo. «In camera da letto? C’è la scarpiera che non è tanto alta, credo di arrivare all’interruttore» suggerii.
«Può essere una buona idea. Facciamo una prova, vieni.» Martin si diresse verso la nostra stanza e io lo seguii poco dopo.
Lo udii sistemare l’oggetto nel posto che avevamo stabilito e mi accostai a lui.
«Il filo rimane un po’ troppo tirato, però ci arriva. Domani compro una prolunga in ogni caso» annuncio. «Prova ad accenderlo, ma sì che ci arrivi.»
Mi avvicinai alla scarpiera e, dopo averne seguito il profilo con le dita della mano sinistra, raggiunsi la cima e trovai il metallo della zanzariera elettrica. Fui costretto a mettermi in punta di piedi, ma alla fine riuscii ad azionarla e sorrisi soddisfatta.
Udii un leggero ronzio provenire dall’oggetto e incrociai le braccia sul petto. «Ora, zanzare del cazzo, andate a morire!» esclamai in tono sadico.
Martin scoppiò a ridere e mi abbracciò da dietro. «Peccato che tu non possa vedere l’effetto che questa luce blu fa nella stanza: è bellissima» mormorò al mio orecchio.
Rovesciai il capo all’indietro e stavo per proporgli di fare la doccia insieme, quando il trillo del campanello ci fece sobbalzare e rovinò l’atmosfera che si stava creando tra noi.
Sbuffai e mi scostai da Martin. «Hai invitato mia madre per caso?» lo punzecchiai.
«Io non ho invitato nessuno» rispose fingendosi sorpreso, ma qualcosa nel suo tono di voce non me la raccontava giusta.
Mi diressi verso l’ingresso e sollevai la cornetta del citofono. «Chi è?»
«Maddy!» sentii strillare.
Un enorme sorriso si dipinse sulle mie labbra mentre premevo il pulsante per aprirle il portone: ero felice che la mia migliore amica fosse passata a trovarmi. «Martin?»
«Dimmi!»
«È Maddy, l’hai invitata tu?»
«Potrebbe essere…» Lo udii ridacchiare. «Entro in doccia, ne ho davvero bisogno!» annunciò poi.
«Va bene!»
Con il cuore pieno di gioia, aprii la porta di casa e poco dopo venni travolto dall’abbraccio della mia migliore amica: non potevo desiderare di meglio per quella giornata.
 
 
Alla fine la serata si era rivelata ancora più sorprendente: il padre di Martin era passato a farmi gli auguri e mi aveva portato un nuovo bastone bianco come regalo; si era impegnato per scoprire quale fosse il mio modello preferito e, notando che il mio cominciava a scrostarsi, aveva pensato di acquistarne uno per il mio compleanno.
Lo avevo abbracciato forte e avevo desiderato ardentemente che mio padre fosse ancora con me, perché il modo che Harry aveva di trattarmi – come fossi anche io suo figlio – mi ricordava tantissimo la premura e la gentilezza dell’uomo che mi aveva permesso di venire al mondo.
Maddy invece mi aveva regalato un buono per dei trattamenti alle terme, ben consapevole di quanto amassi farmi massaggiare e coccolare; ci saremmo andati insieme durante uno dei successivi weekend e già non vedevo l’ora.
Martin aveva perfino ordinato una torta deliziosa e invitato un paio di miei colleghi di lavoro con cui andavo d’accordo. Avevamo cenato con del cibo d’asporto e ci eravamo divertiti, anche se avrei preferito che anche Harry rimanesse con noi.
A fine giornata io e Martin ci eravamo messi a letto, stanchi e soddisfatti, e non avevamo neanche avuto la forza di amarci come avremmo voluto.
Raggomitolato contro la sua schiena, lo abbracciavo da dietro e mi godevo il silenzio intorno a noi; era una notte insolitamente tranquilla, perfetta per prendere sonno e riposare al meglio.
Avevo gli occhi chiusi e stavo scivolando placidamente in una fase di dormiveglia, mentre il mio ragazzo doveva già essersi addormentato, visto quanto il suo respiro si fosse fatto pesante.
Sospirai appena e mi rilassai completamente.
Poi un improvviso scoppio mi fece sussultare sul materasso.
Cacciai un grido e mi strinsi più forte a Martin.
Lui sobbalzò e si rigirò, per poi mettersi seduto.
«Che cazzo è stato?!» strillai, imitandolo e portandomi la mano sul cuore che martellava senza tregua.
«Non lo so. Mi hai fatto spaventare, perché hai gridato?»
«Qualcosa è esploso!» sbraitai, tremando appena.
«Esploso?» Martin sbadigliò rumorosamente. «Qui è tutto a posto.»
Stavo per chiedergli di controllare meglio, quando un secondo scoppio ci fece sobbalzare.
«Viene dal fulmina insetti!» esclamò il mio ragazzo, scendendo dal letto per accostarsi all’oggetto incriminato.
«Cosa? Già non funziona più?» osservai sorpreso.
«Altroché se funziona: quello scoppio che hai sentito l’ha fatto quando ha fulminato due zanzare enormi!» spiegò, ridacchiando.
«E fa tutto quel casino?!» Mi passai una mano tra i capelli ricci e sudati, tentando di regolarizzare il battito impazzito del cuore.
«A quanto pare sì. Non hai idea di quanti insetti ha preso: ce ne sono piccolissimi, di ogni tipo, più grandi…»
«Davvero? Ma è un portento!» Feci una pausa, poi ripresi: «Forse però è meglio se lo spegniamo durante la notte, altrimenti non riusciremo mai a dormire».
«Domani compro una prolunga e lo piazzo sul frigorifero, almeno possiamo tenerlo acceso e non dovrebbe farci prendere un infarto» concluse.
Udii il rumore dell’interruttore, poi Martin tornò da me e mi prese tra le braccia.
Risi. «Oggi il mondo non vuole che dormiamo» scherzai.
Lui fece scivolare la mano destra lungo la mia schiena nuda e un brivido increspò deliziosamente la mia pelle. «Ora dovremmo essere a posto» biascicò.
Avrei voluto sentire meno stanchezza per fare l’amore con lui, avevo una voglia di matta di lasciarmi amare e di amarlo come meritava, ma non ce la facevo proprio.
Cercai il suo viso e carezzai piano la sua guancia cosparsa di barba. «Preparati: domani avrai un risveglio impegnativo» sussurrai in tono malizioso.
Martin catturò per un’ultima volta le mie labbra e mormorò: «Non vedo l’ora».
Poi si rigirò nel mio abbraccio e io tornai ad accoccolarmi contro la sua schiena, com’ero solito fare.
Avvolsi la sua vita con il braccio destro e finalmente sprofondai nel sonno che avevo tanto agognato.
 
 
 
 
 
 
♥ ♥ ♥
 
TANTISSIMI AUGURI DI BUON COMPLEANNO AL MIO BIMBO TROPPO CRESCIUTO, TRENTUN ANNI PER NIENTEEEEEE *__________* XDD
Ebbene sì, Joe oggi compie trentun anni e la cosa non è rassicurante ahahahahahahahahahah!
E quale regalo migliore poteva ricevere da Martin, se non una zanzariera elettrica enorme?
Piccola incursione nella real life: quest’anno ne ho comprato tantissime e ne ho riempito la casa, FUNZIONANO! Sono FENOMENALI, giuro che non so come ho fatto a vivere senza fino all’anno scorso ^^”””
Ed è anche vero che quando disidratano qualche insetto un po’ grandicello, fanno un suono secco simile a una piccola esplosione, quindi era anche plausibile che Martin&Joe avessero un mezzo infarto quando stavano per addormentarsi AHAHAHAHAHAHAHAH poveri cuccioli!
E, se qualcuno non ne avesse mai visto una, ecco a voi un’immagine che spero sia esplicativa:
 
Per definire quanti metri quadri potesse avere la casa e quanti ne coprisse il “fulmina insetti” – nome che io e Soul abbiamo adottato per questi magnifici aggeggi XD – ho cercato su Google quale misura si usa in America al posto dei mq, e ho trovato che loro ragionano in piedi quadri e che 120mq corrispondono circa a 1200 piedi quadri. Quindi, se non ho fatto male il calcolo, 50mq dovrebbero essere circa 500 piedi quadri. O no?
Se qualcuno trova che abbia scritto fesserie, beh, me lo dica così correggo, non è che io me ne intenda proprio tantissimo di queste robe… ^^”
Ovviamente Maddy e il mitico Harry Harris non potevano mancare, con i loro regali bellissimi *_______*
Insomma, nonostante l’ombra dell’anniversario di morte di Chester Bennington (cantante dei Linkin Park che si tolse la vita il 20 luglio 2017, nonché mito indiscusso di Joe), la giornata è andata piuttosto bene e i nostri bimbi non si possono lamentare :3
Ringrazio tantissimo Leila per la sua fantastica challenge e tutti coloro che leggeranno e/o recensiranno questo mio piccolo racconto ^^
Alla prossima e ancora buon compleanno al mio OC più isterico e speciale ♥
  
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