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Autore: clay97    25/08/2021    0 recensioni
La famiglia di Wen JiShen, principe della regione di Xi, è stata colpita da una terribile malattia; quest’ultima è opera del fantasma più pericoloso di tutti, Yersinia. Il principe dovrà andare a chiedere aiuto a Tan, Dea della Guarigione, per salvare la propria famiglia e mantenere il potere nella sua regione. Tan esaudirà la sua preghiera solo se gli le porterà il ventaglio di Yersinia detto “Ventaglio delle dieci piaghe”. Nel frattempo però le regioni di Luo e di Ryn, vedendo Xi vulnerabile, si preparano ad attaccarla. Durante il suo viaggio alla ricerca del Ventaglio, Wen JiShen incontrerà Tian Hua, uno strano ragazzino che si offre volontario per aiutarlo…
Genere: Avventura, Fantasy, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Shonen-ai, Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 1 
Pustola Nera di Orrenda Fattura

 

«Pustola Nera di Orrenda Fattura è veramente orrenda, degna del suo nome» disse l’uomo bevendo dalla propria giara e deglutendo rumorosamente.

«Sssh! Non dire così o quella ti sente e poi ti maledice!» rispose l’amico con tono terrorizzato, agitato come se si fosse appena bruciato col fuoco.

L’uomo alzò gli occhi al cielo e li fece roteare teatralmente, dopodiché con tono superbo continuò. «Tsk, prima che quella possa sentirmi passeranno anni, secoli forse! E comunque non è mica colpa mia se è brutta, lo dicono tutti»

Un altro ragazzo, seduto con loro da pochi minuti, sentendo il discorso farsi interessante cominciò a prestare attenzione e intervenne: «Eppure mi sono giunte delle voci che dicono che sia bellissima».

L’uomo della giara, con i denti tutti storti e un alito che avrebbe fatto invidia alla stessa locanda, spiegò: «Lo dicono solo perché la temono, in realtà può assumere la forma che vuole… insomma, è pur sempre una Dea»

«Non era mica un fantasma?» chiese l’amico al suo fianco

«Oooh, la chiamano “fantasma” perché così sembra più cattiva, in realtà tutte le Sei Venerabili Sciagure sono Dei» si affrettò a rispondere continuando a bere.

Il ragazzo più giovane, sporco e dalle vesti ben poco eleganti, a quelle parole decise di domandare: «Ma come? Vorreste forse dire che le Sei Venerabili Sciagure sono Divinità? Così oltre all’ira di Pustola Orrenda scatenerete anche quella degli Dei»

L’amico dell’uomo dai denti storti aveva cominciato ad annuire finché l’uomo stesso non intervenne nuovamente: «Ragazzo mio, siete molto giovane per sapere di queste cose»

Il ragazzo, che sembrava avere meno di vent’anni, ribatté con tutta calma: «Spiegatemele allora, dato che siete così informato»

A quel punto l’uomo cominciò…

Originariamente c’era il tutto, il caos totale. Un giorno però dal tutto cominciarono a staccarsi dei pezzi di pura energia i quali andarono a creare quello che comunemente chiamiamo “Cosmo”. Otto di questi pezzi finirono, per sfortuna o per fortuna, nello stesso posto e cominciarono a prendere sostanza.

Secondo le leggende tra gli otto pezzi cominciarono a nascere delle divergenze, anche perché erano tutti uno l’opposto dell’altro ma tutti importanti nella stessa misura. Vita e Morte, Tenebre e Luce, Pace e Strage, Ricchezza e Povertà erano e sono le basi della nostra esistenza.

Dai loro scontri nacquero così gli uomini che tutt’oggi vivono su quella che viene chiamata terra. Dopo alcuni millenni gli otto pezzi però cominciarono a sentirsi stanchi e cercarono dei sostituti che li potessero sostituire alla guida del mondo. Decisero quindi di fare ascendere qualcuno degli uomini così da poter finalmente annullarsi e andare a riposare.

Ognuno di loro scelse un uomo secondo le caratteristiche della propria essenza.

Inutile dire che Morte, Tenebre, Strage e Povertà optarono per persone dalla dubbia moralità, dalla dubbia gentilezza; al contrario Luce, Pace, Vita e Ricchezza optarono per delle persone di stampo totalmente opposto. Mille anni prima che la nostra storia abbia inizio nacquero così i “Nuovi Dei”.

A differenza degli Dei precedenti gli otto nuovi Dei non sembravano andare d’accordo. Dopo soli cinquecento anni decisero così di separarsi. Quattro di loro rimasero nel Regno dei Cieli mentre gli altri quattro scesero nel Regno dei Fantasmi. Fu così che i secondi acquisirono il nome di “Fantasmi”.

Tra le Quattro Venerabili Sciagure la più pericolosa era sicuramente Yersinia, Dea della Morte e Portatrice di malattie anche chiamata “Pustole Nera di Orrenda Fattura”. Nessuno l’aveva mai vista e nessuno sapeva perché il suo predecessore avesse scelto proprio lei. Le leggende sul suo conto si erano accavallate nel corso degli anni e quasi non si capiva più quali fossero le notizie false e quali quelle con fondamento.

Anche sul suo aspetto ormai c’erano così tante informazioni da non capire più quale fossero quelle reali. Alcuni Gran Maestri affermavano che questa Dea era sempre seguita da un’aura infernale e che era brutta da far spavento, tutta coperta di pustole e croste; altri invece dicevano fosse una donna bellissima dalle vesti rosse come le foglie autunnali. Un giovane cultore della scuola Shen, una delle scuole di coltivazione più importanti dell’intera regione di Xi, affermò di aver aver passato addirittura un’intera notte con lei. Aveva anche aggiunto che era stata lei stessa a concedersi, l’unica cosa che aveva chiesto era che rimanesse bendato per l’intero rapporto.

Tutte le divinità erano osannate, ben volute e costantemente invocate, tuttavia Yersinia rimaneva quella più temuta. Questo non solo perché era la Dea della Morte ma anche, e soprattutto, perché era portatrice di orrende malattie ed epidemie.

Nel corso degli anni gli otto Dei avevano cominciato a sentirsi annoiati e così cominciarono a fare ascendere, da una parte e dall’altra, cultori, generali e imperatori ritenuti consoni a rivestire un ruolo divino. L’unica che ancora non aveva fatto ascendere nessuno era stata proprio Yersinia.

Fu così, tra l’altro, che le Quattro Venerabili Sciagure divennero Sei.

Nel corso del tempo le grandi cinque regioni del Mondo della Coltivazione, Yue, Xi, Dur, Luo e Ryn, cominciarono a farsi guerra tra loro e ognuna di essere si legò a delle divinità minori specifiche. Ovviamente nessuna delle Otto Venerabili Divinità andò mai a favorire una di quelle, continuarono il loro lavoro com’era giusto che fosse e secondo le preghiere dei più. Morte, Vita, Salute, Malattia, Pace o guerra erano, in fin dei conti, a discrezione degli stessi mortali.

Per dirla più semplicemente: gli otto nuovi Dei potevano scegliere se buttare letame nel fuoco o andare semplicemente a spegnerlo.

Dopo una guerra durata cento anni le cinque regioni decisero di entrare in un momento di pace ed è proprio in questi precisi anni che comincia la nostra storia…

Dopo avere finito di raccontare la faccenda l’uomo dai denti storti sorrise ai due ascoltatori.

Il ragazzo dalle lunghe ciglia nere aveva ascoltato tutto con attenzione e rispose: «Ho capito, ho capito»

L’amico dello sdentato aggiunse: «Tra le altre cose ho sentito che proprio nella regione di Xi, nel palazzo Wen, è scoppiata un’epidemia, una nuova malattia che ha colpito tutta la famiglia. Sembrerebbe che il figlio maggiore del capo Clan, Wen JiShen, sia in fin di vita»

Lo sdentato ne approfittò per aggiungere: «Yersinia ha colpito, a quanto vedo non gli ha dato un attimo di pace a quel Clan superbo e pieno di arroganza»

«Si certo, poteva però risparmiarli, siamo usciti dalla guerra da soli dieci anni e il mondo della coltivazione non ha bisogno di nuovi problemi!»

Il giovane sembrò interessarsi. «Dite?» appoggiò il mento al palmo della mano «quindi voi non siete d’accordo con lei?»

I due uomini scossero la testa, dopodiché l’amico dello sdentato asserì: «Devi proprio avere un cuore secco per andare a colpire gli uomini dopo cento anni di guerra»

«Ah» rispose il ragazzo sorridendo, dopodiché con tono quasi sognante aggiunse «certo che gli Dei sono proprio stupefacenti»

«Stupefacenti?» chiese lo sdentato «No, sono solo senza cuore, Yersinia soprattutto»

Il ragazzo dalle vesti sporche ne ebbe abbastanza di quella conversazione e si alzò sotto lo sguardo sbalordito dei due compagni di bevuta. Con eleganza si allacciò il proprio cappello di bambù e lanciò un’occhiata ad entrambi: «Vi ringrazio molto per la compagnia…ma dato che si sta facendo tardi…» guardò il sole cominciare a scomparire dietro le montagne «Io andrei…con permesso».

Non aveva ancora finito di pronunciare la frase che quei due uomini caddero sonoramente per terra. Senza sembrare troppo dispiaciuto, con un ghigno divertito sul volto e un’espressione molto lontana dall’essere benevola, cominciò ad incamminarsi verso i campi di riso.

«Chissà se incontrerò qualcuno di interessante».

 

 

   
 
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